Vincenzo Schettini, docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico,
diventato famoso per il suo progetto di lezioni online “La Fisica che ci piace”,
respinge al mittente l’accusa di pretendere dagli studenti visualizzazioni, in
cambio di voti più alti in una intervista al programma Melog di Radio24,
“Istintivamente, a quegli studenti che avevo, dicevo di seguire una live su
Youtube – ha spiegato – perché mi rendevo conto che mentre i 50enni ascoltavano
la musica, i ragazzi ascoltavano i gamers e perdevano tempo. Quindi ho detto a
me stesso che dovevo ritagliarmi uno spazio lì perché quella è la piazza in cui
loro se la fanno e lì devo entrare”.
E ancora: “Devo dire che tutta questa roba era sotto gli occhi di tutti da dieci
anni e nessuno ha mai detto nulla ‘guadagnava, monetizzava’. In quel periodo
delle live io avrei fatto prima a fare qualche lezione privata anziché prendere
quella monetizzazione che piano piano è venuta fuori negli anni, all’inizio non
c’era. È avvenuto perché io realizzavo contenuti di fisica anche diversi da
quelli scolastici. I milioni di follower sono arrivati perché forse i miei
contenuti hanno iniziato ad attirare i bambini, le nonne, gli anziani che
scoprono la fisica delle calze”.
Poi ha specificato: “Anche durante le live il voto in più non era conseguente al
cliccare, ma allo studiare. Dovevano produrre argomenti, pensare, risolvere i
problemi. Tra l’altro io mi stavo rendendo conto che i ragazzi studiavano sempre
meno. Dal 2020 io ho scelto di andare in part time perché avevo capito che
qualcosa stava cambiando. Quando ho compreso che ci sarebbe stato altro ho preso
il part time verticale, mi ero reso conto che la fisica fuori dalla scuola
potesse diventare un mestiere. Si tratta di una forma di contratto lavorativo
che molti insegnanti scelgono, ognuno per motivi propri”.
L'articolo “Durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma
allo studiare. Era sotto gli occhi di tutti da 10 anni e nessuno ha detto
nulla”: Vincenzo Schettini si difende proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Vincenzo Schettini sarà alla 76esima edizione del Festival di Sanremo. Ad
annunciarne la presenza è stato il vicedirettore Intrattenimento Prime Time,
Claudio Fasulo, che in conferenza stampa ha smentito le ipotesi, circolate nelle
scorse ore, di un suo presunto forfait legato alle critiche ricevute di recente.
Al contrario, il professore e content creator, celebre sui social con il nome di
“La fisica che ci piace”, ci sarà e sul palco dell’Ariston “parlerà di disagio e
dipendenze giovanili, invitato dal Ministero nell’ambito della campagna di
sensibilizzazione sul tema”, aggiunge ancora Fasulo.
Per il docente di fisica, molto popolare su TikTok e Instagram con 5 milioni di
follower complessivi, dunque, sarà la prima volta al Festival di Sanremo. Un
invito che arriva, in realtà, in un momento “particolare” per Schettini, che è
finito al centro dell’attenzione mediatica a seguito di alcune sue dichiarazioni
rilasciate al podcast “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli. Per questo motivo,
infatti, sarebbe circolata la notizia di una sua presunta rinuncia, che poi è
stata smentita dall’annuncio della sua presenza come ospite al 76esimo Festival
della canzone italiana.
CHI È VINCENZO SCHETTINI, IL DOCENTE DA 5 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL
Nato a Como nel 1977 e cresciuto in Puglia, Vincenzo Schettini è professore di
fisica presso l’istituto I.I.S.S. Luigi Dell’Erba di Castellana Grotte (Bari).
