Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è sempre più in bilico. In
questi minuti sono in corso valutazioni a Palazzo Chigi e ai vertici di Fratelli
d’Italia sulla posizione del sottosegretario. L’ipotesi è che nelle prossime ore
possano arrivare le dimissioni del sottosegretario per la vicenda degli affari
con la figlia di un condannato per intestazione fittizia di beni con
l’aggravante mafiosa, dice al Fatto Quotidiano una fonte a conoscenza della
questione. In queste ore sono in corso riunioni a Palazzo Chigi e a via della
Scrofa, la sede di Fratelli d’Italia. L’ipotesi è che possa fare un passo
indietro prima del question time di domani del ministro della Giustizia Carlo
Nordio che è stato chiamato da Pd e Avs a rispondere in Parlamento sul caso.
L'articolo Delmastro valuta le dimissioni, pressing di Palazzo Chigi e dei
vertici di Fdi dopo lo scoop del Fatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Questa mattina le opposizioni del Consiglio Regionale del Piemonte hanno chiesto
le dimissioni della vicepresidente della Giunta piemontese Elena Chiorino,
finita al centro del caso Delmastro. “Com’è possibile che la vice presidente sia
entrata in società con un consigliere regionale, un sottosegretario e con la
figlia di un prestanome condannato per intrecci con la mafia?” si chiede la
capogruppo M5S Sarah Disabato che insieme ai suoi colleghi si sarebbe aspettata
una risposta da parte di Chiorino nel corso della seduta oggi. La vice
presidente però non si è presentata. “Fino all’ultimo abbiamo dato la
possibilità di fornire spiegazioni, ma questo non è accaduto” aggiunge la
capogruppo Pd Gianna Pentenero. “Il dato politico è che ancora una volta questa
maggioranza scappa” aggiunge la capogruppo di Italia viva Vittoria Nallo. E
così, dopo il pressing delle opposizioni, è stato comunicato che l’informativa
sul caso Delmastro si terrà martedì prossimo alla presenza di Chiorino e Cirio.
“Di fronte a chi parla di legalità a vanvera – conclude la capogruppo di Avs
Alice Ravinale – non possiamo accettare questa disattenzione che infanga tutta
la Regione Piemonte”.
L'articolo Caso Delmastro, la vicepresidente del Piemonte Chiorino diserta il
Consiglio. Le opposizioni: “Dimissioni, Infanga la Regione” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Stiamo parlando di una cosa gravissima… l’ha nascosta al Parlamento, ha messo
tutto tranne quella società perché perché è ovvio che se uno va a vedere “5
forchette” dice ‘guarda un po’, andiamo a vedere chi sono le altre quattro’.
Delmastro se ne sarebbe dovuto andare alla prima pubblicazione dei suoi redditi,
delle sue proprietà, se avesse scritto “5 Forchette S.r.l.” in Biella, e invece
è sopravvissuto altri due anni e mezzo perché non l’ha scritta e adesso dicono
che non è grave”. Così il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ad
Accordi&Disaccordi, il programma sul Nove condotto da Luca Sommi, commentando le
dichiarazioni della Presidente Meloni sulle dimissioni del sottosegretario
Delmastro.
“La Meloni ha chiesto e secondo me giustamente le dimissioni di Josefa Idem,
ministra di Letta, perché con il trucchetto sull’Imu aveva risparmiato 3.000€ in
cinque anni scambiando una palestra per una residenza. Se chiedi le dimissioni
per una pagliuzza come quella qui c’è una trave gigantesca, che cosa chiedi? Non
sto dicendo che Delmastro deve andare in galera, ma deve andare a casa”.
Lo ha detto il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ad
Accordi&Disaccordi, il programma sul Nove condotto da Luca Sommi.
L'articolo Delmastro, Travaglio sul Nove: “Meloni chiese le dimissioni di Idem
per 3000 euro. Delmastro ha nascosto la società con la figlia di Caroccia”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“L’unica linea di difesa possibile è che Delmastro è talmente scemo da non
accorgersi di chi frequenta. Ma tu allora gli affideresti un incarico di
governo?” Così Tomaso Montanari, ospite di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk
politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi in onda su Nove.
“Un tempo si diceva che sulla moglie di Cesare non doveva gravare nemmeno un
sospetto: ora la moglie di Cesare fa le orge per la strada, forse ci dovremmo
fare qualche domanda”, ha concluso.
L'articolo Delmastro, Montanari sul Nove: “Dimettersi? Una volta si diceva che
sulla moglie di Cesare non dovesse gravare sospetto: ora fa le orge per strada”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel bel mezzo delle polemiche sul caso Delmastro e a poche ore dal referendum
sulla separazione delle carriere, la presidente della commissione Antimafia
Chiara Colosimo ha fatto sapere di non poter partecipare al corteo di Libera per
le vittime di mafia a Torino. “Quest’anno”, ha scritto su X, “per un imprevisto
malanno di stagione non riuscirò a partecipare, ma con il cuore sono vicina a
Don Luigi e a tutti i familiari delle vittime di mafia”. Tra le sue ultime
apparizioni pubbliche c’è stato l’intervento del 19 marzo all’evento “Roma per
il Sì”, di cui è stata promotrice.
