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Terremoto di magnitudo 4.5 alle pendici dell’Etna: avvertito in 3 province. Scuole chiuse in molti comuni
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 si è verificata mercoledì mattina alle 07.05 alle pendici dell’Etna. La scossa è stata nettamente avvertita in almeno tre province della Sicilia Orientale: Catania, Messina e Siracusa. Il sisma è stato registrato dalla sala operativa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania. È stato localizzato invece a quattro chilometri di profondità l’epicentro, registrato sull’Etna, più precisamente a nord-ovest di Ragalna. Al momento non si segnalano danni a cose o persone. Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha annunciato che le scuole resteranno chiuse in via precauzionale nel capoluogo, per permettere i sopralluoghi alle strutture che ospitano gli istituti. Numerosi comuni della provincia catanese hanno scelto di adottare la stessa misura, messa in atto dal primo cittadino di Catania. Il dirigente generale della Protezione civile della Regione Sicilia ha disposto l’attivazione immediata di un monitoraggio telefonico per raccogliere segnalazioni e verificare criticità presso tutti i comuni in cui è stata avvertita la scossa. A riferirlo la Protezione Civile stessa. L'articolo Terremoto di magnitudo 4.5 alle pendici dell’Etna: avvertito in 3 province. Scuole chiuse in molti comuni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Cane addestrato ad abbandonare rifiuti per eludere le telecamere”: la video-denuncia del comune di Catania
Un cane con un sacchetto dei rifiuti in bocca percorre via Pulacara, nel rione San Giorgio di Catania, e poi abbandona la spazzatura in una piccola aerea trasformata in discarica abusiva. Lo hanno scoperto al Comune quando hanno visionato le immagini della telecamera istallata per scoprire e punire chi abbandona illegalmente i rifiuti. Dai filmati si vede un cagnolino di piccola taglia portare in bocca un sacchetto di rifiuti e depositarlo in strada. Un gesto ripetuto per due giorni di fila. Per questo secondo il Comune di Catania si tratterebbe di una tecnica usata dal proprietario del cagnolino, addestrato appositamente, per buttare illegalmente i rifiuti senza essere ripreso dalla telecamera di “sorveglianza” dell’Ente. La storia è riportata sulla pagina Facebook del Comune di Catania assieme alla pubblicazione dei due video in cui il cane deposita il sacchetto della spazzatura e il commento “l’ingegno non può mai diventare un alibi per l’inciviltà”. “Il reparto ambientale della polizia locale di Catania – si legge nel post – ha diffuso due video registrati dalle telecamere di sorveglianza in via Pulacara, nel quartiere San Giorgio, nei quali si vede un cane depositare un sacchetto di rifiuti sulla strada. Una scena che lascia poco spazio ai dubbi: l’animale sarebbe stato addestrato per evitare che il proprietario venisse ripreso mentre abbandonava la spazzatura in modo irregolare. Un comportamento – si sottolinea dal Comune di Catania – tanto furbo quanto doppiamente scorretto, perché oltre a sporcare la città tenta di sottrarsi alle regole sfruttando l’inconsapevole amico a quattro zampe. Il rispetto del decoro urbano e dell’ambiente è un dovere di tutti”. L'articolo “Cane addestrato ad abbandonare rifiuti per eludere le telecamere”: la video-denuncia del comune di Catania proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sea Watch 5, il Tribunale di Catania revoca il fermo: presto tornerà in mare
La Sea Watch 5 non è più in stato di fermo per decisione del Tribunale di Catania. Il giudici etnei hanno deciso di revocare il provvedimento che obbligava allo stop di 15 giorni e al pagamento di una multa. La decisione era stata presa dopo un’operazione di salvataggio di 18 persone, compresi due bambini, lo scorso 25 gennaio con l’assegnazione della città siciliana come porto sicuro. “Presto torneremo nel Mediterraneo centrale”, ha annunciato la Ong sui propri canali social spiegando che l’intervento era avvenuto in acque internazionali, nella zona Sar libica, e la sanzione sarebbe stata disposta dalle autorità italiane perché non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso. Una scelta adottata dalla Sea