Cristiano Ronaldo non è fuggito in Spagna dopo l’attacco di Usa e Israele
all’Iran (e la conseguente guerra che ha coinvolto diversi Paesi del Medio
Oriente), ma si trova ancora a Riad, dove continua ad allenarsi con l’Al Nassr.
Dopo le voci che si sono diffuse ieri – martedì 3 marzo – sulla possibile fuga
del campione portoghese in Spagna, non è arrivata nessuna smentita ufficiale da
parte dell’Al Nassr, che ha però indirettamente lanciato un segnale pubblicando
delle foto di Cristiano Ronaldo in palestra mentre si allena in Arabia Saudita.
La questione era nata dopo che la stampa britannica aveva segnalato i movimenti
del suo jet privato tracciati dal portale Flightradar24. Stando ai dati inviati,
l’aereo personale del campione di calcio portoghese è decollato dall’Arabia
Saudita e ha raggiunto l’aeroporto di Madrid subito dopo l’inizio del conflitto
in Medio Oriente. Le prime indiscrezioni parlavano di una presenza di Cristiano
Ronaldo a bordo insieme alla famiglia, ma il campione portoghese è invece
rimasto in Arabia Saudita, anche se infortunato.
Ieri infatti è stato comunicato un infortunio al bicipite femorale diagnosticato
dopo la partita contro l’Al-Fayha e che lo terrà lontano dai campi per diverso
tempo. In tanti parlano già di stagione finita e Mondiale a rischio, visto che
non è stata comunicata né l’entità della lesione, né i tempi di recupero.
Intanto Ronaldo continua ad allenarsi in palestra per recuperare dal problema
fisico, come sottolineato sia nelle storie che tramite un post da parte dell’Al
Nassr.
Il portoghese è quindi rimasto a Riad nonostante l’escalation di violenza in
Medio Oriente e non è mai tornato a Madrid. La sua squadra tornerà adesso in
campo nel weekend, nel match contro il Neom come da calendario. Il campionato
non è infatti stato sospeso, al contrario della Serie B. Ronaldo potrebbe quindi
assistere dalla tribuna al match dei compagni in attesa di recuperare dal
problema fisico.
L'articolo L’Al-Nassr smentisce: Cristiano Ronaldo non è fuggito in Spagna. Ma
c’è il giallo infortunio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Cristiano Ronaldo
Dove si trova Cristiano Ronaldo? Il mistero cresce in queste ore, dopo che la
stampa britannica ha segnalato i movimenti del suo jet privato tracciati dal
portale Flightradar24. Stando ai dati inviati, l’aereo personale del campione di
calcio portoghese è decollato dall’Arabia Saudita e ha raggiunto l’aeroporto di
Madrid. Chi c’era a bordo? L’ipotesi è che Cristiano Ronaldo e la sua famiglia –
la moglie Georgina e i 5 figli – abbiano deciso di fuggire in Spagna dopo
l’attacco all’ambasciata statunitense a Riad, ultima escalation della guerra
scoppiata in Medio Oriente. Per ora, però, non ci sono conferme.
L’ultimo post sui social di Cristiano Ronaldo risale a due giorni fa:
“Continuiamo a crescere insieme! Vittoria importante!”. Il suo Al Nassr, club in
cui milita da tre stagioni, è in testa alla Saudi Pro League dopo la vittoria di
sabato contro l‘Al Fayha. Ha due punti di vantaggio sull’Al Ahli e tre sull’Al
Hilal di Simone Inzaghi. Nonostante le bombe, per ora il campionato va avanti:
giovedì sono in programma altre due partite, l’Al Nassr e Ronaldo sono attesi in
campo sabato 7 marzo contro il Neom SC. Ma il campione portoghese, 41 anni e
oltre 200 milioni di euro di stipendio annuo, potrebbe non essere più in Arabia.
Il jet privato di CR7, pagato 70 milioni di euro, può ospitare fino a 19
persone. Georgina Rodriguez lo aveva usato per venire a Milano durante la
settimana della moda. Su Flightradar24 (LX-GOL / SVW7B, Bombardier Global
Express) risulta atterrato a Madrid–Barajas alle ore 1.32. Il tracciato dice che
dopo il decollo ha sorvolato l’Egitto, poi ha seguito la rotta sopra il
Mediterraneo per raggiungere la capitale spagnola.
