Torna l’appuntamento con “Sicurezza internazionale“, la rubrica settimanale di
Alessandro Orsini. Il tema della diretta di oggi, prevista per le 17, è “C’è una
guerra civile negli Stati Uniti?”
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Orsini proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alle 17 torna l’appuntamento con Sicurezza internazionale, la rubrica
settimanale di Alessandro Orsini che approfondirà la crisi in Groenlandia
partendo dalla domanda: “Trump preferisce la guerra?”
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Orsini proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Dal punto di vista etico e morale Trump e Khamenei sono sullo stesso piano.
Sono due criminali politici. Il massacro dei palestinesi è stato reso possibile
grazie al presidente Usa”. Lo ha detto il professore Alessandro Orsini,
intervistato da Luca Sommi ad Accordi&Disaccordi, sul Nove, commentando
l’arresto di Maduro da parte di Washington. “Sottolineo anche come l’attuale
situazione di sofferenza della popolazione iraniana nasca proprio dalle
politiche della Casa Bianca contro l’Iran. Fa tutto parte di una strategia
politica Usa per impoverire il Paese e rovesciare il regime”.
L'articolo Orsini: “Trump? Criminale politico come Khamenei, festeggia ogni
volta che un ragazzo iraniano viene impiccato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alle 17 torna l’appuntamento con “Sicurezza internazionale“, la rubrica
settimanale con Alessandro Orsini. Oggi si parte dalla domanda: “Trump
bombarderà l’Iran?”
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Quale è la verità su quello che sta accadendo Venezuela? Lo spiega Alessandro
Orsini nel corso dell’appuntamento settimanale con la rubrica Sicurezza
Internazionale
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Alle 17 torna l’appuntamento con Sicurezza Internazionale, la rubrica
settimanale di Alessandro Orsini che oggi parte dall’interrogativo: “Trump
annetterà la Groenlandia?”
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Alle 17 di martedì 16 dicembre torna l’appuntamento con Sicurezza
Internazionale, la rubrica settimanale che vede protagonista Alessandro Orsini,
nei giorni in cui impazzano notizie e smentite sulle trattative per una fine
della guerra tra Russia e Ucraina, il professore si interroga sull’ingresso
dell’Ucraina nella Nato.
L'articolo L’Ucraina entrerà nella NATO di nascosto. La diretta con Alessandro
Orsini proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Rispetto ai piani di pace, direi che non è cambiato niente. Nella sostanza c’è
stato un ulteriore allontanamento tra le posizioni della Casa Bianca e della
Russia, da una parte, e quelle dell’Ucraina e dell’Europa, dall’altra. In
sostanza c’è stato un primo piano di pace in 28 punti di Trump, poi c’è stato un
secondo piano di pace in 19 punti da parte di Zelensky e dell’Unione Europea.
Adesso ci sarà un terzo piano di pace e dovrebbe essere un piano di pace in 20
punti da parte dell’Unione Europea e da parte di Zelensky, ma i punti decisivi
non sono stati sciolti. Il primo di questi è la cessione territoriale. L’Ucraina
si oppone ferocemente a qualunque cessione territoriale. Zelensky chiede che si
passi attraverso un referendum, ma vuole che questo referendum venga celebrato
durante il cessate il fuoco. Quindi, in sostanza, l’ultima proposta di Zelensky,
che risale a poche ore fa, è che la Russia interrompa i bombardamenti, che ci
sia un cessate il fuoco, che l’Ucraina abbia il tempo di condurre un referendum,
che gli ucraini possano pronunciarsi riguardo alla cessione territoriale. Ed è
chiaro che questa è una proposta irricevibile per la Russia perché, se poi dopo
il referendum dicesse no, se gli ucraini si opponessero alla cessione
territoriale, la Russia che cosa dovrebbe fare? Quindi siamo in una situazione
di stallo molto grave. A questo bisogna aggiungere che nel secondo e nel terzo
contro-piano di pace dell’Europa non viene affrontata la questione dell’ingresso
dell’Ucraina nella NATO.
