La Corte d’assise di Como ha condannato all’ergastolo gli imputati Giuseppe
Calabrò e Demetrio Latella per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18
anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como.
Assolto dall’imputazione riqualificata Antonio Talia “perché non ha commesso il
fatto”; la corte ha anche dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti
degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di
estorsione “perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione”.
La pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Cecilia Vassena, che a
quasi mezzo secolo di distanza dai fatti aveva riaperto l’inchiesta sulla
scomparsa della giovane, aveva chiesto di condannare tutti e tre gli imputati
all’ergastolo. Nel processo il fratello e la sorella della vittima, Vittorio e
Marina, si sono costituti parte civile assistiti dall’avvocato Antonio Repici
che avranno diritto a un risarcimento in separata sede civile
Era l’1 luglio 1975 quando la ragazza – che stava rientrando nella villa di
famiglia, dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici – venne prelevata da
un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali,
fu chiesto il riscatto. Il padre riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni a
fronte del riscatto chiesto dai rapitori che era di 5 miliardi. Era il primo
caso di rapimento dell’Anonima sequestri.
Il 1 settembre, però, la giovane venne trovata morta in una discarica. Per il
sequestro e l’omicidio di Mazzotti, il primo dell’Anonima sequestri nel Nord
Italia, nel 1977 vennero condannate 13 persone, di cui 8 all’ergastolo. Tra
questi non c’erano però gli esecutori materiali, dato che l’impronta di un palmo
e due impronte digitali raccolte dalla Scientifica erano inutili con le
conoscenze scientifiche dell’epoca.
Nel 2007 la Banca dati digitale della Polizia abbinò una di quelle impronte al
reggino Demetrio Latella, che aveva già alle spalle una lunghissima detenzione.
Il giudice per le indagini preliminari ne respinse l’arresto per mancanza di
esigenze cautelari, ma Latella ammise di aver sequestrato Cristina Mazzotti e
disse di averlo fatto insieme a Giuseppe Calabrò e Antonio Talia, che invece
negarono tutto. Il fascicolo fu archiviato nel 2012, dal momento che i reati
contestati sarebbero stati prescritti.
Nel 2015, però, la Cassazione ha stabilito che è imprescrittibile il reato di
omicidio volontario e, grazie all’esposto presentato dall’avvocato Fabio Repici,
la procura aveva aperto una nuova inchiesta. La chiusura indagine riguardava
Demetrio Latella, Giuseppe Calabrò, Antonio Talia e – elemento nuovo
dell’inchiesta – il boss Giuseppe Morabito, 78 anni, ritenuto l’ideatore del
sequestro “a scopo di estorsione”.
L'articolo Due ergastoli per l’omicidio della 18enne Cristina Mazzotti, primo
rapimento dell’Anonima sequestri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quasi 2 xG (gol attesi) contro poco più di uno del Milan, 18 tiri totali (8 in
porta) contro 7 (4 in porta). Il Como produce tanto, gioca, è pericoloso, ma
alla fine perde 1-3 in casa contro il Milan di Massimiliano Allegri. E della
produzione della sua squadra, della fase difensiva e del risultato, il tecnico
del Como Cesc Fabregas ha parlato – con qualche polemica – nel post gara a Dazn.
“Oggi è stato difficile dire qualcosa ai ragazzi. Cosa dovevo dirgli? A volte
c’è da fare i complimenti agli avversari e io li faccio al Milan, ai singoli.
Faccio i complimenti a Maignan e Rabiot“, ha esordito il tecnico spagnolo, che
in precedenza aveva sviato la domanda sul rigore: “Il vostro esperto (Luca
Marelli, ndr) ne saprà più di me ovviamente, lascio a voi quest’analisi”.
Da lì è iniziata un’intervista con qualche polemica, con Fabregas che a tratti
ha risposto seccato alle domande, soprattutto quando Dario Marcolin ha chiesto
se c’è da migliorare la fase difensiva: “Ma eravamo la seconda miglior difesa a
livello europeo. Bah… poi possiamo parlare di tutto. Possiamo migliorare? Sì.
Possiamo essere perfetti? No, nessuno lo è”, ha risposto Fabregas indispettito.
