Il sigaro è ormai diventato simbolo dei festeggiamenti in Supercoppa italiana.
Il precursore è stato Sergio Conceiçao a inizio 2025 e a ruota lo hanno seguito
a distanza di un anno anche Romelu Lukaku e David Neres dopo il successo del
Napoli in finale contro il Bologna. Il belga e il brasiliano hanno infatti
festeggiato fumando un sigaro cubano negli spogliatoi, esattamente come l’allora
allenatore del Milan dopo aver battuto l’Inter nell’edizione di gennaio 2025.
Lukaku con Noa Lang si è anche scatenato a ritmo di musica, Neres è stato invece
elogiato da Nikita Contini, terzo portiere del Napoli, dopo la vittoria per 2-0
contro il Bologna. Proprio Neres è stato decisivo nel successo dei suoi, con la
doppietta in finale ma anche il gol in semifinale.
Il brasiliano sta vivendo uno stato di forma incredibile e finalmente si è preso
il Napoli dopo un lungo momento abbastanza complicato tra la scorsa stagione e
l’inizio di questa. Neres è stato devastante in questa Supercoppa: prima ha
rotto l’equilibrio contro il Milan in un match che fino a quel momento non era
stato spettacolare, mentre in finale ha dominato. Prima una perla nel primo
tempo nel momento di massima pressione del Napoli, poi nel secondo ha sfruttato
uno dei pochi errori di Ravaglia nel corso della partita.
Lukaku è invece tornato adesso a disposizione di Conte dopo l’infortunio in una
delle amichevoli estive pre campionato, ma non è ancora sceso in campo nel corso
di questa stagione in gare ufficiali. Nonostante ciò, il belga è stato definito
come uno degli uomini chiave da Antonio Conte per la sua importanza che ha
all’interno dello spogliatoio.
Ecco perché anche lui è stato uno dei mattatori dei festeggiamenti negli
spogliatoi dopo il trionfo in Arabia Saudita che ha regalato al Napoli il primo
trofeo stagionale. E adesso Antonio Conte spera di ritrovare la coppia anche in
campo per avere una soluzione in più a Rasmus Hojlund, che insieme a Neres ha
trascinato la squadra di Antonio Conte nella campagna araba.
L'articolo Lukaku e Neres trascinatori negli spogliatoi: festa con il sigaro
“alla Conceiçao” dopo il trionfo in Supercoppa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Supercoppa
Nessun’altra favola Bologna, questa volta è valsa la legge della più forte,
della squadra campione d’Italia. Il Napoli batte il Bologna in finale di
Supercoppa italiana e conquista il trofeo per la terza volta nella sua storia,
dopo quello del 1990 e del 2014, arrivato peraltro anche in quel caso il 22
dicembre. Decide la doppietta di David Neres tra primo tempo e secondo tempo.
“I ragazzi hanno oggi dimostrato di voler fare una partita seria e onorare lo
scudetto“, aveva dichiarato Conte dopo la vittoria in semifinale contro il
Milan. E l’atteggiamento è stato lo stesso anche nell’atto conclusivo della
competizione: la formazione campana parte subito forte, aggredendo alto il
Bologna di Italiano, apparso anche in debito di energie.
Ci prova prima Neres, ma è impreciso, poi Elmas, poi Spinazzola ma Ravaglia
tiene a galla i suoi. Ma il Napoli ha un altro passo e al 39esimo serve una
perla di David Neres per sbloccare il match e metterlo in discesa. Il brasiliano
piazza un tiro a giro su cui Ravaglia questa volta non può fare nulla: decisivo
in semifinale contro il Milan, decisivo anche in finale. A riposo si va
sull’1-0, ma la sensazione è che il Napoli avrebbe meritato di più contro un
Bologna tra i più brutti della stagione nella prima frazione di gioco.
Nel secondo tempo non cambia nulla. Il Napoli parte ancora fortissimo, Ravaglia
salva su Hojlund ed Elmas, il Bologna prova una timida reazione con una buona
occasione per Ferguson, poi il nulla. A rompere l’equilibrio anche nel secondo
tempo ci pensa un David Neres devastante, che firma anche la rete del 2-0 e
scrive virtualmente la parola fine, complice anche un Ravaglia impreciso nel
disimpegno con Lucumì.
