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Bufera sul post di una preside dopo il derby Samb-Ascoli, a scuola spunta uno striscione: “Pesciara, via dall’Agraria”. Lei si difende: “È tutto assurdo”
“Preside pesciara, via dall’Agraria”. È scontro tra i tifosi dell’Ascoli Calcio e la preside dell’Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani” della città, Rossana Moretti. A dividere la scuola ci ha pensato il calcio. Da una parte i ragazzi che stanno con “la Regina delle Marche”. Dall’altra parte la preside che in un post pubblicato sullo stato WhatsApp, al termine del derby calcistico tra Sambenedettese e Ascoli, ha scritto: “Ridicoli bianconeri… esultare dinanzi a una curva vuota! Tipico dell’ascolano!”. Nei giorni scorsi al termine dell’incontro disputato al ‘Riviera delle Palme’, infatti, i calciatori di Francesco Tomei, per rendere tributo ai propri tifosi che non hanno potuto assistere alla partita a causa delle restrizioni per motivi di ordine pubblico, hanno deciso di ripetere il consueto rituale della corsa sotto la curva. Un gesto che la preside ha voluto commentare tra amici. Un post – rimosso subito dopo – ma rintracciato dagli ultras dell’Ascoli che non hanno perdonato Moretti. Venerdì mattina, infatti, sul cancello della scuola è apparso lo striscione: “Preside pesciara, via dall’Agraria”. Per chi non lo sapesse la parola dialettale “pesciara” è un riferimento alla costa e a chi si occupa di pesca. Un conflitto, quello tra Moretti e i tifosi dell’AC Ascoli 1898 che ha sollevato una serie di polemiche. Qualche papà, sui social, si è schierato contro la preside definendola “inadatta a ricoprire il ruolo di educatore” mentre altri hanno preso le sue difese spiegando che la situazione è degenerata. Sul sito “PicenoNews24” è apparso un articolo molto critico definendo la mossa della dirigente “un passo falso clamoroso, senza precedenti, che continua a generare sdegno e indignazione nei confronti della città offesa dal suddetto post, così come tra gli stessi professori dell’Agraria e i genitori dei ragazzi che temono per l’incolumità dei propri figli”. Un caso sul quale Moretti – contattata dal nostro giornale – risponde con una lunga lista di autoelogi in terza persona: “Sono nata a San Benedetto del Tronto ma ho girato l’Italia per lavorare nel privato prima di insegnare e poi fare la preside. Nel 2019 ho vissuto il periodo del Covid già ad Ascoli Piceno dove mi sono trasferita all’“Ulpiani” che era in declino. Non ho mai commentato nulla, non ho un solo social. Posto ogni tanto qualcosa sullo stato di WhatsApp. Ho sempre avuto un basso profilo perché mi sento servitrice dello Stato. Ho lavorato 24 ore al giorno. Al posto di risponderle su quello striscione io vorrei chiedere: cosa ne pensano i ragazzi di me? La preside Moretti è a capo di una nave che funziona benissimo. Ora l’“Ulpiani” grazie a me è rifiorito, l’ho ristrutturato completamente; durante la mia gestione ho captato fondi per i vigneti; ho consolidato e triplicato il fatturato. Sono stata persino all’ospedale per stress. Ho preso il patentino trattori e cingolati. Ho investito un paio di milioni di euro. Ho trovato altri 350milioni di euro per riconvertire il campo da pallacanestro. Dietro a ogni percorso c’è la preside Moretti che lavora 15-18 ore al giorno. Il sindaco di Ascoli mi stima. Abbiamo vinto il premio sulla comunicazione e marketing. Sfido chiunque a dire la pesciara deve andare via”. In merito al clamore suscitato dalla sua dichiarazione, invece ci dice: “Ho ricevuto un messaggio di solidarietà della direttrice dell’Usr Donatella D’Amico. Alcuni giornalisti hanno ucciso la figura professionale e etica della preside Moretti, ma ho ricevuto appoggio e vicinanza da tanta gente. Non posso leggere il marcio che si può buttare contro me. Non sono tifosa di alcuna squadra. Lo può attestare il fatto che si è trattato di una battuta ironica fatta con gli amici ascolani. Nessuno voleva togliere il merito alla squadra. È tutto assurdo. Sono state scritte solo frasi offensive contro di me. Fossi stata una tifosa della Sambenedettese quel club avrebbe reagito. Il mio è stato un atto di ingenuità, sono rimasta incastrata da ingranaggi tra tifoserie. A chi realmente conosce la preside Moretti chiedo se me ne devo andare per una leggerezza ironica scritta sullo “stato” visibile a poche persone. Lo striscione non l’ho visto perché ero a Fermo con alcune classi ma mi chiedo: ora cosa mi posso aspettare?”. L'articolo Bufera sul post di una preside dopo il derby Samb-Ascoli, a scuola spunta uno striscione: “Pesciara, via dall’Agraria”. Lei si difende: “È tutto assurdo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cani decapitati e chiusi in sacchi, scoperto “cimitero” clandestino nel Maceratese. Il ritrovamento grazie a un cucciolone del canile
