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“Nessuno parla dei danni del ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria. Luoghi rasi al suolo, attività spazzate via in una notte”: la denuncia di Gabriele Vagnato
Il ciclone Harry ha devastato molte delle località costiere della Sicilia, Sardegna e Calabria. In questi giorni si fa la conta dei danni, che sono ingenti e che – al momento – superano i due miliardi di euro, mentre domani, 26 gennaio, come ha annunciato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, si riunirà il Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Intanto non mancano gli appelli sui social degli abitanti delle zone più colpite al Sud dal ciclone, per far sì che questa emergenza non venga dimenticata dall’opinione pubblica. Tra questi c’è anche il content creator e conduttore Gabriele Vagnato che con un video sui suoi social ha fatto un importante appello. “Quello che vedete è quello che sta succedendo al Sud d’Italia, – ha detto Vagnato – ma nessuno ne sta parlando. Mi avete scritto in tantissimi anche amici e parenti per dirmi che in pochissimi stanno dando attenzione ai danni fatti dal ciclone Harry. I giornali parlano di quello che succede in America con Trump, con le crisi internazionali, ma in Calabria, in Sicilia, in Sardegna c ‘è chi sta combattendo una guerra contro il fango e contro i danni fatti a questo ciclone”. E ancora: “Scusate se lo dico ma questa cosa vale di più ragazzi. Io sono Calabrese, sono cresciuto a Catanzaro, ho passato la mia infanzia, la mia adolescenza in quella terra. Sono andato a scuola, in luoghi che purtroppo sono stati rasi al suolo, attività commerciali costruite in tanti anni di sacrificio di famiglie, anche di amici che sono stati spazzati via in una notte, e il danno adesso si stimerebbe sia di 2 miliardi”. “La cosa positiva, in tutto ciò, è che noi italiani usiamo solidali in queste situazioni, – ha continuato il conduttore – con immagini e video di tantissimi volontari che sono andati a prestare un primo intervento. Purtroppo non basta perché adesso bisognerà ricostruire ragazzi”. Da qui la proposta: “Allora io oltre a fare questo video a ‘Playlist’ che è il programma che conduco sul Rai 2 di musica, mi sono permesso di lanciare un piccolo appello a tutto il mondo della musica. Questa estate, ma anche in primavera, perché non organizzare degli eventi musicali, proprio lì, proprio in Calabria, in Sardegna e in Sicilia?”. L'articolo “Nessuno parla dei danni del ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria. Luoghi rasi al suolo, attività spazzate via in una notte”: la denuncia di Gabriele Vagnato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria, il ciclone Harry non si ferma: “Fenomeno mai osservato negli ultimi tempi”
Il ciclone Harry non si ferma. Anche oggi, 21 gennaio, la situazione rimane critica in tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria, alle prese con evacuazioni, mareggiate e venti di burrasca. Scuole chiuse in moltissime città, tra cui: Messina, Enna, Catania, Cagliari e Crotone. Le raffiche di vento arrivano fino a 150 km/h e in meno di 48 ore le piogge hanno creato accumuli superiori ai 300 millimetri. Lungo le coste le onde create dalle mareggiate arrivano fino a 10 metri. Per questi motivi dalla Protezione Civile è stata emessa un’allerta in gran parte delle tre regioni. Per oggi, infatti, è prevista allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico in Calabria, Sicilia nord-orientale e alcune zone della Sardegna, con criticità elevate. Allerta arancione e gialla per piogge, temporali e dissesti diffusi su gran parte del Sud Italia e della Sardegna, incluse alcune zone di Basilicata e Puglia. LA SITUAZIONE IN SARDEGNA Il meteorologo Tommaso Torrigiani, intervistato dall’Ansa, ha previsto almeno “altre 24-48 ore di vita” per