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“Kiefer Sutherland ha preso a pugni e ha tentato di strangolare l’autista Uber. I testimoni dicono che era sotto effetto di stupefacenti”: le nuove rivelazioni
Kiefer Sutherland è stato arrestato lo scorso 12 gennaio a Los Angeles in seguito al presunto coinvolgimento in un’aggressione ai danni di un tassista. Gli agenti sono intervenuti poco dopo la mezzanotte di lunedì 12 gennaio all’intersezione tra Sunset Boulevard e Fairfax Avenue, rispondendo a una segnalazione. Le autorità hanno dichiarato che il sospettato, dopo essere salito su un veicolo di ride-sharing, avrebbe aggredito l’autista pesantemente. Sono emersi nuovi dettagli sullo scioccante arresto. L’attore avrebbe colpito a pugni un autista Uber diverse volte e avrebbe cercato di strangolarlo, secondo quanto riferito domenica 18 gennaio da fonti delle forze dell’ordine ad ABC News, citando le accuse dell’autista. L’emittente ha anche riferito che “l’autista non ha riportato ferite tali da richiedere cure mediche”. Secondo fonti delle forze dell’ordine, l’autista ha dichiarato alla polizia di essere fuggito dal veicolo per allontanarsi da Sutherland. I presenti avrebbero anche affermato che Sutherland sembrava essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti durante la violenta colluttazione e che l’autista Uber avrebbe chiamato il 911 mentre cercava di scappare. Secondo alcune fonti di ABC News, l’autista aveva una telecamerina nella sua auto che potrebbe aver ripreso parte del presunto incidente. Sebbene Sutherland non sia stato incriminato, l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Los Angeles avrebbe riferito ad ABC News che l’attore potrebbe essere incriminato il mese prossimo, in seguito a un’udienza in tribunale. Sutherland è stato arrestato con l’accusa di minacce criminali e, secondo i registri del carcere, ha pagato una cauzione di 50.000 dollari e il suo pagamento in tribunale è previsto per il 2 febbraio. I nuovi dettagli sull’arresto di Sutherland arrivano in seguito alle segnalazioni secondo cui l’attore avrebbe minacciato di “uccidere” l’autista del servizio di ride-sharing perché si era rifiutato di accostare e di farlo scendere dall’auto. L'articolo “Kiefer Sutherland ha preso a pugni e ha tentato di strangolare l’autista Uber. I testimoni dicono che era sotto effetto di stupefacenti”: le nuove rivelazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lavori su piattaforma: dai rider del cibo ai tasker per i mobili, come vivono i 690mila ostaggi dell’algoritmo
“Lavori tutto il giorno per strada e vedi gente che cade come un soffio di vento, la notte vedi di tutto di più”. Chi parla è un rider che ha raccontato la sua esperienza a due ricercatori dell’Inapp, Massimo De Minicis e Francesca della Ratta-Rinaldi, nell’ambito di un’indagine sul lavoro su piattaforma. Il risultato del report parla di un modello che continua a sacrificare i diritti dei lavoratori attraverso i sistemi automatizzati, gli algoritmi, che disumanizzano i rapporti, minano la cooperazione e incentivano la competizione orizzontale. In Italia sono 690mila le persone che guadagnano tramite piattaforme; non solo fattorini del food delivery, ma anche collaboratori domestici, montatori di mobili Ikea (i cosiddetti “tasker”), traduttori, informatici. Sempre più numerosi i mestieri coinvolti e sempre maggiore il numero di persone che con queste attività ci vive. Il report dei due studiosi, presentato stamattina dall’Istituto per l’analisi delle politiche pubbliche, contiene dati e storie. Da queste emerge come soprattutto i rider continuino a essere esposti alla logica dell’algoritmo, un capo-reparto che non è una persona umana, ma un sistema automatizzato che ordina e valuta. “Per controllare l’algoritmo – ha detto un rider freelance e studente – l’unico modo è che accetti qualsiasi corsa che arriva, se lo fai ti arriva una corsa appresso all’altra e non hai nemmeno il tempo di andare al bagno”. La necessità di aumentare il numero di corse ti spinge a correre di più: “Più sei veloce più consegne fai, perché te le assegnano, sono pagato a ore e il numero di consegne è relativo, l’azienda per farti fare più consegne mette il bonus e dice che se arrivi tra i primi 100 prendi 100 euro in più e ti mette il sale e ti fa correre; da una parte è buono e dall’altra no perché sei in mezzo al traffico”. Queste dinamiche creano un “senso di isolamento nei rider, privati di quella dimensione di scambio e connessione umana”, dicono i ricercatori. “I meccanismi di valutazione adottati dalle piattaforme – spiega il report – sembrano favorire competizione e individualismo, ostacolando la creazione di un senso di comunità e di solidarietà, e inibendo l’attenzione ai diritti dei lavoratori”. Connesso al tema della rapidità, c’è quello della sicurezza: “Per i rider – sottolineano i ricercatori – sono importanti soprattutto la velocità e il numero di consegne completate, che massimizzano i profitti