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“Mi ha dato un po’ fastidio vederlo su una Mercedes, ma metterlo subito in Ferrari avrebbe voluto dire distruggerlo”: Montezemolo su Kimi Antonelli
La vittoria di Kimi Antonelli al Gp della Cina “mi ha emozionato, è un ragazzo di 19 anni in continuo miglioramento. Aveva avuto problemi nelle partenze, eppure non si è perso d’animo: è andato in testa e ha condotto senza incertezze, rischiando solo alla fine“. A parlare è Luca di Montezemolo – ex presidente della Ferrari – al Corriere della Sera. Il tema ovviamente è quello della prima vittoria in Formula 1 per Andrea Kimi Antonelli, pilota italiano che corre su Mercedes e che in Cina ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio dopo 20 anni dall’ultima volta, da quel marzo 2006 in cui vinse Giancarlo Fisichella. “Antonelli ha dimostrato maturità e freddezza, non tipiche di un italiano e soprattutto non di uno della sua età. Ha i piedi per terra, spero resti sempre così, le premesse ci sono tutte. Però mi ha dato un po’ ‘fastidio’ vederlo su una Mercedes“, ha spiegato Montezemolo, che poi ha precisato: “Avrei preferito vederlo in Ferrari. Ma prendere uno come Antonelli e metterlo subito su una Rossa avrebbe voluto dire distruggerlo. Massa lo parcheggiammo alla Sauber a fare esperienza”, ha dichiarato l’ex presidente ferrarista. Poi anche un consiglio al giovanissimo pilota bolognese: “L’ho incontrato l’anno scorso in Bahrain, conoscevo il papà di nome per vie delle attività nelle corse. L’ho chiamato per congratularmi. Un ragazzo carino e timido. Ha la fortuna di avere una famiglia solida, conosce i valori. Gli suggerirei di continuare a migliorare, perché, con tutto il rispetto, è stato perfetto su una macchina nettamente superiore“. Montezemolo ha poi concluso: “Ne ho visti diversi di piloti che si credevano fenomeni dopo pochi Gp. Ma Kimi è diverso e la Mercedes ha fatto un ottimo lavoro: l’anno scorso ha debuttato in F1 su una monoposto non vincente, senza la pressione di adesso”. L'articolo “Mi ha dato un po’ fastidio vederlo su una Mercedes, ma metterlo subito in Ferrari avrebbe voluto dire distruggerlo”: Montezemolo su Kimi Antonelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mercedes-Geely, prove di intesa su nuovi modelli elettrici per la Cina
Nel pieno della trasformazione globale dell’industria automobilistica, le alleanze strategiche diventano sempre più decisive. Non a caso il gruppo cinese Geely – attraverso il suo fondatore Li Shufu – è da anni uno dei principali azionisti di Mercedes-Benz, con una quota pari al 9,69% del capitale. È in questo contesto che, secondo fonti vicine al dossier, secondo quanto riportato da Bloomberg i due gruppi avrebbero avviato nuovi colloqui preliminari per rafforzare ulteriormente la loro cooperazione, con un focus particolare sul mercato cinese, oggi il più rilevante per la casa tedesca. Le discussioni – ancora riservate e in fase iniziale – riguarderebbero lo sviluppo delle prossime generazioni di veicoli elettrici Mercedes. L’obiettivo sarebbe duplice: da un lato ridurre i tempi di progettazione, dall’altro contenere i costi di ingegneria, sfruttando la rapidità e l’efficienza della filiera industriale cinese. Un fattore cruciale in un mercato dove i marchi locali stanno guadagnando quote grazie a prezzi più competitivi e cicli di sviluppo più brevi. Da Stoccarda, un portavoce ha ribadito che l’azienda valuta costantemente soluzioni per rendere ricerca e sviluppo “più veloci, migliori ed efficienti”, sia in Cina sia a livello globale. Nessun commento ufficiale invece da Geely, mentre Mercedes ha precisato che al momento non esistono trattative sulla condivisione diretta delle piattaforme. Il possibile rafforzamento dell’asse tra i due gruppi si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge tutta l’industria europea. Il gruppo Volkswagen, ad esempio, ha già avviato collaborazioni tecnologiche con Xpeng, mentre Renault ha sfruttato centri di ingegneria in Cina per accelerare lo