la tempesta. In Sardegna, l’ondata di maltempo è stata definita dagli esperti come un “fenomeno mai osservato negli ultimi tempi”. A Capoterra e a Sinnai, in provincia di Cagliari, un centinaio di persone sono state evacuate. Molti traghetti dall’isola sono stati invece bloccati. Ritrovati e fortunatamente in buone condizioni i due pastori di cui non si aveva notizia dalla mattina di ieri dopo l’esondazione del rio Margiani in Ogliastra. LA SITUAZIONE IN SICILIA In Sicilia 200 comuni hanno attivato i centri operativi comunali come coordinamento per l’emergenza. Ieri mattina un’auto guidata da un anziano è caduta in una voragine – apertasi nella carreggiata – in provincia di Messina. L’uomo aveva imboccato una zona interdetta al traffico ed è riuscito a chiamare i soccorsi. Più di 6mila persone, divise in 200 unità del dipartimento di Protezione Civile, 1000 volontari e 5000 operatori comunali e dei soccorsi, stanno lavorando per gestire i danni e i rischi del maltempo. Treni sospesi tra Acireale e Siracusa e sulla Palermo-Catania, così come sulla Siracusa-Caltanissetta e sulla Catania-Caltagirone. A Linosa, isola delle Pelagie, decine di imbarcazioni sono state distrutte da un’onda di 7 metri. La litoranea del Lanternino – a collegamento dello Scalo Vecchio con Pozzolana di Ponente – e vie di accesso alla zona dei Faraglioni sono andate distrutte. Sull’isola non esiste un presidio di emergenza. LA SITUAZIONE IN CALABRIA In Calabria alcuni massi sono precipitati su un’auto in transito in provincia di Reggio, con il conducente che ha riportato alcune contusioni. Il sindaco di Catanzaro, intanto, ha vietato la consegna a domicilio su mezzi a due ruote in tutto il territorio comunale. Circa 100 famiglie sono state evacuate a Roccelletta di Borgia, vicino Catanzaro. Altre hanno avuto la stessa sorte a San Sostene, Simeri Crichi e nel quartiere Piterà. Evacuate anche zone costiere a nord di Crotone. Oggi il ciclone toccherà soprattutto la regione ionica, con venti di burrasca, piogge abbondanti e tanta neve ad alta quota. Da giovedì previsti miglioramenti. L'articolo Allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria, il ciclone Harry non si ferma: “Fenomeno mai osservato negli ultimi tempi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tornerei anche gratis a fare il medico in Calabria: ma, caro Occhiuto, manca pure l’ospedale
di Angelo Bianco Caro on. Occhiuto, Lei mi offende, due volte. Io sono a tra quanti lei ha destinato il suo accorato appello “medici calabresi, tornate, vi pagheremo di più”, io sono un medico calabrese, emigrato al nord. Riducendo la risoluzione del problema della sanità calabrese con l’offerta di una questua, quasi fosse la réclame di “due al prezzo di uno”, lei mortifica il professionista, che non è un mercenario, e il calabrese, che non è un traditore. Onorevole, lei, così, ha offeso due piccioni con una fava, assai indigesta, e dimostra di non capire le ragioni della disaffezione dei medici (e non) calabresi per la Terra che lei amministra o, forse, le fa più comodo far finta di non capire. Lei è un politico di lungo corso, preferisce buttare la palla in tribuna, fa melina, la sanità è una partita difficile, un pareggio le fa sempre comodo, piuttosto, che giocare, veramente, per vincere, rischiando la sconfitta. Lei fa finta di non capire che io in Calabria ci tornerei gratis, non ho davvero bisogno di un set di pentole o un completo di lenzuola matrimoniali per convincermi a tornare al mio paese. Non è il vil denaro, che secondo lei tutto muove, che mi rimetterebbe sul treno del Sud per far ritorno a Paola e, poi, di corriera fino ad Acri, al mio Ospedale. Mi perdonerà, ho 59 anni, sono andato via dalla mia terra che ne avevo 18, quando parlo del mio paese mi assale la nostalgia canaglia. Che stupido che sono, ha ragione, non c’è più