Un maremmano decapitato e legato, come fosse incaprettato, e almeno altri 26 cani e un gatto (in tutto 28 animali), i cui resti erano chiusi in buste di plastica. È il ritrovamento horror fatto nel finesettimana nelle Marche, tra Loreto, in provincia di Ancona, e Scossicci, zona di Porto Recanati, nel Maceratese. Un vero e proprio “cimitero” clandestino su cui ora indaga la procura di Macerata con la pubblico ministero, Stefania Ciccioli, che ha aperto un fascicolo d’indagine per uccisione di animali. La scoperta è avvenuta sabato 7 febbraio, attorno alle 13,45, grazie a Fonzie, un cucciolotto di un anno del canile di Osimo, Lilly e i vagabondi, che si trovava in passeggiata, in una zona poco frequentata d’inverno, lungo uno stradone che da Villa Musone, frazione di Loreto, conduce al mare, per un possibile pre-affido insieme a un’educatrice e alla sua ipotetica futura “mamma”. Un momento per permettere ai futuri padroni di conoscere il cane e vedere come si comporta in un momento di quotidianità che però si è trasformato in un’esperienza scioccante. “Fonzie mentre erano in passeggiata ha cominciato ad abbaiare e tirare verso il guardrail – racconta al Fatto Quotidiano Manuela Pallotta, dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo che si occupa, tra gli altri, anche del canile cittadino – Tirava e non si capiva il perché. A un certo punto la volontaria si è affacciata e ha visto il primo cane, il maremmano. Era legato, incaprettato con nastro adesivo e busta di plastica. Sembrava decapitato”. L’associazione a quel punto chiama i carabinieri forestali, di cui hanno i contatti per segnalare casi di maltrattamenti. Insieme a loro arrivano anche le guardie zoofile e altre associazioni della zona. “Hanno cercato la testa del cane e hanno cominciato a trovare altri resti di cani dentro buste di plastica, quelle per il mangime o per il terriccio. Inizialmente ne hanno trovati solo tre, perché poi si è fatto buio. Domenica mattina altri 15 e lunedì altri ancora”, ci racconta ancora Pallotta. In tutto 28 animali. Il cane trovato da Fonzie è il più “recente”, lì, secondo le prime analisi, “da circa tre giorni”. “Gli altri erano in diversi stadi di decomposizione – spiega ancora – Un altro cane, un esemplare da caccia, aveva ancora il teschio, i denti e un po’ di pelo. Aveva un paio d’anni”. Simbolo, ci spiega la volontaria, che non si trattava solo di cani “vecchi”, ma anche di animali giovani. Tutte le ipotesi sono ancora al vaglio: i resti sono stati consegnati all’Istituto zooprofilattico di Tolentino che ora li dovrà analizzare insieme alla carcassa, integra di tessuti, del pastore maremmano trovato da Fonzie. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri forestali di Recanati e della sezione Conero di Ancona, insieme alla Scientifica dei carabinieri, per cercare di individuare chi abbia potuto abbandonare i resti e in che modo gli animali siano morti. La zona in cui sono stai ritrovati i resti, abbastanza nascosta, incolta e poco frequentata soprattutto in inverno, e la modalità di “smaltimento”, chiusi in sacchi, secondo la volontaria dell’associazione fanno pensare “a una stessa mano“, probabilmente di qualcuno “del posto che conosce la zona e sa che non ci passa nessuno”. Vicino ai resti, precisa, “sono state trovate anche buste con pallottole da caccia, accetta e mazze“. Secondo Pallotta potrebbe trattarsi anche di qualcuno “senza scrupoli” che fa questo “per altri”. Le ipotesi della volontaria, che da anni frequenta i canili della zona, sono molteplici, da cani morti che i proprietari non vogliono smaltire in discarica “per non spendere soldi”, ad animali giovani, come il maremmano, magari “non buoni per la caccia o per la