e che però si traducono in una costante ricerca di efficienza, che potrebbe andare anche a discapito della sicurezza, considerati il traffico e i contesti urbani in cui operano, come ha dimostrato da ultimo anche la recente discussione sugli incentivi ai rider nell’afoso luglio 2025”. Come ha aggiunto un altro rider, “la strada non è un velodromo” Tornando ai numeri, 274mila persone dicono che quella su piattaforma è l’attività principale. I rider che portano pasti sono il 36% dei lavoratori su piattaforma; un altro 34,9% svolge “compiti a casa” come traduzioni o sviluppo di programmi informatici. Un 14% consegna pacchi e un 9,2% svolge pulizie domestiche o riparazioni. Il 41,8% dei fattorini definisce essenziale il reddito tramite app. Nel lavoro su piattaforma non esiste problema di incrocio tra domanda e offerta, non ci sono aziende che lamentano carenza di manodopera. Questo incontro è spesso molto semplice, a volte basta iscriversi alla piattaforma; chi ha bisogno di lavorare si avvicina a questo mondo per l’accessibilità, pur sapendo che è caratterizzato da precarietà e incertezza. La flessibilità è un concetto relativo, perché gli algoritmi premiano i più disponibili. Non tutti ne sono influenzati allo stesso modo: i tasker (che montano mobili Ikea) e i traduttori freelance trovano l’algoritmo poco invasivo perché “interviene principalmente nella fase di acquisizione clienti, influenzando soltanto la visibilità e il posizionamento nei motori di ricerca”. Per rider e autisti Uber, invece, si fa sentire “il peso dell’algoritmo nella gestione del ritmo e della velocità del lavoro, in un modo, fra l’altro, percepito come poco trasparente”. A proposito di trasparenza, l’altro ieri il Tribunale di Palermo – decidendo su una causa avviata dalla Filcams Cgil – ha ribadito che Glovo è tenuta a comunicare ai lavoratori i fattori di valutazione, dichiarando antisindacale il rifiuto. Il report ribadisce l’importanza di introdurre nuove regole nel lavoro su piattaforma, riconoscendo diritti come la retribuzione trasparente, la condivisione del tempi necessari a svolgere ogni singolo compito, il diritto alle ferie, la maternità e la malattia. Tutti strumenti negati da un sistema che tende a inquadrare gli addetti come finti lavori autonomi, pagati a chiamata. “Questo report – ha spiegato il presidente Inapp Natale Forlani – non si limita a fotografare il fenomeno e la diffusione delle piattaforme nel mercato del lavoro ma invita i decisori politici a sviluppare nuovi strumenti”. Entro dicembre gli Stati Ue dovranno recepire la direttiva, che però non porta obblighi particolarmente stringenti. Il governo Meloni, a differenza del Conte Due, non ha mai affrontato il tema del lavoro su piattaforma. Un fenomeno che, pur in ascesa, è sparito dai radar del dibattito politico. L'articolo Lavori su piattaforma: dai rider del cibo ai tasker per i mobili, come vivono i 690mila ostaggi dell’algoritmo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fermati o ti uccido”: le minacce di Kiefer Sutherland all’autista di Uber durante una corsa notturna. La ricostruzione della polizia
Una corsa notturna in Uber Black, una richiesta di fermarsi rimasta inascoltata e una lite degenerata fino all’intervento della polizia. È questa la ricostruzione che emerge dalle dichiarazioni delle forze dell’ordine sul caso che ha portato all’arresto di Kiefer Sutherland a Los Angeles, con l’accusa di minacce criminali nei confronti di un autista di ride-sharing. Secondo quanto riportato da TMZ, l’attore canadese avrebbe raccontato agli agenti di essere stato a cena con un amico domenica sera. A tarda notte avrebbe chiamato un Uber Black per rientrare a casa. Durante il tragitto, per motivi non chiariti, Sutherland avrebbe chiesto all’autista di accostare e farlo scendere dal veicolo. Stando alla versione fornita alla polizia, l’autista si sarebbe rifiutato di fermarsi. L’attore avrebbe ripetuto la richiesta almeno altre due volte, senza ottenere risposta. A quel punto, secondo quanto riferito dal conducente, la situazione sarebbe precipitata: Sutherland lo avrebbe minacciato di morte se non si fosse fermato. L’autista ha quindi chiamato il 911, sostenendo che l’attore lo avrebbe anche aggredito fisicamente con le mani. All’arrivo degli agenti, sarebbe emersa una possibile barriera linguistica: il conducente, che parlava russo o armeno, avrebbe chiesto l’assistenza di un interprete, prontamente contattato dalla polizia di Los Angeles. Il Dipartimento di Polizia ha riferito che l’intervento è avvenuto intorno alle 0:15 di lunedì 12 gennaio, all’incrocio tra Sunset Boulevard e Fairfax Avenue. Gli agenti hanno identificato Sutherland come il sospetto e lo hanno arrestato con l’accusa di “minacce di natura criminale“, in violazione della sezione 422 del codice penale della California. Nessuna delle persone coinvolte avrebbe riportato ferite. Sutherland è stato rilasciato poche ore dopo dietro pagamento di una cauzione di 50.000 