sviluppo di nuovi modelli. Anche Stellantis guarda con interesse a possibili partnership nel Paese asiatico. Nel caso Mercedes, tuttavia, ogni passo è particolarmente delicato. L’assetto azionario è infatti articolato: il gruppo statale BAIC Group è oggi il primo azionista con una quota leggermente superiore al 10%, seguito proprio dall’azienda di Li Shufu. Un equilibrio che impone cautela nelle scelte strategiche. Le due aziende, comunque, collaborano già con successo. La joint venture dedicata al marchio Smart – oggi completamente elettrico – rappresenta un esempio concreto di integrazione: Mercedes cura il design, mentre Geely si occupa di sviluppo e produzione. Un modello che potrebbe essere replicato su scala più ampia. Resta però l’incognita sull’esito dei colloqui. Le trattative potrebbero anche non sfociare in un accordo formale, ma indicano chiaramente la direzione del settore: per affrontare la sfida dell’elettrico e della competizione globale, anche i marchi storici europei devono ripensare alleanze e modelli industriali. L'articolo Mercedes-Geely, prove di intesa su nuovi modelli elettrici per la Cina proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Aveva 8 anni, dopo due giri fece il record della pista. Per Ferrari era ancora troppo piccolo”: così Kimi Antonelli ha scelto la Mercedes
Andrea Kimi Antonelli è il pilota del momento: a 19 anni ha conquistato pole e vittoria nel Gp di Cina, secondo appuntamento del campionato di Formula 1 2026. Il primo italiano a tornare sul gradino più alto del podio dal 2006, quando non era ancora nato. Il mondo dei motori aspettava un talento del genere da decenni: Antonelli, con questa Mercedes, può già pensare di lottare per il Mondiale. E il team manager Toto Wolff se lo coccola: è stato lui a dare fiducia al giovante astro nascente italiano, mentre la Ferrari sceglieva di prendergli Lewis Hamilton. Ma la scelta di Kimi Antonelli di andare a Mercedes nasce molto tempo prima, quando aveva appena 8 anni, come racconta Giovanni Minardi in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Il manager, figlio di Gian Carlo Minardi, è stata tra i primi a scoprire il talento di Antonelli. La folgorazione avvenne sulla pista di Sarno durante il Kart Summer Camp 2014. Minardi vide questo bambino di 8 anni salire su un kart e percorrere un tracciato mai visto: “Dopo due giri aveva già fatto il record della pista“. L’esperienza lo ha portato subito a cogliere “un talento naturale” per sensibilità e stile di guida: “Io gestisco da molti anni la Minardi Management e quando vedi tanti ragazzi sei abituato a riconoscere subito quando qualcuno ha qualcosa in più. Lui però era proprio di un’altra categoria, è una sensazione impossibile da spiegare”. Minardi si convinse subito che quel bambino sarebbe arrivato fino alla Formula 1 e quindi insieme al padre Marco Antonelli cominciò a cercare un’Academy per farlo crescere: “Per proseguire nelle monoposto servono disponibilità economiche molto importanti e garanzie sul futuro, al giorno d’oggi entrare nell’Academy di un team è fondamentale”. Ecco quindi la sliding doors della scelta tra Ferrari e Mercedes. Minardi e Antonelli parlarono con entrambe le scuderie, poi la scelta: “Bisognava muoversi bene e scegliere chi poteva dare le garanzie maggiori. Per Ferrari Kimi era ancora troppo piccolo, invece Mercedes poteva dare garanzie migliori su una prospettiva futura”. Antonelli quindi non è stato scartato da Maranello, ma semplicemente in quel momento la Mercedes pareva una soluzione migliore e ha deciso di investire su di lui: “Toto Wolff restò colpito da come parlassi di questo ragazzo e mandò una persona fidata di Mercedes a vederlo in pista ad Adria. Quel giorno Kimi fece una gara strepitosa, e da lì molte altre”, racconta ancora Minardi. “Toto venne a vederlo più avanti, quando i suoi gli dissero che effettivamente valeva la pena dargli un’occhiata, e il resto è storia: entrò nell’Academy Mercedes nel 2019, quando ancora correva sui kart”. Sette anni dopo, è già in lotta per il Mondiale di Formula 1. L'articolo “Aveva 8 anni, dopo due giri fece il record della pista. Per Ferrari era ancora troppo piccolo”: così Kimi Antonelli ha scelto la Mercedes proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Esuberanza, leggerezza e consapevolezza, ma non solo: perché Kimi Antonelli può davvero vincere il Mondiale