Si conclude così un trofeo che di sicuro non interessa alla gente (partite con
pochi spettatori, alcuni anche “raccattati” per garantire uno spettacolo
migliore), ma che consegna al Napoli il primo trofeo stagionale, diverse
certezze e soprattutto altri 9.5 milioni di euro per il trionfo in finale.
L'articolo Il Napoli fa valere la legge della più forte: battuto il Bologna, è
trionfo in Supercoppa italiana proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quattro squadre ricoperte d’oro per andare in Arabia Saudita e le altre sedici
rimaste in Italia per il campionato che finisce oscurato da un trofeo che non
interessa quasi a nessuno. Poi, fra un mese, altre due (forse, ancora non si sa)
addirittura in Australia, con fuso orario diverso, arbitro straniero, parità di
condizioni a farsi benedire.
Partite giocate in stadi mezzi vuoti e per l’altra metà pieni di figuranti che
esultano ai gol della squadra avversaria. Disagi per i pochi, coraggiosi
italiani che si sono sobbarcati la trasferta e hanno avuto un rientro da incubo.
Da Riyadh a Perth, la Serie A in giro per il mondo sembra un circo per chi offre
di più.
Ogni anno, al momento della Supercoppa, ci ritroviamo a fare le stesse
riflessioni e stavolta si aggiunge il carico della controversa trasferta in
Australia di Milan-Como (se mai arriverà il via libera definitivo). Lo
spettacolo è piuttosto desolante nel complesso, ancor più grave il fatto che ci
vada di mezzo la regolarità della competizione, indubbiamente alterata fra
rinvii e condizioni di gioco differenti. Dopodiché ce lo siamo già detti: oggi
il calcio italiano è ridotto in queste condizioni, ha bisogno di andare a
raccattare soldi ovunque.
Se i sauditi – o chi per loro – offrono 20 milioni per due partite, i patron
fanno i bagagli senza nemmeno pensarci troppo. E lo stesso grosso modo vale per
l’Australia. Peraltro, con qualche piccola accortezza (un calendario pensato
meglio, perché sarebbe bastato far incontrare nello stesso turno le partecipanti
alla Supercoppa per rinviare solo due gare invece di quattro; rimborsi e
iniziative per tifosi e abbonati), queste trasferte poco digeribili agli occhi
dell’opinione pubblica sarebbero potuto diventare più presentabili. Ma si sa, la
nostra Serie A fa sempre le cose sbagliate e le fa pure male.
La trovata quasi autolesionistica di organizzare partite che nessuno vuole – non
i tifosi, nemmeno gli allenatori e i calciatori – va comunque contestualizzata.
In particolare, tutta quest’ostinazione sulla trasferta in Australia è soltanto
l’ennesima declinazione della grande guerra fra bande per il comando del
pallone, in questo caso fra leghe nazionali e associazioni internazionali.
L’iniziativa resta discutibile, ma la Serie A sta sfidando il potere della Uefa,
che è al contempo regolatore e organizzatore, e in quanto detentore della
Champions League avrebbe tutto l’interesse di impedire lo sviluppo di altri
tornei, che poi sul mercato dei diritti tv e degli sponsor vanno a contendere
gli stessi soldi. Poi magari non sarà questa la risposta giusta alla crisi, ma
la Serie A ha il diritto di provare a trovarla.
Riyadh e Perth sono due facce della stessa medaglia, piuttosto detestabile, ma
anche comprensibile. Su cui la cosa più intelligente l’ha detta probabilmente
Massimiliano Allegri, quando si è augurato che “non si tratti di un caso
isolato, altrimenti sarebbe un problema”. Per quanto non piaccia quasi a
nessuno, paradossalmente un’iniziativa del genere dev’essere replicata e
diventare una regola, per essere più accettabile.
Prendiamo ad esempio la Supercoppa: ormai si gioca da anni all’estero, col
format vecchio o nuovo, a due o quattro squadre, rimane un trofeo di Serie B
(infatti i giocatori di Inter e Milan non si sono proprio strappati i capelli
per l’eliminazione), però propone sfide di alto livello seguitissime sulla tv in
chiaro, e porta soldi nelle casse dei club. Tutto sommato ha trovato la sua
dimensione.
