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Cristiano Ronaldo protesta contro il fondo Pif: non vuole più scendere in campo. “Disinteresse verso l’Al-Nassr”
Cristiano Ronaldo non giocherà la prossima partita con l’Al Nassr, in programma lunedì 2 febbraio contro l’Al–Riyadh per protestare contro il fondo Pif. Il campione portoghese – che a maggio 2025 sembrava in procinto di lasciare il club saudita – è deciso a saltare la 20esima giornata della Saudi League per un motivo singolare: è insoddisfatto della gestione del club da parte del fondo Pif (Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita). A riportarlo è il quotidiano sportivo A Bola. Nessun problema fisico, nessun infortunio particolare, ma Ronaldo sarebbe risentito dal trattamento riservato ai rivali dell’Al Hilal di Simone Inzaghi, gestita dallo stesso fondo. In Arabia Saudita infatti diversi club sono gestiti dal Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita. Il cinque volte Pallone d’oro è insoddisfatto dei mancati investimenti e del disinteresse del fondo nei confronti dell’Al Nassr. Nel calciomercato invernale infatti l’allenatore Jorge Jesus non ha ricevuto i rinforzi richiesti. A conferma di ciò, l’unico calciatore ingaggiato in questa sessione invernale è stato Haydeer Abdulkareem, centrocampista iracheno di 21 anni che ha pochissima esperienza, viste le sole 40 presenze nel massimo campionato in Iraq. Unico acquisto che sicuramente non ha lasciato soddisfatto Jorge Jesus e pare neanche Cristiano Ronaldo. Una scelta singolare – non si vede tutti i giorni un calciatore che rinuncia a scendere in campo per “protestare” contro la società – ma che certifica l’importanza e l’influenza del campione portoghese nel contesto Al Nassr, dove gioca da quattro stagioni (da gennaio 2023). L'articolo Cristiano Ronaldo protesta contro il fondo Pif: non vuole più scendere in campo. “Disinteresse verso l’Al-Nassr” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cristiano Ronaldo batte la Juve in tribunale: respinto l’appello del club bianconero sui 9,8 milioni di stipendio
Cristiano Ronaldo ha vinto. Non è una novità, visto il talento e l’ossessione del portoghese. Ma questa volta il successo arriva – o meglio si ripete – nell’aula di un tribunale. Il giudice Gian Luca Robaldo del tribunale del lavoro di Torino ha infatti emesso una sentenza che respinge l’appello presentato dalla società Juventus per il caso riguardante il lodo stipendi risalente ai tempi del Covid. E così, i 9,8 milioni – che con gli interessi diventano circa 11 – decisi dall’arbitrato del 2024 rimarranno nelle pingui casse del campione di Madeira. La Juventus dovrà provvedere anche al pagamento delle spese processuali, ma il processo e la sentenza non avranno impatto diretto nei bilanci presenti e futuri del club bianconero. Come riporta la Gazzetta dello Sport, infatti, la cifra in questione era già stata versata e immagazzinata nel bilancio 2023-24. Il caso degli stipendi della Juventus fu portato alla luce nell’inchiesta Prisma – la stessa che portò alla famosa penalizzazione di 10 punti nel 2023 – e riguarda una manovra compiuta dal club nella stagione 2020-21. All’interno della stessa era emersa una carta, la “carta Ronaldo“, che presentava un accordo per il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro lordi di stipendio. La cifra riguardava il debito residuo dell’ingaggio del numero 7 ed era antecedente al suo trasferimento in Inghilterra. Secondo gli inquirenti, questo debito non sarebbe allora mai stato iscritto a bilancio e rientrerebbe nella presunta rinuncia fittizia agli stipendi da parte di alcuni giocatori. Nella carta si parlava di un premio integrativo da consegnare a Ronaldo entro il 31 luglio 2021. Era previsto