il treno del sud, adesso c’è l’alta velocità, anzi no, c’è l’Inter city, in ritardo. E non c’è più la corriera, ci sono i bus a due piani di Salvini, anzi no, c’è da sperare che un mio amico mi venga a prendere alla stazione, molti trasporti interregionali sono stati soppressi. E, soprattutto, non c’è manco più l’ospedale, il Beato d’Angelo di Acri. Adesso c’è qualcos’altro, lo hanno chiamato con un aggettivo diverso di volta in volta, a mescolare le carte, illudendo la forma, depauperando la sostanza, medico dopo medico, reparto dopo reparto: bisognava ottimizzare ma vandalizzare rende meglio il concetto. Era prima l’ospedale di “zona montana” che non ho mai capito perché lo si volesse specificare, Acri lo è un paese montano, forse, era per suggellare una metafora, un avvertenza perché ogni servizio si dovesse ottenere come al termine di una scalata di montagna, è pari fatica. È Diventato poi Spoke di “zona disagiata” e questo mi è più facile capirlo, è intuitivo. Il mio ospedale era il nostro vanto, assistenza e cura erano assicurata a tutti, dal colpo della strega al resto. Adesso, al bisogno c’è da portare anche la scopa alla fattucchiera, altrimenti rimane seduta, in attesa, al PS, c’è rimasto solo quello. Caro governatore, lei crede davvero che un medico calabrese possa essere attratto da trenta denari in più? Questa è la somma, si questa metaforica, con la quale avete tradito la nostra speranza di ritornare con indosso il nostro bel camice bianco, quando sentivamo il capostazione gridare “Paola, stazione di Paola”. Avete saccheggiato ogni lira e poi ogni euro, favorendo le nomine politiche, sacrificando il merito, umiliando la dignità civica, elevando “il favore” a legge, la conoscenza a passepartout per aprire le porte del bisogno, del lavoro, del dolore, di chi è costretto a lunghe attese per un esame che non può aspettare, salvo attingere al privato, ma non tutti, poi, possono permettersi un cardiochirurgo di fiducia, lei questo, almeno, lo sa, lei ha potuto. La Calabria, oggi, non è attrattiva a nessun prezzo perché abbiamo perso la speranza che possa cambiare per quella che vorremmo fosse, legale, morale, meritocratica, capace, giusta e le ultime elezioni passerella ne sono la prova, tra chi ha vinto e che non poteva perdere, e chi non ha vinto ma ha perso due volte andando via. Onorevole, la smetta di imbonirci con promesse da Eldorado city, non c’è oro nel nostro mare, l’unica cosa di valore che ha dato sono i bronzi di Riace, poi, solo tante, troppe, facce di bronzo ma non hanno lo stesso valore. IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA SOSTENITORE E DIVENTANDO COSÌ PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA COMMUNITY. TRA I POST INVIATI, PETER GOMEZ E LA REDAZIONE SELEZIONERANNO E PUBBLICHERANNO QUELLI PIÙ INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL VOSTRO SPAZIO. DIVENTARE SOSTENITORE SIGNIFICA ANCHE METTERCI LA FACCIA, LA FIRMA O L’IMPEGNO: ADERISCI ALLE NOSTRE CAMPAGNE, PENSATE PERCHÉ TU ABBIA UN RUOLO ATTIVO! 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Tragedia a Vibo Valentia: bambina di 2 anni muore soffocata da un wurstel
Una bimba di due anni è morta dopo essere rimasta soffocata, con ogni probabilità dall’ingestione di un wurstel. L’episodio è successo nella tarda mattinata di oggi, 20 gennaio, a Vibo Valentia. La piccola ha ingerito l’alimento che è andato ad ostruire le vie respiratorie. Non riuscendo a superare la crisi, i genitori l’hanno immediatamente trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo dove la bimba è arrivata in arresto cardiaco. I medici hanno provato in tutti i modi a rianimarla per circa un’ora ma purtroppo senza successo. Sull’accaduto è attesa nelle prossime ore l’apertura di una indagine. Foto d’archivio L'articolo Tragedia a Vibo Valentia: bambina di 2 anni muore soffocata da un wurstel proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Strage di Cutro, gli audio ufficiali dei finanzieri per spiegare il ritardo dei soccorsi e pensare a una “exit strategy”