L'articolo Mistero sui movimenti di Cristiano Ronaldo: il suo jet privato è
partito dall’Arabia Saudita e atterrato a Madrid proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“I campioni si definiscono per i momenti in cui vincono e per quelli in cui si
rifiutano di arrendersi”. Talento riconosce talento. Così Cristiano Ronaldo ha
esordito in un commento di incoraggiamento sotto un post di Lindsey Vonn,
campionessa di sci che due settimane fa a Milano–Cortina è caduta durante la
discesa libera (dove stava già gareggiando con il crociato rotto), procurandosi
una frattura della tibia.
A distanza di 15 giorni dall’infortunio, Lindsey Vonn ha raccontato di aver
rischiato di perdere la gamba prima di sottoporsi ai cinque interventi per
ridurre la frattura alla tibia. Lo ha fatto con un video sui social, in cui ha
raccontato tutti i dettagli di questi 15 giorni: “Ho rischiato l’amputazione
della gamba, ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano poi deciderò
se tornare in sala operatoria per togliere le placche e riparare il mio
crociato“. Dopo il messaggi, Lindsey Vonn ha ricevuto messaggi da parte di
diversi vip, che hanno commentato il suo post.
Tra questi c’è Cristiano Ronaldo, che ha commentato: “I campioni si definiscono
per i momenti in cui vincono e per quelli in cui si rifiutano di arrendersi.
Lindsey Vonn, le montagne che hai conquistato non sono mai state più grandi
della forza che porti dentro di te. Continua a combattere. Le leggende si
rialzano sempre”, ha scritto il campione portoghese. Vonn ha risposto al cinque
volte Pallone d’Oro: “Detto da te significa moltissimo“.
“Finalmente sono uscita. Dopo quasi due settimane trascorse in un letto quasi
completamente immobile, sto abbastanza bene per trasferirmi in albergo. Non
ancora a casa, ma è un passo enorme. Spero di aver spiegato abbastanza bene il
mio infortunio. Non sono un medico quindi se non spiego qualcosa perfettamente
per favore perdonatemi“, aveva scritto Vonn nel video in questione. Tra gli
altri, ha commentato anche Zlatan Ibrahimovic: “Arrendersi non è un’opzione”.
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L'articolo “Le leggende si rialzano sempre”, “Detto da te significa moltissimo”:
lo scambio tra Lindsey Vonn e Cristiano Ronaldo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cristiano Ronaldo non giocherà la prossima partita con l’Al Nassr, in programma
lunedì 2 febbraio contro l’Al–Riyadh per protestare contro il fondo Pif. Il
campione portoghese – che a maggio 2025 sembrava in procinto di lasciare il club
saudita – è deciso a saltare la 20esima giornata della Saudi League per un
motivo singolare: è insoddisfatto della gestione del club da parte del fondo Pif
(Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita). A riportarlo è il
quotidiano sportivo A Bola. Nessun problema fisico, nessun infortunio
particolare, ma Ronaldo sarebbe risentito dal trattamento riservato ai rivali
dell’Al Hilal di Simone Inzaghi, gestita dallo stesso fondo. In Arabia Saudita
infatti diversi club sono gestiti dal Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia
Saudita.
Il cinque volte Pallone d’oro è insoddisfatto dei mancati investimenti e del
disinteresse del fondo nei confronti dell’Al Nassr. Nel calciomercato invernale
infatti l’allenatore Jorge Jesus non ha ricevuto i rinforzi richiesti. A
conferma di ciò, l’unico calciatore ingaggiato in questa sessione invernale è
stato Haydeer Abdulkareem, centrocampista iracheno di 21 anni che ha pochissima
esperienza, viste le sole 40 presenze nel massimo campionato in Iraq. Unico
acquisto che sicuramente non ha lasciato soddisfatto Jorge Jesus e pare neanche
Cristiano Ronaldo. Una scelta singolare – non si vede tutti i giorni un
calciatore che rinuncia a scendere in campo per “protestare” contro la società –
ma che certifica l’importanza e l’influenza del campione portoghese nel contesto
Al Nassr, dove gioca da quattro stagioni (da gennaio 2023).
L'articolo Cristiano Ronaldo protesta contro il fondo Pif: non vuole più
scendere in campo. “Disinteresse verso l’Al-Nassr” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Cristiano Ronaldo ha vinto. Non è una novità, visto il talento e l’ossessione
del portoghese. Ma questa volta il successo arriva – o meglio si ripete –
nell’aula di un tribunale. Il giudice Gian Luca Robaldo del tribunale del lavoro
di Torino ha infatti emesso una sentenza che respinge l’appello presentato dalla
società Juventus per il caso riguardante il lodo stipendi risalente ai tempi del
Covid. E così, i 9,8 milioni – che con gli interessi diventano circa 11 – decisi
dall’arbitrato del 2024 rimarranno nelle pingui casse del campione di Madeira.
