Due scosse di terremoto ravvicinate sono state avvertite questa mattina in
Emilia-Romagna, tra le province di Ravenna e Forlì-Cesena. La prima scossa,
secondo una stima preliminare di Ingv, si è verificata alle 09.27 con una
magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5, con epicentro in provincia di Forlì-Cesena.
Pochi minuti dopo, alle 09.29, un secondo evento sismico ha interessato l’area
di Ravenna, con una magnitudo stimata tra 3.7 e 4.2. Le due scosse, ravvicinate
e della durata di circa 4-5 secondi, sono state percepite distintamente dalla
popolazione. In alcune abitazioni il movimento è stato avvertito come
ondulatorio, con case che hanno tremato in modo evidente. La gente è scesa in
strada, spaventata. Al momento non si segnalano danni.
Temporaneamente sospesa invece la circolazione ferroviaria per verifiche
tecniche sulla linea, in particolare sulle tratte Bologna-Rimini,
Ferrara-Rimini, i tratti Castelbolognese-Ravenna e Faenza-Ravenna. I treni in
marcia nella zona della scossa sono fermi in attesa della conclusione dei
controlli per poter ripartire.
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magnitudo fino a 4,5 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Terremoto
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 è stata registrata intorno alle 6 del
mattino di sabato al largo della costa ionica meridionale della Calabria, a una
profondità di circa 65 chilometri. Il sisma è stato avvertito in gran parte
della Calabria e della Sicilia orientale, con particolare intensità a Reggio,
Siracusa, Catania e Messina. Nessuna segnalazione di danni a persone o cose. “La
scossa si è registrata al largo delle nostre coste ed era fortunamente profonda.
Questa è stata la causa per cui si è sentita in grande parte della regione.
Abbiamo contattato i sindaci dei comuni dell’area interessata e non abbiamo
registrato segnalazioni di danni”, ha detto il capo della Protezione civile
calabrese, Domenico Costarella, intervistato da RaiNews24.
“Le sale operative sono sempre in allerta. Abbiamo un sistema di pianificazione
sia a livello regionale che comunale e la nostra Regione è dotata di un piano di
soccorso sismico che è pronto ad essere utilizzato se necessario, in accordo con
l’autorità locale e la protezione civile”, ha aggiunto Costarella, invitando i
cittadini, in caso di nuove scosse, ad uscire dalle proprie abitazioni e non
usare gli ascensori, restando “il più possibile” razionali. L’assessore alla
Protezione civile di Messina, Massimo Minutoli, conferma che non ci sono stati
danni ma “solo momenti di paura”. Rete ferroviaria italiana fa sapere che sulla
linea Catanzaro-Melito di Porto Salvo la circolazione ferroviaria è sospesa in
via precauzionale tra Roccella Ionica e Melito “per consentire la verifica dello
stato della linea” a seguito della scossa.
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Paura a Reggio e Messina, linea ferroviaria sospesa proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una doppia scossa di terremoto è stata registrata nel pomeriggio di oggi
nell’area compresa tra la provincia di Brescia e il Trentino, lungo la sponda
lombarda del lago di Garda. Il primo evento sismico si è verificato alle 15.24,
con una magnitudo di 2.5, seguito pochi minuti dopo, alle 15.28, da una seconda
scossa più intensa, pari a 3.4. Entrambe sono state rilevate dall’Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia, con epicentro nel territorio di Gargnano
e a una profondità stimata di circa 11 chilometri. Il movimento tellurico è
stato chiaramente percepito dalla popolazione, soprattutto nella zona del Garda,
dove in molti hanno contattato i vigili del fuoco e condiviso segnalazioni sui
social network. Non si registrano al momento danni a persone o cose, ma la
sequenza ravvicinata delle scosse ha generato apprensione tra i residenti.
Il sisma è stato avvertito anche in 13 comuni della provincia di Verona, con
particolare intensità a Brenzone sul Garda, situato sulla riva opposta rispetto
all’epicentro. Segnalazioni sono arrivate anche da Malcesine, dall’area del
Monte Baldo e lungo tutta la costa veronese del Garda, fino a centri più
distanti come Affi, Bardolino e Rivoli Veronese, a circa venti chilometri dal
punto di origine del terremoto.
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forte di magnitudo 3.5 proviene da Il Fatto Quotidiano.
I Campi Flegrei tremano ancora. Diversi rilevamenti sismici sono stati segnalati
da lunedì mattina con inizio alle ore 10,33. La scossa più forte – registrata
dall‘Osservatorio Vesuviano – è stata quella delle 13,54. Il terremoto
registrato è stato pari magnitudo 2.9 con epicentro nel cratere della Solfatara,
a una profondità di 2,7 chilometri. La vibrazione è stata avvertita in diverse
cittadine nelle vicinanze come Pozzuoli, Arco Felice, Bagnoli e Agnano. I
residenti la descrivono come un forte “boato”.
Fino a questa segnalazione, lo sciame sismico avrebbe portato scosse di lieve
entità. Due, in particolare, sarebbero state di 1,2 e 1,7. Il comune di Pozzuoli
ha annunciato che “segue da vicino l’evolversi dello sciame sismico in atto e
fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno”. I residenti
delle zone interessate sono stati invitati alla massima allerta. Lo scorso 30
giugno la magnitudo era stata di 4.6, la più alta registrata negli ultimi 40
anni nell’area flegrea. A Bacoli era crollatto un costone sull’isolotto Pennata.