pastorizia”. L’appello dell’associazione è a farsi avanti, anche in forma anonima, comunicando qualsiasi notizia utile ai canali dell’associazione che poi informerà le autorità competenti. In generale, spiega infine Pallotta, se ci si imbatte in situazioni ambigue che riguardano gli animali, per segnalazioni è possibile contattare “le guardie zoofile o la polizia municipale in caso di problemi amministrativi, come per esempio cani che vivono in box troppo piccoli”, o i carabinieri forestali “in casi peggiori, come i maltrattamenti”. Ora il pensiero va anche a Fonzie che, in ogni caso, ha subìto un momento di stress. “Nei prossimi giorni faremo un’altra prova in passeggiata per il pre-affido”, rassicura ancora la volontaria, sperando che l’adozione del cucciolotto coraggioso vada a buon fine. Nella foto il maremmano trovato legato e decapitato e Fonzie, il cane che ha scoperto i resti L'articolo Cani decapitati e chiusi in sacchi, scoperto “cimitero” clandestino nel Maceratese. Il ritrovamento grazie a un cucciolone del canile proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mareggiata nelle Marche, distrutti chilometri di costa a Porto Recanati. Sindaco: “Erosione che va avanti da decenni”
Una violenta mareggiata da sud, praticamente in assenza di vento o piogge particolari, l’esondazione del fiume Musone a causa del mare che non riceve, e conseguenti allagamenti e danni a strutture balneari su tutti i 9 chilometri di lungomare di Porto Recanati, in provincia di Macerata, in particolare a Scossicci ma anche nella zona sud del centro. La strada provinciale è stata chiusa a causa dei detriti lasciati dal mare. L’emergenza, iniziata nella tarda serata di ieri con gli allagamenti e i disagi per gli chalet, è poi proseguita e si è aggravata nella notte con l’uscita del fiume Musone che ha provocato altri danni anche alla strada lungo la costa. Ieri sera la furia del mare ha divelto anche la protezione con grandi sacchi di sabbia posti come barriera per alcuni stabilimenti balneari, con l’acqua che è penetrata in alcuni chalet e altre strutture. “Diciotto anni di lavoro ed è tutto finito” ha detto Giuseppe Frisari, titolare di uno chale sul lungomare. L'articolo Mareggiata nelle Marche, distrutti chilometri di costa a Porto Recanati. Sindaco: “Erosione che va avanti da decenni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Marche
Malato di tumore a terra in pronto soccorso a Senigallia: “Otto ore senza barella”. Pd-M5s: “Disumano e indegno”
Ha dovuto attendere per oltre 8 ore per avere una barella, tanto da doversi sdraiare per terra, nonostante un grave tumore che gli causa un dolore che gli impedisce di stare seduto a lungo. Quanto accaduto a un paziente di 60 anni, Franco, nel pronto soccorso di Senigallia – e documentato dalla moglie, Cecilia, in una foto – sta provocando un terremoto interno all’Azienda sanitaria territoriale di Ancona, sotto la quale ricade la struttura, e nel mondo politico non solo marchigiano. La direzione dell’Ast ha “immediatamente disposto verifiche interne” per approfondire il caso di quel giaciglio di fortuna approntato dal paziente e la direzione assicura che verranno analizzate “tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione, cosa che appare di straordinaria gravità”, poiché – secondo l’Azienda sanitaria – una situazione simile “non si è mai verificata” nell’ospedale Principe di Piemonte. Inevitabilmente, il caso è diventato immediatamente politico nella Regione guidata da Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d’Italia molto vicino alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Non è una semplice brutta storia. È il ritratto crudele di una sanità regionale che ha smarrito la sua missione fondamentale: prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili”, tuonano le deputate del Pd Irene Manzi e Ilenia Malavasi. “Il problema è strutturale e politico. È il risultato di scelte precise: tagli, depotenziamento degli ospedali pubblici, pronto soccorso lasciati senza personale e senza posti letto, territori abbandonati a sé stessi. La foto scattata da Cecilia non è una provocazione – attaccano – È una denuncia. È lo specchio di una Regione che chiede sacrifici ai cittadini ma non garantisce nemmeno l’essenziale a chi soffre”. “Sembra