Nel corso dell’intera intervista il tecnico del Como ha dato l’impressione di
esser già prevenuto verso le domande che arrivavano, ma non si è mai sbilanciato
fino all’ultima, quando Federica Zille – facendo riferimento a una sua
dichiarazione pre gara (“sarà un allenatore da Serie D contro uno di Champions
League“) – ha chiesto: “Oggi ha scalato diverse categorie. È almeno un
allenatore da Serie A?”. Lì Fabregas non ha perso tempo e ha terminato la sua
intervista in tv con una polemica per niente velata: “No no. 1-3, 1-3, 1-3.
Risultato 1-3. Risultatismo, che qui piace tanto“. Risposta notata
immediatamente anche dai commentatori Dazn: “Questa è una bella stoccata“.
LE PAROLE DI FABREGAS A SKY
La vena polemica di Cesc Fabregas è proseguita anche a Sky, intervenuto dopo
pochi minuti dalla prima intervista: “Mi piace sempre commentare le partite ma
oggi è difficile, la squadra ha fatto una grande gara, abbiamo fatto tante belle
cose ma abbiamo perso 3-1″, ha spiegato l’allenatore spagnolo. L’analisi per
Fabregas è semplice: a vincere la partita sono stati i campioni, Adrien Rabiot e
Mike Maignan. “Delle volte vengo capito male ma questa era una gara da vincere –
spiega – Abbiamo fatto 700 passaggi contro 200, non so cosa dire, posso dire che
Maignan ha fatto tante parate e Rabiot ha vinto la partita con due giocate di
qualità. Abbiamo dominato contro una squadra come il Milan, che io guardavo da
piccolo”.
CASSANO CONTRO DAZN: “QUATTRO FALLITI CHE GUADAGNANO SOLDI”
D’accordo con l’analisi di Fabregas è invece Antonio Cassano, che nel corso di
Viva El Futbol – trasmissione condotta da lui, Daniele Adani e Nicola Ventola –
si è scagliato contro i commentatori Dazn: “Quello che voleva dire Fabregas è:
‘Voi in Italia siete incompetenti e falliti‘. Invece di fargli delle domande su
come abbia giocato il suo Como che ha messo sotto il Milan, ecco quattro
co***oni che gli chiedono cose allucinanti e guadagnano dei soldi e sono in
televisione, veramente quattro co***oni”, ha concluso Cassano, come sempre poco
diplomatico nel corso dei suoi interventi.
L'articolo “1-3, il risultato è 1-3. Risultatismo, che qui piace tanto”: la
polemica di Fabregas contro i commentatori Dazn dopo Como-Milan proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Al Via del Mare esplode la polemica dopo il gol che apre la sfida tra Lecce e
Como. Al 20esimo del primo tempo i lariani passano in vantaggio grazie a una
grande giocata di Nico Paz: il numero 10 si libera della marcatura di Ramadani,
si gira rapidamente e conclude di potenza. Il tiro, deviato dalla spalla di
Tiago Gabriel, sorprende Falcone e vale lo 0-1.
L’azione scatena però le proteste furibonde del Lecce. Eusebio Di Francesco
contesta il modo in cui Nico Paz si è liberato del centrocampista giallorosso,
accusandolo di aver allargato il braccio durante il contrasto. L’arbitro Matteo
Marchetti, dopo il controllo della sala Var, convalida la rete. Una decisione
che manda su tutte le furie il tecnico salentino.
La tensione non si placa dopo il gol. Di Francesco protesta con veemenza a
bordocampo e si scaglia anche contro il quarto uomo. Marchetti, dopo l’ennesima
discussione, estrae il cartellino rosso ed espelle l’allenatore del Lecce, che
lascia l’area tecnica continuando a indicare l’arbitro e chiedendo spiegazioni
sul mancato fischio.
La partita, però, prende definitivamente la strada del Como. La squadra di
Fabregas, tornata alla vittoria dopo due sconfitte consecutive, dilaga nella
ripresa e si impone 3-0 grazie ai gol di Ramon e Douvikas. Prestazione brillante
dei biancoblù, trascinati da un Nico Paz dominante, che salgono momentaneamente
al sesto posto solitario con 27 punti. Per il Lecce, invece, arriva la terza
sconfitta nelle ultime sei gare di Serie A.
L'articolo Nico Paz segna, Di Francesco esplode: rosso al Via del Mare e
polemica, cosa è successo in Lecce-Como proviene da Il Fatto Quotidiano.
