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Catania, il disastro a San Giovanni Li Cuti dopo il ciclone Harry. ll ristoratore: “È tutto distrutto”
Dopo l’ondata di maltempo e il passaggio del ciclone Harry che nei giorni scorsi ha investito la costiera jonica, in Sicilia e in particolare a Catania si fa la conta dei danni. Nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, in provincia di Catania, la mareggiata ha distrutto il ristorante Andrews, storico locale sulla spiaggetta locale. “Il locale è devastato ed è tutto distrutto, i danni non si possono quantificare perché sono ingenti” ha raccontato il titolare Luca Faro. “Bisogna rifare un locale nuovo. La grande fortuna è che nessuno si è fatto male. Confido nelle istituzioni affinché possano aiutarci perché le somme sono importanti, ma la cosa più importante è che nessuno si sia fatto male e che nessuno sia morto”. L'articolo Catania, il disastro a San Giovanni Li Cuti dopo il ciclone Harry. ll ristoratore: “È tutto distrutto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Catania
Bufera di neve sull’Etna, famiglia di turisti svizzeri salvata dopo ore in auto. Tra loro una bambina di 4 anni
Sono stati sorpresi da una violenta bufera di neve mentre si stavano recando nel rifugio sull’Etna. La famiglia, composta da tre turisti svizzeri (tra cui una bambina di 4 anni), è rimasta così bloccata in auto, impossibilitata a spostarsi. L’allarme è stato lanciato dal titolare della struttura ricettiva in cui alloggiava la famiglia, verso le 19.30. L’uomo ha contattato i militari della stazione del Soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi, dicendo che i tre – una coppia e una bambina di 4 anni – non avevano fatto ritorno e che probabilmente erano bloccati in auto, ferma per la grande quantità di neve. rimasti bloccati sull’Etna mentre rendeva impossibili gli spostamenti. Per questo erano rimasti chiusi nell’auto, in attesa di soccorsi e di un miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il loro albergo era nel Rifugio Sapienza, vicino i Crateri Silvestri. I soccorritori li hanno raggiunti con non poche difficoltà, in quanto la strada era ricoperta da un metro e mezzo di neve. Nonostante le complicazioni che hanno portato i soccorsi ad abbandonare il loro fuoristrada, la famiglia è stata raggiunta a piedi e soccorsa. I tre presentavano i primi segni di ipotermia, ma non gravi, ed erano in preda al panico. Sono stati ricoperti da capi di abbigliamento e coperte e poi condotti in albergo. Le operazioni si sono concluse alle 23 e sono avvenute in contatto con la Prefettura di Catania e con i componenti del Centro coordinamento soccorsi. Quest’ultimo è stato attivato per le attività di soccorso e prevenzione connesse al ciclone Harry e al rischio metereologico che sta interessando la regione da giorni. Nella giornata di ieri e oggi, nella Sicilia orientale, le raffiche di vento hanno raggiunto un picco di 100 km/h. L'articolo Bufera di neve sull’Etna, famiglia di turisti svizzeri salvata dopo ore in auto. Tra loro una bambina di 4 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il ciclone Harry si abbatte sul Catanese: la camminata tra danni e detriti a Mascali – Video
Il video mostra ciò che ha lasciato la mareggiata che ha colpito la costa catanese ieri, lunedì 19 gennaio. In particolare qui ci troviamo a Mascali. Sono stati 46 gli interventi conclusi tra le 20 di ieri e le 6.30 di stamani, 6 in corso e 12 richieste di intervento. A tracciare un bilancio delle attività svolte per il passaggio del ciclone Harry è il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania. Gli interventi hanno riguardato prevalentemente danni alle strutture e alla vegetazione. In particolare, in 13 casi i vigili del fuoco sono intervenuti per il dissesto statico di elementi e in 12 per la rimozione o messa in sicurezza di alberi pericolanti. Registrati anche 8 interventi per incendi di fili elettrici e un singolo episodio di incendio ed esplosione. Effettuati anche due soccorsi a persona con l’utilizzo del mezzo Mo.Crab. Le criticità maggiori si sono registrate a Catania con 15 interventi conclusi, Adrano (4), Belpasso (3), Aci Castello, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Misterbianco e Riposto (2). Singoli interventi hanno interessato i territori di Acireale, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Maniace, Militello in Val di Catania, Pedara, Ragalna, Randazzo, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Trecastagni e Viagrande. L'articolo Il ciclone Harry si abbatte sul Catanese: la camminata tra danni e detriti a Mascali – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Catania