anche un “incentivo all’esodo” da liquidare qualora un trasferimento – poi avvenuto a fine agosto, al Manchester United – avesse impedito il verificarsi delle condizioni. Il documento fu trovato nel marzo del 2022 in una perquisizione nello studio legale dell’avvocato Restano, compiuta dai procuratori e dalla GdF. Nella Carta vi era la firma dell’ex Cfo del club torinese Fabio Paratici (dal prossimo 4 febbraio nuovo direttore generale della Fiorentina) ma non quella del calciatore. Nonostante alcune chat intercettate di alcuni dirigenti della Juventus che confermavano la firma del calciatore, la sigla non è mai stata riscontrata e per questo motivo la questione era stata affrontata tramite arbitrariato. Gli arbitri Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa stabilirono nell’aprile del 2024 il pagamento di 9.774.166,66 euro più interessi, riconoscendo un concorso di colpa tra le parti. Sentenza confermata. L'articolo Cristiano Ronaldo batte la Juve in tribunale: respinto l’appello del club bianconero sui 9,8 milioni di stipendio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dalle lasagne della famiglia Ferragni al menù multietnico di Elodie (con un dettaglio misterioso): com’è andato il Natale dei vip
Dai cannelloni di Elodie al vitello tonnato di Belen, come ogni anno i vip hanno postato sui loro profili social le foto della tavola natalizia imbandita. Chiara Ferragni ha trascorso il Natale nella a casa di Valentina. La più piccola delle tre sorelle si è recentemente trasferita nel nuovo appartamento milanese insieme al fidanzato Matteo Napoletano. Il menù delle influencer ha previsto lasagne, sformati, un panettone artigianale e un buffet di dolci. I piccoli Leone e Vittoria hanno trascorso la sera della Vigilia insieme alla mamma e il 25 dicembre insieme a papà Fedez, come testimoniato sui social. Il cantante ha passato i giorni precedenti insieme alla nuova fidanzata Giulia Honegger su una spiaggia paradisiaca. Belen ha trascorso il Natale in famiglia. Accantonati i dissapori degli scorsi mesi, i Rodriguez hanno cenato insieme. Il menù ha previsto uova sode, vitello tonnato, stuzzichini vari, tramezzini e lasagne. Post cena la famiglia ha rispettato la più classica delle tradizioni con una partita a tombola. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Chiara Ferragni ✨ (@chiaraferragni) L'ARTICOLO DALLE LASAGNE DELLA FAMIGLIA FERRAGNI AL MENÙ MULTIETNICO DI ELODIE (CON UN DETTAGLIO MISTERIOSO): COM’È ANDATO IL NATALE DEI VIP PROVIENE DA IL FATTO QUOTIDIANO.
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Cristiano Ronaldo in politica (suo malgrado). Il premier portoghese: “Dobbiamo avere la sua mentalità”
Cristiano Ronaldo sbarca in politica, suo malgrado. Il premier portoghese socialdemocratico, Luìs Montenegro, nel suo discorso di Natale ha infatti evocato la figura di CR7 come esempio da seguire “per vincere le sfide che ci attendono. Non possiamo accontentarci dei buoni risultati ottenuti nel 2025. Sappiamo che, se rimaniamo così, perderemo terreno rispetto ai progressi degli altri. Dobbiamo invece approfittare della congiuntura favorevole nei conti economici per continuare a progredire e a crescere più degli altri. È la differenza tra giocare per pareggiare o giocare per vincere. La mia opzione è naturalmente la seconda. Dobbiamo avere la mentalità di Cristiano Ronaldo. Uso questa metafora sportiva perché esprime bene la scelta che abbiamo davanti. Creare più ricchezza è il modo per combattere la povertà. Un paese con maggiore crescita può aumentare i salari e le pensioni, negoziare migliori percorsi di carriera, investire di più in alloggi e nella sanità. Un esempio: il salario minimo è aumentato a 920 euro e il nostro piano è raggiungere i 1100 euro