I cadaveri di due anziani, un uomo e una donna, sono stati trovati in una
abitazione di Ronago, frazione di 1.600 abitanti del Comune di Uggiano, in
provincia di Como. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un caso di
omicidio-suicidio, ma i rilievi del carabinieri, che indagano sull’accaduto,
sono ancora in corso.
L'articolo I cadaveri di due anziani trovati in casa a Ronago (Como), ipotesi
omicidio suicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ora è ufficiale: Milan-Como si gioca in Australia, a Perth, il prossimo 8
febbraio. La conferma arriva direttamente per bocca del presidente della Serie
A, Ezio Maria Simonelli, che svela anche quale fosse l’ultimo nodo: quello
legato all’arbitro. A dirigere la prima gara del massimo campionato italiano
dall’altra parte del mondo sarà infatti un fischietto asiatico. Questa è una
delle ultime condizioni poste dal presidente della Fifa, Gianni Infantino. Alla
fine la Serie A ha accettato, pur di dare il via libera a questo esperimento.
“Si giocherà lì come da programma, con Infantino ci siamo incontrati in modo
cordiale e avevamo dei dubbi soprattutto sugli arbitri perché ce li avevano
imposti stranieri”, ha spiegato Simonelli ai microfoni di Sportmediaset prima
del fischio d’inizio della semifinale di Supercoppa Italiana a Riad tra Milan e
Napoli. Decisivo sarebbe stato l’intervento dell’ex arbitro Pierluigi Collina,
oggi presidente della Commissione Arbitrale della Fifa: “Mi ha dato garanzie
sugli arbitri asiatici, ha dei fischietti di qualità da segnalare per la
partita. Noi accetteremo questa condizione, poi metteremo a punto il resto”, ha
concluso Simonelli.
Milan-Como a Perth ha sollevato in questi mesi grandi polemiche e anche
l’ostracismo dell’Uefa, che avrebbe volentieri vietato questo esperimento.
L’iniziativa è dovuta al fatto che in quei giorni San Siro sarà occupato per le
Olimpiadi di Milano-Cortina, quindi il Milan avrebbe dovuto comunque giocare in
campo neutro. “Spero che sia una gara apripista in funzione di ciò che sarà il
futuro del calcio, spero che non sia un caso isolato, altrimenti sarebbe un
problema”, ha commentato l’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, al
microfono di Sportmediaset.
L'articolo Milan-Como si gioca a Perth l’8 febbraio: l’annuncio ufficiale della
Serie A. L’arbitro sarà asiatico proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quella che da ieri sera ha colpito i social di Cesc Fabregas è una vera e
propria shitstorm. I tifosi del Senegal in massa hanno infatti preso d’assalto i
social dell’allenatore del Como dopo la partita tra il club lariano e la Roma,
terminata 1-0 per i giallorossi con gol di Wesley. Un match che ha lasciato
strascichi in casa Como e non solo per il risultato: Fabregas è stato costretto
a sostituire Assane Diao nel primo tempo per infortunio. Ed è stato proprio il
problema fisico di Diao – calciatore del Como e del Senegal – a causare l’ondata
di insulti gravissimi e pesanti minacce contro l’allenatore spagnolo. Ma per
capire bene la situazione bisogna partire dal principio.
Assane Diao è stato condizionato da diversi infortuni nella prima parte di
questa stagione. Motivo per cui ha giocato solo sei partite, saltandone otto in
Serie A. A causa di ciò Cesc Fabregas aveva chiesto alla nazionale senegalese di
non convocarlo per la Coppa d’Africa che comincerà il 21 dicembre. “Io sono un
grande fan della Nazionale, spero che i miei calciatori ci vadano tutti, ma
avevo chiesto di non convocarlo per la Coppa d’Africa perché ha fatto solo 8
partite ed è stato fuori un mese e mezzo“, ha spiegato Fabregas dopo la partita
tornando sull’argomento. Ieri contro la Roma non avrebbe dovuto giocare, ma dopo
la convocazione da parte del Senegal, Fabregas ha deciso di schierarlo titolare:
“Ho detto ‘Cavolo, prendiamoci un rischio anche noi!’: il ct del Senegal mi ha
detto che in tal caso non sarebbe andato ai Mondiali…”.