Bambino picchiato con cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per i genitori disposto dal gip
“Chi sono io? Il padre. . . E mi devi ubbidire, devi fare quello che dico io”. Queste sono le frasi che si sentono nel video di un uomo picchiare un bambino con un grosso cucchiaio di legno. Un contenuto che ha fatto scoppiare un caso ripreso dai giornali e diventato virale sui social. Adesso su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento ai genitori del bambino, già indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Il fatto era accaduto nel quartiere San Cristoforo di Catania, dove gli agenti della squadra avevano fermato il 59enne ritratto nel filmato finito su TikTok. Le scene di maltrattamento in famiglia erano avvenute di fronte alle sorelline: è stata proprio una di loro a riprendere tutto con uno smartphone. Dalle indagini era emerso un contesto familiare drammatico, testimoniato da lividi e altri segni di violenza. Secondo le testimonianze, banali monellerie come salire sul banco o far piangere le sorelline erano punite con percosse e crudeli privazioni di libertà da parte del padre padrone, che avrebbe perfino a chiave l’11enne in uno sgabuzzino. Comportamenti altrettanto problematici come schiaffi e rimproveri anche nei confronti delle figlie di 8, 7 e 4 anni. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Alberto Santisi. I pm, che avevano chiesto l’arresto di entrambi i genitori, stanno valutando di impugnare il provvedimento del gip che ha negato la misura più grave. La presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, afferma che “il quadro delineato dalle indagini è di gravi e sistematici maltrattamenti e umiliazioni” nei confronti dei minori. “Ancor più grave – aggiunge la deputata- è che il video sia stato girato dalla madre alla presenza delle figlie”. In seguito alla vicenda, il Comune di Catania ha promosso un tavolo tecnico con la partecipazione dell’assessorato e della direzione comunale dei Servizi sociali, dei servizi territoriali competenti, delle istituzioni scolastiche, delle aziende sanitarie, dell’autorità giudiziaria minorile e degli enti del Terzo settore operanti nell’ambito della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie. L’obiettivo comune è quello di studiare delle strategie per contrastare situazioni di disagio come questa. L'articolo Bambino picchiato con cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per i genitori disposto dal gip proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Catania
Maltrattamenti
A Catania una corsa clandestina di cavalli è stata scoperta grazie ai droni: il video e la fuga del fantino
Quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, accusate di avere organizzato una corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo, nel Catanese, sono state denunciate dalla polizia del capoluogo etneo per maltrattamenti di animali. Al centro delle indagini una gara organizzata, tra due fantini, alle pendici dell’Etna che è stata ripresa dalle telecamere della Questura che ha utilizzato anche dei droni per seguirla a distanza e poi bloccarla. Uno degli organizzatori, che ha tentato inutilmente di fuggire con un complice su uno scooter, è stato trovato in possesso di 5mila euro e un ‘pizzino’ con i nomi degli scommettitori. Tutti i fermati dalle volanti della Questura – i due fantini, i due trasportatori e altri undici organizzatori – sono stati accompagnati negli uffici della squadra a Cavallo per essere denunciati per maltrattamento di animali e per aver organizzato una gara clandestina. Tra loro anche due minorenni. L'articolo A Catania una corsa clandestina di cavalli è stata scoperta grazie ai droni: il video e la fuga del fantino proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Catania
Maltrattamento Animali
Follia nel Catanese, organizzano corsa clandestina di cavalli in strada ma la polizia li scopre: 15 denunciati – Video
Quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, accusate di avere organizzato una corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo, nel Catanese, sono state denunciate dalla polizia del capoluogo etneo per maltrattamenti di animali. Al centro delle indagini delle squadre a Cavallo, Volanti e Mobile una gara organizzata, tra due fantini, alle pendici dell’Etna che è stata ripresa dalle telecamere della Questura che ha utilizzato anche dei droni per seguirla a distanza e poi bloccarla. Tutte le fasi della corsa sono state riprese dai poliziotti da lontano in modo da poter identificare i partecipanti. I fantini, circondati da numerosi scooter che suonavano il clacson all’impazzata per sollecitare i cavalli, hanno bloccato tutta la carreggiata e percorso circa due chilometri, in gran parte in salita, scortati da autovetture e da due grossi furgoni utilizzati per il trasporto dei equini, sottoponendo in tal modo a forte stress gli animali, anche a causa delle energiche frustate inflitte dai gareggianti. Uno degli organizzatori, che ha tentato inutilmente di fuggire con un complice su uno scooter, è stato trovato in possesso di 5mila euro e un ‘pizzino’ con i nomi degli scommettitori. Tre persone, compreso un fantino con uno dei cavalli, hanno provato a nascondersi, ma sono stati individuati dai droni e bloccati dagli agenti. Con il drone è stato possibile anche individuare uno dei camion utilizzati per la movimentazione dei cavalli, con a bordo ancora i due trasportatori. Tutti i fermati dalle Volanti della Questura – i due fantini, i due trasportatori e altri undici organizzatori – sono stati accompagnati negli uffici della squadra a Cavallo per essere denunciati per maltrattamento di animali e per aver organizzato una gara clandestina. Tra loro anche due minorenni che avevano il ruolo di incitare i cavalli durante la corsa a bordo di uno scooter. I due cavalli, così come appurato dal medico del servizio Veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, sono dei purosangue inglesi muniti di microchip: sono stati sequestrati e affidati a una ditta specializzata. Le indagini della polizia hanno permesso di effettuare una prima ricostruzione di quanto accaduto: il gruppo aveva scelto la provincia di Catania per disputare la gara in una strada in salita in un luogo isolato e lontano dal Messinese. L'articolo Follia nel Catanese, organizzano corsa clandestina di cavalli in strada ma la polizia li scopre: 15 denunciati – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Catania
Permesso di costruire in tempi record ad Acireale per l’azienda del numero 1 di Confindustria Sicilia: solo 29 giorni (per gli altri l’attesa è di oltre 2 anni)
Meno di un mese per ottenere il via libera a un complesso immobiliare da oltre ottomila metri quadrati, comprensivo di nuovi uffici e unità residenziali. Sono i tempi record con cui, ad Acireale, in provincia di Catania, è stato rilasciato un permesso di costruire alla Cosedil, impresa del presidente di Confindustria Sicilia Gaetano Vecchio. Il provvedimento è stato firmato il 31 ottobre dal dirigente dell’area Urbanistica e fa riferimento alla “richiesta inoltrata in data 2 ottobre dal signore Andrea Vecchio”. Quest’ultimo, padre del presidente di Confindustria e a capo del consiglio d’amministrazione della società, tra il 2013 e il 2018 è stato anche senatore con Scelta Civica, il movimento fondato dall’ex premier Mario Monti. SOLO 29 GIORNI CONTRO UNA MEDIA DI 800 Per il Comune di Acireale, rilasciare un permesso di costruire in 29 giorni rappresenta un risultato di tutto rispetto. Analizzando, infatti, i 47 provvedimenti che l’ente nel 2025 ha emesso prima di quello di Cosedil si scopre che l’attesa media si aggira intorno agli ottocento giorni, praticamente molto più di due anni. Tra i permessi che hanno visto la luce nell’anno in corso non ce n’è nessuno che per volume urbanistico si avvicina ai quasi 30mila metri cubi del progetto di Vecchio, mentre se ne trovano quattro che hanno come oggetto la demolizione e ricostruzione di immobili danneggiati dal violento terremoto che colpì l’area alle pendici dell’Etna il giorno di Santo Stefano del 2018. Per questi, i tempi di gestazione per il rilascio del permesso vanno da 603 a 969 giorni. Non è andata molto meglio all’intestatario di una richiesta di permesso per l’edificazione di quattro villette, il cui permesso è stato ottenuto dopo quasi seicento giorni, oppure ai due che hanno presentato progetti per la realizzazione di un fabbricato rurale con annessa abitazione. Per loro l’attesa è stata di oltre mille giorni. “BISOGNA AGEVOLARE TALI CIRCOSTANZE” “La Cosedil aveva avanzato una prima istanza tramite lo Sportello unico attività produttive (Suap) in data 3 luglio 2025, ma abbiamo