La prima udienza del processo penale sul naufragio di Cutro del 14 gennaio è stata immediatamente rinviata al 30 gennaio 2026, dopo la formalizzazione dell’assegnazione del procedimento a un nuovo collegio giudicante. In attesa che di svolga vale la pena sentire gli audio originali dei finanzieri coinvolti, alcuni imputati nel processo come Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo Aeronavale di Taranto e Alberto Lippolis, a capo del Roan di Vibo Valentia. Nelle telefonate si cerca di mettere a punto una strategia comune per tentare di evitare che dal processo ne escano con l’accusa di procurata strage. Era il 25 febbraio del 2023, durante il governo Draghi , quando 94 persone tra le quali oltre 30 bambini profughi soprattutto da Pakistan e Afghanistan annegarono a poche decine di metri dalla costa di Steccato di Cutro, in Calabria, dopo il ribaltamento del caicco Summer Love che ne portava almeno 180. Molte vittime non sono mai state ritrovate. “Cominciare a pensare a una exit strategy”, un vero e proprio “brainstorming” per concordare una linea comune per giustificare i ritardi nei soccorsi al caicco. È il contenuto di alcuni messaggi tra ufficiali della Guardia di Finanza rivelati nel corso della trasmissione di Rai 3 “Il Cavallo e la Torre”, andata in onda venerdí sera. L’inchiesta ha diffuso i contenuti di una chat e di messaggi audio del 3 marzo 2023, acquisiti dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Crotone, intercorsi tra il comandante del Gan – Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto – Nicolino Vardaro (imputato nel procedimento sui ritardi nei soccorsi) e il vicecomandante Pierpaolo Atzori (non imputato). Messaggi contenuti in una nota di sintesi del 16 novembre 2023 fatta dai carabinieri e messa agli atti dell’indagine. Al centro del colloquio la necessità di giustificare il lungo lasso di tempo intercorso tra l’allarme dato da Frontex (agenzia Ue per il pattugliamento delle frontiere marittime e terrestri) e l’intervento italiano, e perchè non fosse stato mandato un mezzo a monitorare dal cielo. Atzori riferisce a Vardaro di aver parlato con Alberto Lippolis, comandante del Roan di Vibo Valentia, ora indagato nel processo. (Il Roan è una sezione della Guardia di Finanza con sede a Vibo Valentia che opera con compiti di polizia giudiziaria e di vigilanza, specialmente nel settore aeronavale) . Lippolis nel vocale avrebbe suggerito “a titolo di amicizia” di prepararsi alle indagini suggerendo di trovare una linea comune per una exit strategy. Atzori dice a Valdaro: “Mi suggeriva ( Lippolis ) di cominciare a pensare a una exit strategy… in modo poi da essere pronti a confermarlo, su due punti”. I due punti critici evidenziati da Lippolis nelle conversazioni sono, per l’appunto, il “perché dopo l’allarme dato dall’Eagle di Frontex, alle 23:26, il nostro mezzo navale d’altura è uscito solo alle due e mezza” e il motivo per cui “non è stato mandato un mezzo ad ala rotante almeno a monitorare dall’alto”. Il comandante del ROAN suggerisce ancora ad Atzori : “Cominciate a fare un brainstorming su queste due ipotesi perché poi quelli vanno, andranno a guardare tutto”, è il monito riportato nella trascrizione dei messaggi agli atti del processo. Per giustificare il “delay” del pattugliatore d’altura Barbarisi della Guardia di Finanza – quantificato dagli investigatori in 2 ore e 40 minuti – la linea ipotizzata da Lippolis nella chat era di sostenere che l’uscita fosse stata ritardata per varie ragioni tra cui valutare per bene le condizioni meteo in atto e quelle future perchè il mare era di traverso all’unità. Inoltre Vardaro, rispondendo