Provate a ricordarvi dove eravate il 19 marzo 2006, giorno dell’ultima vittoria italiana in Formula 1 di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006. Sicuramente non potrà fare questo esercizio di memoria Kimi Andrea Antonelli che in quella data non era ancora nato. Sarebbe venuto al mondo cinque mesi più tardi (il 25 agosto). A quattro giorni dal ventesimo anniversario il pilota bolognese ha ripotato l’Italia sul gradino più alto del podio. Emozioni, lacrime e tutta la felicità del mondo per un ragazzo che “ha appena realizzato uno dei suoi sogni da bambino”. Plurale, perché il più grande è chiaramente diventare campione del mondo. E Antonelli quest’anno può farlo davvero. Non importa che sia appena alla sua seconda stagione, il talento non conosce tempistiche, irrompe all’improvviso. Mercedes è nettamente la macchina più forte di questo 2026 (oggi 25 secondi rifilati alla Ferrari di Lewis Hamilton – primo podio con la Rossa – secondo team al traguardo). La F1 è uno sport che corre tremendamente veloce e non aspetta e quando c’è l’occasione va colta al volo. Seppur giovanissimo, Kimi sa che quest’opportunità capita poche volte nella vita, forse addirittura una. Toto Wolff, team principal Mercedes, lo ha coccolato e cresciuto e messo al posto di Hamilton quando l’inglese ha deciso di sposare Ferrari. Un’eredità pesante, pesantissima, che gli è stata consegnata perché il manager austriaco ha visto in lui le potenzialità da campione del mondo fin dal giorno zero. E Kimi la prima vera chance di vincere un Gran Premio l’ha colta al volo. Se dopo i controlli Fia del primo giugno sul famigerato rapporto di compressione, il motore Mercedes non cambierà di una virgola, allora sì che il discorso mondiale sarà un tema di casa. Scendendo più nel dettaglio tecnico, Russell è un pilota molto veloce, soprattutto in qualifica. Da ragazzino era soprannominato Mr. Saturday, proprio per la differenza che faceva sul giro secco. Dall’adolescenza, invece, Kimi è sempre stato un fulmine sul bagnato. Una particolarità che l’ha aiutato a vincere il titolo in Formula Regional nel 2023 (alla partenza a Zandvoort era ottavo, primo dopo 4 giri) e l’ha presentato al mondo della Formula 1: lo scorso anno al debutto in Australia scattava sedicesimo e sotto il diluvio di Melbourne ha rimontato fino alla quarta posizione. Negli ultimi anni, per ragioni di sicurezza, abbiamo visto sempre meno gare sul bagnato. Ma quest’anno può essere diverso perché la sparizione delle vetture a effetto suolo, quindi dei canali Venturi, gli spruzzi d’acqua che si alzano in condizioni da bagnato saranno molti meno. Perciò, maggior sicurezza e possibilità di tornare a vedere gare in contesti che hanno consacrato all’epica della Formula 1 tanti piloti: Senna a Monaco il giorno del primo podio in carriera e la vittoria leggendaria a Donigton o Schumacher in Belgio, fino a Verstappen in Brasile nel 2024. Dunque Kimi potrebbe anche cercare aiuto nella cabala e far la danza della pioggia per esaltarsi ancora di più. George Russell, all’ottava stagione in F1 e attuale leader del mondiale, ha l’esperienza dalla sua e la grande chance della carriera. Antonelli, invece, ha l’esuberanza del ragazzino e sa che la pressione è tutta sul compagno di squadra, una responsabilità di favorito che pesa. Kimi dovrà correggere gli errori di gioventù che si porta dietro. Normali al primo anno, meno al secondo se vuole davvero lottare. Nel primo weekend, l’incidente nelle terze libere dell’Australia ha compromesso la sua qualifica. Poi l’errore in partenza l’ha messo fuori dai giochi vittoria. Stesso copione di ieri nella Sprint cinese. Ma oggi no, Antonelli è stato perfetto