Stesso discorso per Perth. Se la Lega dovesse riuscire a portare all’estero una
partita, o addirittura un’intera giornata (progetto auspicato dal presidente
Simonelli, benché di difficile realizzazione) ogni anno, non ci troveremmo più
di fronte a una inutile e strampalata anomalia, ma a un progetto di marketing
con magari anche qualche ricaduta concreta e delle regole codificate per tutti.
Non ci piacerà ugualmente, un po’ come – per fare un esempio – la partenza del
Giro d’Italia dall’Ungheria o da Israele, però almeno avrebbe una sua logica.
Così invece la Serie A dall’altra parte del mondo non ha alcun senso. Ed è pure
un po’ patetica.
X: @lVendemiale
L'articolo Da Riyadh a Perth: la Serie A in giro per il mondo sembra un circo
per chi offre di più proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Napoli per confermare la propria supremazia in Italia, il Bologna per rendere
ulteriormente magico il 2025 e regalarsi una storica prima volta: è il giorno
della finale di Supercoppa italiana a Riyadh, in Arabia Saudita. A sfidarsi
saranno la formazione di Antonio Conte e quella di Vincenzo Italiano. Due realtà
differenti: il Napoli è la formazione campione d’Italia, mentre il Bologna è la
favola degli ultimi anni e cerca un altro trofeo da aggiungere in bacheca dopo
la Coppa Italia di maggio.
Di Lorenzo e compagni hanno vinto nettamente per 2-0 in semifinale contro il
Milan grazie alle reti di Rasmus Hojlund e di David Neres, mentre il Bologna ha
sconfitto l’Inter di Cristian Chivu ai calci di rigore. Sarà una finale inedita,
anche perché è la prima della storia per la formazione bolognese, che prima di
oggi mai aveva disputato una Supercoppa italiana. Il Napoli l’ha invece già
vinta due volte nella storia: nel 1990 e nel 2014. Non ci saranno supplementari
in caso di pareggio: si andrebbe direttamente ai calci di rigore.
LE PROBABILI FORMAZIONI
Antonio Conte conferma la formazione che ha battuto il Milan in semifinale:
3-4-3, con Di Lorenzo sulla linea dei tre difensori con Rrahmani e Juan Jesus,
preferito a Buongiorno. I due esterni di centrocampo saranno Politano e
Spinazzola, con Lobotka e McTominay in mediana. In avanti il tridente composto
dal sempre più decisivo David Neres a destra, Elmas a sinistra, Hojlund
confermato come punta centrale.
Italiano cambia invece qualcosa rispetto all’undici che ha battuto l’Inter. In
porta c’è ancora Ravaglia, mentre in difesa confermato Holm a destra, così come
Heggem e Lucumì centrali. A sinistra non Miranda ma Lykogiannis. In mediana c’è
ancora Pobega, ma accanto a lui Ferguson è favorito su Moro. In avanti il
tridente composto da Orsolini, Odgaard e Cambiaghi (che sostituisce
Bernardeschi) dietro a Dallinga, favorito su Castro.
NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano,
Lobotka, McTominay, Spinazzola; David Neres, Hojlund, Elmas. All. Conte
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumì, Lykogiannis; Pobega,
Ferguson; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Dallinga. All. Italiano
ORARIO E DOVE VEDERE IN TV E STREAMING
La finale di Supercoppa italiana tra Napoli e Bologna si giocherà oggi, 22
dicembre, alle ore 20 a Riyadh, in Arabia Saudita, all’Al-Awwal Park.
Napoli-Bologna sarà trasmessa in diretta tv, gratis e in chiaro, su Italia Uno.
La finale di Supercoppa Italiana sarà visibile anche in streaming su Mediaset
Infinity, Sportmediaset.it.
IL MONTEPREMI DELLA SUPERCOPPA ITALIANA 2025
I tifosi italiani al seguito di Milan, Napoli, Inter e Bologna sono stati
pochissimi. Il motivo della Supercoppa in Arabia però sta tutto nel montepremi,
che complessivamente arriva a ben 53 milioni di euro. La vincitrice incasserà
9,5 milioni di euro, mentre 6,7 vanno alla finalista. Le due semifinaliste
perdenti hanno portato a casa “solo” 2,4 milioni, poco più rispetto ai 2 milioni
a testa ricevuti da tutti i club di Serie A.