piuttosto evidente che qualcuno ha erratamente sottovalutato una situazione delicata”, ha detto l’assessore marchigiano alla Sanità Paolo Calcinaro sostenendo però che nessuno debba semplificare “la nostra sanità con quell’episodio perché sarebbe ingeneroso verso tanti professionisti e lavoratori del settore”. Tuttavia, ha amesso, “al lavoro, perché ovvio ce n’è tanto da fare”. Per il M5s quelle immagini “sono semplicemente disumane”. Per i parlamentari pentastellati delle Commissioni Affari sociali di Camera e Senato, si tratta di “una situazione indegna di un Paese civile” che segna “un punto di non ritorno di fronte al quale non possiamo più accettare che il Governo continui a prendere in giro gli italiani con false promesse, una vergognosa propaganda e la collezione di tagli e fallimenti che siamo costretti a sopportare”. L'articolo Malato di tumore a terra in pronto soccorso a Senigallia: “Otto ore senza barella”. Pd-M5s: “Disumano e indegno” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho pagato 6mila euro e ora non parto”: sparisce la titolare dell’agenzia viaggi, clienti su tutte le furie ma è giallo su che fine abbia fatto Antonella Ago
L’agenzia è chiusa, il telefono squilla a vuoto e la titolare sembra svanita nel nulla. A Fano cresce l’angoscia intorno alla scomparsa di Antonella Ago, 63 anni, storica titolare dell’agenzia “Il vicolo dei viaggi”, nel pieno centro cittadino. Da giorni la donna risulta irreperibile, tanto che familiari e clienti si sono rivolti ai carabinieri per chiedere chiarimenti e avviare le ricerche. La notizia è riportata da Il Messaggero. Tutto è iniziato subito dopo l’Epifania: la figlia di Ago, non riuscendo più a contattarla telefonicamente e non trovandola nemmeno a casa, ha presentato denuncia. Un gesto definito dagli stessi conoscenti come inevitabile, vista l’assoluta anomalia della situazione: Antonella Ago lavora da oltre trent’anni nel settore turistico ed è sempre stata descritta come una professionista presente, reperibile e scrupolosa. Nel frattempo, anche diversi clienti si sono rivolti ai carabinieri della compagnia di Fano: alcuni avevano viaggi imminenti già pagati, altri si erano recati fisicamente in agenzia per ritirare documenti e biglietti, trovando però la saracinesca abbassata e le luci spente. Inizialmente si era pensato a un disguido tecnico o a un ritardo nella riapertura dopo le festività, ma con il passare delle ore la preoccupazione è aumentata. A rendere il quadro ancora più enigmatico è un post comparso mercoledì sulla pagina Facebook dell’agenzia, che pubblicizzava un viaggio in Giappone. Secondo esperti di comunicazione digitale, il contenuto potrebbe essere stato programmato giorni prima, ma per molti clienti è stato un segnale fuorviante che ha ritardato l’allarme. Tra le testimonianze raccolte dal quotidiano romano c’è quella di Loredana, residente in Romagna, che racconta di aver versato circa 6mila euro per un viaggio di gruppo in Vietnam. “Ad ottobre l’agenzia aveva pubblicizzato un viaggio dall’11 al 26 gennaio 2026. Io e mio marito avevamo già saldato tutto e saremmo dovuti partire da Milano domenica prossima“, spiega. “Non ricevendo più risposta e trovando l’agenzia chiusa mi sono rivolta ai carabinieri. Mi hanno detto che non ero la prima a segnalare il problema. Non mi era mai successo nulla di simile”. I militari dell’Arma hanno avviato accertamenti e parlano, al momento, di un possibile allontanamento volontario, ma precisano che nessuna ipotesi è esclusa: le indagini sono in corso e puntano a chiarire sia le ragioni della scomparsa sia la posizione dei clienti che rischiano di perdere le somme già versate. L'articolo “Ho pagato 6mila euro e ora non parto”: sparisce la titolare dell’agenzia viaggi, clienti su tutte le furie ma è giallo su che fine abbia fatto Antonella Ago proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nevica sull’Appennino umbro-marchigiano, i vigili del fuoco intervengono per liberare la strada dagli alberi caduti