e ha saputo rispondere con talento e testa alla partenza fionda Ferrari e poi ha saputo gestire e allungare, facendo una gara ad elastico (aiutata anche dalla lotta interna Ferrari che ha coinvolto anche Russell) risparmiando gomma e alternando giri veloci. Fino al brivido finale, quel bloccaggio che l’ha portato largo. Lì l’emozione era già al massimo, i battiti altissimi e, forse, le prime lacrime dentro il casco stavano già scendendo. La pietra miliare di oggi è quella che nella testa di uno sportivo può far fare il click decisivo per eliminare insicurezze e sbavature e far pensare con decisione: “Posso vincere il mondiale”. In fin dei conti lo aveva già detto prima dell’inizio della stagione. Ora, c’è una consapevolezza in più. L'articolo Esuberanza, leggerezza e consapevolezza, ma non solo: perché Kimi Antonelli può davvero vincere il Mondiale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Lo avevo promesso all’Italia, ma nel finale mi sono cag*to addosso”: le lacrime di Kimi Antonelli
“Non riesco a parlare, sto per piangere”. Andrea Kimi Antonelli vince il Gp di Cina e scrive una pagina di storia dell’Italia in Formula 1. Il pilota italiano trova il primo successo in carriera, sul circuito di Shanghai, e non contiene le emozioni a fine gara, appena salito sul podio. “Lo avevo promesso all’Italia”, ha spiegato il giovanissimo pilota 19enne dopo lo storico trionfo in Cina. L’ultimo era infatti stato Giancarlo Fisichella, sempre a marzo, ma nel 2006 in Malesia. Quando Antonelli non era ancora nato. “All’inizio ho dato troppo spazio alle Ferrari ma poi ho recuperato e sono riuscito a portare a termine la gara anche se nel finale con quel bloccaggio ho rischiato l’infarto”, ha aggiunto Antonelli. “Mi sono ca*ato addosso“, ha anche ammesso davanti a Stefano Domenicali. Dopo la premiazione, Antonelli ha spiegato anche a Sky Sport le sue sensazioni: “Avevo sognato che ci sarebbe stata la possibilità e fortunatamente il sogno si è avverato. Sono al settimo cielo, questa vittoria dà gusto. Di cosa sono più orgoglioso? La partenza, perché le precedenti erano state terribili. Lo stacco non è stato male, anche se ho perso la posizione su Hamilton. Poi il passo è stato buono. Alla fine mi sono rilassato troppo e ho fatto un errore, non bisognerà più farlo”. Per il 19enne bolognese, il primo trionfo ha una dedica speciale: “Oggi ero tranquillo, sono riuscito a restare calmo. Lo dedico alla mia famiglia, al mio team e a tutti quelli che mi seguono da casa. Era uno dei miei grandi obiettivi, avrò ora un approccio leggermente diverso e più consapevole. Battere gli altri non sarà facile, bisognerà continuare a martellare”, ha concluso Antonelli. L'articolo “Lo avevo promesso all’Italia, ma nel finale mi sono cag*to addosso”: le lacrime di Kimi Antonelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Kimi Antonelli trionfa in Cina: il pilota Mercedes è il primo italiano a vincere un gran premio dal 2006
Storica vittoria di Kimi Antonelli nel gran premio della Cina di Formula 1. Sul circuito di Shanghai il 19enne della Mercedes ha preceduto sul traguardo il compagno di squadra George Russell e le due Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Per Antonelli è la prima vittoria in carriera in Formula 1: il giovane bolognese è anche il primo pilota italiano a vincere un gran premio dal 2006, quando Giancarlo Fisichella trionfò in Malesia alla guida di una Renault. Partito dalla pole position (il più giovane della storia a conquistarla), Antonelli ha condotto la gara dall’inizio alla fine: qualche brivido solo nel finale per una curva presa lunga, senza conseguenze visto il vantaggio nel frattempo accumulato su Russell. Le due Ferrari si confermano competitive, ma ancora non abbastanza per evitare la seconda doppietta consecutiva della Mercedes: spettacolare la lotta tra le rosse di Leclerc ed Hamilton quasi fino al termine della corsa. Ad avere la meglio il pilota inglese, che conquista così il suo primo podio con la scuderia di Maranello. L'articolo Kimi Antonelli trionfa in Cina: il pilota Mercedes è il primo italiano a vincere un gran premio dal 2006 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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All’esordio in F1 si schiantò, ora Antonelli è nella storia: è il più giovane poleman di sempre e fa sognare l’Italia. “Voglio vincere”
