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Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni”
“Siamo decisamente soddisfatti” che la Procura di Milano abbia “aperto una indagine nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per il reato di ricettazione, e per concorso in diffamazione. Chiederemo identico intervento contro Youtube, Meta e Tik tok“. A manifestare questa soddisfazione sono gli avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia. L’ex conduttore Mediaset (si è autosospeso) è al centro di un’indagine su un presunto sistema illecito denunciato da Fabrizio Corona. Intanto però i suoi avvocati hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un’ordinanza che esortava Corona a rimuovere i video passati e a non pubblicarne più altri dello stesso tenore sul loro assistito. La puntata di Falsissimo, il format dell’ex re dei paparazzi, del 26 gennaio è però andata in onda e, secondo Aiello e Missaglia, questo è accaduto perché si “è preferito tenere tutto in rete”. “Non è possibile, neanche per i colossi del web, limitare l’accesso alle tutele o alle azioni giudiziarie di fronte ad azioni illecite di tale gravità. Questi operatori macinano ricavi superiori al nostro Pil – si legge ancora nella nota dei due legali – e pretenderebbero attraverso strutture societarie complesse e l’imposizione all’utente di forme rigorose di segnalazione delle pubblicazioni illecite, di rendere difficoltoso se non inaccessibili ogni legittima richieste di verifica e rimozione di notizie false o documenti acquisiti illecitamente. Ogni tentativo di corrispondenza con questi signori assume toni dilatori e pilateschi, spesso si rinvia a procedure o interlocutori di comodo. E intanto il danno come i ricavi aumentano giorno dopo giorno”. Secondo Aiello e Missaglia il web e le piattaforme citate, come dimostrano i numeri di visualizzazioni di ‘Falsissimo‘, sono “uno strumento a disposizione dei malintenzionati, letale, criminogeno, che si vuole ad ogni costo deresponsabilizzato. Anche dopo precise e documentate richieste di rimozione e oscuramento”. L'articolo Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Arrestato in Finlandia uno degli aggressori di Cicalone: l’uomo sarà estradato in Italia. Aveva commesso altri crimini nel Paese scandinavo
In Finlandia è stato arrestato uno degli uomini che lo scorso 12 novembre, insieme ad altre 9 persone, ha aggredito Simone Ruzzi, in arte Cicalone. Il pestaggio – denunciato dallo youtuber con una foto su Instagram – è avvenuto nella stazione della Metro A Ottaviano, a Roma. Come riporta Il Messaggero, le autorità finlandesi hanno fermato Marian Florin Batu, un cittadino romeno 32enne. Sull’uomo pendeva un mandato d’arresto europeo e un decreto di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma. Per Batu scatterà l’estradizione in Italia. L’aggressore di Cicalone era già noto alla polizia finlandese per alcuni crimini commessi nel paese scandinavo. L’uomo era in fuga da circa 2 mesi. Sono state emesse ordinanze di custodia cautelare anche per altre tre presone, ritenute responsabili del pestaggio di Cicalone. L’aggressione è avvenuta durante una ronda dello youtuber, impegnato nella lotta contro i borseggiatori della metropolitana romana. Tra le persone coinvolte nell’aggressione c’è anche una guardia giurata di Atac, intervenuta per aiutare Cicalone e colpita con un pugno alla testa. “INFAMI VERI” Cicalone ha mostrato i segni dell’aggressione con un video sui social. L’uomo ha scritto: “Infami veri, da dietro in 10”. Lo youtuber ha raccontato la dinamica del pestaggio: “Mi hanno colpito in maniera infame alla testa mentre ero al tappeto. All’inizio erano in quattro, poi ne sono arrivati altri cinque che controllavano che nessuno intervenisse”. Ha aggiunto di non aver reagito al pugno per non passare dalla parte del torto: “Il colpo che ho ricevuto era un colpo da ko, lo ho incassato e ho deciso di non rispondere per non passare dalla parte del torto”. Ruzzi ha proseguito definendo i suoi aggressori come “gente che non vale niente”. E infine, Cicalone ha lanciato un messaggio all’uomo che gli ha sferrato il pugno: “Con tutta la forza che c’hai messo, e pesi cento chili, io sono ancora intero. Ma se c’era una persona normale”. L'articolo Arrestato in Finlandia uno degli aggressori di Cicalone: l’uomo sarà estradato in Italia. Aveva commesso altri crimini nel Paese scandinavo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ecco cosa succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore della mamma ti rubano pure il canale. Hanno sfruttato un mio punto debole”: la denuncia dello YouTuber Andrea Galeazzi