Il piano di pace in 28 punti di Trump prevede la produzione di due documenti
scritti: uno da parte della NATO, in cui la NATO si impegna per iscritto,
appunto, a non assorbire l’Ucraina nel proprio seno e a rinunciare
contestualmente anche a un’ulteriore espansione. Il che vuol dire che la NATO
dovrebbe impegnarsi anche a non espandersi in Georgia; e poi un secondo
documento scritto dovrebbe essere prodotto dall’Ucraina sotto forma di articolo
della Costituzione o di integrazioni alla Costituzione ucraina. Ricordiamo che
adesso la Costituzione ucraina prevede l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Il
piano di pace di Trump, e quindi fondamentalmente anche la richiesta di Putin, è
che l’Ucraina produca un documento scritto di questo tipo. Per quale motivo?
Perché Putin si immagina anche come personaggio storico che verrà raccontato e
interpretato dai russi quando sarà morto e, quindi, vuole evitare a tutti i
costi di essere un Gorbacëv due.
Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che Putin ha sempre bersagliato Gorbaciov,
non soltanto Putin ma i russi in generale, perché Gorbaciov si accontentò di
rassicurazioni verbali da parte dei grandi leader europei nel 1990 in cambio
della riunificazione pacifica delle due Germanie. Quindi Gorbaciov non pretese
un documento scritto in cui la NATO si impegnava a non espandersi oltre la
Germania dell’Ovest, quindi verso i confini della Russia. Putin non vuole
commettere lo stesso errore, quindi quando Zelensky e i leader dell’Unione
Europea rassicurano verbalmente Putin dicendogli: «stai tranquillo, è difficile
che l’Ucraina possa entrare nella NATO, se entrasse nella NATO ci vorrebbero
molti anni», Putin chiaramente ride di queste promesse, perché erano state fatte
anche a Gorbaciov. Forse, addirittura, a Gorbaciov era stato promesso che la
NATO non si sarebbe espansa di un solo centimetro dalla Germania dell’Ovest e
che quindi non si sarebbe espansa nemmeno nella Germania dell’Est. Invece poi la
NATO è arrivata fino in Finlandia e fino all’Ucraina, perciò la situazione è
molto difficile.
Nelle prossime settimane potrebbe verificarsi un forte cedimento del fronte
ucraino e quindi, a quel punto, Zelensky sarebbe costretto a ingoiare il piano
di pace in 28 punti. Un’altra possibilità, la più tragica di tutte forse, è che,
se si verificasse il collasso delle trattative con il ritiro di Trump,
aumenterebbero le probabilità che l’Inghilterra e la Francia inviino truppe a
combattere in Ucraina. Questo chiaramente sarebbe uno scenario di grande
tragicità per tutta l’Europa, perché avrebbe molte implicazioni. Questo non
significa che l’Inghilterra e la Francia invieranno soldati in Ucraina, ma
significa che hanno già predisposto tutto il necessario per un invio di questo
tipo, nel caso in cui, dal loro punto di vista, fosse necessario operare in
questo modo.
L'articolo Ucraina, Orsini sul Nove: “Negoziati di pace? Russia e Usa da un
lato, Europa dall’altro. Putin non vuole commettere lo stesso errore di
Gorbacëv” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il professore Alessandro Orsini è stato derubato in un bar nei pressi del
Vaticano. Come si vede nel video registrato dalle telecamere di sicurezza del
locale, tre ladri gli hanno portato via lo zaino. Orsini stava lavorando al pc –
nel filmato indossa giacca nera e cappellino – e dava le spalle ai tre uomini.
Uno di questi ha avvicinato a sé lo zaino con un piede, un altro ha distratto il
cassiere, poi la fuga con la refurtiva nascosta all’interno della giacca. “Il
video del furto è un documento sociologicamente rilevante – ha detto il
professor Orsini – che può aiutare i cittadini ad accrescere la loro
consapevolezza riguardo alle tecniche dei borseggiatori e quindi ad aumentare la
capacità di difendersi dai furti”.
L'articolo Il professore Orsini derubato in un bar in centro a Roma: il furto
ripreso dalle telecamere proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alle 17 torna l’appuntamento con Sicurezza internazionale, la rubrica
settimanale di approfondimento con Alessandro Orsini che oggi è intitolata:
“Trump uccide l’Europa”
L'articolo Trump “uccide” l’Europa. La diretta con Alessandro Orsini proviene da
Il Fatto Quotidiano.