La Juventus dovrà provvedere anche al pagamento delle spese processuali, ma il
processo e la sentenza non avranno impatto diretto nei bilanci presenti e futuri
del club bianconero. Come riporta la Gazzetta dello Sport, infatti, la cifra in
questione era già stata versata e immagazzinata nel bilancio 2023-24.
Il caso degli stipendi della Juventus fu portato alla luce nell’inchiesta Prisma
– la stessa che portò alla famosa penalizzazione di 10 punti nel 2023 – e
riguarda una manovra compiuta dal club nella stagione 2020-21. All’interno della
stessa era emersa una carta, la “carta Ronaldo“, che presentava un accordo per
il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro lordi di stipendio. La cifra
riguardava il debito residuo dell’ingaggio del numero 7 ed era antecedente al
suo trasferimento in Inghilterra. Secondo gli inquirenti, questo debito non
sarebbe allora mai stato iscritto a bilancio e rientrerebbe nella presunta
rinuncia fittizia agli stipendi da parte di alcuni giocatori.
Nella carta si parlava di un premio integrativo da consegnare a Ronaldo entro il
31 luglio 2021. Era previsto anche un “incentivo all’esodo” da liquidare qualora
un trasferimento – poi avvenuto a fine agosto, al Manchester United – avesse
impedito il verificarsi delle condizioni. Il documento fu trovato nel marzo del
2022 in una perquisizione nello studio legale dell’avvocato Restano, compiuta
dai procuratori e dalla GdF. Nella Carta vi era la firma dell’ex Cfo del club
torinese Fabio Paratici (dal prossimo 4 febbraio nuovo direttore generale della
Fiorentina) ma non quella del calciatore. Nonostante alcune chat intercettate di
alcuni dirigenti della Juventus che confermavano la firma del calciatore, la
sigla non è mai stata riscontrata e per questo motivo la questione era stata
affrontata tramite arbitrariato. Gli arbitri Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e
Leandro Cantamessa stabilirono nell’aprile del 2024 il pagamento di 9.774.166,66
euro più interessi, riconoscendo un concorso di colpa tra le parti. Sentenza
confermata.
L'articolo Cristiano Ronaldo batte la Juve in tribunale: respinto l’appello del
club bianconero sui 9,8 milioni di stipendio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dai cannelloni di Elodie al vitello tonnato di Belen, come ogni anno i vip hanno
postato sui loro profili social le foto della tavola natalizia imbandita. Chiara
Ferragni ha trascorso il Natale nella a casa di Valentina. La più piccola delle
tre sorelle si è recentemente trasferita nel nuovo appartamento milanese insieme
al fidanzato Matteo Napoletano. Il menù delle influencer ha previsto lasagne,
sformati, un panettone artigianale e un buffet di dolci. I piccoli Leone e
Vittoria hanno trascorso la sera della Vigilia insieme alla mamma e il 25
dicembre insieme a papà Fedez, come testimoniato sui social. Il cantante ha
passato i giorni precedenti insieme alla nuova fidanzata Giulia Honegger su una
spiaggia paradisiaca.
Belen ha trascorso il Natale in famiglia. Accantonati i dissapori degli scorsi
mesi, i Rodriguez hanno cenato insieme. Il menù ha previsto uova sode, vitello
tonnato, stuzzichini vari, tramezzini e lasagne. Post cena la famiglia ha
rispettato la più classica delle tradizioni con una partita a tombola.
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L'ARTICOLO DALLE LASAGNE DELLA FAMIGLIA FERRAGNI AL MENÙ MULTIETNICO DI ELODIE
(CON UN DETTAGLIO MISTERIOSO): COM’È ANDATO IL NATALE DEI VIP PROVIENE DA IL
FATTO QUOTIDIANO.
Cristiano Ronaldo sbarca in politica, suo malgrado. Il premier portoghese
socialdemocratico, Luìs Montenegro, nel suo discorso di Natale ha infatti
evocato la figura di CR7 come esempio da seguire “per vincere le sfide che ci
attendono. Non possiamo accontentarci dei buoni risultati ottenuti nel 2025.