“Il video che non avrei mai voluto fare, sono veramente disperato”. Inizia così il video condiviso su Instagram dello YouTuber Andrea Galeazzi che ha denunciato di non essere più proprietario del suo account sulla popolare piattaforma. “Mi hanno clonato la mail, sono entrati nel mio Google – ha affermato -. Sostanzialmente è colpa mia, poi vi racconterò come, ma chi se ne frega. Se vi arrivano mail (questo è per tutti i brand, i PR, agenzie stampa, amici, parenti) non sono io, non ho più accesso la mia mail, non so cosa esce e cosa entra, non ho accesso a YouTube, i social ancora, adesso siccome di cambiare email ai social”. “Ma voglio fare questo Reel prima che succeda, – ha spiegato – quello che spero che non succeda, ho segnalato tutto a Google, stanno già bloccando i miei account (…) era solo per avvisarvi, anche se vedete i video strani, non vedete i video su YouTube, non sono io. Mi hanno rubato l’account Google, quindi da lì il disastro cerco di capire, di vedere, però era solo un avviso per dirvi che non sono io se avrei una cosa strana, vedete cose strane”. “La porta d’ingresso è stato un ‘phishing’ fatto molto bene. – ha poi dichiarato a Corriere LOGIN – Mi è arrivata una mail da un brand con cui avevo collaborato, c’era scritto che volevano mandarmi prodotti da provare. Ne ricevo almeno dieci al mese di mail di questo tipo, finte, ma questa era fatta veramente bene, sembrava tutto legittimo (…) Quando ho schiacciato ‘sì’ per verificare il canale YouTube mi è venuto un flash: “Ma che stai facendo? Ma hai dato accesso al tuo account?”, mi sono detto. Vado per cambiare la password… Tempo 15 secondi, avevano già cambiato tutto: password, numero di recupero, tutto. E da lì il dramma”. “Sul mio canale hanno iniziato ad aprire una live di criptovalute, hanno cambiato il nome, la skin, tutto.- ha continuato – E siccome ho tutti gli account sotto una mail – workspace, altri canali come TechDrive – hanno preso possesso di tutto. Nel frattempo ho bloccato tutti i conti, cambiato la mail ovunque, tenuto al sicuro i social. Ognuno ha un suo punto debole (…) Ecco cosa succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore della mamma ti rubano pure il canale”. L'articolo “Ecco cosa succede a scherzare sui chatbot cinesi, oltre all’amore della mamma ti rubano pure il canale. Hanno sfruttato un mio punto debole”: la denuncia dello YouTuber Andrea Galeazzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Si cambia musica con la rassegna stampa ragionata e fuori dal coro di Daniela Ranieri. Un appuntamento settimanale per riaccendere il pensiero critico
Ogni venerdì alle 18, sul canale YouTube del Fatto Quotidiano, Daniela Ranieri conduce “Cambiare Musica“, una rassegna stampa ragionata e fuori dal coro che analizza i fatti della settimana fuori dai binari del conformismo. Il titolo è già un programma (oltre che un omaggio a Fortebraccio, mitico elzevirista de L’Unità): smettere di assecondare lo spartito scritto dai grandi centri di potere e dai giornali padronali per provare a decifrare la realtà senza filtri. Senza riverenze, con un linguaggio articolato ma chiaro che è un atto di resistenza e che i lettori del Fatto conoscono, Daniela Ranieri mette a nudo le contraddizioni di una classe politica opinabile e di un sistema mediatico spesso proni al “dogma dell’infallibilità” del potente di turno. Dall’analisi della comunicazione politica e della stampa mainstream, allo svelamento dei legami tra le “narrazioni dominanti” e le manovre finanziarie che si celano dietro le grandi acquisizioni