entro il 2029”. Montenegro ha poi bocciato lo sciopero generale di dicembre e ha messo in guardia le opposizioni, socialisti e Chega: evitate di fare accordi legati solo ai vostri interessi, bisogna pensare al bene del paese. I dati del 2025 sono buoni per il Portogallo. L’economia è cresciuta del 2%, con una previsione di accelerazione al 2,3% nel 2026, alla quale potrebbe però fare seguito un rallentamento dell’1,7% nel 2027 e dell’1,8% nel 2028. In un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali, l’economia lusitana è riuscita a limitare i danni della politica dei dazi imposta dalla presidenza americana di Donald Trump e a mantenere una crescita robusta. Il mercato del lavoro appare solido, con un tasso di disoccupazione basso e un livello di occupazione ai massimi storici, ma c’è già un allarme: la riduzione dei flussi migratori, sulla quale convergono le politiche dei socialdemocratici e dei populisti di Chega, limiterà l‘evoluzione positiva nei prossimi anni. L’inflazione si è attestata al 2,2% e si prevede al 2,1% nel 2026. Le incognite, come in Italia, sono legate nel 2026 alla conclusione del PNRR e alle tensioni internazionali, con gli scenari di guerra che potrebbero aumentare, nonostante le trattative di pace in corso sul fronte russo-ucraino. La prima sfida portoghese sarà però interna: il 18 gennaio 2026 si svolgeranno le elezioni presidenziali e considerata l’attuale incertezza – 14 candidati al via e sondaggi che indicano sostanziale parità tra i “cavalli” più importanti -, si rimanderà il verdetto al secondo turno, a febbraio. I socialdemocratici sognano di fare l’accoppiata governo–presidenza. I socialisti cercano una rivincita – difficile – dopo la batosta alle elezioni. Chega e il leader André Ventura sono il terzo incomodo, in realtà scomodo. Il dilemma, per tutti, destra e sinistra, è la linea da seguire con Chega: dialogo o chiusura totale? L'articolo Cristiano Ronaldo in politica (suo malgrado). Il premier portoghese: “Dobbiamo avere la sua mentalità” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’anello di fidanzamento da 2 milioni di dollari? Era il minimo che potesse fare…”: la stoccata di Georgina Rodriguez a Cristiano Ronaldo
Un diamante da 30 carati dal valore di 2 milioni di dollari: così Cristiano Ronaldo ha chiesto la mano di Georgina Rodriguez. La modella, intervistata da Elle Spagna, ha dichiarato, scherzosamente, che quel gioiello “era il minimo che potesse fare” il futuro marito. La modella argentina e il campione portoghese convoleranno a nozze dopo 9 anni di relazione. La Rodriguez non ha nascosto di essere rimasta scioccata alla vista del diamante: “È meraviglioso. La verità è che quando mi ha chiesto di sposarlo, era l’ultima cosa che mi passava per la testa”. E ancora: “Ci ho messo molto tempo a elaborare l’enorme pietra che mi ha dato. Ero così scioccata che l’ho lasciata nella mia stanza e non l’ho aperta alla luce del sole fino al giorno dopo”. LA FAMIGLIA NUMEROSA Cristiano e Georgina hanno costruito una famiglia numerosa e felice. La relazione tra i due è stata ufficializzata nel 2016 e la coppia ha avuto 2 figlie: Alana (7 anni) e Bella (2). La piccola di casa è gemella di Angel, morto durante il parto. Alle due bimbe si aggiungono i tre figli di Ronaldo nati dalle precedenti relazioni: Cristiano Ronaldo Jr (15 anni) e i gemelli Eva e Matteo (8). Nonostante i 5 figli della coppia, alla modella piacerebbe allargare ulteriormente la famiglia: “Dio deciderà cosa mi riserva il futuro”. Georgina ha raccontato di aver sempre desiderato una famiglia numerosa: “È la realizzazione di un sogno che ho fin da bambina. Vengo da una famiglia molto piccola, solo mia madre, mia sorella e io, quindi ho sempre voluto una famiglia numerosa”. Georgina