fatto presente la necessità di procedere con istruttoria attraverso il portale Sue, lo sportello unico per l’edilizia. Pertanto l’azienda ha ripresentato l’istanza il 2 ottobre”, dichiara a ilfattoquotidiano.it il capo dell’ufficio Urbanistica del Comune di Acireale Nicola Russo. Pur tenendo conto dei tre mesi trascorsi tra prima e seconda istanza, nonostante gli uffici abbiano potuto avviare l’esame della pratica soltanto a ottobre, resta evidente la celerità rispetto alla lavorazione delle altre richieste di permesso. “In generale ritengo che se ci sono motivate ragioni che riguardano fattori che incidono sullo sviluppo del territorio e del sistema imprenditoriale – aggiunge il dirigente – ritengo che l’amministrazione pubblica debba valutare e all’occorrenza agevolare tali circostanze”. Per Russo, il mancato rilascio in termini congrui del permesso avrebbe potuto comportare “la perdita di contributi” per Cosedil. “CON TEMPI PIÙ LUNGHI AVREMMO SPOSTATO ALTROVE L’INIZIATIVA” Contattato da ilfattoquotidiano.it, il presidente di Confidustria Sicilia, che nei giorni scorsi ha denunciato un tentativo di estorsione subito dalla propria impresa a Messina, con la richiesta giunta direttamente dal carcere tramite una videochiamata fatta al capocantiere, commenta così la vicenda: “Il nostro è un investimento milionario che, interamente con risorse private, porterà a regime circa 150 posti di lavoro stabiliti dentro il comune di Acireale, oltre che importanti benefici per il bilancio dell’ente in termini di oneri concessori ed altre tasse locali. Qualsiasi altra amministrazione comunale avrebbe fatto lo stesso, se non probabilmente di meglio. La burocrazia – prosegue Gaetano Vecchio – è un freno allo sviluppo e certamente se avessimo dovuto aspettare tempi più lunghi, avremmo spostato altrove l’iniziativa”. I BENEFICI PER IL COMUNE Dal permesso di costruire rilasciato a Cosedil, il Comune di Acireale incamererà oltre 850mila euro, dei quali più di 567mila come oneri di urbanizzazione e quasi 283mila come costo di costruzione. Circa 200mila euro sono stati già pagati, mentre la restante parte sarà versata all’ente con quattro rate semestrali. “La gestione delle istanze per ottenere il permesso di costruire è un adempimento che spetta agli uffici comunali. L’auspicio è che i tempi possano essere quanto più contenuti possibili per ogni cittadino che fa richiesta, purtroppo abbiamo carenze di personale. Nel caso specifico, io non ho mai incontrato il titolare della Cosedil”, commenta l’assessore comunale all’Urbanistica Rosario Raneri. L'articolo Permesso di costruire in tempi record ad Acireale per l’azienda del numero 1 di Confindustria Sicilia: solo 29 giorni (per gli altri l’attesa è di oltre 2 anni) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il marito va al ristorante con l’amante, ma la moglie scopre la tresca grazie a un video social. Lui furioso con il ristoratore: “Sono stato ripreso senza consenso”
Doveva essere una cena tranquilla, soprattutto per lui che aveva detto alla moglie che sarebbe andato ad un incontro di lavoro. In realtà era una scusa bella e buona perché l’uomo aveva sì un appuntamento, ma con l’amante. Durante la serata il proprietario del locale catanese ha fatto delle riprese alla sala per poi realizzare un video-spot da condividere sui social per pubblicizzare al meglio il ristorante e invogliare nuovi clienti, soprattutto sotto le prossime festività. Ma qualcosa è andato storto. Grazie a quel video infatti la moglie del protagonista di questa storia, come riporta Il Corriere della Sera, ha scoperto la tresca. Proprio in una delle immagini si vedeva chiaramente in marito in un romantico tete a tete con la donna misteriosa. La clip è diventata virale e così la moglie è venuta a conoscenza del “fattaccio”. Non solo la relazione è finita malissimo, come riporta il quotidiano milanese, ma il marito si sarebbe scagliato contro il ristorate smuovendo avvocati e Codacons. “È inammissibile che si riprendano i clienti senza un consenso chiaro – ha dichiarato il segretario nazionale Francesco Tanasi – e si diffondano le immagini sui social, esponendo le persone a conseguenze imprevedibili“. E ancora: “La normativa impone obblighi precisi a chi tratta dati personali. In questa vicenda, la pubblicazione del video ha prodotto una frattura familiare e un rilevante pregiudizio alla vita privata del cittadino e ciò rende necessario accertare le responsabilità del locale e ottenere un risarcimento proporzionato ai danni subiti”. L'articolo Il marito va al ristorante con l’amante, ma la moglie scopre la tresca grazie a un video social. Lui furioso con il ristoratore: “Sono stato ripreso senza consenso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Allarme monossido di carbonio durante la partita di volley a Catania: in 15 finiscono in ospedale