industriali, la rassegna diventa un esercizio di igiene mentale e critica sociale. Non una semplice lettura dei titoli dei giornali, ma un approfondimento che punta l’indice contro il “fremito di devozione” e l’estetica bellicista di molta stampa nostrana. In un’epoca segnata da narrazioni standardizzate e fake news d’autore, l’appuntamento del venerdì è un invito a riaccendere il pensiero critico e a guardare dietro le quinte del potere. L'articolo Si cambia musica con la rassegna stampa ragionata e fuori dal coro di Daniela Ranieri. Un appuntamento settimanale per riaccendere il pensiero critico proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Svelato il mistero della Coca-Cola? Lo youtuber Zach Armstrong ne è certo: “Ecco qual è la miscela segreta”
Ci sono voluti ben 140 anni, ma probabilmente la famosissima ricetta segreta della Coca-Cola è stata svelata da uno youtuber, Zach Armstrong sul suo canale ufficiale. “La formula segreta della Coca Cola è uno dei segreti meglio custoditi della storia recente… – ha commentato Armstrong – E io odio i segreti. Quindi, naturalmente, l’ho decifrata con l’aiuto della spettrometria di massa e ho creato una replica chimicamente identica!”. Nel video si vedono esattamente le formule chimiche e i tentativi dello youtuber ottenere la miscela principale che rende unico il gusto della bevanda popolare in tutto il mondo. La casa di produzione custodisce gelosamente da anni il composto, ma stavolta sembra che uno squarcio si sia aperto. Dunque la miscela “magica” sarebbe composta da limone, lime, un po’ d’arancia, olio di tea tree per collegarlo al gusto delle foglie di coca, cannella cassia, noce moscata, coriandolo e fenchol. A tutto questo via aggiunta anche una soluzione acquosa di aceto, glicerina, caffeina, acido fosforico, vaniglia, colorante caramello e tannini del vino. Il risultato? Poi il test effettuato da Armstrong stesso sulle “cavie” (assolutamente ignare) che hanno assaggiato la miscela e non hanno trovato assolutamente differenze rispetto alla bevanda originale. Basta per gridare alla vittoria? L’azienda madre, tace. Per ora. COME E QUANDO È NATA COCA-COLA La Coca-Cola è nata ad Atlanta l’8 maggio 1886. È stato il farmacista John Stith Pemberton a ideare la bevanda ma con l’intenzione di farne un rimedio curativo. Inizialmente era considerata un tonico medicinale per contrastare la stanchezza, il mal di testa e i disturbi nervosi. Ma inizialmente Pemberton ha cercato di sviluppare un’alternativa alla morfina, da cui era diventato dipendente a seguito delle ferite subite durante la Guerra Civile americana. L’unica cosa che si sa è che la prima versione era una miscela di estratti di foglie di coca e noci di cola con sciroppo di zucchero e acqua gassata. In Italia la Coca-Cola ha debuttato nel 1919, la produzione nel nostro Paese è iniziata nel 1927. L'articolo Svelato il mistero della Coca-Cola? Lo youtuber Zach Armstrong ne è certo: “Ecco qual è la miscela segreta” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il vino con la Sprite? Ti fa effetto subito ed è piacevole, soprattutto quando fa caldo”: la battuta di Lionel Messi fa guadagnare 8 miliardi di dollari in un giorno a Coca Cola
Una battuta di Lionel Messi ha fatto impennare le quote di Coca-Cola in borsa. Lo scorso 6 gennaio, il calciatore argentino ha rivelato al canale Youtube Luzu di diluire il vino con la Sprite. “Così ti fa effetto subito ed è piacevole, soprattutto quando fa caldo”, ha dichiarato tra le risate degli intervistatori. La frase è diventata virale e ha fatto registrare un aumento delle quote di Coca-Cola in borsa pari al 2.6%. L’azienda statunitense, che ha acquistato la maggioranza delle quote di Sprite, ha guadagnato circa 8 miliardi di dollari grazie alla battuta del campione dell’Inter Miami. Sprite ha sfruttato l’occasione per intervenire sui social. “Il migliore al mondo si rinfresca come preferisce” ha dichiarato il marchio di bibite utilizzando l’immagine di una capra, in inglese “goat”, anagramma di “Greatest Of All Time” (Il migliore di tutti i tempi), riferito calcisticamente a