L'articolo Oggi la finale di Supercoppa: il Napoli sfida il Bologna in un match
che vale quasi 10 milioni | Orario e dove vederla in tv e streaming proviene da
Il Fatto Quotidiano.
La finale della Supercoppa Italiana 2025 sarà Napoli-Bologna. Le milanesi escono
di scena già in semifinale, con l’Inter eliminata ai rigori dalla squadra
emiliana. Il match ha visto gli uomini di Chivu incapaci di sbloccarsi nei
momenti decisivi: tre rigori sbagliati hanno condannato i nerazzurri, che non
sono riusciti ad accedere all’ultima partita. A vincere sono stati i rosso-blu:
Ciro Immobile ha spiazzato Josep Martinez dagli undici metri e i felsinei hanno
così battuto la squadra milanese 3-2 ai rigori, con un risultato complessivo di
4-3 dopo i calci di rigore.
I tempi regolamentari si erano conclusi sul risultato di 1-1 e il regolamento
del mini torneo prevede che si vada subito ai tiri dagli undici metri, senza
passare dai supplementari. I nerazzurri sono passati in vantaggio al 5′ del
primo tempo con Marcus Thuram (nella foto), ma sono stati raggiunti al 35′ da un
rigore trasformato da Orsolini per un fallo di mano di Bisseck assegnato dopo
l’intervento del Var. Nel secondo tempo lo stesso Var ha portato alla revoca di
un rigore assegnato all’Inter per un presunto fallo di Heggem su Bonny.
LA GARA
In avvio di gara c’è qualche cambio per Chivu che dà spazio a Martinez in porta,
con de Vrij al posto di Akanji, e la sorpresa più grande è la panchina di
Lautaro Martinez, con Bonny ad affiancare Thuram. Italiano invece rispetto
all’ultima contro la Juventus, cambia tre quarti dell’attacco. Dentro dal 1′
Castro, Bernardeschi e Odgaard e Orsolini resta titolare. Un cambio anche dietro
con Holm a fare il terzino al posto di Zortea.
Inizio bruciante dell’Inter va subito in vantaggio con il destro al volo di
Thuram sull’assist di Bastoni per l’1-0. Al 4′ ancora Inter vicina al raddoppio
con Bonny che salta Lucumì e va al tiro con il sinistro ma non trova la porta di
Ravaglia, anche se Bonny era in fuorigioco sul cross di Dimarco. Il Bologna
risponde al 7′ con Orsolini che calcia però malissimo sul secondo palo e il
pallone termina a lato. Al 15′ ci prova Bastoni ma calcia a lato.
Ancora Bologna al 22′ con Bernardeschi che va al tiro da dentro l’area, forte ma
centrale e impegna Martinez. Anche la squadra di Chivu però non disdegna di
affondare e al 26′ scambio Zielinski-Dimarco, palla di ritorno per il polacco
che calcia da due passi ma Ravaglia dice di no. Poi Bonny non riesce ad
approfittarne della ribattuta. Al 35′ il Bologna pareggia con Orsolini su calcio
di rigore, assegnato, dopo revisione al Var per un fallo di mano di Bisseck.
In pieno recupero ancora Inter pericolosa con di Dimarco da dentro l’area, ma
salva Lucumì. Ad inizio ripresa Bologna vicino al vantaggio. Al 55′ de Vrij
mette in difficoltà Martinez che, per un attimo perde il pallone, e lo ritrova
all’ultimo istante prima che Castro lo depositi in rete. Pericolo scampato. Al
56′ Inter pericolosa con il sinistro di controbalzo di Dimarco, ma Ravaglia si
oppone. Al 59′ l’Inter potrebbe passare avanti ma l’arbitro Chiffi revoca, dopo
il controlla al var, un rigore assegnato ai nerazzurri per un ipotetico fallo su
Bonny.
All’80’ ci prova Lautaro Martinez da poco entrato con un destro di potenza, ma
Ravaglia è attento e manda in angolo. L’Inter spinge e all’82′ sinistro da fuori
di Dimarco che sfiora il palo. Ancora Inter vicina al gol all’85′ ma De Vrij si
divora il gol non trovando la porta con il suo colpo di testa. Al 91′ il Bologna
potrebbe beffare i nerazzurri nel recupero ma Martinez salva l’Inter respingendo
in tuffo la conclusione a giro di Fabbian.
