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Roma, la strage degli alberi nei cantieri della Metro C. Presentato un ricorso al Tar: “Aggirata la legge con la scusa dei trapianti”
Prima, gli abbattimenti dei grandi pini nell’area archeologica dei Fori imperiali. Ora, le capitozzature selvagge e la distruzione di platani e alberi storici nelle aree dei nuovi cantieri della metro C, in zone storiche come Castel Sant’Angelo e Corso Vittorio Emanuele, tra commercianti e residenti in lacrime e rivolte sui social network contro misure giudicate incomprensibili e violente. Lecci, platani, paulonie secolari e persino, in Viale Mazzini, gli alberi che lo stesso Comune aveva appena piantato. Secondo il Campidoglio, in molti casi si tratta di alberi che verranno “trapiantati” altrove, quindi non ci sarebbero abbattimenti. Per l’associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti (C.U.R.A.A), la più attiva a Roma nella denuncia sia degli abbattimenti che delle capitozzature illegittime, “nessun cantiere può autorizzare la distruzione di alberi, perché la legge prevede che l’amministrazione faccia di tutto per evitare tagli. Le metro e i tram si fanno in tutto il mondo e non è che ovunque si distruggono tutti gli alberi”. Così, martedì scorso, l’associazione ha depositato un ricorso d’urgenza al Tar per chiedere una sospensiva cautelare per vedere le carte di diversi provvedimenti, sconosciuti alla cittadinanza, che hanno coinvolto aree e alberature vincolate del Municipio 1 Centro Storico. Il ricorso contiene un’istanza cautelare urgente ex art. 56 c.p.a., con richiesta al Presidente del Tribunale di disporre la sospensione immediata degli abbattimenti nelle more della decisione e dell’acquisizione delle carte. “Per i Fori Imperiali l’unica perizia per ora condivisa dal Comune parla di 12 pini, perché allora ne sono stati abbattuti di più? Questo susseguirsi di scempi senza preavviso, senza tregua né trasparenza, ora anche nei cantieri della Metro C, senza rispetto delle norme vigenti allarma la cittadinanza. La nostra richiesta di sospensione è un estremo gesto d’amore per tutelare i diritti e i beni dei cittadini, quindi i pini e gli alberi di Roma”, dichiara la Presidente di C.U.R.A.A Jacopa Stinchelli. Che prosegue: “In tutta Roma scompaiono troppi pini e alberi storici, l’amministrazione comunale, a nostro avviso, non fornisce i numeri reali e in parte li sostituisce con altre specie. Non ci sembra un buon affare per Roma. È in atto un massacro ambientale con danni incalcolabili. Appaiono violate normative a tutela degli alberi nei cantieri e degli appalti, ora anche nel periodo delle nidificazioni”, continua Stinchelli. A tutto ciò si aggiunge un giallo ulteriore: gli alberi nel Centro Storico vengono capitozzati – tecnica vietata dalla legge e già solo per questo dovrebbe portare a sanzioni – parlando, in molti casi, di un loro presunto ‘trapianto’. Di che si tratta? Secondo l’associazione, non si si fa cenno da nessuna parte degli alberi aggrediti. “Non ci sono determine, provvedimenti, non abbiamo cioè una delibera da impugnare, sono alberi fantasma, avrebbero dovuto essere integrati in un documento che si chiama VIA, Valutazione di impatto ambientale. Invece non c’è neanche un avviso sul sito.” Perché è assente?”. La spiegazione per C.U.R.A.A potrebbe essere questa: “Non avendo i presupposti da malattia dell’albero, sono tutti alberi sani, non li abbattono, altrimenti sarebbero passibili di denuncia, ma sostengono di trapiantarli. Questi alberi mutilati non possono sopravvivere, ne abbiamo parlato con numerosi agronomi, al massimo diventare un moncone che fa dei cosiddetti ricacci. Io li chiamo gli alberi ‘Frankestein’. Per trapiantarli veramente, bisognerebbe fare in maniera opposta, spostare cioè l’intera zolla di terra senza toccare l’apparato radicale. Le immagini mostrano alberi buttati giù e basta. Inoltre, dove andranno? Chi controllerà il loro presunto futuro?”. Di nuovo, l’associazione ripete con forza un punto. “Nessun cantiere può giustificare la distruzione di piante, anche se i cittadini lo credono, o forse glielo si vuol far credere. La legge è chiara. Se per aggirare la legge ci si inventa il trucco dell’espianto e del trasporto, beh, oltre il danno abbiamo la beffa. Il Comune, questo chiediamo con il nostro esposto, ci deve spiegazioni chiare. A noi e a tutti i cittadini di Roma”, conclude Stinchelli. L'articolo Roma, la strage degli alberi nei cantieri della Metro C. Presentato un ricorso al Tar: “Aggirata la legge con la scusa dei trapianti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trasporti gratis a New York? No, bus e metro aumentano e i pendolari gridano al “tradimento” di Mamdani