Giorni di precipitazioni nevose sull’Appennino umbro-marchigiano, a partire da ieri, 4 gennaio, e fino a domani, giorno dell’Epifania. Coinvolte Fabriano (Ancona) e Serravalle di Chienti (Macerata), a ridosso del valico di Colfiorito. Neve anche alle quote più alte dell’Appennino, a partire da Frontignano (Macerata) e sulle cime montuose dell’entroterra, con accumuli variabili in base all’altitudine e all’intensità delle precipitazioni. Insieme alla neve, anche i primi disagi: nella zona di Fabriano sono decine gli interventi dei vigili del fuoco a causa di alberi caduti sulla sede stradale per le precipitazioni nevose, per rimuovere le piante e ripristinare la viabilità. L'articolo Nevica sull’Appennino umbro-marchigiano, i vigili del fuoco intervengono per liberare la strada dagli alberi caduti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
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Marche, i fondi per il sisma finiscono allo sci: stanziati oltre 60 milioni per piste e impianti dove non nevica più
Non siamo a “uno stramilione di biliardoni”, e neppure a “un ottone di millantoni”, numeri inventati da Gianni Rodari nel suo Favole al telefono, ma poco ci manca. Per i comprensori sciistici marchigiani non si bada a spese, attingendo risorse dove possibile, ma soprattutto ai fondi per il sisma. Degli oltre 99 milioni destinati nel settembre 2021 dal Contratto istituzionale di sviluppo aree sisma, quasi 34,5 milioni di euro sono finiti a piste e impianti di risalita. Dei cento milioni stanziati dal Fondo complementare Pnrr sisma 2009-2016, oltre 28,8 milioni. “Opere come queste hanno un valore che va oltre la funzione tecnica: rappresentano un tassello del rilancio turistico e ambientale dell’Alto Nera, una delle aree più duramente colpite dal sisma del 2016”, ha spiegato a novembre scorso il Commissario straordinario Guido Castelli a proposito dell’intervento sul garage per i mezzi battipista sul Monte Prata, a Castelsantangelo sul Nera. Ci sono poi i “Contributi regionali ai beneficiari pubblici e privati per l’innovazione degli impianti a fune e per la valorizzazione dei comprensori sciistici”: quasi 1,6 milioni di euro nel 2022, altri 319.995 nel 2023, 804mila nel 2025 (questi ultimi ancora da ripartire tra i beneficiari). Non di rado intervengono direttamente i comuni: la cabinovia Frontignano-Cornaccione è stata finanziata in parte dal Comune di Ussita con quasi 500mila euro. Non è finita, perché c’è anche il fondo nazionale da 230 milioni di euro del ministero del Turismo “per la realizzazione di interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione degli impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale”: in graduatoria ci sono la Sassotetto srl che gestisce gli impianti di Sassotetto di Sarnano (Macerata), con quasi 9,5 milioni di euro, e la Monte Catria Impianti Scarl, nel Pesarese, con 9,05 milioni di euro. Insomma, Regione, comuni e governo nazionale – a prescindere dagli schieramenti politici – continuano a essere convinti che il rilancio delle località montane marchigiane passi per i comprensori sciistici. Nonostante di neve, naturale, ne cada sempre meno, come mostrano i progetti di bacini artificiali per l’innevamento programmato, nonché i cosiddetti “ristori regionali” per la mancanza di precipitazioni nevose: 650mila euro nel 2024, aumentati a 750mila nel 2025. Per farsi un’idea, a Monte Prata (Maceratese) sono stati stanziati due milioni di euro per le opere di accesso al comprensorio ed è in programma una nuova seggiovia da 5,6 milioni. A Frontignano di Ussita, ancora nel Maceratese, la nuova cabinovia per Cornaccione ha impegnato 17 milioni di euro. “Solo” 3,5 milioni di euro per il Monte Catria, in provincia di Pesaro e Urbino. “L’economia della neve continua a essere al centro degli investimenti, nonostante i dati relativi all’ambiente e al clima dovrebbero suggerire altro. Ritenendo che, attraverso la realizzazione di nuovi impianti di risalita, si possano riqualificare territori in sofferenza”, dice a ilfattoquotidiano.it Marco Ciarulli, Presidente di Legambiente Marche. Una miriade di progetti, non di rado nel bel mezzo di aree naturali tutelate, come denunciato in diverse circostanze dalle associazioni ambientaliste. “Molte zone erano già instabili. Ora il rischio per i paesi a valle, come Frontone, è aumentato. Tagliare gli alberi accelera il dissesto”, denuncia il geologo Andrea Dignani. Quando ci si renderà conto che è diventato necessario adeguarsi al cambiamento climatico? L'articolo Marche, i fondi per il sisma finiscono allo sci: stanziati oltre 60 milioni per piste e impianti dove non nevica più proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Terremoto Centro Italia
