“Siamo decisamente soddisfatti” che la Procura di Milano abbia “aperto una
indagine nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per il reato di
ricettazione, e per concorso in diffamazione. Chiederemo identico intervento
contro Youtube, Meta e Tik tok“. A manifestare questa soddisfazione sono gli
avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia.
L’ex conduttore Mediaset (si è autosospeso) è al centro di un’indagine su un
presunto sistema illecito denunciato da Fabrizio Corona. Intanto però i suoi
avvocati hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un’ordinanza che esortava
Corona a rimuovere i video passati e a non pubblicarne più altri dello stesso
tenore sul loro assistito. La puntata di Falsissimo, il format dell’ex re dei
paparazzi, del 26 gennaio è però andata in onda e, secondo Aiello e Missaglia,
questo è accaduto perché si “è preferito tenere tutto in rete”.
“Non è possibile, neanche per i colossi del web, limitare l’accesso alle tutele
o alle azioni giudiziarie di fronte ad azioni illecite di tale gravità. Questi
operatori macinano ricavi superiori al nostro Pil – si legge ancora nella nota
dei due legali – e pretenderebbero attraverso strutture societarie complesse e
l’imposizione all’utente di forme rigorose di segnalazione delle pubblicazioni
illecite, di rendere difficoltoso se non inaccessibili ogni legittima richieste
di verifica e rimozione di notizie false o documenti acquisiti illecitamente.
Ogni tentativo di corrispondenza con questi signori assume toni dilatori e
pilateschi, spesso si rinvia a procedure o interlocutori di comodo. E intanto il
danno come i ricavi aumentano giorno dopo giorno”.
Secondo Aiello e Missaglia il web e le piattaforme citate, come dimostrano i
numeri di visualizzazioni di ‘Falsissimo‘, sono “uno strumento a disposizione
dei malintenzionati, letale, criminogeno, che si vuole ad ogni costo
deresponsabilizzato. Anche dopo precise e documentate richieste di rimozione e
oscuramento”.
L'articolo Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a
disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Youtube
In Finlandia è stato arrestato uno degli uomini che lo scorso 12 novembre,
insieme ad altre 9 persone, ha aggredito Simone Ruzzi, in arte Cicalone. Il
pestaggio – denunciato dallo youtuber con una foto su Instagram – è avvenuto
nella stazione della Metro A Ottaviano, a Roma. Come riporta Il Messaggero, le
autorità finlandesi hanno fermato Marian Florin Batu, un cittadino romeno
32enne. Sull’uomo pendeva un mandato d’arresto europeo e un decreto di custodia
cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma. Per Batu
scatterà l’estradizione in Italia.
L’aggressore di Cicalone era già noto alla polizia finlandese per alcuni crimini
commessi nel paese scandinavo. L’uomo era in fuga da circa 2 mesi. Sono state
emesse ordinanze di custodia cautelare anche per altre tre presone, ritenute
responsabili del pestaggio di Cicalone.
L’aggressione è avvenuta durante una ronda dello youtuber, impegnato nella lotta
contro i borseggiatori della metropolitana romana. Tra le persone coinvolte
nell’aggressione c’è anche una guardia giurata di Atac, intervenuta per aiutare
Cicalone e colpita con un pugno alla testa.
“INFAMI VERI”
Cicalone ha mostrato i segni dell’aggressione con un video sui social. L’uomo ha
scritto: “Infami veri, da dietro in 10”. Lo youtuber ha raccontato la dinamica
del pestaggio: “Mi hanno colpito in maniera infame alla testa mentre ero al
tappeto. All’inizio erano in quattro, poi ne sono arrivati altri cinque che
controllavano che nessuno intervenisse”. Ha aggiunto di non aver reagito al
pugno per non passare dalla parte del torto: “Il colpo che ho ricevuto era un
colpo da ko, lo ho incassato e ho deciso di non rispondere per non passare dalla
parte del torto”.
Ruzzi ha proseguito definendo i suoi aggressori come “gente che non vale
niente”. E infine, Cicalone ha lanciato un messaggio all’uomo che gli ha
sferrato il pugno: “Con tutta la forza che c’hai messo, e pesi cento chili, io
sono ancora intero. Ma se c’era una persona normale”.