Una passione, quella per l’insegnamento, che sarebbe stata ereditata da sua
madre, anche lei docente, e che lui avrebbe coltivato anche grazie al suo
interesse per la fantascienza e le materie scientifiche. Si laurea dunque in
Fisica all’Università di Bari nel 2004, specializzandosi in didattica della
Fisica, e inizia così il suo percorso come docente nelle scuole italiane. A
partire dal 2015, Schettini sbarca sui social, aprendo il canale YouTube “La
Fisica che ci Piace”, attraverso cui comincia a pubblicare contenuti divulgativi
sulla materia della sua cattedra d’insegnamento. Comincia quindi a guadagnare
follower, aumentando progressivamente il suo bacino di pubblico, e decide di
allargarsi anche ad altri social, come Facebook, TikTok e Instagram, con
contenuti di divulgazione scientifica, spesso tratti, apparentemente, dalle
lezioni frontali che svolgeva in classe. Molti dei suoi video diventano quindi
virali sui social, consentendogli così di raggiungere traguardi notevoli, come i
3,4 milioni follower che oggi conta solo su Instagram.
Una fama che gli avrebbe permesso di spostarsi anche in altri ambiti della
comunicazione, non solo quella digitale. Nel 2022, infatti, pubblica per
Mondadori Electa il suo primo libro, “La fisica che ci piace”, che diventa un
best-seller sfiorando le 100.000 copie vendute e che gli vale il Premio Elsa
Morante Ragazzi (sezione Esperienze). L’anno successivo ne pubblica un altro,
intitolato questa volta “Ci vuole un fisico bestiale”, in cui narra le storie di
7 fra i fisici più celebri della storia. Grazie all’enorme popolarità presso il
pubblico, infine, Schettini sbarca anche in televisione, e in particolare su Rai
2, dove nel 2024 assume la conduzione del programma televisivo “La fisica
dell’amore”. Nel 2025, infine, entra a far parte del cast di conduttori della
festa del Primo maggio, a Roma, insieme a Noemi, Ermal Meta e BigMama. Ora,
invece, si prepara per la prima volta a scendere le celebri scale del Teatro
Ariston, facendo così il suo debutto in assoluto al Festival di Sanremo in
qualità di ospite per la diretta dedicata alle cover. Durante la quarta serata
del Festival, Schettini terrà un monologo sui disagi e le dipendenze giovanili.
LE CRITICHE PRIMA DELL’INVITO AL FESTIVAL DI SANREMO: “NON HO UN BEL RICORDO DI
LUI”
La chiamata del Festival, però, giunge in un momento “particolare” per
Schettini, che di recente è finito al centro dell’attenzione mediatica per
alcune sue dichiarazioni. Durante un’intervista al podcast “Passa dal BSMT”,
condotto da Gianluca Gazzoli, il professore aveva sostenuto che “la scuola si
fruirà moltissimo […] anche online, fuori dalle quattro mura. Tanti degli
insegnanti che sono a scuola adesso, come me, andranno in part-time un giorno
perché cominceranno a produrre i loro contenuti online, magari anche a
pagamento”, aveva detto. Una frase che da subito aveva suscitato clamore, in
quanto per alcuni sembrava paventare l’ipotesi di un’istruzione a pagamento. Ma
sulla questione si è espresso anche lo stesso Schettini, attraverso un video
pubblicato sui suoi profili social, in cui sostiene di aver parlato “di cultura,
non ho parlato di scuola e non ho parlato di istruzione. Noi insegnanti siamo
professionisti, il nostro mestiere è insegnare, produrre conoscenza e fare
cultura, e noi abbiamo tutto il diritto di mettere a disposizione la nostra
professionalità”, chiarisce nella clip.
In un altro passaggio dell’intervista, invece, aveva parlato delle sue prime
live sui social: “Costringevo i miei studenti di scuola a connettersi. Sì, io
dicevo ai ragazzi: ‘Oggi pomeriggio devo fare la live su YouTube’. […] E (loro,
ndr) dicevano: ‘No, eh, vabbè, io c’ho mia nonna che sta in ospedale, non
posso’. E io dicevo: ‘Io domani interrogo sulla lezione che devo fare oggi
pomeriggio’. Quindi mi ritrovavo i miei 24 connessi in live che erano quei
poveri disgraziati”, aveva spiegato il docente a Gazzoli.