Sappiamo che, se rimaniamo così, perderemo terreno rispetto ai progressi degli
altri. Dobbiamo invece approfittare della congiuntura favorevole nei conti
economici per continuare a progredire e a crescere più degli altri. È la
differenza tra giocare per pareggiare o giocare per vincere. La mia opzione è
naturalmente la seconda. Dobbiamo avere la mentalità di Cristiano Ronaldo. Uso
questa metafora sportiva perché esprime bene la scelta che abbiamo davanti.
Creare più ricchezza è il modo per combattere la povertà. Un paese con maggiore
crescita può aumentare i salari e le pensioni, negoziare migliori percorsi di
carriera, investire di più in alloggi e nella sanità. Un esempio: il salario
minimo è aumentato a 920 euro e il nostro piano è raggiungere i 1100 euro entro
il 2029”. Montenegro ha poi bocciato lo sciopero generale di dicembre e ha messo
in guardia le opposizioni, socialisti e Chega: evitate di fare accordi legati
solo ai vostri interessi, bisogna pensare al bene del paese.
I dati del 2025 sono buoni per il Portogallo. L’economia è cresciuta del 2%, con
una previsione di accelerazione al 2,3% nel 2026, alla quale potrebbe però fare
seguito un rallentamento dell’1,7% nel 2027 e dell’1,8% nel 2028. In un contesto
internazionale segnato da tensioni commerciali, l’economia lusitana è riuscita a
limitare i danni della politica dei dazi imposta dalla presidenza americana di
Donald Trump e a mantenere una crescita robusta. Il mercato del lavoro appare
solido, con un tasso di disoccupazione basso e un livello di occupazione ai
massimi storici, ma c’è già un allarme: la riduzione dei flussi migratori, sulla
quale convergono le politiche dei socialdemocratici e dei populisti di Chega,
limiterà l‘evoluzione positiva nei prossimi anni. L’inflazione si è attestata al
2,2% e si prevede al 2,1% nel 2026. Le incognite, come in Italia, sono legate
nel 2026 alla conclusione del PNRR e alle tensioni internazionali, con gli
scenari di guerra che potrebbero aumentare, nonostante le trattative di pace in
corso sul fronte russo-ucraino.
La prima sfida portoghese sarà però interna: il 18 gennaio 2026 si svolgeranno
le elezioni presidenziali e considerata l’attuale incertezza – 14 candidati al
via e sondaggi che indicano sostanziale parità tra i “cavalli” più importanti -,
si rimanderà il verdetto al secondo turno, a febbraio. I socialdemocratici
sognano di fare l’accoppiata governo–presidenza. I socialisti cercano una
rivincita – difficile – dopo la batosta alle elezioni. Chega e il leader André
Ventura sono il terzo incomodo, in realtà scomodo. Il dilemma, per tutti, destra
e sinistra, è la linea da seguire con Chega: dialogo o chiusura totale?
L'articolo Cristiano Ronaldo in politica (suo malgrado). Il premier portoghese:
“Dobbiamo avere la sua mentalità” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un diamante da 30 carati dal valore di 2 milioni di dollari: così Cristiano
Ronaldo ha chiesto la mano di Georgina Rodriguez. La modella, intervistata da
Elle Spagna, ha dichiarato, scherzosamente, che quel gioiello “era il minimo che
potesse fare” il futuro marito. La modella argentina e il campione portoghese
convoleranno a nozze dopo 9 anni di relazione. La Rodriguez non ha nascosto di
essere rimasta scioccata alla vista del diamante: “È meraviglioso. La verità è
che quando mi ha chiesto di sposarlo, era l’ultima cosa che mi passava per la
testa”. E ancora: “Ci ho messo molto tempo a elaborare l’enorme pietra che mi ha
dato. Ero così scioccata che l’ho lasciata nella mia stanza e non l’ho aperta
alla luce del sole fino al giorno dopo”.
LA FAMIGLIA NUMEROSA
Cristiano e Georgina hanno costruito una famiglia numerosa e felice. La
relazione tra i due è stata ufficializzata nel 2016 e la coppia ha avuto 2
figlie: Alana (7 anni) e Bella (2). La piccola di casa è gemella di Angel, morto
durante il parto. Alle due bimbe si aggiungono i tre figli di Ronaldo nati dalle
precedenti relazioni: Cristiano Ronaldo Jr (15 anni) e i gemelli Eva e Matteo
(8). Nonostante i 5 figli della coppia, alla modella piacerebbe allargare
ulteriormente la famiglia: “Dio deciderà cosa mi riserva il futuro”. Georgina ha
raccontato di aver sempre desiderato una famiglia numerosa: “È la realizzazione
di un sogno che ho fin da bambina. Vengo da una famiglia molto piccola, solo mia
madre, mia sorella e io, quindi ho sempre voluto una famiglia numerosa”.