al collega Atzori, conferma di non aver fatto uscire subito il mezzo basandosi su un “calcolo cinematico” dell’arrivo del caicco e per non “stressare gli equipaggi mettendo anche a repentaglio la sicurezza dell’unità navale e degli equipaggi il meno possibile, riducendo diciamo i rischi” dato il mare grosso. Per quanto riguarda il mancato invio dell’elicottero, Vardaro fornisce questa motivazione: “L’aeroporto di Grottaglie di notte è chiuso, l’equipaggio non c’era e comunque noi abbiamo la piazzola in manutenzione”. Ma nella stessa chat dice che aveva tutti i mezzi ad ala rotante a terra, ovvero li aveva tutti a disposizione. Giustificazioni che tuttavia non hanno convinto i magistrati. Il Gip contesta a Vardaro di aver ordinato la navigazione solo alle 02:05 anziché immediatamente, definendola una “precisa e negligente scelta operativa” che ha impedito di intercettare il target in sicurezza, lasciando che si dirigesse verso un “approdo insicuro”. C’è anche un aspetto politico della vicenda che coinvolgerebbe la Guardia Costiera. Questa ha negato categoricamente che la mail risalente a giugno 2022, firmata dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino – capocentro operativo nazionale e dell’Imrcc- e inviata a tutte le capitanerie locali, in cui si faceva riferimento a nuove disposizioni impartite da un “livello politico” relative alla gestione degli eventi migratori in Italia, abbia avuto un qualche effetto sulla strage di Cutro. Il documento mostrato in esclusiva dalla trasmissione di Damilano sembrerebbe invece assegnare una priorità alle operazioni ‘di polizia’ della Guardia di finanza, rispetto a quelle della Guardia costiera. Quella mail insomma sembra riferirsi in modo molto chiaro a quelle famose “regole d’ingaggio”, menzionate dal comandante della Capitaneria di Crotone Vittorio Aloi. Cioè che l’intervento della Guardia Costiera avrebbe dovuto limitarsi ai soli casi classificati come eventi Sar: ricerca e soccorso. 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Allerta rossa al Centro-Sud: il ciclone Harry su Calabria, Sicilia e Sardegna. Scuole chiuse, possibili nevicate
Forte ondata di maltempo al Centro-Sud, soprattutto in Calabria e nelle isole. L’arrivo del “ciclone Harry” sta portando venti di scirocco fortissimi,- fino a sessanta nodi – nubifragi e onde addirittura a sei metri di altezza. In numerose città chiuse le scuole e le università in via precauzionale. Per lo stesso motivo attivati i Centri operativi comunali. Attese anche in alcune zone leggere nevicate, anche a bassa quota. I plessi scolastici sono stati chiusi in numerose città, tra cui: Crotone, Catanzaro, Messina, Catania, Agrigento e Cagliari. L’allerta rossa è stata diramata in Sardegna, quella gialla in Calabria e in Sicilia. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha presieduto a Roma la riunione dell’unità di crisi in collaborazione con le strutture operative delle regioni interessate. La situazione è costantemente monitorata e sono già state attuate le tradizionali misure precauzionali, mentre Anas ha annunciato il potenziamento della sorveglianza lungo la rete stradale delle tre regioni, soprattutto nelle aree costiere e in quelle più esposte al rischio idrogeologico. Dalle previsioni degli esperti, il maltempo sarebbe legato a una circolazione depressionaria proveniente dal Nord Africa che porterebbe verso l’Italia delle correnti umide di Scirocco. Sono attese delle precipitazioni da record nelle zone interessate dal maltempo. Tra lunedì 19 e sabato 20 le raffiche di vento raggiungeranno un picco di 100 km/h, soprattutto sui versanti orientali. In alcune aree del sud-est sardo, della Calabria ionica e della Sicilia orientale (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa) sono attese piogge ad oltre 200 millimetri in poche ore. Per questo