ha sottolineato che, nonostante la ricchezza della coppia, i bambini devono essere consapevoli che i soldi sono frutto del duro lavoro: “Sono testimoni di tutto l’impegno che mettiamo, del fatto che nulla viene loro regalato“. A ciò ha aggiunto: “Ricordiamo loro l’importanza di essere combattenti e, soprattutto, brave persone. Sono educati, responsabili e si impegnano a scuola”. TRA AMORE E CARRIERA L’amore tra Georgina e Cristiano è cresciuto nel tempo. Come racconta la modella, tra di loro non è mai sorta l’abitudine nociva, ma la voglia continua di scoprirsi giorno dopo giorno. “Abbiamo cinque figli, abbiamo messo al mondo la vita insieme e questo ci ha uniti in un modo difficile da spiegare” ha detto la Rodriguez che ha esaltato il legame che la unisce al campione portoghese: “Il nostro amore non smette mai di crescere. È qualcosa che cambia, si adatta e si rafforza a ogni passo. Ciò che sentiamo in questo momento è vero e solido“. Essere madre e moglie è sempre stato il sogno di Georgina Rodriguez che, però, non vuole accantonare la sua carriera lavorativa. Di recente la modella argentina ha avuto successo su Netflix con “I am Georgina”, reality che mostra la sua vita dietro le quinte. La Rodriguez è anche proprietaria di Bellhatria, un’agenzia immobiliare di lusso. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Georgina Rodríguez (@georginagio) L'articolo “L’anello di fidanzamento da 2 milioni di dollari? Era il minimo che potesse fare…”: la stoccata di Georgina Rodriguez a Cristiano Ronaldo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cristiano Ronaldo in Fast & Furious? L’indizio social di Vin Diesel: “Abbiamo scritto un ruolo per lui…”
“Abbiamo scritto un ruolo per lui…”. Un copy breve e una foto per far impazzire milioni di persone. Vin Diesel ha pubblicato una foto con Cristiano Ronaldo su Instagram e ha subito scatenato la fantasia dei fan: il portoghese presto in Fast & Furious? Un’ipotesi che potrebbe realizzarsi molto presto, ma andiamo con ordine. L’attore americano, volto storico di Fast & Furious che ha da sempre interpretato il personaggio di Dominic Toretto, ha pubblicato sui social una foto insieme a Cristiano Ronaldo, con una didascalia suggestiva: “Tutti mi chiedono se un giorno potrà entrare nella saga di Fast & Furious… Devo dire che è un personaggio reale. Abbiamo scritto un ruolo per lui…”. Post che ha subito fatto impazzire i fan del portoghese e della saga, con più di due milioni di like raggiunti nel giro di poche ore Non c’è ancora nessuna conferma ufficiale sulla possibile partecipazione di Cristiano Ronaldo nell’undicesimo e ultimo capitolo della saga, intitolato Fast X: Parte 2. Ma se la notizia fosse confermata, non sarebbe la prima volta per Cristiano Ronaldo nel mondo del cinema. Il campione in forza all’Al Nassr ha infatti già lavorato come produttore e doppiatore nella serie Striker Force 7 nel 2018. GLI ALTRI CALCIATORI NEI FILM Cristiano Ronaldo non sarebbe neanche il primo calciatore-attore. In questo breve elenco riportato da Sky Sport ci sono calciatori come Pelé e Bobby Moore, protagonisti nel 1981 in Fuga per la vittoria, ma anche Maradona (in Tifosi), Zidane (Asterix alle Olimpiadi), Best (Cup Fever e Il complesso del trapianto), Beckham (che ha recitato in alcuni film dopo il ritiro, come la trilogia di Goal!, Operazione U.N.C.L.E. e King Arthur: il potere della spada), Cantona (Il mio amico Eric) e anche Ibrahimovic (presente in Vita da Carlo 2). L'articolo Cristiano Ronaldo in Fast & Furious? L’indizio social di Vin Diesel: “Abbiamo scritto un ruolo per lui…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Squalifica sospesa per Cristiano Ronaldo: così potrà partecipare a tutte le partite dei Mondiali 2026. È polemica