Georgina ha sottolineato che, nonostante la ricchezza della coppia, i bambini
devono essere consapevoli che i soldi sono frutto del duro lavoro: “Sono
testimoni di tutto l’impegno che mettiamo, del fatto che nulla viene loro
regalato“. A ciò ha aggiunto: “Ricordiamo loro l’importanza di essere
combattenti e, soprattutto, brave persone. Sono educati, responsabili e si
impegnano a scuola”.
TRA AMORE E CARRIERA
L’amore tra Georgina e Cristiano è cresciuto nel tempo. Come racconta la
modella, tra di loro non è mai sorta l’abitudine nociva, ma la voglia continua
di scoprirsi giorno dopo giorno. “Abbiamo cinque figli, abbiamo messo al mondo
la vita insieme e questo ci ha uniti in un modo difficile da spiegare” ha detto
la Rodriguez che ha esaltato il legame che la unisce al campione portoghese: “Il
nostro amore non smette mai di crescere. È qualcosa che cambia, si adatta e si
rafforza a ogni passo. Ciò che sentiamo in questo momento è vero e solido“.
Essere madre e moglie è sempre stato il sogno di Georgina Rodriguez che, però,
non vuole accantonare la sua carriera lavorativa. Di recente la modella
argentina ha avuto successo su Netflix con “I am Georgina”, reality che mostra
la sua vita dietro le quinte. La Rodriguez è anche proprietaria di Bellhatria,
un’agenzia immobiliare di lusso.
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L'articolo “L’anello di fidanzamento da 2 milioni di dollari? Era il minimo che
potesse fare…”: la stoccata di Georgina Rodriguez a Cristiano Ronaldo proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Abbiamo scritto un ruolo per lui…”. Un copy breve e una foto per far impazzire
milioni di persone. Vin Diesel ha pubblicato una foto con Cristiano Ronaldo su
Instagram e ha subito scatenato la fantasia dei fan: il portoghese presto in
Fast & Furious? Un’ipotesi che potrebbe realizzarsi molto presto, ma andiamo con
ordine. L’attore americano, volto storico di Fast & Furious che ha da sempre
interpretato il personaggio di Dominic Toretto, ha pubblicato sui social una
foto insieme a Cristiano Ronaldo, con una didascalia suggestiva: “Tutti mi
chiedono se un giorno potrà entrare nella saga di Fast & Furious… Devo dire che
è un personaggio reale. Abbiamo scritto un ruolo per lui…”. Post che ha subito
fatto impazzire i fan del portoghese e della saga, con più di due milioni di
like raggiunti nel giro di poche ore
Non c’è ancora nessuna conferma ufficiale sulla possibile partecipazione di
Cristiano Ronaldo nell’undicesimo e ultimo capitolo della saga, intitolato Fast
X: Parte 2. Ma se la notizia fosse confermata, non sarebbe la prima volta per
Cristiano Ronaldo nel mondo del cinema. Il campione in forza all’Al Nassr ha
infatti già lavorato come produttore e doppiatore nella serie Striker Force 7
nel 2018.
GLI ALTRI CALCIATORI NEI FILM
Cristiano Ronaldo non sarebbe neanche il primo calciatore-attore. In questo
breve elenco riportato da Sky Sport ci sono calciatori come Pelé e Bobby Moore,
protagonisti nel 1981 in Fuga per la vittoria, ma anche Maradona (in Tifosi),
Zidane (Asterix alle Olimpiadi), Best (Cup Fever e Il complesso del trapianto),
Beckham (che ha recitato in alcuni film dopo il ritiro, come la trilogia di
Goal!, Operazione U.N.C.L.E. e King Arthur: il potere della spada), Cantona (Il
mio amico Eric) e anche Ibrahimovic (presente in Vita da Carlo 2).