Watch 5, spiega la ong, per “le continue violazioni dei diritti umani”. Il provvedimento era cautelare ed era stato emesso nell’attesa del giudizio di merito con udienza fissata per il prossimo 2 marzo davanti la prima sezione civile del Tribunale di Catania. L’ordinanza emessa dal prefetto di Catania è stata sospesa dalla giudice Mariaconcetta Gennaro spiegando “inaudita altera parte”, cioè senza che la controparte abbia esposto le proprie ragioni, dopo aver “rilevato che dal tenore complessivo delle allegazioni emergono i presupposti per la sospensione”, in quanto, “pur essendo decorso il termine di fermo amministrativo, si rinviene un pregiudizio nel possibile aggravamento della risposta sanzionatoria a fronte di eventuali reiterazioni della violazione”. L'articolo Sea Watch 5, il Tribunale di Catania revoca il fermo: presto tornerà in mare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Catania, il disastro a San Giovanni Li Cuti dopo il ciclone Harry. ll ristoratore: “È tutto distrutto”
Dopo l’ondata di maltempo e il passaggio del ciclone Harry che nei giorni scorsi ha investito la costiera jonica, in Sicilia e in particolare a Catania si fa la conta dei danni. Nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, in provincia di Catania, la mareggiata ha distrutto il ristorante Andrews, storico locale sulla spiaggetta locale. “Il locale è devastato ed è tutto distrutto, i danni non si possono quantificare perché sono ingenti” ha raccontato il titolare Luca Faro. “Bisogna rifare un locale nuovo. La grande fortuna è che nessuno si è fatto male. Confido nelle istituzioni affinché possano aiutarci perché le somme sono importanti, ma la cosa più importante è che nessuno si sia fatto male e che nessuno sia morto”. L'articolo Catania, il disastro a San Giovanni Li Cuti dopo il ciclone Harry. ll ristoratore: “È tutto distrutto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bufera di neve sull’Etna, famiglia di turisti svizzeri salvata dopo ore in auto. Tra loro una bambina di 4 anni
Sono stati sorpresi da una violenta bufera di neve mentre si stavano recando nel rifugio sull’Etna. La famiglia, composta da tre turisti svizzeri (tra cui una bambina di 4 anni), è rimasta così bloccata in auto, impossibilitata a spostarsi. L’allarme è stato lanciato dal titolare della struttura ricettiva in cui alloggiava la famiglia, verso le 19.30. L’uomo ha contattato i militari della stazione del Soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi, dicendo che i tre – una coppia e una bambina di 4 anni – non avevano fatto ritorno e che probabilmente erano bloccati in auto, ferma per la grande quantità di neve. rimasti bloccati sull’Etna mentre rendeva impossibili gli spostamenti. Per questo erano rimasti chiusi nell’auto, in attesa di soccorsi e di un miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il loro albergo era nel Rifugio Sapienza, vicino i Crateri Silvestri. I soccorritori li hanno raggiunti con non poche difficoltà, in quanto la strada era ricoperta da un metro e mezzo di neve. Nonostante le complicazioni che hanno portato i soccorsi ad abbandonare il loro fuoristrada, la famiglia è stata raggiunta a piedi e soccorsa. I tre presentavano i primi segni di ipotermia, ma non gravi, ed erano in preda al panico. Sono stati ricoperti da capi di abbigliamento e coperte e poi condotti in albergo. Le operazioni si sono concluse alle 23 e sono avvenute in contatto con la Prefettura di Catania e con i componenti del Centro coordinamento soccorsi. Quest’ultimo è stato attivato per le attività di soccorso e prevenzione connesse al ciclone Harry e al rischio metereologico che sta interessando la regione da giorni. Nella giornata di ieri e oggi, nella Sicilia orientale, le raffiche di vento hanno raggiunto un picco di 100 km/h. L'articolo Bufera di neve sull’Etna, famiglia di turisti svizzeri salvata dopo ore in auto. Tra loro una bambina di 4 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il ciclone Harry si abbatte sul Catanese: la camminata tra danni e detriti a Mascali – Video