Cristiano Ronaldo è di nuovo al centro della scena, stavolta non per un gol impossibile o una rovesciata destinata a rimbalzare per anni sui social. La notizia che potrà giocare la prima partita del Portogallo ai Mondiali 2026 ha sollevato un polverone mediatico che va oltre il campo. Una decisione della FIFA lo ha infatti graziato da una squalifica che sembrava inevitabile, trasformando un caso disciplinare in una questione dai confini politici, economici e simbolici. Comincia tutto da un gesto improvviso e scomposto: la gomitata a Dara O’Shea durante la sconfitta del Portogallo contro l’Irlanda nella nona gara di qualificazioni al Mondiale 2026. Un episodio che ha portato al cartellino rosso per Ronaldo e una squalifica che, secondo il regolamento FIFA per condotta violenta, avrebbe potuto essere di tre partite. Una pena comprensibile per un gesto del genere, che però avrebbe rischiato di privare inizialmente il Mondiale di uno dei suoi volti di punta. Ronaldo ha già saltato la gara successiva, quella conclusiva delle qualificazioni contro l’Armenia. Una partita che ha fatto da sfondo alla prima e unica giornata di squalifica che il portoghese dovrà scontare, almeno per ora. La FIFA ha stabilito che le restanti due giornate resteranno congelate per un anno, sospese con la condizionale, nel caso in cui CR7 commetta nel prossimo anno “un’altra infrazione di natura e gravità simili”. Una decisione annunciata attraverso una nota severa nella forma, permissiva nella sostanza. Ed è proprio qui che nasce la discussione. Secondo indiscrezioni rilanciate dalla BBC e dal Daily Mail, la Federazione portoghese avrebbe fatto appello per ottenere una riduzione della pena, sottolineando che si trattava del primo rosso in 225 presenze di Ronaldo con la Nazionale. Una linea difensiva che avrebbe trovato terreno fertile negli articoli 25 e 27 del codice disciplinare FIFA, che consentono all’organo giudiziario di attenuare o sospendere una sanzione anche in modo totale. Non si tratta, in effetti, di un precedente isolato. Laurent Koscielny nel 2014 vide ridotta una squalifica dopo uno schiaffo a Oleksandr Kucher dell’Ucraina, mentre Mario Mandzukic, espulso durante gli spareggi contro l’Islanda, poté giocare già dalla seconda partita dei Mondiali brasiliani. Niente però è comparabile alla portata simbolica del caso che vede protagonista Ronaldo. A rendere la questione più incandescente ci ha pensato il Daily Mail, rivelando che le federazioni che si ritroveranno ad affrontare il Portogallo potrebbero ricorrere al TAS per contestare la sospensione della squalifica. Un percorso tortuoso, perché occorrerebbe dimostrare un danno diretto, un legame causa–effetto tra la presenza di Ronaldo in campo e una minore possibilità di qualificazione. Una prova quasi impossibile da portare davanti a un tribunale internazionale dello sport, soprattutto considerando l’ampio margine di discrezionalità che il regolamento concede proprio alla FIFA. Eppure, la sfera disciplinare non è l’unica in cui questa storia si muove. C’è un’altra trama parallela, fatta di alleanze, simboli e rapporti di forza. Ronaldo è oggi un volto centrale del calcio saudita, ambasciatore della Saudi Pro League, figura chiave nella strategia di modernizzazione degli Emirati. Il suo rapporto con Gianni Infantino è noto, così come quello con Donald Trump. Proprio a Washington il campione portoghese è apparso recentemente come invitato d’onore a una cena esclusiva alla Casa Bianca, organizzata per accogliere il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Un evento dal peso politico enorme, in cui CR7 sedeva a pochi metri dal podio da cui Trump svelava: “Mio figlio Barron è un tuo grande fan”. Che tutto ciò abbia influito sulla decisione della