Un metodo che, però, alcuni avrebbero ritenuto controverso perché, in questo
modo, il voto di un’interrogazione sarebbe stato legato alla fruizione e alla
partecipazione degli studenti a contenuti online pubblicati dallo stesso
Schettini. Dei suoi metodi didattici, stando a quanto scrive Selvaggia Lucarelli
nella sua newsletter “Vale Tutto”, si sarebbero lamentati anche alcuni ex
studenti che dichiarano di aver frequentato le lezioni del professore: “È stato
nostro insegnante nel 2018/2019 e 2019/2020. Il professore chiedeva di vedere i
suoi video, e chiedeva di commentarli. Poi dovevi consegnargli dei report (cioè
fare lo screenshot del proprio commento sotto al video con l’url del video) e ti
alzava il voto di due punti”, è una delle diverse testimonianze raccolte dalla
giornalista. “Molto spesso Schettini poi mancava alle lezioni, venivano
supplenti al posto suo. Io non ho un bel ricordo di lui, non distingueva
l’insegnamento dal resto”, avrebbe dichiarato un altro, sempre a Lucarelli.
Anche in questo caso, Schettini avrebbe respinto le accuse con un post sui suoi
profili social: “Sono stato dipinto (da una dichiarazione anonima) come
l’insegnante che non sono”, scrive, infatti, su Instagram.
L'articolo Vincenzo Schettini a Sanremo, il prof da 5 milioni di follower
chiamato dal Ministero. Ma sui social è polemica dopo le testimonianze di ex
studenti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sarebbero poco più di un centinaio i video spariti dal canale YouTube “La Fisica
Che Ci Piace” di Vincenzo Schettin. Clip che sarebbero state cancellate, o
nascoste, nelle ultime ore, dopo che un ex allievo ha raccontato a MOW Magazine
le modalità con cui si svolgevano le lezioni, tra smartphone affidati agli
studenti per riprendere le lezioni e l’invito a seguire le dirette pomeridiane
in cambio di voti più alti. Già prima della pubblicazione dell’intervista,
Schettini era finito nella bufera per quanto dichiarato al podcast BSMN di
Gianluca Gazzoli in cui sembrava auspicare un futuro in cui le lezioni degli
insegnanti potessero diventare contenuti a pagamento.
CHE COSA È SUCCESSO AI VIDEO DI SCHETTINI
Secondo le analisi di Social Blade, come riporta Fanpage, domenica 22 febbraio
sarebbero ‘spariti’ 104 video dal canale YouTube “La Fisica che ci piace”. Non
si può sapere quali video siano stati rimossi, ma il sito con sede a Napoli ha
scovato “una playlist composta da tre video (il titolo: “risoluzione CIRCUITO
ELETTRICO MISTO”) che dieci giorni fa era presente sul canale e che oggi non è
più disponibile”.
LE IPOTESI SUI MOTIVI
Avanzare delle ipotesi sui motivi che hanno portato alla rimozione dei video è
difficile. Potrebbe trattarsi, come scrive ancora Fanpage, “di una normale
operazione di smaltimento di video obsoleti e non più funzionali al progetto“,
anche se “le tempistiche e le dimensioni della rimozione lasciano spazio a più
di qualche domanda”.
L'articolo “Sono spariti più di 100 video dal canale di Vincenzo Schettini”: è
‘giallo’ su “La Fisica che ci piace” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il lavoro, gli esordi e i pregiudizi sono stati tre dei temi affrontati da
Diletta Leotta durante una puntata del podcast di Victoria Cabello “Fuori di
Cabello”. La giornalista sportiva ha raccontato alcuni dettagli inediti della
sua vita, iniziando dal lavoro. Leotta è uno dei volti di punta di Dazn.
Nonostante la fama sul piccolo schermo, Diletta ha confessato che le manca la
vita da inviata sui campi da calcio. La giornalista ha dichiarato: “Un po’ mi
manca lo stadio, ti fai trascinare dal tifo. Il derby di Milano è qualcosa di
incredibile. Da 12 anni faccio questo lavoro e ogni anno è un’emozione diversa”.