L’Italia ha fatto colazione con la storia. Perché in uno sport tendenzialmente avaro di primati per gli atleti italiani, ora ne vanta uno bellissimo. Kimi Andrea Antonelli è diventato il pilota più giovane in 77 stagioni di Formula 1 a conquistare una pole position a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni. Battuto il primato di Sebastian Vettel che durava da 18 anni (Monza 2008), uno in meno rispetto all’ultima italiana di Giancarlo Fisichella in Belgio nel 2009. Ma non c’è molto da stupirsi perché Antonelli è sempre stato un campione di precocità. Nel 2021 Mercedes lo ha inserito nel suo programma junior annunciandolo con la descrizione ben precisa (e lungimirante) “our future star”. Nel 2023 ha vinto il campionato di Formula Regional Middle East europea con due gare di anticipo, dominando la categoria. Poi il salto diretto in Formula 2 e neanche un anno dopo l’annuncio a una settimana di distanza come pilota titolare in Formula 1 per sostituire il detentore di ogni record di grandezza Lewis Hamilton. E pensare che la storia di Antonelli in F1 è cominciata con uno schianto. Quando dopo dieci minuti delle prime prove libere è uscito alla Parabolica di Monza. L’attesa in macchina, qualche lacrima e il messaggio di Toto Wolff, che ha sempre creduto in lui, fin dal giorno zero: “Non importa Kimi”. Un nome di battesimo che rimane iconico per i tifosi Ferrari, quello di Raikkonen a oggi ancora l’ultimo campione del mondo in rosso nel 2007. Ma non è riferito al finlandese: i suoi genitori cercavano un secondo nome da affiancare ad Andrea e, un amico di famiglia, suggerì ‘Kimi’. Nato e cresciuto in una famiglia motoristica, Kimi ha sempre seguito come un’ombra papà Marco, pilota di GT. La prima volta lo ha introdotto in un paddock di F1 nascondendolo dentro a una pila di gomme. Kimi è nato a Bologna e con la sua città ha un legame profondissimo. Gli amici di una vita sono sempre quelli e con loro condivide la vita come un ragazzo normale, ordinario. La maturità affrontata tre giorni dopo il primo podio in carriera in Canada e la notte prima degli esami a ripassare, godersi i momenti e guardare con i suoi compagni il basket (gran tifoso della Virtus). Kimi è diventato grande e ora è andato a vivere da solo: “Mi sta anche piacendo tenere in ordine la casa e fare le lavatrici”. Lui che dormiva in una cameretta a casa di Toto Wolff quando era a Brackley in sede Mercedes. Tappe ordinarie di vita di un ragazzo che le ha sempre bruciate. Cresciuto forse troppo in fretta in un ambiente che non ammette ritardi ed errori. E con la stessa velocità Antonelli ha saputo affrontare e superare le criticità fisiologiche della prima annata in Formula 1. Una parte centrale di stagione quasi disastrosa, solo due punti nelle gare europee. Difficoltà iniziate in quello che è stato per lui il weekend più speciale a Imola, dietro casa. Per la prima volta li ha assaggiato veramente cosa significa essere un pilota di F1 a tutto tondo. L’attenzione spasmodica, le attività media sfinenti che accompagnano la vigilia del Gran Premio di casa: “Non me l’aspettavo, le ho sottovalutate”, ammise. L’eroe locale che comunque rimane ragazzo. I compagni di scuola nel paddock a caricarlo, le lasagne della mamma da condividere con il team. Italianità e veracità. Kimi ha sempre voluto rimanere con i piedi per terra nonostante quello che la vita gli sta (meritatamente) offrendo ed è rimasto attaccato ai suoi valori: il rispetto come prima cosa. Proprio la traccia di attualità che ha scelto di sviluppare all’esame di maturità. “Job’s not done” dicono in F1 dopo il sabato di qualifiche. C’è una gara da provare a vincere ora – l’ultimo italiano a