Il video mostra ciò che ha lasciato la mareggiata che ha colpito la costa catanese ieri, lunedì 19 gennaio. In particolare qui ci troviamo a Mascali. Sono stati 46 gli interventi conclusi tra le 20 di ieri e le 6.30 di stamani, 6 in corso e 12 richieste di intervento. A tracciare un bilancio delle attività svolte per il passaggio del ciclone Harry è il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania. Gli interventi hanno riguardato prevalentemente danni alle strutture e alla vegetazione. In particolare, in 13 casi i vigili del fuoco sono intervenuti per il dissesto statico di elementi e in 12 per la rimozione o messa in sicurezza di alberi pericolanti. Registrati anche 8 interventi per incendi di fili elettrici e un singolo episodio di incendio ed esplosione. Effettuati anche due soccorsi a persona con l’utilizzo del mezzo Mo.Crab. Le criticità maggiori si sono registrate a Catania con 15 interventi conclusi, Adrano (4), Belpasso (3), Aci Castello, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Misterbianco e Riposto (2). Singoli interventi hanno interessato i territori di Acireale, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Maniace, Militello in Val di Catania, Pedara, Ragalna, Randazzo, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Trecastagni e Viagrande. L'articolo Il ciclone Harry si abbatte sul Catanese: la camminata tra danni e detriti a Mascali – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bambino picchiato con cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per i genitori disposto dal gip
“Chi sono io? Il padre. . . E mi devi ubbidire, devi fare quello che dico io”. Queste sono le frasi che si sentono nel video di un uomo picchiare un bambino con un grosso cucchiaio di legno. Un contenuto che ha fatto scoppiare un caso ripreso dai giornali e diventato virale sui social. Adesso su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento ai genitori del bambino, già indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Il fatto era accaduto nel quartiere San Cristoforo di Catania, dove gli agenti della squadra avevano fermato il 59enne ritratto nel filmato finito su TikTok. Le scene di maltrattamento in famiglia erano avvenute di fronte alle sorelline: è stata proprio una di loro a riprendere tutto con uno smartphone. Dalle indagini era emerso un contesto familiare drammatico, testimoniato da lividi e altri segni di violenza. Secondo le testimonianze, banali monellerie come salire sul banco o far piangere le sorelline erano punite con percosse e crudeli privazioni di libertà da parte del padre padrone, che avrebbe perfino a chiave l’11enne in uno sgabuzzino. Comportamenti altrettanto problematici come schiaffi e rimproveri anche nei confronti delle figlie di 8, 7 e 4 anni. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Alberto Santisi. I pm, che avevano chiesto l’arresto di entrambi i genitori, stanno valutando di impugnare il provvedimento del gip che ha negato la misura più grave. La presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, afferma che “il quadro delineato dalle indagini è di gravi e sistematici maltrattamenti e umiliazioni” nei confronti dei minori. “Ancor più grave – aggiunge la deputata- è che il video sia stato girato dalla madre alla presenza delle figlie”. In seguito alla vicenda, il Comune di Catania ha promosso un tavolo tecnico con la partecipazione dell’assessorato e della direzione comunale dei Servizi sociali, dei servizi territoriali competenti, delle istituzioni scolastiche, delle aziende sanitarie, dell’autorità giudiziaria minorile e degli enti del Terzo settore operanti nell’ambito della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie. L’obiettivo comune è quello di studiare delle strategie per contrastare situazioni di disagio come questa. L'articolo Bambino picchiato con cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per i genitori disposto dal gip proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Maltrattamenti
A Catania una corsa clandestina di cavalli è stata scoperta grazie ai droni: il video e la fuga del fantino
Quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, accusate di avere organizzato una corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo, nel Catanese, sono state denunciate dalla polizia del capoluogo etneo per maltrattamenti di animali. Al centro delle indagini una gara organizzata, tra due fantini, alle pendici dell’Etna che è stata ripresa dalle telecamere della Questura che ha utilizzato anche dei droni per seguirla a distanza e poi bloccarla. Uno degli organizzatori, che ha tentato inutilmente di fuggire con un complice su uno scooter, è stato trovato in possesso di 5mila euro e un ‘pizzino’ con i nomi degli scommettitori. Tutti i fermati dalle volanti della Questura – i due fantini, i due trasportatori e altri undici organizzatori – sono stati accompagnati negli uffici della squadra a Cavallo per essere denunciati per maltrattamento di animali e per aver organizzato una gara clandestina. Tra loro anche due minorenni. L'articolo A Catania una corsa clandestina di cavalli è stata scoperta grazie ai droni: il video e la fuga del fantino proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Maltrattamento Animali
Follia nel Catanese, organizzano corsa clandestina di cavalli in strada ma la polizia li scopre: 15 denunciati – Video
Quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, accusate di avere organizzato una corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo, nel Catanese, sono state denunciate dalla polizia del capoluogo etneo per maltrattamenti di animali. Al centro delle indagini delle squadre a Cavallo, Volanti e Mobile una gara organizzata, tra due fantini, alle pendici dell’Etna che è stata ripresa dalle telecamere della Questura che ha utilizzato anche dei droni per seguirla a distanza e poi bloccarla. Tutte le fasi della corsa sono state riprese dai poliziotti da lontano in modo da poter identificare i partecipanti. I fantini, circondati da numerosi scooter che suonavano il clacson all’impazzata per sollecitare i cavalli, hanno bloccato tutta la carreggiata e percorso circa due chilometri, in gran parte in salita, scortati da autovetture e da due grossi furgoni utilizzati per il trasporto dei equini, sottoponendo in tal modo a forte stress gli animali, anche a causa delle energiche frustate inflitte dai gareggianti. Uno degli organizzatori, che ha tentato inutilmente di fuggire con un complice su uno scooter, è stato trovato in possesso di 5mila euro e un ‘pizzino’ con i nomi degli scommettitori. Tre persone, compreso un fantino con uno dei cavalli, hanno provato a nascondersi, ma sono stati individuati dai droni e bloccati dagli agenti. Con il drone è stato possibile anche individuare uno dei camion utilizzati per la movimentazione dei cavalli, con a bordo ancora i due trasportatori. Tutti i fermati dalle Volanti della Questura – i due fantini, i due trasportatori e altri undici organizzatori – sono stati accompagnati negli uffici della squadra a Cavallo per essere denunciati per maltrattamento di animali e per aver organizzato una gara clandestina. Tra loro anche due minorenni che avevano il ruolo di incitare i cavalli durante la corsa a bordo di uno scooter. I due cavalli, così come appurato dal medico del servizio Veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, sono dei purosangue inglesi muniti di microchip: sono stati sequestrati e affidati a una ditta specializzata. Le indagini della polizia hanno permesso di effettuare una prima ricostruzione di quanto accaduto: il gruppo aveva scelto la provincia di Catania per disputare la gara in una strada in salita in un luogo isolato e lontano dal Messinese. L'articolo Follia nel Catanese, organizzano corsa clandestina di cavalli in strada ma la polizia li scopre: 15 denunciati – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Permesso di costruire in tempi record ad Acireale per l’azienda del numero 1 di Confindustria Sicilia: solo 29 giorni (per gli altri l’attesa è di oltre 2 anni)
Meno di un mese per ottenere il via libera a un complesso immobiliare da oltre ottomila metri quadrati, comprensivo di nuovi uffici e unità residenziali. Sono i tempi record con cui, ad Acireale, in provincia di Catania, è stato rilasciato un permesso di costruire alla Cosedil, impresa del presidente di Confindustria Sicilia Gaetano Vecchio. Il provvedimento è stato firmato il 31 ottobre dal dirigente dell’area Urbanistica e fa riferimento alla “richiesta inoltrata in data 2 ottobre dal signore Andrea Vecchio”. Quest’ultimo, padre del presidente di Confindustria e a capo del consiglio d’amministrazione della società, tra il 2013 e il 2018 è stato