Si intrecciano i paracadute durante il volo: due morti a Fano
Due persone sono morte vicino all’aeroporto di Fano durante un volo con il paracadute. I due – un uomo e una donna – si sarebbero lanciati insieme a un’altra coppia e, stando a una prima ricostruzione, i loro paracaduti si sarebbero intrecciati non permettendo di atterrare in sicurezza: sarebbero precipitati da circa 50 metri di altezza. La coppia si sarebbe attorcigliata in volo precipitando poi a terra, si apprende da stesse fonti che hanno visto la scena e sentito il forte rumore della caduta a terra. L’uomo era un istruttore, originario proprio della città marchigiana dove è avvenuta la tragedia, mentre la donna era di Rimini. Entrambi avevano circa 50 anni ed erano paracadutisti esperti. L’incidente è avvenuto attorno alle 11.30 in un’area privata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso, e i carabinieri che sono stati delegati a ricostruire la vicenda. L'articolo Si intrecciano i paracadute durante il volo: due morti a Fano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Marche
“Favoriti solo i feudi del centrodestra”: polemiche per la Zona Economica Speciale nelle Marche
È stata presentata come il grande rilancio per la regione: il 4 agosto, dalla Mole Vanvitelliana di Ancona, la premier Giorgia Meloni annunciava l’estensione della Zona Economica Speciale (Zes) anche a Marche e Umbria. Un intervento subito trasformato in cavallo di battaglia elettorale dal candidato, suo fedelissimo, Francesco Acquaroli (Fdi) che, per settimane, ne ha rivendicato la “grande opportunità” per l’intero territorio. Ma a urne chiuse, con la vittoria acquisita, e soprattutto con la mappa dei benefici in mano, è esplosa la polemica. Da misura pensata per tutti, la Zes concentra il suo principale vantaggio economico – il credito d’imposta sugli investimenti – quasi esclusivamente sulle aree del Sud della regione, lasciando fuori proprio quei territori decisivi per la rielezione di Acquaroli. Le opposizioni non hanno dubbi e vanno all’attacco: “Favoriti solo i feudi del centrodestra“. Facciamo ordine. La Zes è un meccanismo pensato per ridurre i divari territoriali e stimolare lo sviluppo economico strettamente collegato alle regole dell’Ue sugli aiuti di Stato. Si basa su tre strumenti: lo snellimento burocratico, le agevolazioni fiscali e il credito d’imposta per le imprese. Mentre i primi due valgono per tutto il territorio, il credito d’imposta – cioè il rimborso di una parte delle spese sostenute per nuovi macchinari, ampliamenti o strutture – è riservato solo ai comuni inseriti in una specifica lista regionale. Ed è qui che nasce lo scontro politico. La Zes diventa legge il 19 novembre ma già nel 2021 la giunta Acquaroli aveva predisposto un elenco di 122 comuni, poi saliti a 124. Dati alla mano, però, la copertura è altissima nel Sud della regione: 87% per la provincia di Macerata, 77% per Fermo e 91% per Ascoli Piceno. Molto più bassa nelle aree settentrionali: 28% in provincia di Ancona e appena il 4% in quella di Pesaro e Urbino. Uno squilibrio subito denunciato dalle opposizioni: “Si vanno a premiare i feudi tradizionali del centrodestra, lasciando indietro i territori storicamente più vicini al centrosinistra”. Non solo: “La lista della Zes è sbilanciata e rischia di creare un Sud che corre e un Nord che resta fermo – dice a ilfattoquotidiano.it la consigliera regionale dem Micaela Vitri -. Nel Pesarese, che pure ha distretti industriali competitivi, i comuni inclusi sono solo due (Frontone e Serra Sant’Abbondio): è una penalizzazione politica evidente”. Nel frattempo, a Urbino, uno dei tanti comuni esclusi dal credito d’imposta e amministrato dal centrodestra, il sindaco Maurizio Gambini preferisce non alzare i toni, dicendosi preoccupato ma non allarmato: “Le aree sono state definite in base a classificazioni precedenti e la Zes non è solo credito d’imposta: altro punto molto importante è la semplificazione delle procedura – spiega a ilfattoquotidiano.it -. Certo speriamo che la nostra area venga inserita ma la polemica politica non regge: si