motivo, la Protezione civile siciliana ha già diramato la pre-allerta. Nelle Eolie alcuni traghetti sono stati annullati e molti stabilimenti balneari – come i lidi di Taormina e Giardini Naxos – hanno realizzato delle barriere di sabbia a protezione delle strutture. Il sindaco di Lipari Riccardo Gullo ha disposto la chiusura delle scuole per due giorni e la chiusura di alcune strade litoranee. In Sardegna l’allerta rossa entrerà in vigore dalle 21 di oggi 19 gennaio e durerà tutta la giornata di domani. Nel comune di Quartu Sant’Elena è stato redatto il piano di prevenzione alla presenza del sindaco, dei dirigenti comunali e delle associazioni di Protezione Civile territoriali. A seguito dell’incontro sono stati chiusi tutti i plessi scolastici – di qualsiasi grado, sia pubblici e privati – e tutte le aree all’aperto. Raccomandate, invece, le sospensioni delle attività di cantiere e la messa in sicurezza dei mezzi e dei materiali in vista delle bufere. Si invita, inoltre, la cittadinanza a limitare gli spostamenti il più possibile. Anche qui l’attenzione è rivolta soprattutto alle zone costiere, dove il rischio mareggiate rimane alto. In Calabria l’allerta arancione interessa il crotonese e la zona di Catanzaro. Il bollettino diffuso dalla Protezione Civile e dall’Arpacal parla di “intensa attività elettrica. Venti di burrasca con rinforzi fino a burrasca forte o tempesta a prevalente componente orientale. Mareggiate lungo le coste esposte”. Per oggi sono previste nei settori ionici delle forti mareggiate con onde alte fino ai 3,2 metri. L'articolo Allerta rossa al Centro-Sud: il ciclone Harry su Calabria, Sicilia e Sardegna. Scuole chiuse, possibili nevicate proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiude a chiave lo spogliatoio e picchia l’arbitro, poi lo deruba: follia in Calabria. Lunga squalifica e denuncia per l’aggressore
Un arbitro di 20 anni – un altro, l’ennesimo – è stato aggredito all’interno del suo spogliatoio da un calciatore al termine di una partita di Prima categoria a Crotone. I fatti risalgono a sabato scorso al termine della gara tra Academy Crotone e Cirò Marina (terminata 1-2). Secondo la ricostruzione, il capitano della squadra di casa, espulso al 17esimo della ripresa per frasi offensive e minacciose, al termine della partita – caratterizzata da una forte tensione e dall’espulsione di 3 giocatori della squadra di casa – è entrato senza autorizzazione nello spogliatoio dell’arbitro della sezione di Locri. Dopo averlo colpito con un calcio alla schiena, il calciatore ha chiuso la porta e ha iniziato a colpirlo ripetutamente con pugni alla testa, al collo e alla spalla mentre la vittima cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani. L’aggressione è stata interrotta solo grazie all’intervento di un calciatore della squadra del Cirò Marina, l’unico ad accorrere in difesa del direttore di gara. All’arrivo dei carabinieri, l’aggressore era già andato via: secondo quanto messo a referto dall’arbitro e citato dal giudice sportivo, il calciatore gli avrebbe anche rubato il proprio cartellino di riconoscimento. Portato al Pronto soccorso di Crotone, l’arbitro ha avuto una prognosi di 10 giorni per traumi diffusi a torace, spalla e zona cervicale. Inoltre, il direttore di gara ha denunciato il furto di 60 euro dal proprio portafogli. Immediata e durissima a risposta del giudice sportivo che ha inflitto all’aggressore una squalifica fino al 15 gennaio 2031 con “preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc”. Successivamente i carabinieri hanno denunciato “in stato di libertà per lesioni personali aggravate ai danni di un pubblico ufficiale” il calciatore, per il quale è stata avviata inoltre la procedura per l’emissione del Daspo, la misura di prevenzione che vieta l’accesso agli impianti sportivi. L’accusa di lesioni a pubblico