L'articolo Arrestato in Finlandia uno degli aggressori di Cicalone: l’uomo sarà
estradato in Italia. Aveva commesso altri crimini nel Paese scandinavo proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Il video che non avrei mai voluto fare, sono veramente disperato”. Inizia così
il video condiviso su Instagram dello YouTuber Andrea Galeazzi che ha denunciato
di non essere più proprietario del suo account sulla popolare piattaforma.
“Mi hanno clonato la mail, sono entrati nel mio Google – ha affermato -.
Sostanzialmente è colpa mia, poi vi racconterò come, ma chi se ne frega. Se vi
arrivano mail (questo è per tutti i brand, i PR, agenzie stampa, amici, parenti)
non sono io, non ho più accesso la mia mail, non so cosa esce e cosa entra, non
ho accesso a YouTube, i social ancora, adesso siccome di cambiare email ai
social”.
“Ma voglio fare questo Reel prima che succeda, – ha spiegato – quello che spero
che non succeda, ho segnalato tutto a Google, stanno già bloccando i miei
account (…) era solo per avvisarvi, anche se vedete i video strani, non vedete i
video su YouTube, non sono io. Mi hanno rubato l’account Google, quindi da lì il
disastro cerco di capire, di vedere, però era solo un avviso per dirvi che non
sono io se avrei una cosa strana, vedete cose strane”.
“La porta d’ingresso è stato un ‘phishing’ fatto molto bene. – ha poi dichiarato
a Corriere LOGIN – Mi è arrivata una mail da un brand con cui avevo collaborato,
c’era scritto che volevano mandarmi prodotti da provare. Ne ricevo almeno dieci
al mese di mail di questo tipo, finte, ma questa era fatta veramente bene,
sembrava tutto legittimo (…) Quando ho schiacciato ‘sì’ per verificare il canale
YouTube mi è venuto un flash: “Ma che stai facendo? Ma hai dato accesso al tuo
account?”, mi sono detto. Vado per cambiare la password… Tempo 15 secondi,
avevano già cambiato tutto: password, numero di recupero, tutto. E da lì il
dramma”.
“Sul mio canale hanno iniziato ad aprire una live di criptovalute, hanno
cambiato il nome, la skin, tutto.- ha continuato – E siccome ho tutti gli
account sotto una mail – workspace, altri canali come TechDrive – hanno preso
possesso di tutto. Nel frattempo ho bloccato tutti i conti, cambiato la mail
ovunque, tenuto al sicuro i social. Ognuno ha un suo punto debole (…) Ecco cosa
succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore della mamma ti rubano
pure il canale”.
L'articolo “Ecco cosa succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore
della mamma ti rubano pure il canale. Hanno sfruttato un mio punto debole”: la
denuncia dello YouTuber Andrea Galeazzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ogni venerdì alle 18, sul canale YouTube del Fatto Quotidiano, Daniela Ranieri
conduce “Cambiare Musica“, una rassegna stampa ragionata e fuori dal coro che
analizza i fatti della settimana fuori dai binari del conformismo. Il titolo è
già un programma (oltre che un omaggio a Fortebraccio, mitico elzevirista de
L’Unità): smettere di assecondare lo spartito scritto dai grandi centri di
potere e dai giornali padronali per provare a decifrare la realtà senza filtri.
Senza riverenze, con un linguaggio articolato ma chiaro che è un atto di
resistenza e che i lettori del Fatto conoscono, Daniela Ranieri mette a nudo le
contraddizioni di una classe politica opinabile e di un sistema mediatico spesso
proni al “dogma dell’infallibilità” del potente di turno. Dall’analisi della
comunicazione politica e della stampa mainstream, allo svelamento dei legami tra
le “narrazioni dominanti” e le manovre finanziarie che si celano dietro le
grandi acquisizioni industriali, la rassegna diventa un esercizio di igiene
mentale e critica sociale.
Non una semplice lettura dei titoli dei giornali, ma un approfondimento che
punta l’indice contro il “fremito di devozione” e l’estetica bellicista di molta
stampa nostrana. In un’epoca segnata da narrazioni standardizzate e fake news
d’autore, l’appuntamento del venerdì è un invito a riaccendere il pensiero
critico e a guardare dietro le quinte del potere.