Messi. Il giocatore ha da poco lanciato ufficialmente la sua linea di vino, la Lionel Goat 10 Collection. Il progetto è stato curato da Mm Winemaker Sa, un’azienda con sede a Ginevra, in Svizzera. I prodotti della linea del calciatore provengono da vigneti italiani di prestigio, tra cui il Primitivo pugliese e lo Syrah siciliano. IL MIX DI VINO E SPRITE FA EFFETTO SUBITO? COSA DICE LA SCIENZA Lionel Messi ha dichiarato al canale Youtube Luzu che il vino allungato con la bibita al limone fa effetto subito. Suggestione o verità? Secondo la scienza, il calciatore ha ragione. Il meccanismo è innescato dall’anidride carbonica. Le bollicine della Sprite aumentano la pressione nello stomaco e accelerano il passaggio dell’alcol verso l’intestino tenute, dove viene assorbito più velocemente rispetto a un bicchiere di vino “puro”. Il mix non fa comunque ubriacare di più, ma l’effetto risulta più intenso in un minor lasso di tempo. > @tycsports???????? “VINO Y SPRITE PARA QUE PEGUE RÁPIDO” Leo Messi y lo que le > gusta tomar cuando tiene el permitido. ????️ Luzu TV♬ sonido original – TyC > Sports > View this post on Instagram > > > > > A post shared by INVESTUPMEDIA (@investupmedia) L'articolo “Il vino con la Sprite? Ti fa effetto subito ed è piacevole, soprattutto quando fa caldo”: la battuta di Lionel Messi fa guadagnare 8 miliardi di dollari in un giorno a Coca Cola proviene da Il Fatto Quotidiano.
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YouTube batte Netflix e Amazon: trasmetterà gli Oscar dal 2029. Ecco perché la diretta potrà durare all’infinito
La cerimonia degli Oscar andrà in onda su Youtube e verrà trasmessa gratuitamente in tutto il mondo. L’intero pacchetto, dal red carpet ai contenuti dietro le quinte, passando dalle immagini dello storico Ballo del Governatore, saranno disponibili in diretta gratuita sul canale social dal 2029. Come riporta Variety durante gli Oscar trasmessi su Youtube continueranno ad esserci spot pubblicitari. Chi ha siglato lo storico e a suo modo rivoluzionario accordo parla di necessaria maggiore “accessibilità verso il crescente pubblico globale dell’Academy” proprio grazie alle funzionalità tipiche di Youtube come i sottotitoli e le tracce audio in più lingue. Bill Kramer, CEO dell’Academy e Lynette Howell Taylor, presidente dell’Academy, parlano di “partnership globale con Youtube che diventerà la futura sede degli Oscar e della nostra programmazione annuale”. Come scrive sempre Variety, durante i primi mesi del 2025 l’Academy ha insistentemente cercato un nuovo accordo di licenza per trasmettere i propri contenuti e tra i pretendenti si erano fatti avanti nientemeno che Netflix (al centro della querelle sull’acquisizione di Warner) e NBCUniversal. Secondo diverse fonti del settore Youtube ha sborsato una cifra a nove zeri per avere gli Oscar in esclusiva dal 2029, superando le altre offerte ferme ad otto zeri. La vittoria di Youtube pare abbia creato diversi malumori nel settore. A partire dalla Disney/ABC con la quale è in essere l’accordo di trasmissione fino al 2028. Mentre di fronte all’evidente mancanza per Youtube di una “infrastruttura di produzione”, ovvero un know-how composto sia da attrezzature, tecnici, figure professionali che lavorano esclusivamente per mettere insieme uno show, ha infastidito diversi provider streaming come Netflix e Amazon che hanno già sviluppato questo ramo aziendale. Youtube dovrà quindi iniziare a costruire da qui al 2029 il settore di produzione per gli show, un po’ come fece la Fox quando nel 1994 si aggiudicò i diritti della NFL senza avere alcuna infrastruttura interna per produrre eventi live di sport. Per questo l’ipotesi di diversi addetti ai lavori è anche che l’Academy voglia gestire l’intera produzione degli Oscar senza avere un partner commerciale troppo invadente. Tutti sanno, del resto, che tra Academy e Disney/ABC le acque erano piuttosto agitate da tempo. I disaccordi sulla durata dello show, su chi dovesse presentare la serata e consegnare i premi sono diventati da tempo di dominio pubblico, anche se Disney/ABC ha fatto buon viso a cattivo