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La Sumud Flotilla lancia una nuova missione per Gaza, in piazza a Roma anche Thunberg. Gli attivisti: “Per il governo siamo irresponsabili, ora ci trascina in guerra”
“Cinque mesi fa abbiamo provato a raggiungere Gaza. Il nostro governo non ha esitato a darci degli irresponsabili e dei provocatori, cercando di farci credere che stavamo portando il nostro Paese in un conflitto globale. Adesso è chiaro che sono proprio loro a trascinarci in una guerra pericolosissima.” A dichiararlo è Tony La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla, durante il lancio della nuova missione diretta a Gaza che salperà il prossimo 12 aprile. Alla conferenza stampa, tenutasi di fronte alla stazione Termini a Roma, nella piazza ribattezzata piazza Gaza, erano presenti anche Greta Thunberg e Thiago Avila. “Abbiamo molte violazioni promosse da questo sistema capitalista e neo liberale – ha detto Avila – dobbiamo ribellarci a meno che non vogliamo diventare schiavi dei milionari, dei pedofili e delle nazioni complici dei genocidi.” L'articolo La Sumud Flotilla lancia una nuova missione per Gaza, in piazza a Roma anche Thunberg. Gli attivisti: “Per il governo siamo irresponsabili, ora ci trascina in guerra” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Giorgia Meloni? Mi piace perché è diretta. Non sapevo dell’Asperger di Greta Thunberg, un errore. Però vedo che adesso di errori ne fa molti lei”: così Rita Pavone
Rita Pavone è una delle grandi protagoniste del Carnevale di Viareggio grazie alla nuova canzone “Nel febbraio di un mattino”, dedicata proprio alla grande manifestazione ricca di carri allegorici. “La canzone è di mio figlio Giorgio Merk. – ha affermato a Il Corriere della Sera – Per il testo, ho utilizzato alcune parole chiave legate al Carnevale di Viareggio. Di notte mi tengo vicino il telefono: se mi viene un’idea, scrivo subito”. La cantante è sposata da quasi 58 anni con il collega Teddy Reno: “Sono molto soddisfatta di aver smentito le voci di chi diceva che sarebbe durata il tempo di una canzone. Noi avevamo tante cose simili, un certo pensiero del vivere, abbiamo viaggiato. Ci siamo soprattutto molto divertiti, abbiamo riso tantissimo e continuiamo a farlo. Lui sta benissimo. Certo, è un po’ confuso, non ricorda sempre tutto, ma ci tiene a farti sentire la sua voce: se ti incontra per la prima volta ti canta subito Night and Day. Ogni tanto mi dice: ‘starai con me per un bel po’ ancora’. Da poco Gerry Scotti gli ha mandato i saluti dalla Ruota della Fortuna: era molto felice”. Il discorso poi si sposta sul piano politico, come quando ha definito l’attivista ecologica Greta Thunberg “un personaggio da film horror”. “Per quello mi sono scusata subito. – ha detto l’artista – Non sapevo dell’Asperger (ha dichiarato di avere la sindrome di Asperger, una forma di autismo, diagnosticata all’età di 13 anni, ndr). È stato un errore. Però vedo che adesso di errori ne fa molti lei. Giorgia Meloni? Mi piace molto. Perché è diretta. Non sono di destra, sono liberale. Se uno dice o fa la cosa giusta non ho problemi a riconoscerlo, indipendentemente dal colore politico. Ma non sono più i bei tempi della Tribuna politica, quando Pietro Nenni non esitava ad ammettere che l’avversario aveva detto una cosa giusta“. L'articolo “Giorgia Meloni? Mi piace perché è diretta. Non sapevo dell’Asperger di Greta Thunberg, un errore. Però vedo che adesso di errori ne fa molti lei”: così Rita Pavone proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Greta Thunberg arrestata a Londra durante un raduno pro-Pal: il video dell’intervento della polizia
L’attivista svedese Greta Thunberg è stata arrestata oggi a Londra dalla polizia britannica mentre partecipava a una manifestazione pro-Pal. Lo rendono noto gli organizzatori dell’iniziativa, promossa per solidarizzare con otto detenuti del gruppo Palestine Action che stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da più di 50 giorni per protestare contro la loro condizione processuale e carceraria nel Regno Unito, dove sono in stato di reclusione preventiva da mesi a margine della contestatissima messa al bando per “terrorismo”, voluta dal governo di Keir Starmer, dell’organizzazione di cui fanno parte. L'articolo Greta Thunberg arrestata a Londra durante un raduno pro-Pal: il video dell’intervento della polizia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Greta Thunberg coi portuali di Genova sostiene lo sciopero Usb: “Europa sulla strada sbagliata, ha scelto il riarmo”