L'articolo Si cambia musica con la rassegna stampa ragionata e fuori dal coro di
Daniela Ranieri. Un appuntamento settimanale per riaccendere il pensiero critico
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ci sono voluti ben 140 anni, ma probabilmente la famosissima ricetta segreta
della Coca-Cola è stata svelata da uno youtuber, Zach Armstrong sul suo canale
ufficiale. “La formula segreta della Coca Cola è uno dei segreti meglio
custoditi della storia recente… – ha commentato Armstrong – E io odio i segreti.
Quindi, naturalmente, l’ho decifrata con l’aiuto della spettrometria di massa e
ho creato una replica chimicamente identica!”.
Nel video si vedono esattamente le formule chimiche e i tentativi dello youtuber
ottenere la miscela principale che rende unico il gusto della bevanda popolare
in tutto il mondo. La casa di produzione custodisce gelosamente da anni il
composto, ma stavolta sembra che uno squarcio si sia aperto.
Dunque la miscela “magica” sarebbe composta da limone, lime, un po’ d’arancia,
olio di tea tree per collegarlo al gusto delle foglie di coca, cannella cassia,
noce moscata, coriandolo e fenchol. A tutto questo via aggiunta anche una
soluzione acquosa di aceto, glicerina, caffeina, acido fosforico, vaniglia,
colorante caramello e tannini del vino. Il risultato?
Poi il test effettuato da Armstrong stesso sulle “cavie” (assolutamente ignare)
che hanno assaggiato la miscela e non hanno trovato assolutamente differenze
rispetto alla bevanda originale.
Basta per gridare alla vittoria? L’azienda madre, tace. Per ora.
COME E QUANDO È NATA COCA-COLA
La Coca-Cola è nata ad Atlanta l’8 maggio 1886. È stato il farmacista John Stith
Pemberton a ideare la bevanda ma con l’intenzione di farne un rimedio curativo.
Inizialmente era considerata un tonico medicinale per contrastare la stanchezza,
il mal di testa e i disturbi nervosi. Ma inizialmente Pemberton ha cercato di
sviluppare un’alternativa alla morfina, da cui era diventato dipendente a
seguito delle ferite subite durante la Guerra Civile americana. L’unica cosa che
si sa è che la prima versione era una miscela di estratti di foglie di coca e
noci di cola con sciroppo di zucchero e acqua gassata. In Italia la Coca-Cola ha
debuttato nel 1919, la produzione nel nostro Paese è iniziata nel 1927.
L'articolo Svelato il mistero della Coca-Cola? Lo youtuber Zach Armstrong ne è
certo: “Ecco qual è la miscela segreta” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una battuta di Lionel Messi ha fatto impennare le quote di Coca-Cola in borsa.
Lo scorso 6 gennaio, il calciatore argentino ha rivelato al canale Youtube Luzu
di diluire il vino con la Sprite. “Così ti fa effetto subito ed è piacevole,
soprattutto quando fa caldo”, ha dichiarato tra le risate degli intervistatori.
La frase è diventata virale e ha fatto registrare un aumento delle quote di
Coca-Cola in borsa pari al 2.6%. L’azienda statunitense, che ha acquistato la
maggioranza delle quote di Sprite, ha guadagnato circa 8 miliardi di dollari
grazie alla battuta del campione dell’Inter Miami. Sprite ha sfruttato
l’occasione per intervenire sui social. “Il migliore al mondo si rinfresca come
preferisce” ha dichiarato il marchio di bibite utilizzando l’immagine di una
capra, in inglese “goat”, anagramma di “Greatest Of All Time” (Il migliore di
tutti i tempi), riferito calcisticamente a Messi.
Il giocatore ha da poco lanciato ufficialmente la sua linea di vino, la Lionel
Goat 10 Collection. Il progetto è stato curato da Mm Winemaker Sa, un’azienda
con sede a Ginevra, in Svizzera. I prodotti della linea del calciatore
provengono da vigneti italiani di prestigio, tra cui il Primitivo pugliese e lo
Syrah siciliano.
