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Incidente sugli sci in val Pusteria: bimbo di 10 anni in terapia intensiva all’ospedale di Bolzano
Un grave incidente si è verificato nella tarda mattinata del 2 febbraio sulle piste da sci del Monte Elmo, in val Pusteria. Secondo una prima ricostruzione , un bambino polacco di 10 anni è rimasto seriamente ferito dopo uno scontro con un altro sciatore. Quest’ultimo non avrebbe riportato conseguenze rilevanti. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento. L’incidente è avvenuto intorno alle 11:30 nella località situata tra l’Alto Adige e il Tirolo Orientale. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivati i carabinieri di San Candido in servizio sull’impianto, insieme ai sanitari della Croce Bianca. Vista la gravità delle condizioni del minore, è stato attivato anche l’elicottero di soccorso Pelikan 2. Dopo le prime cure prestate direttamente sulla neve, il piccolo è stato infatti elitrasportato all’ospedale di Bolzano, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva. L'articolo Incidente sugli sci in val Pusteria: bimbo di 10 anni in terapia intensiva all’ospedale di Bolzano proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Atti troppo complessi” incidente probatorio rinviato a maggio per l’inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi
È stato rinviato al 18 maggio 2026 l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi, la giovane sciatrice della Nazionale juniores deceduta il 28 ottobre 2024, il giorno dopo una caduta durante un allenamento in Val Senales, in Alto Adige. Un rinvio, secondo quanto riporta l’Ansa, per la particolare complessità del caso. La Procura di Bolzano aveva inizialmente aperto un fascicolo per “atti non costituenti notizia di reato”, archiviato 24 ore dopo. L’indagine è stata successivamente riaperta a seguito della memoria depositata dai familiari, accompagnata da due consulenze: una medico-legale, che indica come causa del decesso l’impatto contro il margine rialzato della pista, e una tecnica sulle misure di sicurezza ritenute eventualmente carenti. Ad essere iscritti nel registro degli indagati sono due persone: il responsabile della sicurezza sulle piste e sugli impianti di risalita del comprensorio sciistico Alpin Arena Senales e l’allenatore e preparatore della pista di slalom gigante “Grawand G1” sulla quale Lorenzi si stava allenando. La notizia dell’iscrizione risale a ottobre 2025. L’incidente probatorio, strumento chiave per acquisire prove in contraddittorio tra le parti e i periti, servirà a chiarire con maggiore precisione le dinamiche dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità colpose. Due periti incaricati dal giudice dovranno verificare se il decesso sia da attribuire alla caduta iniziale o al successivo impatto contro il margine rialzato della pista, e se siano state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per prevenire l’incidente. La Procura ha inoltre acquisito l’intero fascicolo della Procura federale FISI, archiviato per l’assenza di condotte antisportive da parte di soggetti tesserati, confermando che non vi erano elementi di responsabilità disciplinare nel contesto federale. L'articolo “Atti troppo complessi” incidente probatorio rinviato a maggio per l’inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cade nella piscina comunale, bambino di 4 anni muore dopo giorni in ospedale
È morto ieri, 22 dicembre, il bambino di 4 anni che lunedì scorso era caduto nella piscina coperta di Curon, val Venosta, vicino Bolzano. Soccorso dal personale medico dopo il suo ritrovo, il piccolo era ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dov’è stato trasportato tramite l’elisoccorso del Pelikan 3. L’incidente era avvenuto il 15 dicembre nella piscina Curunes, inaugurata da poco, e le cause e la dinamica dell’annegamento sono ancora da chiarire. Su queste indagano i carabinieri, coordinati alla Procura di Bolzano. Il comune di Curon intanto esprime il suo cordoglio tramite il sindaco Franz Prieth, e si stringe assieme alla comunità cittadina alla famiglia della vittima. L'articolo Cade nella piscina comunale, bambino di 4 anni muore dopo giorni in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alla scoperta di Bolzano tra palazzi storici, caffè eleganti, negozi e atmosfere magiche: la nostra guida per un weekend last minute in città (e dintorni) durante le Feste
Ha un fascino unico. Bolzano è una città che conquista chiunque la visiti per la prima volta. Passeggiando per le vie del centro storico si scoprono negozi del più genuino artigianato locale, panetterie storiche, enoteche nascoste e caffè di quartiere, che trasmettono la vera anima di Bolzano. Soggiornare nel capoluogo altoatesino significa dunque insinuarsi in un affascinante patchwork di culture, diversi stili architettonici che impreziosiscono i palazzi e le abitazioni. Gironzolando per la città ci si rende conto di un’offerta culturale piuttosto rara che si intuisce nel susseguirsi di musei e castelli ma anche nella natura, da esplorare in modo sostenibile grazie a oltre 50 km di piste ciclabili, alla funivia del Renon che collega il capoluogo provinciale Bolzano con Soprabolzano. È stata battezzata la “Porta delle Dolomiti” e, per rendersene conto basta andare all’ombra del Duomo, nella centrale piazza Walther, e allungare lo sguardo verso est dove si apre lo spettacolo sul Catinaccio, un gruppo montuoso delle Dolomiti, patrimonio Unesco. Nel caso in cui si decida di trascorrere la propria vacanza a Bolzano in questo periodo di feste natalizie, fino al 6 gennaio 2026, in questa famosa piazza chiamata “il salotto buono” della città, tornano ad accendersi le luci e