gioco rilasciando nelle scorse ore parole al miele per l’Academy e il suo futuro in attesa del grande evento del centenario degli Oscar da organizzare insieme nel 2028. Da quando entrerà in funzione Youtube, uno streaming senza limiti di tempo, gli Oscar potranno quindi durare paradossalmente all’infinito e l’Academy avrà carta bianca su come comporre la trasmissione. A fronte comunque di un calo evidente degli spettatori della diretta degli Oscar negli ultimi anni sorgono parecchi dubbi anche su come si potranno conteggiare gli spettatori su Youtube dato che sarà impossibile applicare gli stessi strumenti e parametri sullo streaming del web. Giusto per ricordare qualche numero: l’ultima diretta degli Oscar ha raccolto 18,1 milioni di spettatori mentre gli Oscar più visti di sempre sono stati quelli del 1998 con il trionfo di Titanic che ha fatto registrare il picco di 57 milioni di spettatori. Su Variety ci si chiede infine cosa vorrà dire un film da Oscar anche solo tra cinque anni: “Come verranno distribuiti e fruiti i film nel prossimo decennio? Warner si è sforzata di rimanere nella distribuzione dei film in sala e il destino le è stato avverso. Il dibattito in corso sulle finestre di proiezione per partecipare ai premi ci interroga su cosa significherà un “film da Oscar” quando Youtube si impadronirà del premio”. L'articolo YouTube batte Netflix e Amazon: trasmetterà gli Oscar dal 2029. Ecco perché la diretta potrà durare all’infinito proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Oscar 2026
“Sono stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. I brand e le persone mi hanno abbandonato. Vi ho odiati”: lo streamer St3pny si sfoga su YouTube
St3pny è stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. La notizia arriva direttamente dallo youtuber che ha raccontato la storia con un video sulla piattaforma: “Non sapete quante volte in questi anni ho sperato di registrare questo contenuto”. Stefano Lepri, il nome dello streamer all’anagrafe, ha parlato delle difficoltà vissute dal 2021, quando in tribunale fu condannato a 8 mesi di reclusione per non aver dichiarato allo Stato 75 mila euro di Iva. “Ieri era l’ultima data disponibile, poi il caso sarebbe caduto in prescrizione e avrei lottato alla ricerca della verità invano”, ha detto il ragazzo, in passato uno degli streamer con più visualizzazioni su YouTube. “VI HO ODIATI” St3pny si è sfogato, raccontando brevemente l’inizio della vicenda: “La notizia è arrivata dai giornali prima che la ricevessi io, è stata disgustosa”. Il 31enne ha detto di essere stato “distrutto” e ha svelato che “i brand e le persone mi hanno abbandonato“. Una storia non semplice, appesantita dalle battute delle persone sul web. Stefano Lepri, senza filtri, ha messo in chiaro che non perdonerà chi lo ha denigrato: “Voi che avete fatto i meme a riguardo, vi ho odiati. Mi avete portato al minimo della sopportazione umana. Non sono Dio, non vi perdono”. La vicenda si è conclusa con un lieto fine: “Ieri c’è stato il processo e mi hanno assolto. Sono ufficialmente innocente. Quando mi ha chiamato l’avvocato sono rinato” ha dichiarato St3pny ai suoi followers. L'articolo “Sono stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. I brand e le persone mi hanno abbandonato. Vi ho odiati”: lo streamer St3pny si sfoga su YouTube proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Evasione Fiscale
Mattia Faraoni dall’eredità di Petrosyan alla laurea, fino al rapporto con Cicalone: “Basta con i cliché sui fighters, servono persone pulite e oneste”