IL MIX DI VINO E SPRITE FA EFFETTO SUBITO? COSA DICE LA SCIENZA
Lionel Messi ha dichiarato al canale Youtube Luzu che il vino allungato con la
bibita al limone fa effetto subito. Suggestione o verità? Secondo la scienza, il
calciatore ha ragione. Il meccanismo è innescato dall’anidride carbonica. Le
bollicine della Sprite aumentano la pressione nello stomaco e accelerano il
passaggio dell’alcol verso l’intestino tenute, dove viene assorbito più
velocemente rispetto a un bicchiere di vino “puro”. Il mix non fa comunque
ubriacare di più, ma l’effetto risulta più intenso in un minor lasso di tempo.
> @tycsports???????? “VINO Y SPRITE PARA QUE PEGUE RÁPIDO” Leo Messi y lo que le
> gusta tomar cuando tiene el permitido. ????️ Luzu TV♬ sonido original – TyC
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L'articolo “Il vino con la Sprite? Ti fa effetto subito ed è piacevole,
soprattutto quando fa caldo”: la battuta di Lionel Messi fa guadagnare 8
miliardi di dollari in un giorno a Coca Cola proviene da Il Fatto Quotidiano.
La cerimonia degli Oscar andrà in onda su Youtube e verrà trasmessa
gratuitamente in tutto il mondo. L’intero pacchetto, dal red carpet ai contenuti
dietro le quinte, passando dalle immagini dello storico Ballo del Governatore,
saranno disponibili in diretta gratuita sul canale social dal 2029. Come riporta
Variety durante gli Oscar trasmessi su Youtube continueranno ad esserci spot
pubblicitari. Chi ha siglato lo storico e a suo modo rivoluzionario accordo
parla di necessaria maggiore “accessibilità verso il crescente pubblico globale
dell’Academy” proprio grazie alle funzionalità tipiche di Youtube come i
sottotitoli e le tracce audio in più lingue. Bill Kramer, CEO dell’Academy e
Lynette Howell Taylor, presidente dell’Academy, parlano di “partnership globale
con Youtube che diventerà la futura sede degli Oscar e della nostra
programmazione annuale”.
Come scrive sempre Variety, durante i primi mesi del 2025 l’Academy ha
insistentemente cercato un nuovo accordo di licenza per trasmettere i propri
contenuti e tra i pretendenti si erano fatti avanti nientemeno che Netflix (al
centro della querelle sull’acquisizione di Warner) e NBCUniversal. Secondo
diverse fonti del settore Youtube ha sborsato una cifra a nove zeri per avere
gli Oscar in esclusiva dal 2029, superando le altre offerte ferme ad otto zeri.
La vittoria di Youtube pare abbia creato diversi malumori nel settore. A partire
dalla Disney/ABC con la quale è in essere l’accordo di trasmissione fino al
2028. Mentre di fronte all’evidente mancanza per Youtube di una “infrastruttura
di produzione”, ovvero un know-how composto sia da attrezzature, tecnici, figure
professionali che lavorano esclusivamente per mettere insieme uno show, ha
infastidito diversi provider streaming come Netflix e Amazon che hanno già
sviluppato questo ramo aziendale. Youtube dovrà quindi iniziare a costruire da
qui al 2029 il settore di produzione per gli show, un po’ come fece la Fox
quando nel 1994 si aggiudicò i diritti della NFL senza avere alcuna
infrastruttura interna per produrre eventi live di sport. Per questo l’ipotesi
di diversi addetti ai lavori è anche che l’Academy voglia gestire l’intera
produzione degli Oscar senza avere un partner commerciale troppo invadente.
Tutti sanno, del resto, che tra Academy e Disney/ABC le acque erano piuttosto
agitate da tempo.