Si va ai calci di rigore e dopo i gol di Lautaro Martinez da una parte e
Ferguson dall’altra, arrivano gli errori, complici anche le prodezze dei
portieri, di Bastoni, Barella e Bonny tra i nerazzurri e di Moro e Miranda tra i
rossoblu, poi Segnano Rowe, De Vrij e infine Immobile a regalare la finale alla
squadra di Italiano.
L'articolo Supercoppa, Inter battuta ai rigori. In finale con il Napoli ci va il
Bologna proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Parliamo di una figuraccia. Perché qui dobbiamo tenere distinte quelle che sono
le sanzioni che si applicano alle violazioni previste dal regolamento sportivo
rilevate dall’arbitro, da quelle che sono le norme comportamentali“. Così il
presidente della Figc Gabriele Gravina nella conferenza stampa dopo il Consiglio
Federale sulla lite tra il tecnico del Milan Massimiliano Allegri e il team
manager del Napoli Gabriele Oriali, arrivata durante la semifinale di Supercoppa
italiana a Riad.
“Qui è un fatto culturale. Io credo che dobbiamo un po’ riacquistare il senso
dell’educazione. Purtroppo offendere sta diventando quasi normale, i movimenti
delle panchine sono inguardabili e si è convinti che più si urla in panchina più
si possano condizionare le decisioni di campo”, ha proseguito Gravina,
particolarmente nervoso parlando dell’argomento.
Allegri e Oriali hanno discusso animatamente dopo il rosso chiesto dalla
panchina del Napoli per Mike Maignan, accusato di reazione violenta nei
confronti di Matteo Politano. Sono volate parole grosse, con l’allenatore
rossonero che avrebbe proferito diversi insulti nei confronti di Oriali.
Scene che a Gabriele Gravina non sono piaciute, come dimostrano le sue parole:
“C’è solo uno sconfitto all’interno di tutto questo: il calcio. Vale per
Folorunsho, vale per i presidenti, i tifosi e gli allenatori. Stiamo parlando
del gioco del calcio, stiamo parlando sempre di fair play, di etica, di
principi, di rispetto. Ce lo stampiamo sulle maglie, sul petto, facciamo gli
eventi, organizziamo i convegni su questi temi e poi andiamo in campo e ci
sputiamo addosso. Questo non è assolutamente accettabile“, ha concluso Gravina
sull’argomento.
Litigio tra Allegri e Oriali che è proseguito anche nel post gara: prima
l’allenatore rossonero è fuggito negli spogliatoi senza salutare nessuno,
Antonio Conte compreso. Poi – nella mattina di oggi 19 dicembre – il Napoli ha
accusato Allegri di “un’aggressione fuori controllo”.
L'articolo “Una figuraccia, i movimenti delle panchine sono inguardabili”: la
rabbia di Gravina sul caso Allegri-Oriali proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Eravamo qui non per invito ma perché ce lo siamo guadagnato”. Antonio Conte in
conferenza stampa – soprattutto nelle ultime settimane – non perde occasione per
lanciare frecciatine alle avversarie. E lo ha fatto anche dopo il successo
contro il Milan per 2-0 in semifinale di Supercoppa italiana, qualificandosi per
la finale di lunedì contro la vincente della sfida tra Bologna e Inter. E
proprio i nerazzurri – viste anche le parole di Chivu nei giorni scorsi – sono
ancora una volta il bersaglio delle sue dichiarazioni post Napoli-Milan.
“I ragazzi hanno oggi dimostrato di voler fare una partita seria e onorare lo
scudetto. Eravamo qui non per invito ma perché ce lo siamo guadagnato“, ha
dichiarato Antonio Conte. Nei giorni scorsi Chivu aveva detto: “Forse non
meritavamo di essere qui, ma approfittiamo del nuovo format. Di solito la
Supercoppa la giocano i campioni d’Italia e quelli della Coppa Italia. Ci hanno
fatto un regalo a noi e al Milan e ce la giocheremo al meglio”. Ecco perché le
parole del tecnico napoletano suonano come una risposta al club nerazzurro. E il
concetto è stato ripetuto da Conte anche in una seconda occasione: “Avevamo uno
Scudetto sulla maglia, non eravamo invitati ma ce lo siamo guadagnato con la
vittoria dell’anno scorso, la presenza qui a Riad a giocarci la Supercoppa”.