Prima i malori, poi l’odore anomalo e l’interruzione della partita, che ha salvato molte vite. Sabato sera, alcune atlete di volley femminile sono state improvvisamente male durante il match tra Zafferana Volley e Volley ’96 Milazzo. Il fatto è accaduto al palatenda di Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Durante il terzo set, sul punteggio di 1-1 e con il parziale di 3-5 a favore della squadra ospite, sono arrivati i primi segnali di quello che stava accadendo nel corso della partita. La prima a sentirsi male è stata una giocatrice della squadra ospite, che ha accusato un malore, è svenuta e dopo poco tempo ha ripreso conoscenza. Subito dopo un’altra compagna di squadra ha accusato giramenti di testa e difficoltà respiratorie. Sintomi che hanno iniziato a manifestarsi anche nelle altre atlete. A quel punto c’è stato l’intervento del 118, che ha visitato le due squadre. Una dottoressa, insospettita da un odore anomalo, ha chiamato i vigili del fuoco. E aveva ragione: una volta giunti sul posto ed aver effettuato dei rilievi, i vigili hanno riscontrato la presenza di monossido di carbonio nella palestra. Dopodiché, quindici persone sono state trasferite al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Sei atlete della squadra ospite, una giocatrice della squadra di casa e un adulto hanno fatto ricorso alla camera iperbarica. Le altre sette persone sono state sottoposte all’ossigeno-terapia nel pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi di Catania. Nella notte tutte le persone sono state dimesse. Su Facebook, l’account social della Volley ’96 Milazzo denuncia l’accaduto: “Questa volta non possiamo stare zitti e non possiamo non agire”. “Il monossido di carbonio è un gas letale e silenzioso. Oggi le nostre atlete hanno rischiato la vita. E questo, per noi, è inaccettabile. Non possiamo fare silenzio. Non possiamo non agire. Lo dobbiamo alle nostre ragazze, alle loro famiglie e a chi ogni giorno entra in quella palestra”. L'articolo Allarme monossido di carbonio durante la partita di volley a Catania: in 15 finiscono in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Consegnano la bara a casa dei parenti, ma è il morto sbagliato: ad accorgersene è stato il prete
Sono morti entrambi alla stessa ora e si trovavano accanto nella sala mortuaria. E così le salme di due anziani sono state scambiate al momento della prima consegna. Il caso è avvenuto martedì 2 dicembre all’ospedale Maria Santissima Addolarata di Biancavilla, vicino Catania. Le pompe funebri hanno ricevuto dal nosocomio il nullaosta per avviare le loro procedure e riportare a casa della famiglia uno dei due corpi. L’altro cadavere, di un uomo celibe e senza parenti che potessero accorgersi dello scambio, è rimasto in ospedale dove è stato raggiunto da Don Agrippino Salerno. Recatosi lì per la benedizione, il parroco della Chiesa Madre del paese si è accorto subito dello scambio in quanto gestore della casa di riposo in cui l’anziano era stato a lungo ricoverato. Il curato ha puntualizzato al Tgr Sicilia: “Uno era alto un metro e novanta centimetri, l’altro un metro e sessantacinque, la persona che conoscevo aveva 90 anni e l’altra 75”. Intanto l’ospedale si è detto disponibile a chiarire il disguido e ha disposto una radiografia per identificare incontestabilmente i due cadaveri. Ma rifiuta ogni addebito di responsabilità. Dalle parole della Asp Catania si precisa che la riconsegna è avvenuta “nel pieno rispetto delle procedure previste e delle normative vigenti” – sottolineando che – “sono stati scrupolosamente applicati tutti i protocolli e documentata ogni fase. Eventuali disguidi o problematiche emerse successivamente alla riconsegna non possono essere attribuiti all’ospedale che ribadisce di non avere alcuna responsabilità”. L’azienda di onoranze funebri, ricontattata, ha proceduto a scambiare i vestiti delle due salme. L'articolo Consegnano la bara a casa dei parenti, ma è il morto sbagliato: ad accorgersene è stato il prete proviene da Il Fatto Quotidiano.
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