I disaccordi sulla durata dello show, su chi dovesse presentare la serata e
consegnare i premi sono diventati da tempo di dominio pubblico, anche se
Disney/ABC ha fatto buon viso a cattivo gioco rilasciando nelle scorse ore
parole al miele per l’Academy e il suo futuro in attesa del grande evento del
centenario degli Oscar da organizzare insieme nel 2028. Da quando entrerà in
funzione Youtube, uno streaming senza limiti di tempo, gli Oscar potranno quindi
durare paradossalmente all’infinito e l’Academy avrà carta bianca su come
comporre la trasmissione. A fronte comunque di un calo evidente degli spettatori
della diretta degli Oscar negli ultimi anni sorgono parecchi dubbi anche su come
si potranno conteggiare gli spettatori su Youtube dato che sarà impossibile
applicare gli stessi strumenti e parametri sullo streaming del web. Giusto per
ricordare qualche numero: l’ultima diretta degli Oscar ha raccolto 18,1 milioni
di spettatori mentre gli Oscar più visti di sempre sono stati quelli del 1998
con il trionfo di Titanic che ha fatto registrare il picco di 57 milioni di
spettatori. Su Variety ci si chiede infine cosa vorrà dire un film da Oscar
anche solo tra cinque anni: “Come verranno distribuiti e fruiti i film nel
prossimo decennio? Warner si è sforzata di rimanere nella distribuzione dei film
in sala e il destino le è stato avverso. Il dibattito in corso sulle finestre di
proiezione per partecipare ai premi ci interroga su cosa significherà un “film
da Oscar” quando Youtube si impadronirà del premio”.
L'articolo YouTube batte Netflix e Amazon: trasmetterà gli Oscar dal 2029. Ecco
perché la diretta potrà durare all’infinito proviene da Il Fatto Quotidiano.
St3pny è stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. La notizia arriva
direttamente dallo youtuber che ha raccontato la storia con un video sulla
piattaforma: “Non sapete quante volte in questi anni ho sperato di registrare
questo contenuto”. Stefano Lepri, il nome dello streamer all’anagrafe, ha
parlato delle difficoltà vissute dal 2021, quando in tribunale fu condannato a 8
mesi di reclusione per non aver dichiarato allo Stato 75 mila euro di Iva.
“Ieri era l’ultima data disponibile, poi il caso sarebbe caduto in prescrizione
e avrei lottato alla ricerca della verità invano”, ha detto il ragazzo, in
passato uno degli streamer con più visualizzazioni su YouTube.
“VI HO ODIATI”
St3pny si è sfogato, raccontando brevemente l’inizio della vicenda: “La notizia
è arrivata dai giornali prima che la ricevessi io, è stata disgustosa”. Il
31enne ha detto di essere stato “distrutto” e ha svelato che “i brand e le
persone mi hanno abbandonato“. Una storia non semplice, appesantita dalle
battute delle persone sul web.
Stefano Lepri, senza filtri, ha messo in chiaro che non perdonerà chi lo ha
denigrato: “Voi che avete fatto i meme a riguardo, vi ho odiati. Mi avete
portato al minimo della sopportazione umana. Non sono Dio, non vi perdono”. La
vicenda si è conclusa con un lieto fine: “Ieri c’è stato il processo e mi hanno
assolto. Sono ufficialmente innocente. Quando mi ha chiamato l’avvocato sono
rinato” ha dichiarato St3pny ai suoi followers.
L'articolo “Sono stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. I brand e le
persone mi hanno abbandonato. Vi ho odiati”: lo streamer St3pny si sfoga su
YouTube proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il campione del mondo di kickboxing, Mattia Faraoni, si prepara a difendere il
titolo ISKA a Ostia contro il giapponese Akira Jr. Unemura. Un incontro cruciale
che, in caso di vittoria, potrebbe spalancare al fighter romano le porte della
fase finale del prestigioso torneo K1 in Giappone. A Faraoni, noto al grande
pubblico anche per il successo sui social e le collaborazioni con Cicalone su
YouTube, spetta il difficile compito di dare continuità a questo sport a pochi
giorni dall’addio alle scene di Giorgio Petrosyan, il più grande di tutti,
avvenuto a Milano.
Ora tocca a lei, Faraoni. Come vive questa eredità?
Ha smesso un dio della kickboxing. Un ‘GOAT’ e anche di più. La kickboxing,
comunque, continua a far parlare di sé: i palazzetti sono pieni e le TV
trasmettono i match. Certo, un altro Petrosyan sarà difficile da trovare nel
mondo, anche se di bravi atleti, pure in Italia, ce ne sono.