Successivamente Conte ha subito spostato il focus sulla partita: “Sono contento,
i ragazzi hanno dimostrato che vogliono giocarsi la finale di un trofeo che è
pur sempre un trofeo. Ora c’è da recuperare e aspettare la finalista”. Non è
però mancato il solito discorso su assenze, partite ravvicinate e infortuni:
“C’è poco da dire ai ragazzi, ribadire le stesse cose è noioso. Giochi ogni tre
giorni con pochi giocatori, è inevitabile che le energie non siano sempre al
massimo e a volte si possono avere battute a vuoto. È capitato e capiterà anche
in futuro”.
NIENTE SALUTO CON ALLEGRI: COSA È SUCCESSO TRA I DUE ALLENATORI
La partita di Conte è stata caratterizzata anche dal mancato saluto con
Massimiliano Allegri alla fine del match. L’allenatore partenopeo ha scatenato
l’ira della panchina rossonera dopo un “ma basta” nel finale di partita per
alcune proteste da parte degli avversari.
Da lì è partita un’accesissima discussione tra il tecnico rossonero e Gabriele
Oriali, fidato collaboratore di Conte. A fine gara però non è passato
inosservato il mancato saluto tra i due allenatori, con Conte che ha solo dato
la mano a Landucci, vice di Massimiliano Allegri.
L'articolo Conte ricorda due volte all’Inter perché il Napoli è in Supercoppa:
“Siamo qui e ce lo siamo guadagnato, non per invito” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La richiesta di un cartellino rosso a Mike Maignan dopo una manata a Matteo
Politano. Questa la causa di un finale ad altissima tensione durante la
semifinale di Supercoppa Italiana tra Napoli e Milan – vinta dal Napoli per 2-0
con i gol di Neres e Hojlund – che ha visto protagonisti Massimiliano Allegri e
Gabriele Oriali prima e lo stesso allenatore del Milan e Antonio Conte poi.
Impossibile infatti non notare il mancato saluto tra i due a fine gara.
Il finale è stato incandescente, con Allegri che si è rivolto a Oriali con
parole grosse: secondo alcune immagini che circolano sui social e come riportato
da La Stampa, Allegri avrebbe più volte gridato a Oriali “sei un cogl**ne”. I
due stavano anche per venire a contatto prima dell’intromissione di alcuni
dirigenti di entrambe le squadre. Clima pesante che è proseguito oggi, quando il
Napoli con una nota ufficiale ha preso le distanze da comportamento del tecnico
rossonero.
“La Ssc Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan,
Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa italiana, alla
presenza di decine di persone a bordocampo e in diretta televisiva, ha
pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati”, si
legge in un comunicato ufficiale del club partenopeo.
Tutto sarebbe nato da un “ma basta” di Antonio Conte ai milanisti e da lì uno
scambio di parole non certo amichevoli tra Allegri e Oriali: “Auspichiamo che
tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior
ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è
impossibile non riscontrare quanto avvenuto”, si conclude la nota del club
azzurro.
A macchiare una gara agonisticamente valida ed entusiasmante anche il mancato
saluto tra Conte e Allegri a fine partita: l’allenatore rossonero è tornato
negli spogliatoi senza salutare nessuno, mentre Conte lo ha potuto fare soltanto
con Landucci, vice appunto del tecnico toscano. Da capire se adesso ci saranno
immagini e audio chiari e di conseguenza se arriverà qualche sanzione dopo gli
screzi in campo.
L'articolo “Allegri ha insultato Oriali, aggressione fuori controllo che non può
passare inosservata”: il Napoli attacca l’allenatore del Milan proviene da Il
Fatto Quotidiano.
In una sfida tra Antonio Conte e Max Allegri, vale quasi sempre una regola: chi
segna per primo vince. La semifinale di Supercoppa italiana non fa eccezione: il
Napoli batte il Milan per 2 a 0 grazie alle reti di Neres e Hojlund. I
partenopei si qualificano così per la finale in programma lunedì 22 dicembre
contro la vincente della sfida tra Inter e Bologna.