anche senatore con Scelta Civica, il movimento fondato dall’ex premier Mario Monti. SOLO 29 GIORNI CONTRO UNA MEDIA DI 800 Per il Comune di Acireale, rilasciare un permesso di costruire in 29 giorni rappresenta un risultato di tutto rispetto. Analizzando, infatti, i 47 provvedimenti che l’ente nel 2025 ha emesso prima di quello di Cosedil si scopre che l’attesa media si aggira intorno agli ottocento giorni, praticamente molto più di due anni. Tra i permessi che hanno visto la luce nell’anno in corso non ce n’è nessuno che per volume urbanistico si avvicina ai quasi 30mila metri cubi del progetto di Vecchio, mentre se ne trovano quattro che hanno come oggetto la demolizione e ricostruzione di immobili danneggiati dal violento terremoto che colpì l’area alle pendici dell’Etna il giorno di Santo Stefano del 2018. Per questi, i tempi di gestazione per il rilascio del permesso vanno da 603 a 969 giorni. Non è andata molto meglio all’intestatario di una richiesta di permesso per l’edificazione di quattro villette, il cui permesso è stato ottenuto dopo quasi seicento giorni, oppure ai due che hanno presentato progetti per la realizzazione di un fabbricato rurale con annessa abitazione. Per loro l’attesa è stata di oltre mille giorni. “BISOGNA AGEVOLARE TALI CIRCOSTANZE” “La Cosedil aveva avanzato una prima istanza tramite lo Sportello unico attività produttive (Suap) in data 3 luglio 2025, ma abbiamo fatto presente la necessità di procedere con istruttoria attraverso il portale Sue, lo sportello unico per l’edilizia. Pertanto l’azienda ha ripresentato l’istanza il 2 ottobre”, dichiara a ilfattoquotidiano.it il capo dell’ufficio Urbanistica del Comune di Acireale Nicola Russo. Pur tenendo conto dei tre mesi trascorsi tra prima e seconda istanza, nonostante gli uffici abbiano potuto avviare l’esame della pratica soltanto a ottobre, resta evidente la celerità rispetto alla lavorazione delle altre richieste di permesso. “In generale ritengo che se ci sono motivate ragioni che riguardano fattori che incidono sullo sviluppo del territorio e del sistema imprenditoriale – aggiunge il dirigente – ritengo che l’amministrazione pubblica debba valutare e all’occorrenza agevolare tali circostanze”. Per Russo, il mancato rilascio in termini congrui del permesso avrebbe potuto comportare “la perdita di contributi” per Cosedil. “CON TEMPI PIÙ LUNGHI AVREMMO SPOSTATO ALTROVE L’INIZIATIVA” Contattato da ilfattoquotidiano.it, il presidente di Confidustria Sicilia, che nei giorni scorsi ha denunciato un tentativo di estorsione subito dalla propria impresa a Messina, con la richiesta giunta direttamente dal carcere tramite una videochiamata fatta al capocantiere, commenta così la vicenda: “Il nostro è un investimento milionario che, interamente con risorse private, porterà a regime circa 150 posti di lavoro stabiliti dentro il comune di Acireale, oltre che importanti benefici per il bilancio dell’ente in termini di oneri concessori ed altre tasse locali. Qualsiasi altra amministrazione comunale avrebbe fatto lo stesso, se non probabilmente di meglio. La burocrazia – prosegue Gaetano Vecchio – è un freno allo sviluppo e certamente se avessimo dovuto aspettare tempi più lunghi, avremmo spostato altrove l’iniziativa”. I BENEFICI PER IL COMUNE Dal permesso di costruire rilasciato a Cosedil, il Comune di Acireale incamererà oltre 850mila euro, dei quali più di 567mila come oneri di urbanizzazione e quasi 283mila come costo di costruzione. Circa 200mila euro sono stati già pagati, mentre la restante parte sarà versata all’ente con quattro rate semestrali. “La gestione delle istanze per ottenere il permesso di costruire è un adempimento che spetta agli uffici comunali. L’auspicio è che i tempi possano essere quanto più contenuti possibili per ogni cittadino che fa richiesta, purtroppo abbiamo carenze di personale. Nel caso specifico, io non ho mai incontrato il titolare della Cosedil”, commenta l’assessore comunale all’Urbanistica Rosario Raneri. L'articolo Permesso di costruire in tempi record ad Acireale per l’azienda del numero 1 di Confindustria Sicilia: solo 29 giorni (per gli altri l’attesa è di oltre 2 anni) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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