La 34enne ha raccontato gli esordi in tv. Ad appena 20 anni ha firmato un
contratto con SkyTg24. All’inizio, Diletta presentava le previsioni del meteo:
“Ho imparato moltissimo. I meteorologi mi hanno spiegato tante cose. Ero una
ragazzina di 20 anni che firmava un contratto con SkyTg24 e intanto studiavo
giurisprudenza”. Victoria Cabello ha chiesto a Leotta quale programma vorrebbe
condurre. La conduttrice ha detto: “La vita in diretta per il gioco di parole
‘La vita in Diletta’ “. Ha aggiunto: “Sono autoreferenziale, su Dazn ho fatto un
programma che si chiama ‘Diletta gol’ e ‘Linea diletta’. ‘La vita in Diletta’ è
un titolo che mi serve nel palmares”.
IL PESO DEI PREGIUDIZI
La giornalista, incinta del secondo figlio, si è presentata nel salotto di
Victoria Cabello con un look oversize. A riguardo ha ironizzato: “È colpa dei
miei stylist. Volevano farmi sembrare più intelligente che bona e mi vestono
oversize”. Dietro la battuta c’è una riflessione più profonda. Diletta ha
rivelato: “Odio essere sottovalutata perché secondo me quando c’è una ragazza
carina, che è vestita bene, allora tendenzialmente deve essere messa nella
casella, nella categoria”. E ancora: “L’accettazione che una donna anche di
bella presenza possa anche saper fare delle cose sta un po’ sul ca**o“”. Leotta
ha ammesso che in passato era molto infastidita da chi la apprezzava più per
l’aspetto fisico che per la sua professionalità. Ad oggi, il suo atteggiamento è
differente: “Ormai mi sono anche un po’ distaccata da questa cosa, la sto
lasciando andare come critica. La prendo anzi come un suggerimento per dire: ok,
non c’è bisogno di essere sempre vestita troppo stretta, troppo scollata”.
“SUI SOCIAL HO DOVUTO ATTIVARE IL FILTRO CONTRO I COMMENTI PESANTI”
Durante l’intervista ha svelato di aver attivato sui social un filtro per
limitare i commenti sotto i suoi post. Diletta ha detto: “Ho la lista, se vuoi
te la leggo”. E ancora: “L’ho stilata insieme al mio amico Daniele Battaglia e
al mio amico Jake La Furia, capaci di tirare fuori certe parole delle quali io
non ero neanche minimamente a conoscenza, di categorie di cose folli, che
potevano essere a rischio e sono all’interno di questa categoria delle parole
bloccate”. Leotta ha concluso l’intervista dandosi un voto a letto: “Non posso
che darmi un 10. Sono l’Etna, il calore della Sicilia. Brava come De Martino?
Forse un po’ meglio”.
L'articolo “A letto mi do 10, sono un vulcano. Sui social ho messo il filtro
anti-haters: una donna bella e che sa fare delle cose sta sul ca**o”: le parole
di Diletta Leotta proviene da Il Fatto Quotidiano.
È morto Damiano Alberti. Il giovane content creator aveva 23 anni e raccontava
sulle piattaforme YouTube, Twitch e sui social network la convivenza con un
tumore alla gamba. A comunicare la notizia è stata la famiglia di Damiano. Il
ragazzo aveva scelto di raccontare ai suoi followers la malattia. Il racconto
senza filtri aveva colpito gli utenti, che si erano legati a lui e alla sua
storia. Dopo un lungo silenzio causato da alcuni interventi e dalla
chemioterapia, Damiano era tornato a pubblicare contenuti sul suo profilo
social. A dicembre, il 23enne aveva rivelato di essere tornato a camminare. Su
YouTube aveva ripercorso la sua storia con un video intitolato “365 giorni dopo
– la storia della mia malattia”, in cui riassumeva gli alti e i bassi vissuti
tra il 2024 e il 2025.