Il Napoli vince contro un Milan spento, incapace soprattutto di reagire una
volta che è passato in svantaggio al 39esimo del primo tempo. Fino al gol di
Neres, merito di una bella combinazione tra Spinazzola e Hojlund, il match era
stato equilibrato, con un’occasione importante anche per i rossoneri, capitata
sui piedi di Loftus–Cheek. Poi però i rossoneri di Allegri hanno prodotto poco o
nulla per provare a rientrare in partita, con appena un tiro in porta in tutta
la ripresa.
Le assenze di Rafa Leao e Gabbia, la necessità di far rifiatare Modric e un
Fofana ancora a mezzo servizio possono essere degli alibi parziali. Ma al Milan
sono mancati soprattutto la cattiveria e il cinismo mostrati finora in tutti i
big match di campionato. Mentre è emerso ancora una volta un limite evidente:
l’incapacità di creare gioco e occasioni contro una squadra che si difende con
un blocco basso. D’altro canto, per il Napoli il secondo tempo è stato da
copione perfetto. Compattezza e ripartenze, come quella che ha portato al 2 a 0
firmato da Hojlund al 63esimo su assist ancora di un ottimo Spinazzola. Anzi,
nella mezzora conclusiva sono stati più i partenopei a sfiorare il 3 a 0.
Per Conte è una boccata d’ossigeno importante dopo le due sconfitte consecutive
contro Benfica e Udinese. Ora avrà l’occasione di giocare per vincere il suo
secondo trofeo a Napoli, dopo lo scudetto. E per vincere la sua terza
Supercoppa, a distanza di più di un decennio dalle prime due. Il Milan invece
perde la chance di un bis, dopo il sorprendente successo di un anno fa. Ai
rossoneri di Allegri, fuori anche dalla Coppa Italia, ora resta solo il
campionato.
L'articolo Il Napoli stende un Milan spento: Conte in finale di Supercoppa, ad
Allegri resta solo il campionato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Vigilia di semifinale per l’Inter di Cristian Chivu, che domani 19 dicembre alle
ore 20 affronterà a Riyadh il Bologna di Vincenzo Italiano nella semifinale
della Supercoppa italiana, ormai con il classico format a quattro squadre già
per il terzo anno consecutivo. Proprio del format ha parlato Chivu nella sua
prima risposta in conferenza stampa in Arabia Saudita: “Forse non meritavamo di
essere qui, ma approfittiamo del nuovo format. Di solito la Supercoppa la
giocano i campioni d’Italia e quelli della Coppa Italia. Ci hanno fatto un
regalo a noi e al Milan e ce la giocheremo al meglio”.
Il riferimento dell’allenatore nerazzurro è a quando la sfida si giocava
soltanto tra le vincitrici delle due competizioni nazionali. Inoltre dal 2023 la
competizione si è spostata in Arabia Saudita. Il motivo sta tutto nel
montepremi, che complessivamente arriva a ben 53 milioni di euro. La vincitrice
incassa 9,5 milioni di euro, mentre 6,7 vanno alla finalista. Le due
semifinaliste perdenti portano a casa “solo” 2,4 milioni, poco più rispetto ai 2
milioni a testa che ricevono tutti i club di Serie A. “È un trofeo. Ci siamo
promessi di battere colpo su colpo, di giocare con determinazione e voglia ogni
giorno. È una squadra che ha ancora tanto da dare. È ambiziosa”.
Per Chivu c’è la prima occasione di vincere il primo trofeo da allenatore dopo
l’esperienza al Parma. “Non mi cambia nulla, non sono a caccia di reputazione.
Mi godo la nostra crescita della squadra. Abbiamo la consapevolezza di quello
che vogliamo e possiamo fare, solo così si costruiscono squadre con possibilità
di vincere trofei”. Di fronte ci sarà però un Bologna che è ormai una realtà
consolidata, una squadra ostica e difficile da affrontare per chiunque: “Sono
scomodi un po’ per tutti. Lo erano con Thiago Motta e prima ancora con
Mihajlovic. E ora con Italiano”, ha precisato Cristian Chivu. Poi un accenno
anche ai dubbi di formazione, con quello principale che riguarda Hakan
Calhanoglu: “Calhanoglu si allenato ed è a disposizione. È da valutare se potrà
partire dall’inizio o entrare a gara in corso”.
L'articolo “Forse non meritavamo di essere qui, ci hanno fatto un regalo”: Chivu
prima della Supercoppa italiana proviene da Il Fatto Quotidiano.