“Ci ha promesso un viaggio sui mezzi gratis, ma tutto quello che abbiamo ottenuto è stata una tariffa più alta”. “Da oggi, le tariffe di autobus e metropolitana a New York saliranno a 3 dollari. Il bravo sindaco ha promesso che sarebbero stati gratuiti. Ingannati!”. I commenti delusi appartengono a quei cittadini di New York che si ritengono traditi dalle promesse del neo sindaco Zohran Mamdani. Lui stesso ha basato la sua campagna elettorale durante la corsa alla carica di primo cittadino della Grande Mela su due temi molto sentiti: mezzi di trasporto gratuiti e affitti calmierati. Mamdani è in carica solo da qualche giorno e l’aumento dei biglietti di bus e metro non è stata una sua decisione, ma della precedente amministrazione del sindaco Eric Adams. Tuttavia, dal 5 gennaio, quando sono entrate in vigore le nuove tariffe, la delusione è palpabile, anche se ci sono coloro che ricordano come la scelta non sia stata di Mamdani: “Lui è in carica da tre giorni, e l’aumento è stato deciso a settembre”, scrive un sostenitore. Il primo cittadino cerca di tenere il punto e per tutta risposta ha pubblicato un post sul suo profilo su X dove raccontava: “Ho trascorso la serata sull’unico autobus gratuito della città, il Q70, per scoprire cosa ha significato per i newyorkesi viaggiare gratis”. Ed ancora: “Ciò che è apparso subito chiaro è il sollievo che questa linea di autobus offre alla classe operaia newyorkese. Immaginate se ogni autobus trasmettesse questa sensazione”. Fatto è che l’aumento è a tappeto: oltre alla tariffa base dell’autobus, anche quella ridotta è salita da 1,45 a 1,50 dollari; il bus espresso adesso propone un biglietto passato da 7 a 7,25 dollari e quella ridotta da 3,50 a 3,60 dollari. Sono aumenti di pochi centesimi, ma per diversi utenti rappresentano il simbolo di una promessa non mantenuta. Il bilancio 2025 della MTA, approvato dal Consiglio di amministrazione nel dicembre 2024, prevedeva un aumento delle tariffe a marzo 2025, che è stato poi posticipato a gennaio 2026, come scritto sul sito dell’azienda dei trasporti “per allinearlo al lancio del sistema tap-and-go completo su metropolitane e autobus”. L’ultimo aumento delle tariffe risaliva al 2023, quando la tariffa base era passata da 2,75 a 2,90 dollari. Cosa significa tutto ciò nella vita quotidiana di un newyorkese lo ha calcolato la Cbs: prendere la metropolitana andata e ritorno cinque giorni alla settimana costa 5 dollari in più rispetto al 2015, per un totale di circa 260 dollari in più all’anno. L’aumento è di carattere generale anche negli abbonamenti mensili della Metro North e della Lirr: quest’ultimi costeranno dai 7 ai 21 dollari in più. Tornando agli aumenti della MTA, l’amministratore delegato dell’azienda, Janno Lieber, difende la scelta e alla Cbs dice: “Bisogna ricordare cosa sta realmente causando problemi di accessibilità economica a New York, e non sono i trasporti pubblici” ed ha ricordato come le tariffe siano fondamentali per garantire un servizio sicuro e affidabile. I newyorkesi – almeno buona parte di loro – non concorda. Dal canto suo, Mamdani non demorde e assicura che il suo prossimo passo sarà quello di trovare fonti di entrate alternative per finanziare MTA. Quali saranno questi fonti, non lo ha però precisato: per ora, gli abitanti della Grande Mela devono fare i conti con quella che ritengono una promessa mancata. L'articolo Trasporti gratis a New York? No, bus e metro aumentano e i pendolari gridano al “tradimento” di Mamdani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Aggredita da tre uomini e violentata alla fermata Jonio della metropolitana di Roma”
Un altro caso di violenza sessuale di gruppo a Roma. Una studentessa di 23 anni ha denunciato di essere stata abusata vicino alla fermata Jonio della metropolitana, sabato notte. L’allarme è scattato solo alcune ore dopo, quando la giovane è andata ospedale raccontando di essere stata afferrata da due uomini e poi aggredita sessualmente da un terzo. Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, che stanno passando al vaglio le telecamere della zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire la dinamica e verificare eventuali responsabilità. È invece di qualche settimana fa l’episodio avvenuto al parco di Tor Tre Teste. Qui una ragazza di 18 anni e il suo fidanzato di 24 erano appartati in auto la notte del 25 ottobre, in via del Pergolato, un’area isolata vicino al vecchio campo sportivo. All’improvviso, il finestrino è andato in frantumi: tre giovani, poco più che ventenni, hanno assaltato la coppia. Prima la rapina, poi l’aggressione. Il ragazzo è stato trascinato fuori dal veicolo e costretto ad assistere mentre la ragazza veniva violentata da uno degli aggressori. In questo caso sono stati eseguiti tre arresti. L'articolo “Aggredita da tre uomini e violentata alla fermata Jonio della metropolitana di Roma” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Metro regolari a Roma nonostante lo sciopero Atac, ma il 12 dicembre c’è quello generale