Oggi, l’annuncio dell’assenza a Torino, proprio mentre le opposizioni chiedono
al governo e agli esponenti di maggioranza di prendere posizione sul caso
Delmastro. Come rivelato da il Fatto quotidiano, il sottosegretario Fdi della
Giustizia è stato in società fino al 27 febbraio scorso con la diciottenne
Miriam Carroccia, figlia di Mauro, prestanome del clan di camorra dei Senese.
Entrambi sono indagati dalla procura di Roma per intestazione fittizzia di beni
e riciclaggio. Meloni continua a non chiedere le dimissioni del sottosegretario,
seppur su La7 abbia detto che è stato “leggero”. Intanto nelle scorse ore, il
Fatto Quotidiano ha pubblicato in esclusiva una foto che mostra una cena nel
ristorante del 3 giugno scorso, con alcuni dirigenti apicali del Dap e del
ministero della Giustizia, tra cui la capa di gabinetto di Nordio Giusi
Bartolozzi.
Su tutto questo, Colosimo non ha commentato. Ma su X ha voluto ribadire la sua
vicinanza ai partecipanti del corteo di Torino: “Ogni vittima”, si legge nel
post dell’esponente Fdi, “ci ricorda che la criminalità organizzata colpisce il
cuore della nostra democrazia e ricordarli non è un semplice esercizio di
retorica, ma un dovere civile che deve guidare ogni nostro passo nelle
Istituzioni”.
A chiedere una condanna dell’esecutivo, direttamente dalla manifestazione, sono
stati gli esponenti di Avs: “Siamo qui per ribadire con decisione: i voti alle
mafie non si chiedono e non si restituiscono”, hanno dichiarato il deputato
Marco Grimaldi e la consigliere regionale Alice Ravinale. “I soldi dalla mafia
non si prendono e non si restituiscono. Con la mafia non si fa politica e non si
fanno affari. Abbiamo sentito le testimonianze di famigliari di imprenditori
davvero ‘perbene’, che hanno pagato con la vita il fatto di non avere accettato
business in odore di mafia. Vi pare scontato? A quanto pare questa idea non è
condivisa da tutti, viste le irrecevibili difese di Delmastro“, hanno chiuso,
“che stanno arrivando da Meloni e da Cirio”, presidente della Regione Piemonte.
L'articolo Caso Delmastro, a Torino il corteo per le vittime di mafia. Colosimo
non va: “Malanno di stagione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Giorgia Meloni evoca un complotto contro il Sì sul caso Delmastro? Altro che
manina, qui è solo giornalismo. Quello della premier è un linguaggio scomposto.
E soprattutto è contraddittoria. Quello che mi spaventa è che si passa dal
minimizzare, dal fare la parte della mamma incazzata perché il figlio ha fatto
la marachella, a un linguaggio che ricorda altre vicende e tempi. Non c’è
nessuna manina: le uniche manine sono quelle che firmano quell’atto a Biella, in
uno studio, piano ammezzato, dove ci sono quattro leader di Fratelli d’Italia
del Piemonte, una impiegata legata a un importante avvocato, che si occupano di
affari importanti. E poi c’è una ragazzina di 18 anni arrivata da Roma, che non
era mai stata a Biella e sicuramente non è mai più tornata a Biella”. A
sottolinearlo Alberto Nerazzini, giornalista investigativo e autore dello scoop
sul sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, nel corso
dell’ultima serata della Settimana del NO, organizzata dal Fatto Quotidiano, a
pochi giorni dal voto sul referendum sulla giustizia e sulla separazione delle
carriere. “Se c’è stata una manina che dice tiriamo fuori la cosa peggiore sul
governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum, gli italiani
valuteranno. Sono cose che a volte accadono, l’ho messo in conto”, aveva poco
prima attaccato Meloni nel corso di un’intervista con Enrico Mentana, per
difendersi dal caso che sta travolgendo il sottosegretario alla Giustizia del
suo partito, scoperto in affari con la famiglia del prestanome del clan Senese,
Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia dei beni dei Senese.
L'articolo Caso Delmastro, l’autore dello scoop Nerazzini: “Meloni evoca manine
e complotti? Linguaggio scomposto, è giornalismo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Tutti gli italiani hanno capito bene come sono andate le cose”, è il commento
del Senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato. “Un sottosegretario alla
Giustizia che fa una società con dei riciclatori per dei mafiosi tra i più
importanti d’Italia. Se non ha capito con chi si metteva” in affari “è un
incapace che deve dare le dimissioni da sottosegretario, se invece l’ha capito è
bene che se ne vada subito. E inutile che ci giriamo intorno – prosegue
Scarpinato – questo referendum è un momento in cui noi dobbiamo decidere se ci
sarà una Magistratura che domani potrà fare indagini sui rapporti tra i potenti,
i colletti bianchi e la Mafia senza l’intimidazione di procedimenti
disciplinari, trasferimento d’ufficio da parte del potere politico, come ci
garantisce la Costituzione oppure se i Magistrati, prima di fare queste
indagini, dovranno pensare ‘e se mi fanno un provvedimento disciplinare e se mi
trasferiscono?’. Decidete in quale Paese dovete vivere. La richiesta di
dimissioni e critica per le parole di Giorgia Meloni anche da parte dei
parlamentari pentastellati Silvestri e Patuanelli.