Negli ultimi mesi la situazione sembrava essere migliorata. Il ragazzo, infatti,
postava con frequenza contenuti su Instagram, Twitch e YouTube. La notizia della
sua morte è stato uno shock per la community. I followers hanno scritto messaggi
di cordoglio sotto le sue ultime fotografie, ringraziandolo per aver condiviso
fino all’ultimo la sua storia e per aver donato forza alle persone che stavano
attraversando le sue stesse difficoltà. La famiglia ha reso noto che la camera
ardente sarà allestita oggi, 16 febbraio, alle 15 nella Domus Caere di
Cerveteri, mentre i funerali si terranno il prossimo mercoledì 18 febbraio alle
ore 15.00, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
IL RICORDO DI MR. MARRA
Tra le tante persone che hanno ricordato Damiano Alberti c’è lo youtuber Davide
Marra, in arte Mr. Marra. Lo streamer ha postato una foto per ricordare due
amici morti a distanza di poche ore l’uno dall’altro: Damiano e Federico
Frusciante. Il critico cinematografico Frusciante e youtuber aveva fondato il
circolo de “I Criticoni” ed era noto come proprietario del Videodrome, un
negozio di videocassette e dvd a noleggio a Livorno. Mr.Marra ha scritto su
Instagram: “È il giorno più buio della mia vita. Spero di svegliarmi da questo
incubo nefasto, che nello stesso giorno mi ha tolto Damiano e Federico. Solo un
giorno fa ci siamo salutati per l’ultima volta: con un abbraccio, dicendoci
reciprocamente ‘che bello tutto questo, ti voglio bene'”.
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L'articolo È morto Damiano Alberti, aveva 23 anni. Il content creator raccontava
sui social il suo percorso con un cancro alla gamba proviene da Il Fatto
Quotidiano.
È morto all’età di 52 anni Federico Frusciante, critico cinematografico e
youtuber. La notizia è stata resa nota ieri, 15 febbraio, tramite un post
pubblicato sul profilo Facebook dello stesso streamer. L’annuncio recita: “È con
enorme dolore e immenso dispiacere che comunichiamo la scomparsa prematura di
Federico, occorsa nella giornata odierna”. Le cause del decesso non sono ancora
state chiarite.
A 25 anni, Frusciante aveva aperto un negozio di videocassette e dvd a noleggio,
il Videodrome, nome ispirato al film di David Cronenberg diventato un punto di
riferimento per i cinefili. Federico si definiva come l’ultimo reduce di un
mondo ormai scomparso e un fervido sostenitore alla lotta contro lo streaming
illegale. Era stimato per la sua attività da divulgatore, aveva organizzato
lezioni fuori dagli schemi in ambito universitario, ai festival internazionali e
sui social network. Tanti livornesi lo hanno ricordato sui social come una
persona buona, sempre disponibile per suggerire titoli di film “sottotraccia” e
vicino ai giovani.
Insieme agli youtuber Mr. Marra (Davide Marra), Francesco Alò e Victorlaszlo88
(Mattia Ferrari) aveva fondato il circolo de “I Criticoni”, un canale con
migliaia di followers che sostenevano i loro contenuti con delle donazioni. I
fan apprezzavano Frusciante e il suo circolo per il tono schietto e diretto,
tagliente nei commenti e lontano dai luoghi comuni cinematografici. Lo youtuber
era famoso anche per le sue maratone video sulla piattaforma, delle durata di
circa 20 ore.
I colleghi hanno ricordato in maniera toccante Frusciante. Mr Marra ha scritto
su Instagram: “È il giorno più buio della mia vita. Spero di svegliarmi da
questo incubo nefasto, che nello stesso giorno mi ha tolto Damiano (Damiano
Alberti, youtuber morto a 23 anni, ndr) e Federico. Solo un giorno fa ci siamo
salutati per l’ultima volta: con un abbraccio, dicendoci reciprocamente “che
bello tutto questo, ti voglio bene”. Come riportato nelle stories Instagram da
Mr. Marra, la salma sarà esposta alla camera mortuaria del Cimitero dei Lupi di
Livorno dalle ore 15 di oggi, lunedì 16 febbraio fino a martedì 17 febbraio alle
ore 12.
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L'articolo È morto Federico Frusciante: il critico cinematografico e youtuber
aveva 52 anni. Il ricordo dell’amico Mr.Marra sui social: “Ci siamo salutati il
giorno prima” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Siamo decisamente soddisfatti” che la Procura di Milano abbia “aperto una
indagine nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per il reato di
ricettazione, e per concorso in diffamazione. Chiederemo identico intervento
contro Youtube, Meta e Tik tok“. A manifestare questa soddisfazione sono gli
avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia.