ufficiale deriva dallo status riconosciuto all’arbitro durante l’esercizio delle sue funzioni. Sanzionata anche la società Academy Crotone – ultima in classifica con un solo punto – che a distanza di giorni ha deciso di ritirarsi dal campionato. “La violenza, in ogni sua forma e manifestazione – afferma la società – rappresenta una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con forza”, si legge in una nota ufficiale. Poi l’annuncio: “La società ha quindi deciso di prendere formalmente le distanze da ogni episodio di violenza verificatosi; porgere le più sincere scuse al direttore di gara, alle Istituzioni calcistiche e a tutti gli appassionati di questo sport e comunicare il ritiro della squadra“. L'articolo Chiude a chiave lo spogliatoio e picchia l’arbitro, poi lo deruba: follia in Calabria. Lunga squalifica e denuncia per l’aggressore proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Violenta mareggiata invade la strada e travolge le auto a Scilla, il video del pericolo (scampato)
Intense perturbazioni hanno colpito la Calabria lo scorso fine settimana, 10 e 11 gennaio. Mentre sulla Sila nevica, la costa tirrenica è stata interessata da forte vento e precipitazioni. Nel video, una violenta mareggiata invade le strade di Scilla, in provincia di Reggio Calabria, e travolge un’auto in corsa. Come si vede nel filmato, un’altra ingrana la retro e si allontana. Video Facebook/Centro meteo Calabria L'articolo Violenta mareggiata invade la strada e travolge le auto a Scilla, il video del pericolo (scampato) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Calabria, terremoto di magnitudo 5.1 al largo della costa ionica. Paura a Reggio e Messina, linea ferroviaria sospesa
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 è stata registrata intorno alle 6 del mattino di sabato al largo della costa ionica meridionale della Calabria, a una profondità di circa 65 chilometri. Il sisma è stato avvertito in gran parte della Calabria e della Sicilia orientale, con particolare intensità a Reggio, Siracusa, Catania e Messina. Nessuna segnalazione di danni a persone o cose. “La scossa si è registrata al largo delle nostre coste ed era fortunamente profonda. Questa è stata la causa per cui si è sentita in grande parte della regione. Abbiamo contattato i sindaci dei comuni dell’area interessata e non abbiamo registrato segnalazioni di danni”, ha detto il capo della Protezione civile calabrese, Domenico Costarella, intervistato da RaiNews24. “Le sale operative sono sempre in allerta. Abbiamo un sistema di pianificazione sia a livello regionale che comunale e la nostra Regione è dotata di un piano di soccorso sismico che è pronto ad essere utilizzato se necessario, in accordo con l’autorità locale e la protezione civile”, ha aggiunto Costarella, invitando i cittadini, in caso di nuove scosse, ad uscire dalle proprie abitazioni e non usare gli ascensori, restando “il più possibile” razionali. L’assessore alla Protezione civile di Messina, Massimo Minutoli, conferma che non ci sono stati danni ma “solo momenti di paura”. Rete ferroviaria italiana fa sapere che sulla linea Catanzaro-Melito di Porto Salvo la circolazione ferroviaria è sospesa in via precauzionale tra Roccella Ionica e Melito “per consentire la verifica dello stato della linea” a seguito della scossa. L'articolo Calabria, terremoto di magnitudo 5.1 al largo della costa ionica. Paura a Reggio e Messina, linea ferroviaria sospesa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Liste d’attesa “privatizzate” al reparto di oculistica: sequestrati 9 milioni su richiesta della Corte dei Conti