L'articolo Cristiano Ronaldo in Fast & Furious? L’indizio social di Vin Diesel:
“Abbiamo scritto un ruolo per lui…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cristiano Ronaldo è di nuovo al centro della scena, stavolta non per un gol
impossibile o una rovesciata destinata a rimbalzare per anni sui social. La
notizia che potrà giocare la prima partita del Portogallo ai Mondiali 2026 ha
sollevato un polverone mediatico che va oltre il campo. Una decisione della FIFA
lo ha infatti graziato da una squalifica che sembrava inevitabile, trasformando
un caso disciplinare in una questione dai confini politici, economici e
simbolici. Comincia tutto da un gesto improvviso e scomposto: la gomitata a Dara
O’Shea durante la sconfitta del Portogallo contro l’Irlanda nella nona gara di
qualificazioni al Mondiale 2026. Un episodio che ha portato al cartellino rosso
per Ronaldo e una squalifica che, secondo il regolamento FIFA per condotta
violenta, avrebbe potuto essere di tre partite.
Una pena comprensibile per un gesto del genere, che però avrebbe rischiato di
privare inizialmente il Mondiale di uno dei suoi volti di punta. Ronaldo ha già
saltato la gara successiva, quella conclusiva delle qualificazioni contro
l’Armenia. Una partita che ha fatto da sfondo alla prima e unica giornata di
squalifica che il portoghese dovrà scontare, almeno per ora. La FIFA ha
stabilito che le restanti due giornate resteranno congelate per un anno, sospese
con la condizionale, nel caso in cui CR7 commetta nel prossimo anno “un’altra
infrazione di natura e gravità simili”. Una decisione annunciata attraverso una
nota severa nella forma, permissiva nella sostanza. Ed è proprio qui che nasce
la discussione.
Secondo indiscrezioni rilanciate dalla BBC e dal Daily Mail, la Federazione
portoghese avrebbe fatto appello per ottenere una riduzione della pena,
sottolineando che si trattava del primo rosso in 225 presenze di Ronaldo con la
Nazionale. Una linea difensiva che avrebbe trovato terreno fertile negli
articoli 25 e 27 del codice disciplinare FIFA, che consentono all’organo
giudiziario di attenuare o sospendere una sanzione anche in modo totale. Non si
tratta, in effetti, di un precedente isolato. Laurent Koscielny nel 2014 vide
ridotta una squalifica dopo uno schiaffo a Oleksandr Kucher dell’Ucraina, mentre
Mario Mandzukic, espulso durante gli spareggi contro l’Islanda, poté giocare già
dalla seconda partita dei Mondiali brasiliani. Niente però è comparabile alla
portata simbolica del caso che vede protagonista Ronaldo.
A rendere la questione più incandescente ci ha pensato il Daily Mail, rivelando
che le federazioni che si ritroveranno ad affrontare il Portogallo potrebbero
ricorrere al TAS per contestare la sospensione della squalifica. Un percorso
tortuoso, perché occorrerebbe dimostrare un danno diretto, un legame
causa–effetto tra la presenza di Ronaldo in campo e una minore possibilità di
qualificazione. Una prova quasi impossibile da portare davanti a un tribunale
internazionale dello sport, soprattutto considerando l’ampio margine di
discrezionalità che il regolamento concede proprio alla FIFA.
Eppure, la sfera disciplinare non è l’unica in cui questa storia si muove. C’è
un’altra trama parallela, fatta di alleanze, simboli e rapporti di forza.
Ronaldo è oggi un volto centrale del calcio saudita, ambasciatore della Saudi
Pro League, figura chiave nella strategia di modernizzazione degli Emirati. Il
suo rapporto con Gianni Infantino è noto, così come quello con Donald Trump.
Proprio a Washington il campione portoghese è apparso recentemente come invitato
d’onore a una cena esclusiva alla Casa Bianca, organizzata per accogliere il
principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Un evento dal peso politico
enorme, in cui CR7 sedeva a pochi metri dal podio da cui Trump svelava: “Mio
figlio Barron è un tuo grande fan”. Che tutto ciò abbia influito sulla decisione
della FIFA? Nessuna prova, ma dei sospetti si sono manifestati. E nello sport
moderno, dove i confini tra campo, geopolitica e affari si intrecciano, anche le
percezioni contano. Così, tra regolamenti flessibili, pressioni internazionali e
un gioco di alleanze che va oltre il calcio, Cristiano Ronaldo potrà scendere in
campo all’avvio della sua ultima Coppa del Mondo. Non senza polemiche.
L'articolo Squalifica sospesa per Cristiano Ronaldo: così potrà partecipare a
tutte le partite dei Mondiali 2026. È polemica proviene da Il Fatto Quotidiano.