L’ex conduttore Mediaset (si è autosospeso) è al centro di un’indagine su un
presunto sistema illecito denunciato da Fabrizio Corona. Intanto però i suoi
avvocati hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un’ordinanza che esortava
Corona a rimuovere i video passati e a non pubblicarne più altri dello stesso
tenore sul loro assistito. La puntata di Falsissimo, il format dell’ex re dei
paparazzi, del 26 gennaio è però andata in onda e, secondo Aiello e Missaglia,
questo è accaduto perché si “è preferito tenere tutto in rete”.
“Non è possibile, neanche per i colossi del web, limitare l’accesso alle tutele
o alle azioni giudiziarie di fronte ad azioni illecite di tale gravità. Questi
operatori macinano ricavi superiori al nostro Pil – si legge ancora nella nota
dei due legali – e pretenderebbero attraverso strutture societarie complesse e
l’imposizione all’utente di forme rigorose di segnalazione delle pubblicazioni
illecite, di rendere difficoltoso se non inaccessibili ogni legittima richieste
di verifica e rimozione di notizie false o documenti acquisiti illecitamente.
Ogni tentativo di corrispondenza con questi signori assume toni dilatori e
pilateschi, spesso si rinvia a procedure o interlocutori di comodo. E intanto il
danno come i ricavi aumentano giorno dopo giorno”.
Secondo Aiello e Missaglia il web e le piattaforme citate, come dimostrano i
numeri di visualizzazioni di ‘Falsissimo‘, sono “uno strumento a disposizione
dei malintenzionati, letale, criminogeno, che si vuole ad ogni costo
deresponsabilizzato. Anche dopo precise e documentate richieste di rimozione e
oscuramento”.
L'articolo Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a
disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
In Finlandia è stato arrestato uno degli uomini che lo scorso 12 novembre,
insieme ad altre 9 persone, ha aggredito Simone Ruzzi, in arte Cicalone. Il
pestaggio – denunciato dallo youtuber con una foto su Instagram – è avvenuto
nella stazione della Metro A Ottaviano, a Roma. Come riporta Il Messaggero, le
autorità finlandesi hanno fermato Marian Florin Batu, un cittadino romeno
32enne. Sull’uomo pendeva un mandato d’arresto europeo e un decreto di custodia
cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma. Per Batu
scatterà l’estradizione in Italia.
L’aggressore di Cicalone era già noto alla polizia finlandese per alcuni crimini
commessi nel paese scandinavo. L’uomo era in fuga da circa 2 mesi. Sono state
emesse ordinanze di custodia cautelare anche per altre tre presone, ritenute
responsabili del pestaggio di Cicalone.
L’aggressione è avvenuta durante una ronda dello youtuber, impegnato nella lotta
contro i borseggiatori della metropolitana romana. Tra le persone coinvolte
nell’aggressione c’è anche una guardia giurata di Atac, intervenuta per aiutare
Cicalone e colpita con un pugno alla testa.
“INFAMI VERI”
Cicalone ha mostrato i segni dell’aggressione con un video sui social. L’uomo ha
scritto: “Infami veri, da dietro in 10”. Lo youtuber ha raccontato la dinamica
del pestaggio: “Mi hanno colpito in maniera infame alla testa mentre ero al
tappeto. All’inizio erano in quattro, poi ne sono arrivati altri cinque che
controllavano che nessuno intervenisse”. Ha aggiunto di non aver reagito al
pugno per non passare dalla parte del torto: “Il colpo che ho ricevuto era un
colpo da ko, lo ho incassato e ho deciso di non rispondere per non passare dalla
parte del torto”.
Ruzzi ha proseguito definendo i suoi aggressori come “gente che non vale
niente”. E infine, Cicalone ha lanciato un messaggio all’uomo che gli ha
sferrato il pugno: “Con tutta la forza che c’hai messo, e pesi cento chili, io
sono ancora intero. Ma se c’era una persona normale”.
L'articolo Arrestato in Finlandia uno degli aggressori di Cicalone: l’uomo sarà
estradato in Italia. Aveva commesso altri crimini nel Paese scandinavo proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Il video che non avrei mai voluto fare, sono veramente disperato”. Inizia così
il video condiviso su Instagram dello YouTuber Andrea Galeazzi che ha denunciato
di non essere più proprietario del suo account sulla popolare piattaforma.