In foto (d’archivio) il cratere della Solfatara
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sismico iniziato lunedì mattina proviene da Il Fatto Quotidiano.
Notte di paura nell’Avellinese. A Montefredane, nella provincia irpina, è stata
registrata appena un minuto dopo la mezzanotte di oggi una scossa di magnitudo
3.0. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nella sua sede di
Roma, ha stimato l‘ipocentro – cioè il punto di origine di rottura della crosta
terrestre – a una profondità di 11 km. Già il 25 ottobre, sempre in provincia di
Avellino, c’erano stati eventi sismici con apici vicini al 4.0.
Le scosse sono state percepite in numerosi centri della provincia, tra le
cittadine entro 10 km è presente anche il capoluogo. Il comune più vicino
all’epicentro rimane però Montefredane, il cui sindaco Ciro Aquino assicura: “Al
momento non si registrano danni a persone o cose. Mi sono subito messo in
contatto con la Prefettura di Avellino e ho emanato un’ordinanza di chiusura
della scuola, in via precauzionale, per la giornata di oggi. A quanti mi hanno
scritto, desidero rassicurare che la situazione sembra sotto controllo.”
Nell’ordinanza di chiusura degli edifici scolastici del piccolo comune – poco
più di 2000 abitanti – si legge che le scuole rimarranno chiuse al fine di
“effettuare le verifiche tecniche di integrità strutturale degli edifici”.
Immagine da Open Street Map
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Il sindaco: “Al momento nessun danno” proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’imponente sciame di terremoti che ha scosso le isole greche di Santorini e
Amorgos nel 2025 non è stato causato da una faglia in scivolamento, ma da un
inatteso flusso di magma che agisce come un cuore sotterraneo, battendo con
cicli di espansione e contrazione. A scoprirlo è stato uno studio internazionale
– frutto della collaborazione tra l’ALomax Scientific (Francia), l’Università
Aristotele di Salonicco (Grecia) e l’University College London (Regno Unito) –
che offre uno sguardo inedito e dettagliato sulle dinamiche del magma a grandi
profondità. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Science.
Tra la fine di gennaio e l’inizio di marzo, i ricercatori hanno analizzato oltre
25.000 terremoti che si sono verificati tra Santorini e le isole di Amorgos.
Centinaia di questi erano abbastanza forti con magnitudo superiore a 4,5. Lo
sciame sismico ha provocato lo stato di emergenza locale, la chiusura delle
scuole e l’allarme tra residenti e turisti di Santorini. Per decenni, l’origine
dell’agitazione sismica in aree vulcaniche attive come Santorini è stata oggetto
di dibattito, spesso attribuita a movimenti lungo le faglie o a intrusioni
magmatiche.
Nel nuovo studio il team di ricerca ha superato i limiti della sorveglianza
tradizionale applicando avanzati metodi di machine learning per individuare e
localizzare con precisione circa 25.000 terremoti registrati durante la crisi.
Questi tremori, normalmente visti solo come sintomi, sono stati trasformati in
veri e propri “sensori virtuali”. Sfruttando una nuova tecnica di imaging 3D
chiamata CoulSeS, i ricercatori hanno mappato come i cambiamenti di stress nel
sottosuolo abbiano innescato l’attività sismica, tracciando il percorso
migratorio dei sismi stessi. Il risultato è l’immagine chiara di un dicco, cioè
un intrusione di magma, in propagazione che non avanza in modo lineare, ma con
un meccanismo dinamico e sorprendente: il “flusso a pompa”.
Mentre il magma spingeva in avanti la sua sacca sotterranea, ha dovuto superare
ripetutamente delle “barriere di stress” nella crosta terrestre. Dopo ogni
rottura, il flusso si arrestava, per poi subire cicli dinamici di contrazione ed
espansione, un comportamento che ricorda i battiti di un cuore geologico.
“Abbiamo utilizzato un nuovo metodo per determinare la causa di uno sciame di
terremoti, trattando ciascuno dei 25.000 terremoti localizzati con precisione
come ‘misuratori di stress virtuali’, ovvero indizi su come lo stress stava
cambiando nel sottosuolo”, spiega Stephen Hicks, del Dipartimento di Scienze
della Terra dell’UCL. “Questo ci ha fornito un quadro robusto e ad alta
risoluzione di ciò che stava accadendo, consentendoci di escludere lo
slittamento della faglia come causa principale dei terremoti. La nostra tecnica
– continua – potrebbe essere applicata ai futuri sciami sismici quasi in tempo
reale e potrebbe consentirci di prevedere meglio la probabilità di eruzioni
vulcaniche o terremoti più forti”.
Le evidenze dello studio suggeriscono che il magma che ha causato i terremoti di
Santorini non si stava avvicinando alla superficie. “Se applicassimo la nostra
tecnica a sciami di terremoti simili in futuro, potremmo individuare con
precisione dove il magma potrebbe fuoriuscire e potenzialmente in che quantità”,
spiega Hicks. “Il nostro approccio utilizza solo dati provenienti dai sismometri
che registrano le vibrazioni del terreno, ed è quindi particolarmente utile per
gli eventi sottomarini in cui le immagini satellitari o il GPS terrestre,
utilizzati per individuare i cambiamenti nella posizione del terreno, potrebbero
non essere disponibili”, conclude.
Valentina Arcovio
Lo studio
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cosa ha provocato i terremoti del 2025 proviene da Il Fatto Quotidiano.