FIFA? Nessuna prova, ma dei sospetti si sono manifestati. E nello sport moderno, dove i confini tra campo, geopolitica e affari si intrecciano, anche le percezioni contano. Così, tra regolamenti flessibili, pressioni internazionali e un gioco di alleanze che va oltre il calcio, Cristiano Ronaldo potrà scendere in campo all’avvio della sua ultima Coppa del Mondo. Non senza polemiche. L'articolo Squalifica sospesa per Cristiano Ronaldo: così potrà partecipare a tutte le partite dei Mondiali 2026. È polemica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’ultimo record di Cristiano Ronaldo: a picco nei consensi dopo l’espulsione di Dublino e l’incontro con Trump e bin Salman
Nel giro di una settimana, Cristiano Ronaldo, il miglior calciatore lusitano di sempre (226 presenze e 143 gol in nazionale, primo di un’infinita serie di record di 23 anni di carriera), è crollato nei consensi nel suo Portogallo. Due editoriali di fuoco, il primo di “A Bola” per censurare l’espulsione nella gara di Dublino, il secondo di “O Pùblico” per criticare la visita alla Casa Bianca per incontrare il presidente Donald Trump, nel ruolo di stampella di lusso del principe saudita Mohammed bin Salman, hanno fatto a pezzi l’immagine di CR7. Anche in Portogallo, come in Italia, si passa dall’altare alla polvere in un amen. Il successo e le ricchezze smisurate – Ronaldo è il primo calciatore della storia ad essere diventato miliardario, il patrimonio supera 1,3 mld di euro – creano, alla lunga, invidie e rancori, soprattutto hai atteggiamenti arroganti. Quando possiedi una fama planetaria, come nel caso dell’ex giocatore di Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid e Juventus, dal 2023 all’Al Nassr, anche un respiro è materia di media e social. Ma Ronaldo, in questa settimana particolare, ci ha messo molto del suo per farsi strapazzare. L’espulsione di Dublino, per una gomitata rifilata a palla lontana al difensore irlandese Dara O’Shea, accompagnata dalla provocazione rivolta al tifo dello stadio, è stata la prima in nazionale per questo campione lanciato verso la vetta dei 1.000 gol in carriera. Tra club, Portogallo A e selezioni giovanili, siamo a quota 971 in 1331 presenze, con una media di 0.73 reti a partita. E’ disputa degli statistici se conteggiare anche i 18 gol delle nazionali junior, ma il traguardo resta, in ogni caso, alla sua portata. All’età di 40 anni abbondanti, quello che è accaduto allo stadio Aviva è stato però disarmante. “A Bola”, principale quotidiano sportivo del Portogallo, non ha avuto pietà. Nel suo editoriale, Hugo Vasconcelos ha scritto: “Ronaldo dovrebbe vergognarsi. Il suo comportamento è stato deplorevole. Perdere la calma, in un momento di frustrazione, può succedere, anche se non dovrebbe. La parte peggiore è stata la reazione all’espulsione: dal pianto, come se il giocatore che ha ricevuto la gomitata stesse fingendo, allo scuotere la testa con ironia, fino agli applausi rivolti al pubblico. Ronaldo ha commesso un errore. Il minimo che potrebbe fare è scusarsi, ma quello che dovrebbe fare davvero è vergognarsi. Se però anche il ct Martínez gli dà una pacca sulla spalla e dice “non c’è stata violenza”, è stato sfortunato”, non ho molte speranze”. L’editoriale di “A Bola” tira in ballo il ct spagnolo. In effetti, Roberto Martìnez non ha svolto un ruolo secondario nelle ultime questioni di Ronaldo. Lo ha difeso a spada tratta, prima nella vicenda dell’espulsione, poi rispondendo in conferenza stampa ai giornalisti che avevano chiesto una sua opinione per l’assenza annunciata di CR7 alla gara contro l’Armenia del 16 novembre, finita 9-1 per il Portogallo. Il cartellino rosso escludeva la partecipazione di Ronaldo alla sfida decisiva per la qualificazione al mondiale – l’entità