Ma la partita di Diao contro la Roma è durata soltanto 37 minuti: poi
l’infortunio, la Coppa d’Africa a serio rischio e da lì la rabbia e la
frustrazione dei tifosi della nazionale senegalese che si è abbattuta sui
profili social dell’allenatore spagnolo. Tantissimi messaggi sono scritti in
Wolof – lingua senegalese – e sono pieni di insulti, anche estremamente volgari,
oltre a minacce a Fabregas e alla famiglia.
I tifosi del Senegal accusano l’allenatore del Como di malafede: “Ha voluto
tutelare Diao dalla Nazionale, ma lo ha schierato lo stesso con il club,
causandone l’infortunio“. Poi altra serie di minacce e bandiere senegalesi. Per
comprenderne la portata: la media dei commenti sotto i post di Fabregas è
solitamente tra i 200 e i 400. L’ultimo post ha superato abbondantemente gli
11mila.
Tantissimi commenti non sono nemmeno riportabili (insulti alla madre, minacce di
morte e altri messaggi sulla stessa lunghezza d’onda) e altri sono difficilmente
traducibili letteralmente. E l’impressione è che se Diao dovesse saltare la
Coppa d’Africa, la shitstorm non finirà qui, salvo drastiche decisioni di
Fabregas, come per esempio la chiusura dei commenti.
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L'articolo “Sarai punito”. Migliaia di insulti alla famiglia e minacce di morte:
i tifosi senegalesi hanno preso d’assalto i social di Fabregas proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Un matrimonio da favola, una location esclusiva affacciata sul lago di Como, un
rito civile curato in ogni dettaglio. Amici, parenti, genitori dello sposo
emozionati. Tutto perfetto, almeno in apparenza. Perché quella celebrazione,
come racconta Il Messaggero, era in realtà una messinscena: la sposa era già
sposata e il compagno non ne sapeva nulla. A far crollare l’inganno è stato uno
dei testimoni, l’unico tra gli invitati a notare che nella cerimonia c’era
qualcosa che non tornava. Nei giorni successivi alle “nozze”, deciso a
verificare che tutto fosse stato registrato regolarmente, si è rivolto
all’ufficio anagrafe competente. Ed è lì che ha scoperto la verità: “Non
risultano pubblicazioni, né atti di matrimonio”, gli hanno risposto gli
impiegati. Una circostanza impossibile per una celebrazione civile legittima.
A quel punto l’ufficio comunale ha allertato i carabinieri, che hanno
identificato la coppia e li hanno convocati per chiarire la situazione. È stato
allora che lo sposo – residente come la compagna in provincia di Varese,
professionista qualificato e ignaro di tutto – ha appreso ciò che nessuno
avrebbe immaginato: la donna era già unita in matrimonio con un altro uomo. Non
si trattava di un equivoco burocratico, ma di una vera e propria doppia vita.
Secondo la ricostruzione riportata da Il Messaggero, la donna non aveva mai
rivelato al compagno la sua situazione matrimoniale, riuscendo a nasconderla
fino al momento in cui la richiesta di sposarsi non le ha più permesso di
sottrarsi. Da qui l’organizzazione di una finta cerimonia civile: celebrante non
ufficiale, nessuna pubblicazione, nessun atto registrato. Solo un rito scenico,
con tanto di invitati, location prestigiosa e simbolismi nuziali, per non
confessare la verità. Ora la vicenda è nelle mani dei carabinieri, che stanno
verificando i possibili reati legati alla simulazione di un matrimonio e
all’inganno compiuto. Un’informativa verrà trasmessa alla Procura per stabilire
eventuali responsabilità penali.
L'articolo “La sposa era già sposata e lui non ne sapeva nulla”: la scoperta
choc del testimone, ecco come ha intuito che il matrimonio da sogno a Como era
una farsa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Manca ancora l’ufficialità, ma Milan-Como non si giocherà a Perth, in Australia.
Dopo l’indiscrezione nella giornata di martedì 9 dicembre, arriva conferma anche
dalle parole di Paolo Scaroni, presidente del Milan, nel corso di una lunga
intervista a Class CNBC. “Non ho ancora abbassato le braccia su questo tema, ma
ci sono così tante autorizzazioni da ottenere che comincio ad essere
preoccupato. Se saltasse sarebbe un’occasione persa per la Serie A perché noi
abbiamo l’obiettivo di rendere la Serie A attrattiva nel mondo”.