Il campione del mondo di kickboxing, Mattia Faraoni, si prepara a difendere il titolo ISKA a Ostia contro il giapponese Akira Jr. Unemura. Un incontro cruciale che, in caso di vittoria, potrebbe spalancare al fighter romano le porte della fase finale del prestigioso torneo K1 in Giappone. A Faraoni, noto al grande pubblico anche per il successo sui social e le collaborazioni con Cicalone su YouTube, spetta il difficile compito di dare continuità a questo sport a pochi giorni dall’addio alle scene di Giorgio Petrosyan, il più grande di tutti, avvenuto a Milano. Ora tocca a lei, Faraoni. Come vive questa eredità? Ha smesso un dio della kickboxing. Un ‘GOAT’ e anche di più. La kickboxing, comunque, continua a far parlare di sé: i palazzetti sono pieni e le TV trasmettono i match. Certo, un altro Petrosyan sarà difficile da trovare nel mondo, anche se di bravi atleti, pure in Italia, ce ne sono. Come arriva a questo match al Pala Pellicone di Ostia? Ci arrivo dopo un percorso costruito piano piano. Questo match con il giapponese è determinante per il mio futuro, per tornare a combattere in Giappone e disputare uno dei tornei più prestigiosi. Sono concentrato e determinato al massimo. Lei è laureato in Tecnica di Radiologia Medica, suo fratello minore Francesco (pugile a un passo dal titolo italiano) in Statistica. Siete la dimostrazione che i fighters non sono i ‘brutti, sporchi e cattivi’ di certi cliché? Basta con questi cliché! Io e mio fratello andiamo nelle scuole a parlare di bullismo con i ragazzi. I luoghi comuni sui fighters stanno pian piano scomparendo, ma la cultura non cambia in un solo giorno. Siamo comunque sulla strada giusta. Servono persone pulite e oneste. Basta anche con il cliché dell’esaltato che deve redimersi: lo sport va fatto quando hai un obiettivo e il fuoco dentro, un desiderio profondo e dei progetti, proprio come nella vita. Lei è stato anche campione italiano dei massimi leggeri nella boxe. Tornerà mai nella ‘noble art’? Mai dire mai, ho una doppia identità. Ma ora sono concentrato nella kickboxing, dove sono più forte, competitivo e con contratti importanti. Mi ha fatto sentire in ‘Serie A’. E suo fratello Francesco? Mio fratello è un talento sia tecnicamente che psicologicamente; non gli pongo limiti. Ha mai provato paura quando ha prodotto per YouTube la serie “Quartieri Criminali” con Simone Cicalone? Paura no, anche se alcuni contesti erano borderline. È stato bello incontrare ragazzi come noi, di periferia, che vivono in situazioni difficili. Nelle Vele di Scampia, per esempio, abbiamo trovato persone accoglienti e affettuose, impossibile rifiutarsi di prendere un caffè. Abbiamo testimoniato che il bello c’è ovunque, solo che un contesto diverso può portare le persone ad agire in maniera illegale. Un ragazzo che vive in un buco con altre quattro persone, scale pericolanti e magari senza vetri alle finestre cresce con un concetto di bene e male diverso. Non crede che Cicalone si sia spinto troppo oltre e che la gestione delle questioni di sicurezza debba restare di esclusiva competenza delle Forze dell’Ordine e non di un content creator? Conosco Cicalone da tantissimi anni. È stato uno dei primi divulgatori a Roma e non solo della boxe e degli sport da contatto, con la sua ‘Scuola di Botte’ dove spiegava il pugilato in modo tecnico, ma anche irriverente. Successivamente, si è specializzato su temi ‘caldi’ della periferia romana, portando all’attenzione di tutti questioni come il degrado e la microcriminalità, aspetti che, ci tengo a sottolinearlo, affliggono purtroppo qualsiasi grande area metropolitana moderna, sia in Italia che all’estero. Il pubblico romano lo segue e lo apprezza. Ho visto di recente che c’è stato un sit-in con centinaia di romani che gli hanno dimostrato vicinanza per quanto ha subito nei giorni scorsi. Detto questo, è chiaro e indiscutibile che gli aspetti di pubblica sicurezza spettano esclusivamente alle Forze dell’Ordine. Su questo non c’è neppure da discutere. Tuttavia, è importante ricordare che anche le Forze dell’Ordine raccolgono segnalazioni di atti criminali da comuni cittadini. Ho notato che Cicalone lo fa sempre, collaborando (come nell’ultimo caso di cronaca con la Polmetro di Ottaviano). Il suo essere uno youtuber di inchiesta non sempre valorizza adeguatamente questo suo impegno civile e la sua collaborazione con le Forze dell’Ordine. L'articolo Mattia Faraoni dall’eredità di Petrosyan alla laurea, fino al rapporto con Cicalone: “Basta con i cliché sui fighters, servono persone pulite e oneste” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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