dollari. Secondo NBC News, la sua prima comparizione in tribunale è fissata per il 2 febbraio. Al momento, i rappresentanti dell’attore non hanno rilasciato commenti ufficiali e l’indagine risulta ancora in corso. L’episodio riporta l’attenzione su un passato giudiziario non del tutto immacolato dell’attore: Sutherland era già stato condannato in passato per guida in stato di ebbrezza, con un arresto nel 2004 e una condanna nel 2007, oltre ad altri episodi legati all’alcol risalenti agli anni Novanta. Figlio degli attori Donald Sutherland e Shirley Douglas, Kiefer Sutherland è noto al grande pubblico per il ruolo dell’agente antiterrorismo Jack Bauer nella serie “24”, che gli è valso due Emmy Award, oltre a film come “Stand by Me – Ricordo di un’estate”, “Ragazzi perduti” e “Codice d’onore”. L'articolo “Fermati o ti uccido”: le minacce di Kiefer Sutherland all’autista di Uber durante una corsa notturna. La ricostruzione della polizia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sciopero dei tassisti contro la liberalizzazione del mercato e “lo strapotere degli algoritmi”. Salvini convoca le associazioni
Contro la liberalizzazione del mercato: i tassisti tornano a scioperare dalle 8 alle 22 nella giornata del 13 gennaio, con “partecipazione pressoché totale”, viene annunciato. Gli aderenti alla mobilitazione appartengono a una ventina di sigle sindacali e hanno deciso di manifestare in segno di protesta per l’ingresso di piattaforme come Uber. La categoria dei tassisti, ancora una volta molto compatta, chiede al governo Meloni delle regole chiare per evitare “lo strapotere degli algoritmi“. Uiltrasporti afferma: “Chiediamo con forza al governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019″. I sindacati chiedono anche la conclusione dell’iter dei decreti attuativi della legge contro l’abusivismo e la tutela del servizio taxi come servizio pubblico locale. La Cgil accusa l’esecutivo di non aver mantenuto gli impegni nei confronti dei tassisti, “che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune”, denuncia il coordinatore nazionale di Unica taxi del sindacato, Nicola Di Giacobbe, che non usa mezzi termini: “Questo governo o è connivente delle multinazionali o non è nelle condizioni di far rispettare la legge”. Uri e itTaxi vanno controcorrente e criticano le voci in rivolta. Il presidente della Cooperativa radiotaxi 3570 di Roma, Lorenzo Bittarelli, ricorda che furono le stesse sigle sindacali a chiedere la modifica alla legge quadro creando così un vuoto regolatorio dalle conseguenze negative per i tassisti: “Chi promuove questa astensione dovrebbe protestare contro se stesso”. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato le associazioni a una riunione fissata per domani, mercoledì: “Non ho voluto interferire, quindi è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare”. Il vicepremier ha definito le riunioni per i taxi come “le più impegnative” e “delle belle avventure”. A Roma, oltre ai presidi, è stato organizzato un corteo con partenza da Fiumicino, tappa a Piazza Bocca della Verità e l’arrivo a Montecitorio. A partire dalle 11, davanti alla Camera dei deputati, il corteo statico, a cui non hanno aderito Controcorrente unione radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi. In piazza Capranica ci sono stati momenti di tensione all’arrivo di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali italiani: negli ultimi mesi, il politico ha organizzato delle iniziative contro la cosiddetta lobby dei tassisti insieme allo streamer Ivan Grieco. A Bari, gli scioperanti hanno parcheggiato i loro taxi davanti alla Prefettura. Decine di tassisti aderenti alla Usb protestano in presidio. Un rappresentante cittadino del sindacato, Filippo Romano, spiega: “Noi siamo servizio pubblico di piazza e loro stanno utilizzando gli ncc come servizio pubblico di piazza, non è legale. In più con le loro piattaforme utilizzano algoritmi che aumentano automaticamente le tariffe quando la richiesta di auto sale. Noi non possiamo farlo perché siamo vincolati dalle tariffe amministrative”. E prosegue: “Il nostro giro d’affari è diminuito. Ma c’è anche un problema legato alle tasse perché queste multinazionali portano i loro profitti nei paradisi fiscali, non pagando le tasse in Italia”. La carenza di taxi si avverte anche nel capoluogo pugliese, soprattutto nella zona dell’aeroporto. Rispetto a questo problema, Romano sottolinea che “oltre alle doppie guide, dal 2025 è stato effettuato un bando per assegnare 30 licenze in più. La mancanza non è dovuta solo al numero di taxi, ma anche a un problema organizzativo perché molti aerei arrivano in ritardo, quindi si accumulano utenti e di conseguenza diventa difficile espletare il servizio”. L'articolo Sciopero dei tassisti contro la liberalizzazione del mercato e “lo strapotere degli algoritmi”. Salvini convoca le associazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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