“Mi hanno clonato la mail, sono entrati nel mio Google – ha affermato -.
Sostanzialmente è colpa mia, poi vi racconterò come, ma chi se ne frega. Se vi
arrivano mail (questo è per tutti i brand, i PR, agenzie stampa, amici, parenti)
non sono io, non ho più accesso la mia mail, non so cosa esce e cosa entra, non
ho accesso a YouTube, i social ancora, adesso siccome di cambiare email ai
social”.
“Ma voglio fare questo Reel prima che succeda, – ha spiegato – quello che spero
che non succeda, ho segnalato tutto a Google, stanno già bloccando i miei
account (…) era solo per avvisarvi, anche se vedete i video strani, non vedete i
video su YouTube, non sono io. Mi hanno rubato l’account Google, quindi da lì il
disastro cerco di capire, di vedere, però era solo un avviso per dirvi che non
sono io se avrei una cosa strana, vedete cose strane”.
“La porta d’ingresso è stato un ‘phishing’ fatto molto bene. – ha poi dichiarato
a Corriere LOGIN – Mi è arrivata una mail da un brand con cui avevo collaborato,
c’era scritto che volevano mandarmi prodotti da provare. Ne ricevo almeno dieci
al mese di mail di questo tipo, finte, ma questa era fatta veramente bene,
sembrava tutto legittimo (…) Quando ho schiacciato ‘sì’ per verificare il canale
YouTube mi è venuto un flash: “Ma che stai facendo? Ma hai dato accesso al tuo
account?”, mi sono detto. Vado per cambiare la password… Tempo 15 secondi,
avevano già cambiato tutto: password, numero di recupero, tutto. E da lì il
dramma”.
“Sul mio canale hanno iniziato ad aprire una live di criptovalute, hanno
cambiato il nome, la skin, tutto.- ha continuato – E siccome ho tutti gli
account sotto una mail – workspace, altri canali come TechDrive – hanno preso
possesso di tutto. Nel frattempo ho bloccato tutti i conti, cambiato la mail
ovunque, tenuto al sicuro i social. Ognuno ha un suo punto debole (…) Ecco cosa
succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore della mamma ti rubano
pure il canale”.
L'articolo “Ecco cosa succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore
della mamma ti rubano pure il canale. Hanno sfruttato un mio punto debole”: la
denuncia dello YouTuber Andrea Galeazzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ogni venerdì alle 18, sul canale YouTube del Fatto Quotidiano, Daniela Ranieri
conduce “Cambiare Musica“, una rassegna stampa ragionata e fuori dal coro che
analizza i fatti della settimana fuori dai binari del conformismo. Il titolo è
già un programma (oltre che un omaggio a Fortebraccio, mitico elzevirista de
L’Unità): smettere di assecondare lo spartito scritto dai grandi centri di
potere e dai giornali padronali per provare a decifrare la realtà senza filtri.
Senza riverenze, con un linguaggio articolato ma chiaro che è un atto di
resistenza e che i lettori del Fatto conoscono, Daniela Ranieri mette a nudo le
contraddizioni di una classe politica opinabile e di un sistema mediatico spesso
proni al “dogma dell’infallibilità” del potente di turno. Dall’analisi della
comunicazione politica e della stampa mainstream, allo svelamento dei legami tra
le “narrazioni dominanti” e le manovre finanziarie che si celano dietro le
grandi acquisizioni industriali, la rassegna diventa un esercizio di igiene
mentale e critica sociale.
Non una semplice lettura dei titoli dei giornali, ma un approfondimento che
punta l’indice contro il “fremito di devozione” e l’estetica bellicista di molta
stampa nostrana. In un’epoca segnata da narrazioni standardizzate e fake news
d’autore, l’appuntamento del venerdì è un invito a riaccendere il pensiero
critico e a guardare dietro le quinte del potere.
L'articolo Si cambia musica con la rassegna stampa ragionata e fuori dal coro di
Daniela Ranieri. Un appuntamento settimanale per riaccendere il pensiero critico
proviene da Il Fatto Quotidiano.