E dopo la Procura di Catanzaro arriva anche la Corte dei Conti che, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte liste d’attesa privatizzate alla “Renato Dulbecco”, ha disposto il sequestro conservativo di oltre 9 milioni di euro a carico di 11 persone. Si apre un altro capitolo nell’indagine che, nei mesi scorsi, ha travolto il reparto di oculistica dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Catanzaro. Su delega della Procura generale della Corte di Conti, infatti, il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro. I destinatari sono il primario Vincenzo Scorcia e la segretaria del suo studio privato Maria Battaglia. Ma anche la caposala Laura Logozzo e i medici Giuseppe Giannacare, Adriano Carnevali, Rocco Pietropaolo, Andrea Lucisano, Andrea Bruni, Eugenio Garofalo, Giorgio Randazzo e Maria Aloi. Per tutti, la Corte dei conti ha ipotizzato svariate condotte di danno erariale in relazione all’indebita percezione dell’indennità di esclusività e di stipendi non dovuti, nel mancato riversamento di proventi da lavoro autonomo illegittimamente esercitato, nella “privatizzazione” del servizio pubblico e nell’appropriazione di beni pubblici per fini privati. Da qui la richiesta, accolta dal presidente della Sezione giurisdizionale per la Calabria della Corte dei conti, di un sequestro conservativo per un importo di oltre 9 milioni di euro. Di questi, 6,2 milioni sono contestati al primario Scorcia (di cui 2,3 in solido con la segretaria e la caposala). Per quanto riguarda le altre contestazioni, 280mila sono stati sequestrati a Giuseppe Giannaccare, 83mila ad Adriano Carnevali, 350mila a Rocco Pietropaolo, un milione e 288 mila ad Andrea Lucisano, 357mila ad Andrea Bruni, 463mila ad Eugenio Garofalo, 70mila a Giorgio Randazzo e 29mila a Maria Aloi. L’inchiesta aveva portato lo scorso luglio agli arresti domiciliari, poi annullati dal Riesame, del primario del reparto Vincenzo Scorcia e della sua segretaria accusati di associazione a delinquere, peculato, concussione, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio e, il medico, di falsità ideologica e autoriciclaggio. Secondo quanto emerso dalle indagini dei pm di Catanzaro, guidati dal procuratore Salvatore Curcio, nel reparto di oculistica dell’Azienda Dulbecco vigeva una gestione “privatistica” delle liste di attesa, con visite private a pagamento per aggirare le lista d’attesa e scalare la graduatoria per essere operati, alimentando, di fatto, un sistema privato di prenotazioni e prestazioni erogate gratuitamente. Per i magistrati contabili vi era “un sistema consolidato attraverso il quale i medici dell’equipe erano soliti effettuare interventi chirurgici su pazienti previamente visitati a pagamento durante lo svolgimento della suddetta attività extra-istituzionale privata, garantendo loro un trattamento ‘privilegiato’ rispetto ai pazienti ambulatoriali regolari”. In questo modo sarebbero state aggirate “le liste d’attesa ufficiali” e lesi “i principi di trasparenza ed equità dell’assistenza sanitaria pubblica”. Il tutto “utilizzando integralmente per tali interventi chirurgici risorse dell’azienda ospedaliera”. Il danno erariale, ipotizzato dalla Corte dei Conti, ha portato così alle cifre monstre del sequestro conservativo. Il provvedimento dei giudici contabili non è un’attribuzione di responsabilità. Piuttosto è finalizzato a vincolare i beni mobili e immobili degli indagati e a evitare che possano essere venduti o dispersi prima di una sentenza definitiva nel merito. Ovviamente nel caso in cui, al termine del processo, i medici coinvolti nell’inchiesta “Short Cut” dovessero risultare colpevoli e di conseguenza condannati a risarcire i danni all’Erario e all’università “Magna Grecia”. Intanto, però, dopo i sigilli si aprirà il contradditorio anche davanti alla Corte dei conti. L'articolo Liste d’attesa “privatizzate” al reparto di oculistica: sequestrati 9 milioni su richiesta della Corte dei Conti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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