parlava di questa lista già prima delle elezioni”. Da Bruxelles interviene anche Matteo Ricci, eurodeputato, ex sindaco di Pesaro e grande sconfitto alle ultime regionali: “La mappatura va rivista con la Commissione europea che stabilisce i criteri per l’accesso agli aiuti di Stato – sottolinea -. Ho parlato con il commissario Raffaele Fitto: lasciare fuori metà regione è sbagliato e discriminatorio”. Intanto il centrodestra difende a spada tratta l’impianto della misura. Lo testimonia anche il grande evento organizzato, mercoledì scorso, all’Università Politecnica delle Marche, ad Ancona, dove Acquaroli ha presentato (ufficialmente) la Zes rilanciando ancora una volta la “grande opportunità”. Per poi insistere sul fatto che “l’impatto maggiore non è dato dal credito d’imposta ma dalla sburocratizzazione”. Mentre sul divario tra Nord e Sud ha provato a frenare: “La possibilità di rivedere le aree che ricevono aiuti di Stato esiste e nel 2026 faremo richiesta all’Unione per garantire maggiore equità all’intero territorio”. Le opposizioni però rilanciano: “Acquaroli scarica la responsabilità sull’Europa”, attacca Vitri: “La giunta può intervenire subito, insieme al governo, per rimodulare la lista e non lasciare indietro un pezzo di regione”. L'articolo “Favoriti solo i feudi del centrodestra”: polemiche per la Zona Economica Speciale nelle Marche proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Diversity Media Awards, ilfattoquotidiano.it premiato per il miglior articolo web con un’inchiesta sugli ostacoli all’aborto nelle Marche
Sono stati proclamati il 28 novembre, in diretta sul profilo Instagram di Fondazione Diversity, i vincitori e le vincitrici della decima edizione dei Diversity Media Awards, i riconoscimenti che premiano i personaggi e i contenuti mediali che si sono distinti nel corso dell’anno precedente per una rappresentazione valorizzante ed inclusiva delle persone e dei temi per Genere, Età, Etnia, Disabilità, LGBT+, Aspetto Fisico. Tra i premiati anche Eleonora Cirant, giornalista collaboratrice de ilfattoquotidiano.it, vincitrice nella categoria miglior articolo stampa web con un’inchiesta sugli ostacoli all’aborto nelle Marche. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Fondazione Diversity ~ Diversity Media Awards > (@diversitylab) Ascoltando il sentimento del tempo e delle comunità, il momento storico che stiamo vivendo richiede di mettere da parte red carpet e teatri per ripartire dall’essenziale. Per questo i Diversity Media Awards hanno inaugurato un nuovo evento digitale che ha portato i premi laddove l’inclusione ha trovato negli anni una “casa” naturale e una straordinaria cassa di risonanza per istanze spesso totalmente escluse dall’informazione tradizionale, i social. Un viaggio nella ricchezza della diversità, raccontato sui social da 13 contenuti video nei quali Aurora, Guglielmo e Pierluca hanno celebrato tutte le nominate e i nominati delle varie categorie e annunciato i vincitori e le vincitrici di questa edizione. Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani nei territori palestinesi, è eletta Personaggio dell’Anno, perché “ha mantenuto un impegno instancabile nel denunciare il genocidio in corso. La sua voce rigorosa e la sua presenza internazionale rendono inevitabile il confronto con le responsabilità politiche e morali che il tema impone”, come si legge nelle motivazioni del premio. Il Premio al Miglior Programma Tv l’ha vinto “La perfezione non esiste” (Prime Video) perché “propone uno sguardo originale sulla chirurgia estetica, arricchito dal contributo di psicologhe/i e anestesiste/i. Attraverso i racconti dei pazienti, il programma mette al centro il rapporto con il proprio corpo e le pressioni dei modelli di bellezza diffusi online, mantenendo una prospettiva rispettosa e inclusiva, valorizzando anche corpi lontani dagli standard tradizionali”. Il Premio come Miglior Film Italiano se l’è aggiudicato “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri, in quanto “è interessante come inviti alla riflessione chiamando in causa responsabilità diffuse – scuola, comunità, piattaforme digitali – per ribadire l’urgenza di contrastare l’omolesbobitransfobia quotidiana che ancora attraversa la nostra società”. Per quanto riguarda