della sanzione, che potrebbe far saltare a CR7 la prima partita del torneo in Usa-Canada-Messico, non è stata ancora comunicata – e il giocatore ha lasciato il ritiro. Cristiano è il capitano della Seleçao e non essere presente alla sfida di Porto contro gli armeni non è stato un comportamento consono allo status di un leader. Martinez però lo ha difeso: “Questionare su queste cose è una mancanza di rispetto nei confronti di Ronaldo”. Una cosa è certa: CR7 è molto presente in campo, ma spesso assente fuori. Non si presentò ai funerali di Diogo Jota, il giocatore morto in un terribile incidente stradale il 3 luglio scorso. Ha saltato le premiazioni del Pallone d’Oro quando non era il vincitore. E non ha voluto essere in tribuna a vedere i suoi compagni di squadra nel giorno della qualificazione di quello che sarà, per Ronaldo, il sesto mondiale. Giovedì 20 novembre è arrivata la sferzata di David Pontes, direttore di “O Pùblico”. Titolo: “Che nostalgia dell’indignazione”. Partendo dall’enfasi dell’incontro Trump-bin Salman, in cui il presidente statunitense ha persino cercato di assolvere il principe saudita dalle responsabilità dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, trucidato all’interno del consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre 2018 (“non c’è nulla di inedito nel vedere gli Stati Uniti aprire le braccia per accogliere dittatori sanguinari, ma la riverenza con cui Trump ha ricevuto il principe, dovrebbe ugualmente indignare”), Pontes ha criticato la presenza a questa missione diplomatica di Ronaldo, ambasciatore del mondiale saudita del 2034. Il fuoriclasse di Funchal si è anche prestato a improbabili palleggi con Trump: “Bin Salman ha visitato per la prima volta gli Usa dopo l’assassinio di Khashoggi e anche Cristiano non metteva piede negli Stati Uniti da quando, nel 2018, fu accusato di violenza sessuale nei confronti dell’ex modella Kathryn Mayorga. La sua presenza però non sorprende, perché Ronaldo da tempo è la punta di diamante di un’operazione che possiamo definire di sportwashing, con la quale molti paesi arabi cercano, attraverso lo sport, di accattivarsi le simpatie del mondo. Questo non ci spaventa, ma deve indignarci. Allo stesso modo, deve indignarci il fatto che l’allenatore della nazionale si sia prestato al deplorevole esercizio di lavare l’immagine di Ronaldo dopo l’aggressione di Dublino a un altro calciatore”. Nelle ultime ore è emerso anche un nuovo particolare: CR7 avrebbe usato il passaporto diplomatico saudita per partecipare alla missione negli Usa. Anche questa storia non è stata gradita in Portogallo e ha dato nuova linfa alle polemiche di questi giorni. Le discussioni nelle tv nazionali e gli interventi nelle radio hanno segnato il punto più basso della popolarità di Ronaldo, difeso solo nelle isole di Madeira e, in particolare, nella capitale, Funchal. Il calo di consensi registrato in questa settimana è stato da record. L’ennesimo, per CR7. L'articolo L’ultimo record di Cristiano Ronaldo: a picco nei consensi dopo l’espulsione di Dublino e l’incontro con Trump e bin Salman proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trump e Ronaldo giocano a calcio nello studio ovale (ma quasi non toccano palla): il video fatto con l’Ai dal presidente Usa
Cristiano Ronaldo e Donald Trump si sono incontrati. Il campione e il presidente Usa hanno cenato insieme alla Casa Bianca. Ronaldo, infatti, gioca per il club saudita dell’Al-Nassr ed è stato “portato” a Washington come entourage del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Per celebrare la visita Trump ha anche pubblicato un video, generato con l’intelligenza artificiale, in cui gioca a calcio con Ronaldo. I due sono nello studio ovale e si passano la palla con dei passaggi. Il risultato non è dei migliori, anche se la clip è già virale: in alcuni passaggi i due sembrano quasi non toccare la palla L'articolo Trump e Ronaldo giocano a calcio nello studio ovale (ma quasi non toccano palla): il video fatto con l’Ai dal presidente Usa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cristiano Ronaldo a cena con Musk, Infantino e Bin Salman alla Casa Bianca. Trump lo ringrazia: “Ora mio figlio mi rispetterà un po’ di più”