farlo è stato Fisichella il 19 marzo 2006, siamo a 5 giorni dai vent’anni esatti – resistendo al compagno Russell e al ritorno dei due Ferrari. E Kimi fa già sognare tutti: “Vorrei riportare l’Italia alla vittoria“, ha dichiarato dopo la pole position. Hamilton, suo predecessore, l’aveva già individuato da bambino e lo ha designato come suo erede quando gli faceva da chioccia nell’ultimo anno in Mercedes e oggi lo ha esaltato: “È un teenager fantastico”. Il ‘piccolo’ del Circus è pronto a diventare (definitivamente) grande. Anche perché non si è nascosto: “Quest’anno voglio lottare per il mondiale”. Un italiano non lo vince dal 1953 quando Ascari trionfò in Ferrari. L'articolo All’esordio in F1 si schiantò, ora Antonelli è nella storia: è il più giovane poleman di sempre e fa sognare l’Italia. “Voglio vincere” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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F1, Gp Cina: le Mercedes volano in qualifica, Hamilton meglio di Leclerc | La griglia di partenza della gara Sprint
Se qualcuno sperava di avere una sorpresa è rimasto deluso. L’antipasto del Gran premio di Cina 2026 ha dimostrato il dominio della Mercedes all’alba di questa nuova era della Formula 1. Anche sul circuito di Shanghai, seppur diverso dal tracciato di Melbourne, le Frecce d’argento sembrano non avere rivali. Questo almeno hanno raccontato le qualifiche per la gara Sprint, disputate nella mattinata italiana di venerdì. Pole di George Russell, che ha rifilato quasi tre decimi al compagno di squadra Kimi Antonelli. L’impressione è che l’inglese possa puntare all’en plein in Cina: doppia pole e doppia vittoria tra Sprint e gran premio. Orari F1, Gp Cina | Dove vedere in tv e streaming Gli altri infatti sul giro secco sono tutti distanti più di mezzo secondo. La terza posizione in griglia l’ha conquistata il campione del mondo in carica, Lando Norris, su una McLaren parzialmente ritrovata dopo il disastro australiano. Oscar Piastri infatti è quinto. In mezzo c’è Lewis Hamilton, che questa volta batte Charles Leclerc nel duello interno alla Ferrari. Il monegasco è sesto, davanti a un sorprendente Pierre Gasly sull’Alpine. Si deve accontentare invece dell’ottavo posizione Max Verstappen, ancora in difficoltà con la sua Red Bull. La gara Sprint, sulla distanza dei 100 km, è in programma alle ore 4 della mattinata italiana di sabato 14 marzo. I punti vengono assegnati ai primi 8 classificati in questo modo: al primo 8 punti, al secondo 7, al terzo 6 e così via fino al punticino attribuito all’ottavo classificata. Molti team useranno la gara breve come un’ulteriore sessione di prove per affinare il set up in vista del Gp. Dopo la Sprint, alle ore 8 italiane, ci saranno le qualifiche vere e proprie. LA GRIGLIA DI PARTENZA DELLA GARA SPRINT DEL GP DI CINA 2026 1. George Russell (Mercedes-AMG Petronas F1 Team) 2. Kimi Antonelli (Mercedes-AMG Petronas F1 Team) 3. Lando Norris (McLaren Mastercard F1 Team) 4. Lewis Hamilton (Scuderia Ferrari HP) 5. Oscar Piastri (McLaren Mastercard F1 Team) 6. Charles Leclerc (Scuderia Ferrari HP) 7. Pierre Gasly (BWT Alpine F1 Team) 8. Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) 9. Oliver Bearman (TGR Haas F1 Team) 10. Isack Hadjar (Oracle Red Bull Racing) 11. Nico Hulkenberg (Audi Revolut F1 Team) 12. Esteban Ocon (TGR Haas F1 Team) 13. Liam Lawson (Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team) 14. Gabriel Bortoleto (Audi Revolut F1 Team) 15. Arvid Lindblad (Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team) 16. Franco Colapinto (BWT Alpine F1 Team) 17. Carlos Sainz (Atlassian Williams F1 Team) 18. Alexander Albon (Atlassian Williams F1 Team) 19. Fernando Alonso (Aston Martin Aramco F1 Team) 20. Lance Stroll (Aston Martin Aramco F1 Team) 21. Valtteri Bottas (Cadillac Formula 1 Team) 22. Sergio Perez (Cadillac Formula 1 Team) L'articolo F1, Gp Cina: le Mercedes volano in qualifica, Hamilton meglio di Leclerc | La griglia di partenza della gara Sprint proviene da Il Fatto Quotidiano.