i cuori sull’evento più atteso dell’anno, il Christkindlmarkt, il tradizionale mercatino di Natale (il più antico d’Italia) che trasforma la metropoli in una favola d’inverno, dove vivere la magia dell’Avvento in un’atmosfera festosa e gioiosa. Traboccanti di artigianato artistico e specialità gastronomiche i 93 tradizionali chalet di legno che riempiono di colori e luci la piazza, e le 21 bancarelle in zona Parco dei Cappuccini con originali manufatti di artigianato artistico. ‹ › 1 / 2 1 MERCATINO_NATALE_BOLZANO_2023_FIORENTINO_HQ_83 ‹ › 2 / 2 2 CHRISTMAS MARKET, COURTESY DANIELE FIORENTINO L'articolo Alla scoperta di Bolzano tra palazzi storici, caffè eleganti, negozi e atmosfere magiche: la nostra guida per un weekend last minute in città (e dintorni) durante le Feste proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono il primo ma sono convinto di non essere l’unico”, prete denuncia abusi subiti in Alto Adige da parte di un superiore
Per la prima volta in Austria un sacerdote ha dichiarato pubblicamente di essere stato vittima di abusi in ambito ecclesiale. Il caso riguarda Anno Schulte-Herbrüggen, oggi 60enne, prete della Diocesi di Innsbruck, che ha denunciato fatti risalenti a 40 anni fa, quando aveva 19 anni e si trovava presso l’Ordine Teutonico a Lana (Bolzano), in Alto Adige, agli inizi del suo percorso verso il sacerdozio. In un’intervista all’emittente pubblica Orf, Schulte-Herbrüggen ha affermato di aver deciso di parlare “per dare coraggio agli altri”. Ha spiegato che l’abuso avvenne nella sua stanza e che il superiore agì “in modo mirato”. Dopo essere tornato a casa, confidò l’accaduto a un confratello, ma la risposta ricevuta lo colpì duramente: gli fu detto che la colpa era sua e che le inclinazioni omofile e pedofile dell’aggressore erano note. A seguito di questa reazione, il giovane decise di tacere. Un trauma che subiscono moltissime vittime di violenza sessuale; quello di non essere credute o addirittura di essere incolpate per l’abuso subito. La denuncia pubblica arriva oggi, a distanza di quattro decenni. “Sono il primo sacerdote in Austria ad osare questo passo, ma sono convinto di non essere l’unico”, ha dichiarato. La Diocesi di Innsbruck ha espresso al sacerdote “rispetto e riconoscimento” per il suo “passo coraggioso”, definendo la scelta di rendere pubblica la sua storia “un forte segno di apertura e responsabilità”. L’Ordine Teutonico, con un comunicato, ha riconosciuto “il grave abuso subito dalla vittima”, affermando di sostenere il percorso di elaborazione e invitando eventuali altre vittime o persone informate a segnalare casi sospetti alle autorità competenti. La segnalazione di Schulte-Herbrüggen era pervenuta all’Ordine nel 2022 tramite il Centro di ascolto della Diocesi di Bolzano-Bressanone che ha pubblicato il primo dossier in Italia sugli abusi da parte di prete pedofili. Da allora l’Ordine ha coperto i costi della terapia e mantenuto i contatti con il sacerdote. Secondo dati riportati da Orf, la Commissione Indipendente austriaca per la tutela delle vittime ha gestito dal 2010 a oggi 3.600 segnalazioni di presunti abusi in ambito ecclesiale nel Paese. L'articolo “Sono il primo ma sono convinto di non essere l’unico”, prete denuncia abusi subiti in Alto Adige da parte di un superiore proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiuso in un maso senza contatti e cure tradizionali”, indagati i familiari dell’avvocato Nikolaus Chizzali
Isolato in un maso a Castelrotto, Nikolaus Chizzali, 60 anni, avvocato di Bolzano e socio dello studio legale Brandstätter, è morto il 27 ottobre 2022. Chizzali avrebbe sofferto di una trombosi che, secondo le indagini, non sarebbe stata trattata con cure mediche tradizionali, ma esclusivamente con rimedi naturali e omeopatici, sotto la pressione dei familiari. Tra loro, anche un medico e un farmacista, che avrebbero esercitato su di lui un certo ascendente. A tre anni dalla sua morte, la Procura di Bolzano ha iscritto otto persone nel registro degli indagati. La pm Francesca Sassani contesta loro di aver esercitato su Chizzali “una pressione tale da generare uno stato di vessazione”, con condotte omissive e ripetute violenze psicologiche. Il reato ipotizzato è quello di maltrattamenti aggravati in famiglia. Gli inquirenti sottolineano come i familiari avessero anche un interesse legato alla gestione del patrimonio dell’avvocato. Il dramma dell’uomo comincia quando, per una sospetta trombosi, viene accompagnato da uno degli indagati all’ospedale di Bolzano. Convinto dai parenti a rinunciare alle cure tradizionali, Chizzali si trasferisce nel maso, dove viene curato solo con rimedi naturali e omeopatici. Secondo gli accertamenti, l’avvocato avrebbe trascorso gli ultimi tre mesi di vita sottoposto a costante pressione psicologica, senza possibilità di scelta. I familiari gli avrebbero sottratto il telefono, impedendogli di contattare la moglie, residente in Veneto, o altri conoscenti. Gestivano anche le questioni patrimoniali e si opponevano alle indicazioni dei medici durante i controlli di routine nel casolare. Le condizioni di Chizzali, non sottoposte ad adeguate cure, sarebbero precipitate fino a provocare complicazioni gravi: ictus, infarto renale e, infine, uno choc settico fatale. Con la chiusura delle indagini, la Procura dovrà ora decidere sul rinvio a giudizio degli otto indagati. I difensori hanno ancora pochi giorni per depositare documenti e chiedere audizioni a favore dei loro assistiti. L'articolo Chiuso in un maso senza contatti e cure tradizionali”, indagati i familiari dell’avvocato Nikolaus Chizzali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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