Le autorizzazioni di cui parla Scaroni sarebbero in realtà delle condizioni
molto stringenti poste da Asian Football Confederation e Football Australia: la
sfida non sarebbe pubblicizzata come un match di Serie A e a dirigere l’incontro
ci sarebbe un team di arbitri dell’Afc e non della Can, federazione italiana
degli arbitri. Queste due condizioni hanno portato a uno stop – dopo quello di
Miami per il match tra Barcellona e Villarreal – del processo che avrebbe
portato a giocare il primo match di A fuori dall’Italia.
Il match vale 12 milioni sonanti, 4 per l’organizzazione dell’evento, gli altri
8 per le casse dei club coinvolti (e della Lega), ma Scaroni smentisce tutto:
“Noi dobbiamo andare via da San Siro perché c’è l’inaugurazione dei Giochi
olimpici. Una delle idee che abbiamo perseguito era di andare in Australia per
promuovere il calcio italiano, non per fare un affare economico che non c’è”.
Adesso, a meno di un nuovo colpo di scena nelle prossime ore o nei prossimi
giorni – con l’intervento della Fifa, l’unica istituzione in questo momento in
grado di sbloccare la situazione – il match salterà e così il Milan dovrà
trovare una sede libera in quel week end per giocare la propria partita di
campionato.
L'articolo Milan-Como in Australia, Scaroni: “Comincio a essere preoccupato. Ma
non c’è nessun affare economico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo annunci trionfali, pubblicità e promozione dell’evento, la sfida tra Milan
e Como di febbraio non si giocherà con molta probabilità a Perth, in Australia.
Manca ancora l’ufficialità ma – come riportato da La Gazzetta dello Sport – la
direzione è quella. Nonostante il via libera, molto poco entusiasta per usare un
eufemismo, da parte della Uefa, in Lega Calcio non era ancora arrivata
l’autorizzazione della Federcalcio australiana e soprattutto della
Confederazione asiatica. Ora sarebbe arrivata, ma alle loro condizioni.
Per il match – che vale 12 milioni sonanti, 4 per l’organizzazione dell’evento,
gli altri 8 per le casse dei club coinvolti (e della Lega) – l‘Asian Football
Confederation e Football Australia hanno infatti posto delle condizioni molto
stringenti: la sfida non sarebbe pubblicizzata come un match di Serie A e a
dirigere l’incontro ci sarebbe un team di arbitri dell’Afc e non della Can,
federazione italiana degli arbitri. Queste due condizioni hanno portato a uno
stop – dopo quello di Miami per il match tra Barcellona e Villarreal – del
processo che avrebbe portato a giocare il primo match di A fuori dall’Italia.
A meno di un nuovo colpo di scena nelle prossime ore o nei prossimi giorni – con
l’intervento della Fifa, l’unica istituzione in questo momento in grado di
sbloccare la situazione – il match salterà e così il Milan dovrà trovare una
sede libera in quel week end per giocare la propria partita di campionato, visto
che San Siro sarà impegnato con la cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici di
Milano-Cortina 2026.
Nonostante la Serie A – di fronte a queste cifre e alla possibilità di
promuovere il nostro calcio nel mondo – non ci abbia pensato due volte a portare
una partita di campionato dall’altra parte del pianeta, adesso dopo le
condizioni poste dalle federazioni asiatiche e australiane, le possibilità di
vedere Milan e Como in Australia si sono così ridotte quasi allo zero. E sarà
felice qualche giocatore – come per esempio Adrien Rabiot (zittito subito
dall’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo) – che aveva
definito una “follia” l’evento australiano.
L'articolo Milan-Como in Australia rischia di saltare: “Condizioni troppo
stringenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Como non perdeva da agosto e aveva subito un gol nelle ultime quattro
partite. A San Siro ne ha presi quattro in un solo match, travolto dall’Inter.
Chiamata alla prova del nove, la squadra di Chivu ha risposto presente, tornando
in vetta alla Serie A per una notte. In apertura il gol di Lautaro, il
capocannoniere del campionato. Nella ripresa il raddoppio di Thuram, poi le reti
di Calhanoglu e Carlos Augusto a completare la goleada nerazzurra. Il Como di
Fabregas invece si spegne a San Siro: finisce 4-0, era da oltre un anno che non
arrivava una sconfitta così pesante per i lariani.
Articolo in aggiornamento
L'articolo L’Inter spegne il Como di Fabregas e torna in vetta per una notte:
goleada a San Siro proviene da Il Fatto Quotidiano.