il mondo delle serie tv, il riconoscimento alla Miglior Serie TV Italiana è stato vinto da “L’arte della gioia” di Valeria Golino (Sky e NOW) perché “la miniserie attraversa desiderio, classe, autodeterminazione e tabù, senza addomesticarne la complessità. Un racconto di formazione femminile che provoca e interroga l’ordine morale. Al centro, una protagonista svincolata dagli stereotipi di genere e una rappresentazione della disabilità matura e coerente, sostenuta dalla presenza in scena di interpreti con disabilità, scelta ancora rara nel panorama audiovisivo italiano”, mentre la vittoria per la Miglior Serie Tv Straniera se l’è aggiudicata “Hacks” (Netflix) per “aver creato una straordinaria storia di donne, raccontando una protagonista fortissima nei suoi settant’anni e l’incredibile crescita di un legame tra due generazioni differenti. L’alta qualità di questa serie rende giustizia alla rappresentazione del femminile nel suo invecchiamento, visto non come un declino valoriale, ma trattato con rispetto, seppur sempre con ironia”. Infine, il Premio per la Miglior Serie Tv Young è andato a “Hearstopper 3” (Netflix) dato che con la terza stagione “conferma l’impegno nel mostrare l’universo LGBT+ young, facendo attenzione anche a rappresentare diversità di corpi e a mettere al centro i temi della salute mentale”. “5 in condotta” (Rai Radio 2) condotto da Serena Bortone ha vinto il riconoscimento come Miglior Programma Radio perché “si propone come spazio libero di confronto sull’attualità e la società. Con leggerezza e autoironia, affronta temi complessi dando spazio a idee e prospettive diverse. La conduzione di Serena Bortone, da sempre attenta ai diritti civili, contribuisce a rendere il programma un presidio di pluralismo e inclusione, in grado di portare nel servizio pubblico un dialogo accessibile e non superficiale”. Il Premio per il Miglior Podcast se l’è aggiudicato “Sigmund” (Il Post), condotto da Daniela Collu che “con rigore e chiarezza affronta temi complessi legati alla salute mentale, dalla psicoterapia al trauma, fino all’impatto dei social sulla psiche. Ogni puntata, arricchita dal dialogo con professionisti e professioniste, contribuisce a sfatare tabù e disinformazione, offrendo strumenti di comprensione accessibili e normalizzando la cura psicologica come pratica di consapevolezza e benessere”. A ricevere il riconoscimento come Creator dell’anno è Sofia Fabiani (@cucinare_stanca) che “con ironia e linguaggio diretto ha trasformato la cucina in uno spazio di riflessione sociale, smontando stereotipi di genere, orientamento sessuale e affettivo, pregiudizi sul corpo, rendendo l’inclusione un ingrediente quotidiano, accessibile e potente”, mentre il premio come Miglior Prodotto Digital è stato vinto da Aurora Leone dei The Jackal per il contenuto “La festa dei Nonni” in quanto “The Jackal e Aurora Leone hanno raccontato il valore delle relazioni intergenerazionali celebrando affetto, diversità e legami familiari con ironia e autenticità capaci di parlare a pubblici trasversali”. Durante l’evento sono stati attribuiti anche i riconoscimenti all’informazione: Miglior servizio TG al Tg La7 (per il servizio “Data Room di Milena Gabanelli: il centro per migranti di Mineo e il bisogno di manodopera in Italia” di Milena Gabanelli), Miglior Articolo Stampa Quotidiani a Il Messaggero (per l’articolo “Il miraggio parità nel lavoro” di Franca Giansoldati e Gabriele Rosana), Miglior Articolo Stampa Periodici a Il Venerdì – La Repubblica (per l’articolo “Il primo pride non si scorda mai” di Claudia Arletti) e Miglior Articolo Stampa Web a Ilfattoquotidiano.it (per l’articolo “Marche, obiezione quasi al 100% e ostacoli all’aborto farmacologico: le storie delle donne costrette a spostarsi. E la Regione non si adegua alle linee ministeriali” di Eleonora Cirant). I Diversity Media Awards sono un osservatorio costante dello stato dell’inclusività dei media d’informazione e d’intrattenimento: le segnalazioni per l’edizione 2026 riapriranno subito dopo il 28 novembre. L'articolo Diversity Media Awards, ilfattoquotidiano.it premiato per il miglior articolo web con un’inchiesta sugli ostacoli all’aborto nelle Marche proviene da Il Fatto Quotidiano.
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