A Roma le metropolitane sono regolarmente aperte nel giorno dello sciopero Atac proclamato dal sindacato Sul. L’azienda, attraverso i propri canali informativi, fa sapere che il servizio procede senza interruzioni sulle linee A, B/B1, C e sulla ferrovia Termini-Centocelle, mentre si registrano e si attendono riduzioni sulle linee di superficie — bus, tram e filobus — che potrebbero protrarsi fino alle ore 17. L’agitazione della durata di 24 ore riguarda esclusivamente il personale Atac ed è stata indetta dal Sul per denunciare una serie di criticità interne: dai cambi turno individuali degli autisti ai problemi legati al disagio del pasto, fino alle presunte discriminazioni premiali tra i diversi settori aziendali. Nel documento sindacale si parla anche di valorizzazione delle professionalità, sicurezza nelle rimesse, applicazione della sentenza di Cassazione relativa alla IV area, e riorganizzazione del comparto biglietteria. UNA SETTIMANA DI SCIOPERI Lo stop di oggi è soltanto il primo appuntamento di una settimana complessa per la mobilità romana e per i servizi pubblici nazionali. Il 10 dicembre toccherà all’igiene ambientale. Lo sciopero nazionale di 24 ore, indetto da Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, rilancia la protesta del 17 ottobre e punta l’attenzione su salute e sicurezza, classificazione professionale, difesa del potere d’acquisto, tutele negli appalti e sostegno al diritto di sciopero. Venerdì 12 dicembre si arriverà infine allo sciopero generale proclamato dalla Cgil, a cui in diversi settori aderiranno altre sigle sindacali. La mobilitazione coinvolgerà pubblico e privato — anche appalti e servizi strumentali — per l’intera giornata. Nel settore ferroviario la protesta si terrà dalle 00:01 alle 21:00, mentre il personale Rfi dell’unità territoriale sud e nord Doit Verona incrocerà le braccia dalle 9:01 alle 17:00. Le motivazioni dello sciopero generale toccano temi economici e sociali: aumenti salariali e pensionistici, stop all’innalzamento dell’età pensionabile, opposizione al riarmo e investimenti in sanità e istruzione, lotta alla precarietà e riforma fiscale equa e progressiva. SERVIZI GARANTITI Per ciascuna delle giornate di mobilitazione saranno assicurati i servizi minimi e il rispetto delle fasce di garanzia previste dalle normative di settore. Nel frattempo, nella capitale i treni della metro continuano a circolare, mentre Roma si prepara ad affrontare una settimana di disagi annunciati. L'articolo Metro regolari a Roma nonostante lo sciopero Atac, ma il 12 dicembre c’è quello generale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Imbrattano treno M1 a Milano causando il blocco della metro. Fermati al capolinea dopo una fuga sui binari
Quattro giovanissimi writer sono stati denunciati nella tarda serata di sabato con l’accusa di aver imbrattato un treno della M1 generando un blocco della circolazione tra le stazioni Pagano e Bisceglie. I ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 17 anni e di nazionalità italiana, avrebbero messo a rischio la propria incolumità scappando nella galleria metropolitana. Il blocco della circolazione è durato un’ora e mezza, dalle 22.18 alle 22.40, creando inevitabili disagi ai passeggeri. Sui giovani (un 14enne, un 15enne, un 16enne e un 17enne) pende la denuncia per interruzione di pubblico servizio e deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Il fatto è accaduto alle 22.15 di sabato sera quando i minorenni sono entrati in azione nell’ultimo tratto che porta alla fermata Bisceglie, capolinea sud-ovest della metro rossa. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine avrebbero preso di mira un convoglio con bombolette di vernice e sarebbe stata fondamentale l’accortezza degli addetti della centrale Atm che avrebbero, dopo essersi accorti della dimostrazione, staccato la corrente elettrica per evitare incidenti fatali e chiamato la polizia. Compresa la situazione, i giovani sono scappati per la galleria metropolitana, sbucando nel capolinea. La sorpresa che li attendeva sulle banchine non era però l’uscita verso via Zurigo e la ricercata libertà bensì la squadra dagli agenti del commissariato di Lorenteggio guidata da Paolo Catenaro. E così gli artisti urbani sono stati fermati alle 22.43 e dopo gli accertamenti, in cui sono risultati tutti incensurati, sono stati riaffidati ai rispettivi genitori. Due di loro sarebbero residenti a Milano, mentre gli altri vivrebbero coi genitori nell’hinterland cittadino e in provincia di Monza. L'articolo Imbrattano treno M1 a Milano causando il blocco della metro. Fermati al capolinea dopo una fuga sui binari proviene da Il Fatto Quotidiano.
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