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F1, Russell provoca Hamilton: “Pensasse alla sua macchina e stia zitto”. Lo scontro Mercedes-Ferrari esplode già in Cina
Ferrari e Mercedes sono arrivate corpo a corpo in pista già nella prima gara. Ma si sono scontrate ancora di più a parole. L’eco lunga delle dichiarazioni australiane anima già il weekend cinese. George Russell sa di essere in una posizione predominante e nel giovedì di parole non ha perso tempo per stuzzicare di nuovo i rivali, accompagnando le parole con il sorriso beffardo di chi è davanti: “Non penso fossimo così più veloci di Ferrari domenica, se avessero fatto una strategia diversa con la Virtual Safety Car magari avrebbero vinto loro”. Frase standard inserita in ogni risposta al TV Pen delle interviste, anche quando non ce n’era bisogno, con la domanda che puntava su altro. Certo, chiaramente gli hanno chiesto del volo condiviso con Lewis Hamilton da Melbourne a Shanghai, diventato celebre dopo la stoccata in conferenza stampa: “Pensasse alla sua Ferrari e stia zitto – non ha usato giri di parole George -. Volerò con lui e so già che non farà altro che dire ‘il tuo motore è incredibile, il rapporto di compressione’ e queste cose qui”. Sul viaggio ha sorriso e ha sviato dicendo di vedere felice l’ex compagno di squadra per essersi divertito: “Meritava il podio”. Era abbastanza chiaro come Ferrari fosse sì migliore rispetto alle qualifiche di sabato, ma non all’altezza del passo Mercedes per poter vincere la gara. Vero che le strategie hanno il loro peso e sono spesso il colpo di teatro che scompiglia la sceneggiatura, ma in una situazione come quella dell’Albert Park avrebbero potuto poco visto che comunque Russell è andato poi in gestione gomma una volta davanti e ha condotto la sua Mercedes al traguardo senza troppi patemi. La polemica, per la verità, l’aveva mossa Hamilton sabato dopo le qualifiche: “Bisogna capire se è tutto merito di questo rapporto di compressione. Dovesse dipendere solo da questo e la Fia non facesse nulla sarei molto deluso. La stagione sarebbe già finita”. Già da mesi si parla di questo aspetto, come se Mercedes fosse in grado di barare. In Formula 1 è tutta una questione di muoversi leggiadri nelle zone grigie del regolamento. La Federazione ti dice cosa fare e non come farlo, solitamente, ed è proprio lì che esce il margine per il genio degli ingegneri. Premessa: tutte le macchine sono risultate conformi al regolamento tecnico in Australia. Dal 1° giugno, la Fia effettuerà dei test a caldo per capire come si comporta il motore Mercedes. La regola dice che il rapporto di compressione dev’essere 16:1. Ma non specifica in che condizione. Ad oggi la casa di Stoccarda è dentro ma a freddo. A caldo sembrerebbe salire a 18. Chiaramente sono state immediate le proteste degli altri team, ma la federazione si è presa del tempo per studiare bene la materia. Il prossimo incontro tra le parti sarà già dopo il Gran Premio di Cina per aggiornarsi e valutare cosa va e cosa no di questo regolamento dopo le prime due uscite. In Mercedes sono sempre stati bravi a giocare con le parole. Con Ferrari prima, con Red Bull poi e nuovamente con Ferrari ora. Il team principal Toto Wolff si esalta quando c’è da stuzzicare e polemizzare e il suo protetto Russell sembra aver preso le direttive giuste entrando nella contesa, di quello che è, probabilmente, lo sport più politico che ci sia. Anzi, appena passato il traguardo a Melbourne, l’inglese ha festeggiato da spaccone nel team radio: “Mi piace questa macchina! Mi piace questo motore!”