A Genova, la sera prima del corteo per lo sciopero dell’Unione sindacale di base (Usb), l’attivista svedese incontra i lavoratori che bloccano il transito di armi nei porti. “Ho pianto guardando quel video, quando mentre eravamo in rotta verso Gaza i portuali di Genova dicevano che avrebbero potuto bloccare l’Europa. È questo che significa solidarietà”. Con José Nivoi, del Collettivo autonomo lavoratori portuali e sindacalista Usb Mare e Porti, con il quale si è conosciuta nell’azione politica e umanitaria nonviolenta della Global Sumud Flotilla di settembre, Greta Thunberg spiega a ilfattoquotidiano.it le ragioni della sua presenza a fianco dei portuali, da anni in lotta contro il transito di armi verso paesi in guerra. “Essere qui – dice – è uno dei modi più chiari per tradurre in azione ciò che diciamo. Lottiamo contro lo stesso sistema: quello che crea ecocidi e genocidi, che distrugge il pianeta e opprime i palestinesi da decenni, ma che colpisce anche i lavoratori in Europa. Per questo siamo più forti insieme”. La mobilitazione genovese è parte dello sciopero generale contro la finanziaria del governo Meloni, indetto venerdì dall’Usb. Per Greta, che nelle ore precedenti aveva incontrato i lavoratori del Collettivo di fabbrica della Gkn e gli operai del Sì Cobas di Firenze e Prato, e che sabato parteciperà al corteo organizzato a Roma dall’Usb, Genova rappresentava una tappa essenziale: è uno dei porti in cui il carico di materiali bellici è stato più volte ostacolato da picchetti e scioperi, recentemente in particolare quello verso Israele. Lo sguardo va anche verso questa Unione europea, che dall’annunciato impegno per il clima sembra ora dare priorità al riarmo: “Nel 2019 ci raccontavano il Green Deal – ricorda Thunberg –. Sapevamo che era debole, ma oggi è evidente che non c’è mai stata una vera volontà. I governi europei hanno scelto il riarmo. Siamo esattamente sulla strada sbagliata: intensificano l’oppressione, permettono ai ricchi di diventare ancora più ricchi a spese della maggioranza, alimentano conflitti”. Per José Nivoi, il collegamento tra la crisi climatica, la militarizzazione e la Palestina è tutt’altro che retorico: “Nella logica guerrafondaia dei governi si vendono armi a paesi aggressori, come Israele. E così si alimentano i massacri. Per questo parliamo di finanziaria di guerra: l’Italia stanzia quasi 100 miliardi per il comparto militare, con un aumento previsto di 70 miliardi”. Bruxelles chiede agli Stati membri oltre 830 miliardi per potenziare l’industria bellica dei paesi europei, come concordato con la Nato entro il 2030. “Ma senza l’Unione europea – dice Thunberg – Israele non potrebbe portare avanti questo genocidio. L’apartheid, l’oppressione e l’ecocidio in Palestina sono il risultato diretto del sostegno politico, militare e culturale europeo. Dobbiamo chiamare l’Europa alle sue responsabilità”. I portuali italiani sono tra i pochi ad aver tradotto in scioperi concreti questo dissenso. Ma non mancano critiche sulle divisioni tra sindacati, come se questo impegno per la Palestina fosse strumentale o riducibile a logiche di visibilità. “Non credo sia così – commenta Nivoi –. La partecipazione di massa allo sciopero del 22 settembre lo dimostra. Certo che vorremmo maggiore unità sindacale e nell’opposizione sociale a queste politiche: come tutti i nostri scioperi, chi vuole unirsi è benvenuto. Come per quello del 22 settembre, anche gli altri sindacati erano stati invitati a convergere. Così non è stato, e non per nostra scelta”. Certo, l’attenzione mediatica e la partecipazione internazionale di massa che c’erano state con Fridays for Future, prima, e con la Flotilla, più recentemente, crescono velocemente e altrettanto rapidamente sembrano evaporare. È difficile andare avanti quando si raggiungono picchi così alti di partecipazione. “Sappiamo come funziona il panorama dei movimenti, con temi che vanno in tendenza e poi sembrano scomparire dai radar – spiega Thunberg –. È anche normale che cambino i nomi delle organizzazioni, ma a me sinceramente non importa sotto quale nome si presenti un movimento, finché portiamo avanti il lavoro presentandoci in massa. Ma la dura realtà è che servono molte più persone attive. Quando i governi non agiscono, tocca a noi, ma dobbiamo essere tanti. Dire ‘non nel nostro nome’ è importante, ma ancora più importante è fermare davvero ciò che accade. E niente è più efficace dei lavoratori che fermano un paese”.Gret L'articolo Greta Thunberg coi portuali di Genova sostiene lo sciopero Usb: “Europa sulla strada sbagliata, ha scelto il riarmo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A Verona l’università nega l’assemblea sulla Palestina con Greta Thunberg: “Viola la par condicio per le Regionali”