Anche Cristiano Ronaldo era presente alla cena esclusiva alla Casa Bianca, che ha riunito alcuni dei nomi più influenti a livello mondiale in diversi campi, dallo sport alla tecnologia. Una cena organizzata da Donald Trump per accogliere il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, tornato negli Stati Uniti per la prima volta dall’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, per il quale era stato accusato proprio Bin Salman. Un evento esclusivo, a cui appunto era presente anche Cristiano Ronaldo, seduto non distante dal punto in cui Donald Trump ha tenuto il suo discorso in cui ha ringraziato anche il campione portoghese e si è detto “onorato” per la sua presenza: “Mio figlio Baron è un tuo grande fan. Credo che ora rispetterà un po’ di più suo padre, solo per il fatto che gliel’ho presentato”, ha scherzato Trump rivolgendosi al calciatore dell’Al Nassr. La presenza di Cristiano Ronaldo non era infatti casuale. Il portoghese – da quando nel 2022 si è trasferito a giocare in Arabia Saudita – è ambasciatore della Saudi Pro League all’estero e si è trasformato nel simbolo della spinta alla modernizzazione del paese. In più, nel 2026 il Mondiale si svolgerà proprio tra Stati Uniti, Canada e Messico e sarà l’ultima volta di Cristiano Ronaldo nella massima competizione per nazionali a livello internazionale. Ecco perché CR7 ha partecipato alla cena esclusiva e faceva parte – insieme alla compagna Georgina Rodriguez – dei cento invitati presenti all’evento organizzato da Donald Trump. Tra gli altri erano presenti anche Elon Musk, David Ellison (nuovo presidente della Paramount), Gianni Infantino (presidente della Fifa) e Tim Cook, amministratore delegato di Apple. L’incontro ha creato grande attenzione internazionale grazie alla presenza simultanea di leader del settore tecnologico, dello sport e dell’intrattenimento. Dal canto suo, è ormai noto l’utilizzo dello sport e del calcio nello specifico da parte di Donald Trump per i suoi scopi politici. La sua amicizia con il presidente Gianni Infantino è cosa nota e negli scorsi mesi i due non hanno fatto nulla per non finire insieme sotto i riflettori: dall’incontro con la Juve durante il Mondiale per Club fino alla cerimonia di premiazione del Chelsea dopo la vittoria della competizione, passando per la presenza di Infantino a Sharm el-Sheikh durante l’incontro tra i più importanti leader mondiali per suggellare l’accordo di tregua a Gaza e il premio per la pace della Fifa che sembra fatto su misura per il tycoon. Infantino ha infatti un ruolo sempre più influente nell’asse che lega Trump e i Paesi arabi del Golfo. Un legame quasi smaccato, se si pensa che Infantino ha fatto traslocare il quartier generale della Fifa dalla Svizzera alla Trump Tower. Senza dimenticare appunto il primo Mondiale per Club giocato quest’estate proprio negli Usa – con tanto di trofeo originale regalato a Trump ed esposto alla Casa Bianca – e il Mondiale 2026 che si terrà come detto sempre negli Stati Uniti, oltre a Canada e Messico. L'articolo Cristiano Ronaldo a cena con Musk, Infantino e Bin Salman alla Casa Bianca. Trump lo ringrazia: “Ora mio figlio mi rispetterà un po’ di più” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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