Come arriva a questo match al Pala Pellicone di Ostia?
Ci arrivo dopo un percorso costruito piano piano. Questo match con il giapponese
è determinante per il mio futuro, per tornare a combattere in Giappone e
disputare uno dei tornei più prestigiosi. Sono concentrato e determinato al
massimo.
Lei è laureato in Tecnica di Radiologia Medica, suo fratello minore Francesco
(pugile a un passo dal titolo italiano) in Statistica. Siete la dimostrazione
che i fighters non sono i ‘brutti, sporchi e cattivi’ di certi cliché?
Basta con questi cliché! Io e mio fratello andiamo nelle scuole a parlare di
bullismo con i ragazzi. I luoghi comuni sui fighters stanno pian piano
scomparendo, ma la cultura non cambia in un solo giorno. Siamo comunque sulla
strada giusta. Servono persone pulite e oneste. Basta anche con il cliché
dell’esaltato che deve redimersi: lo sport va fatto quando hai un obiettivo e il
fuoco dentro, un desiderio profondo e dei progetti, proprio come nella vita.
Lei è stato anche campione italiano dei massimi leggeri nella boxe. Tornerà mai
nella ‘noble art’?
Mai dire mai, ho una doppia identità. Ma ora sono concentrato nella kickboxing,
dove sono più forte, competitivo e con contratti importanti. Mi ha fatto sentire
in ‘Serie A’.
E suo fratello Francesco?
Mio fratello è un talento sia tecnicamente che psicologicamente; non gli pongo
limiti.
Ha mai provato paura quando ha prodotto per YouTube la serie “Quartieri
Criminali” con Simone Cicalone?
Paura no, anche se alcuni contesti erano borderline. È stato bello incontrare
ragazzi come noi, di periferia, che vivono in situazioni difficili. Nelle Vele
di Scampia, per esempio, abbiamo trovato persone accoglienti e affettuose,
impossibile rifiutarsi di prendere un caffè. Abbiamo testimoniato che il bello
c’è ovunque, solo che un contesto diverso può portare le persone ad agire in
maniera illegale. Un ragazzo che vive in un buco con altre quattro persone,
scale pericolanti e magari senza vetri alle finestre cresce con un concetto di
bene e male diverso.
Non crede che Cicalone si sia spinto troppo oltre e che la gestione delle
questioni di sicurezza debba restare di esclusiva competenza delle Forze
dell’Ordine e non di un content creator?
Conosco Cicalone da tantissimi anni. È stato uno dei primi divulgatori a Roma e
non solo della boxe e degli sport da contatto, con la sua ‘Scuola di Botte’ dove
spiegava il pugilato in modo tecnico, ma anche irriverente. Successivamente, si
è specializzato su temi ‘caldi’ della periferia romana, portando all’attenzione
di tutti questioni come il degrado e la microcriminalità, aspetti che, ci tengo
a sottolinearlo, affliggono purtroppo qualsiasi grande area metropolitana
moderna, sia in Italia che all’estero. Il pubblico romano lo segue e lo
apprezza. Ho visto di recente che c’è stato un sit-in con centinaia di romani
che gli hanno dimostrato vicinanza per quanto ha subito nei giorni scorsi. Detto
questo, è chiaro e indiscutibile che gli aspetti di pubblica sicurezza spettano
esclusivamente alle Forze dell’Ordine. Su questo non c’è neppure da discutere.
Tuttavia, è importante ricordare che anche le Forze dell’Ordine raccolgono
segnalazioni di atti criminali da comuni cittadini. Ho notato che Cicalone lo fa
sempre, collaborando (come nell’ultimo caso di cronaca con la Polmetro di
Ottaviano). Il suo essere uno youtuber di inchiesta non sempre valorizza
adeguatamente questo suo impegno civile e la sua collaborazione con le Forze
dell’Ordine.
L'articolo Mattia Faraoni dall’eredità di Petrosyan alla laurea, fino al
rapporto con Cicalone: “Basta con i cliché sui fighters, servono persone pulite
e oneste” proviene da Il Fatto Quotidiano.