Il collettivo Tamr ha chiesto all’Università di Verona un’aula per ospitare un’assemblea con la presenza dell’attivista svedese Greta Thunberg, ma le autorità accademiche hanno detto di no, per ragioni elettorali. In riva all’Adige scoppia il caso, con polemiche, accuse, persino scontri interpretativi dei regolamenti di Ateneo e della legge in materia di par condicio. Come risposta, il collettivo si è detto pronto ad occupare gli spazi al Polo Zanotto, così da dar corso ugualmente all’incontro, a cui dovrebbero partecipare il veronese Simone Zambrin, che è stato a bordo della Global Sumud Flotilla, e Maya Issa, rappresentante del movimento studenti palestinesi. La prova della verità si avrà il 21 ottobre nell’aula T8. Tamr ha chiesto l’agibilità per un’assemblea l’11 novembre, rispettando i 10 giorni di anticipo richiesti dalle autorità accademiche in un’altra occasione. Il 14 novembre c’è stato un incontro in Rettorato. Gli studenti hanno rimarcato l’articolo 1 dello Statuto dell’Ateneo, secondo cui “l’università promuove una cultura di pace, di rispetto dei diritti umani, della dignità della persona umana, di pluralismo delle idee e di valorizzazione delle differenze… tutela la piena libertà di pensiero”. Da parte dell’Università sono state sollevate obiezioni riferite alla possibile presenza di un candidato alle regionali per Alleanza Verdi Sinistra, e ad un post degli organizzatori che collegava la manifestazione a uno sciopero proclamato per il 28 novembre. Dopo aver modificato il post, i promotori pensavano che tutto si fosse chiarito. Invece l’Università ha negato il permesso “visti i post pubblicati sui social media” e considerando la legge elettorale che detta le “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali, referendarie e per la comunicazione politica”. Tamr ha replicato ricordando le norme che “riconoscono il diritto di assemblea, l’autogestione delle attività e la possibilità di discutere temi anche politici, purché ciò non si trasformi in propaganda per partiti o candidati attraverso strumenti che ricadono nelle tutele previste dalla legge 28/2000”. Ha spiegato che l’evento non è organizzato da parte di partiti o candidati, né utilizza canali per attività di propaganda. In una parola, gli studenti voglio discutere del genocidio in Palestina, non delle elezioni regionali in Veneto. “Il richiamo alla legge sulla par condicio è pretestuoso e funzionale a negare uno spazio di discussione legittimo e necessario”. Mentre l’università di Verona non commenta, Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi ha dichiarato: “È un segnale preoccupante. L’università deve essere il luogo del confronto libero e della crescita critica, non della censura. Bloccare un dibattito su temi globali come la situazione in Palestina, con la scusa della par condicio, significa limitare la libertà di espressione degli studenti e impoverire la vita democratica dell’ateneo”. Sulla stessa linea Sinistra Italiana Verona e Unione Giovani di Sinistra: “È fondamentale che agli studenti e alle studentesse sia garantita un’agibilità piena e trasparente. Le attività e le iniziative promosse dal basso devono poter trovare spazio negli atenei, senza ostacoli amministrativi opachi o scelte arbitrarie. Chiediamo all’Università di Verona di rivedere la decisione di diniego”. Sul versante opposto Flavio Tosi, ex sindaco di Verona e capolista per Forza Italia in tutte le circoscrizioni provinciali alle elezioni regionali: “Sostengo la decisione dell’Università: qui non si tratta di libertà di espressione, ma di pura propaganda politica a poche ore dalle elezioni. È stato difeso il principio di par condicio”. L'articolo A Verona l’università nega l’assemblea sulla Palestina con Greta Thunberg: “Viola la par condicio per le Regionali” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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