L'articolo M5S chiede le dimissioni di Delmastro. Scarpinato: “O incapace o se
ha capito con chi era in affari deve andare andare dal governo” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano elenca tutti i punti ancora non
chiariti nel caso Delmastro. “Sicuramente c’è chi crede alla versione data dal
sottosegretario alla Giustizia” del governo Meloni, “ma credo che da un punto di
vista etico e politico molti altri, per molto meno, si siano dimessi. Come
faceva a non sapere chi fosse Carocccia?”. Scanzi elenca una serie di domande e
su Delmastro conclude “dovrebbe dimettersi”.
L'articolo Le domande di Scanzi sul caso Delmastro proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Bastava andare su Google per capire chi era Caroccia. Io dico: ma la giustizia
italiana può essere nelle mani di uno così?”. Marco Travaglio, direttore de il
Fatto Quotidiano, analizza la vicenda che riguarda il sottosegretario alla
Giusitizia del governo Meloni e di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro Delle
Vedove.
“Uno può essere cretino all’ennesima potenza però almeno non faccia il
sottosegretario alla Giustizia”. Fratelli d’Italia punta l’attenzione sulla
mancanza di rilievi penali: “A me non importa un fico secco della rilevanza
penale – spiega Travaglio – uno che è stato socio per tre anni della figlia del
prestanome dei Senese senza domandarsi chi era il padre, come minimo non può
svolgere ruoli di governo men che meno al ministero della Giustizia”.
L'articolo Caso Delmastro, Travaglio: “Uno che sta per tre anni in società con
la figlia di un prestanome mafioso non può svolgere ruoli di governo” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Se c’è stata una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo
negli ultimi giorni di campagna sul referendum”, gli italiani valuteranno. Sono
cose che a volte accadono, l’ho messo in conto. Però non c’entra niente con il
referendum sulla giustizia”. Nella registrazione dell’intervista con Enrico
Mentana al TgLa7, Giorgia Meloni evoca complotti sul caso che sta travolgendo il
suo sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, scoperto in affari con la
famiglia del prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, in carcere per reati di
mafia. La premier non chiarisce di quale “manina” stia parlando, ma ammette che
Delmastro è stato “leggero” nell’entrare in società con la figlia di Caroccia:
“Ovviamente parlerò con Delmastro con il quale non sono riuscito a parlare. Io
guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi
li conosca la stampa”
Meloni ripete la versione fornita già nelle ore precedenti: “Il fatto di
Delmastro dice che c’è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un
ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma
il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote.
Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le
quote quando lo scopre. Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri
problemi, la magistratura farà il suo corso”. In realtà, come vi abbiamo
raccontato sul Fatto, Delmastro è uscito dalla società quando Mauro Caroccia,
padre della sua socia Miriam, è stato condannato in via definitiva per
intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa. E ci sono tutti gli
elementi per dire che il sottosegretario conoscesse Caroccia senior: in una foto
del 2023 i due compaiono abbracciati, mentre in un’altra immagine, risalente
all’anno scorso, Delmastro compre al tavolo del ristorante di cui era socio,
allora gestito proprio da Mauro Caroccia, già condannato in Appello. Al tavolo
anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia.
Alle parole di Meloni ribatte subito Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5
Stelle al Senato: “È inaccettabile che una Presidente del Consiglio veda
“manine” dove ci sono fatti sostanziali e certificati di incontri tra un
sottosegretario alla Giustizia e personaggi legati alla mafia. Le sue parole
sono indegne e dimostrano una volta di più un’idea distorta della giustizia. Per
Meloni evidentemente coprire i suoi sottoposti è più importante che tenere la
mafia lontana dalle istituzioni”. Sulla stessa linea il capo dei deputati M5s
Riccardo Ricciardi: “È davvero triste che Meloni ipotizzi “manine” sulla vicenda
di Delmastro e non dica invece nulla sulla gravità di avere un sottosegretario
alla Giustizia che cena con persone legate alla mafia. Meloni sta mostrando il
suo volto peggiore, quello di chi ha sacrificato ogni valore e principio per
mantenere il potere. Per noi con la mafia non si parla, figuriamoci sedervisi a
tavola”.
L'articolo Per Meloni “Delmastro è stato leggero”. Ma la premier evoca il
complotto contro il Sì. Il M5s: “Triste che parli di manina e non di mafia”
proviene da Il Fatto Quotidiano.