. A dir la verità Russell ha cercato di minare anche il compagno di squadra Kimi Antonelli quando, alla vigilia del mondiale, non lo ha messo tra i suoi rivali al titolo, correggendosi parzialmente nel giovedì cinese: “Certo che può lottare”. Chiaramente i due piloti della Mercedes sono stati praticamente gli unici a non dire neanche una parola sfavorevole su questa nuova era della Formula 1, sapendo di avere tra le mani il mezzo migliore. Una strategia che condivide, seppur da avversario, anche Charles Leclerc, decisamente meno polemico del compagno di box: “Quando si è in vantaggio si parla molto poco. Anche io farei la stessa cosa probabilmente se avessi la loro macchina”. Comunque, nella pausa tra la Cina e il Giappone (domenica 29 marzo), Federazione e team si incontreranno per cercare di risolvere le prime criticità emerse sul tema power unit. Nuove regole, metodi vecchi insomma. Perché la battaglia in Formula 1 comincia molto prima di mettersi il casco e scendere in pista e continua anche molto dopo aver tagliato il traguardo. Subito una nuova occasione per capire se Mercedes sia davvero così dominante. Shanghai è un circuito molto diverso da Melbourne, uno dei più critici per l’energia. In Cina ci sono frenate più decise e il recupero sarà più importante nelle curve rispetto ai rettilinei e probabilmente eviteremo di vedere drastici cali di velocità sul dritto come in Australia. E con un weekend che prevede anche la Sprint, le carte possono mescolarsi più velocemente. L'articolo F1, Russell provoca Hamilton: “Pensasse alla sua macchina e stia zitto”. Lo scontro Mercedes-Ferrari esplode già in Cina proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mercedes CLA al centro dei corsi di guida sicura ACI-Sara nei circuiti italiani
A Vallelunga la sicurezza è un metodo, un percorso formativo e, sempre più, un laboratorio in cui tecnologia e comportamento umano si incontrano. Qui, nel Centro di Guida Sicura ACI-Sara alle porte di Roma, Mercedes ha presentato il nuovo CLA Safety Hub, un progetto che trasforma la compatta della Stella in uno strumento didattico per diffondere la cultura della guida responsabile. La collaborazione tra Mercedes-Benz Italia e i Centri di Guida Sicura ACI-Sara prosegue così nel segno della continuità e dell’innovazione. Un rapporto consolidato che entra nel suo sesto anno e che punta a un obiettivo molto concreto: rendere la sicurezza stradale un’esperienza reale. Nei centri di Vallelunga e Lainate la nuova famiglia CLA – nelle versioni ibride ed elettriche – diventerà infatti la vettura utilizzata durante le esercitazioni pratiche dei corsi di guida sicura. La scelta non è casuale. La nuova CLA è stata infatti indicata come l’auto più sicura del 2025 nei severi test Euro NCAP e ha recentemente conquistato anche il titolo di Car of the Year 2026. Un riconoscimento che riflette il lavoro compiuto negli ultimi anni dalla casa di Stoccarda nel campo della sicurezza attiva e passiva, un ambito in cui Mercedes continua a investire con decisione. Il cuore del progetto è proprio il CLA Safety Hub: una piattaforma esperienziale in cui i partecipanti ai corsi possono confrontarsi con situazioni di guida critica – perdita di aderenza, frenate di emergenza, ostacoli improvvisi – sperimentando in prima persona il funzionamento dei più moderni sistemi di assistenza alla guida. Tecnologie che oggi non si limitano a proteggere gli occupanti, ma contribuiscono sempre più a prevenire gli incidenti. Tra queste spiccano i sistemi di assistenza riuniti sotto la sigla MB.DRIVE, che integrano funzioni come il Distance Assist DISTRONIC e l’assistenza attiva alla sterzata, portando la vettura a un livello di assistenza alla guida SAE Level 2. Una rete di sensori, radar e telecamere che analizza costantemente ciò che accade intorno al veicolo, intervenendo quando necessario a supporto dell conducente. La nuova CLA rappresenta anche un passo avanti sul fronte dell’efficienza. La versione hybrid adotta un motore quattro cilindri da 1,5 litri con sistema mild hybrid a 48 volt e cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti. Il motore elettrico integrato nella trasmissione può fornire un plus di potenza fino a 22 kW, contribuendo a migliorare consumi ed emissioni senza compromettere prestazioni e comfort di guida. Al di là delle specifiche tecniche, il messaggio che emerge dal CLA Safety Hub è soprattutto culturale. La sicurezza non è più soltanto una questione di airbag e scocche rinforzate. È un sistema complesso in cui elettronica, formazione e consapevolezza del conducente devono lavorare insieme. L'articolo Mercedes CLA al centro dei corsi di guida sicura ACI-Sara nei circuiti italiani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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