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Svizzera, autobus a fuoco nel centro di Kerzers: “Ci sono diversi morti e feriti”
Un autobus postale, un pullman adibito a servizio di linea, si è incendiato in Svizzera. Nel rogo diversi passeggeri sono morti mentre altri sono rimasti feriti, secondo quanto conferma la polizia cantonale. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di martedì, intorno alle 18.25, nel centro di Kerzers, nel canton Friburgo. Un portavoce delle forze dell’ordine ha dichiarato all’agenzia Keystone-Ats che è ancora troppo presto per determinare la dinamica dell’incendio e che ulteriori informazioni saranno diffuse non appena la polizia ne saprà di più. Tra i feriti, una persona è stata trasportata in elicottero del soccorso svizzero Rega. Il luogo dell’incidente è stato transennato e la polizia ha chiesto alla popolazione di non recarsi sul posto. L'articolo Svizzera, autobus a fuoco nel centro di Kerzers: “Ci sono diversi morti e feriti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Anziano trovato carbonizzato a Roma: i Carabinieri diffondono le immagini per l’identificazione
Cappello, bastone e niente documenti. Questo era il quadro che si presentava alle autorità. Sono trascorsi due anni da quella tragica notte e quell’anziano signore non è stato ancora identificato. Per questo la Legione Carabinieri Lazio – Compagnia di Pomezia, su delega della Procura della Repubblica di Roma, ha diffuso le immagini dell’uomo trovato senza vita e completamente carbonizzato il 23 febbraio 2024 in via Alvaro Del Portillo, nelle vicinanze del Campus Bio-Medico di Roma. Il corpo è stato trovato privo di vita a Trigoria, in un’area adiacente all’ateneo. Secondo quanto riportato in un articolo di cronaca pubblicato allora da Roma Today, l’allarme era scattato nella serata del 23 febbraio, quando era stato segnalato un incendio. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Una volta domate le fiamme, era stato trovato il cadavere, ormai arso dalle fiamme. Non erano stati trovati i documenti utili all’identificazione e nemmeno le indagini svolte nelle ore e nei giorni successivi avevano consentito di risalire all’identità della vittima. L’uomo sarebbe “presumibilmente di circa 80 anni”, alto “160–165 cm”, “munito di bastone” e con “un borsello a tracolla”. Da qui l’appello alla cittadinanza e agli organi di informazione a diffondere le immagini affinché chiunque riconosca l’uomo possa fornire informazioni utili alla sua identificazione. Chiunque abbia notizie è pregato di contattare i Carabinieri di Pomezia al numero 0691628859. L'articolo Anziano trovato carbonizzato a Roma: i Carabinieri diffondono le immagini per l’identificazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È tornata in Italia la 15enne biellese rimasta ustionata a Crans-Montana. La procura acquisisce un nuovo video
È tornata in Italia Elsa, la quindicenne biellese che è stata fino a oggi ricoverata a Zurigo a seguito delle gravi ustioni riportate nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. “È la prima vera buona notizia da quel maledetto giorno”, ha detto il papà Lorenzo sottolineando che la 15enne “è felice di tornare in Italia”. Un po’ di sollievo per i genitori di Elsa: “Le condizioni sono stabili” ed è così stato possibile organizzare il trasferimento al al Centro grandi ustionati del Cto di Torino per proseguire le cure. L’elicottero decollato da Zurigo è atterrato a Torino intorno alle 13. La studentessa aveva riportato ustioni su circa il 60% del corpo. Uscita dal coma dopo 22 giorni dall’incendio, è stata sottoposta a più interventi chirurgici. Una notizia che ha sollevato anche i compagni di classe dell’istituto superiore di Biella frequentato dalla giovane. Amici e compagni di scuola in queste settimane hanno avuto sempre un filo diretto con la famiglia sperando nell’arrivo di buone notizie. Intanto un nuovo video, registrato nei giorni precedenti alla strage di Capodanno e che immortala una serata con minorenni che consumano alcol nel bar Le Constellation è ora agli atti del fascicolo aperto in procura a Roma. Un video, dove oltre alla folla di giovani presenti, è visibile anche lo stato del locale. Immagini registrate da un amico di una delle vittime che verranno analizzate dagli inquirenti insieme a quelle contenute nei telefoni già sequestrati alla ricerca di elementi che possano aiutare a ricostruire la dinamica e le ipotesi di responsabilità. In più, oltre alle testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale che hanno restituito racconti sovrapponibili, uscite di sicurezza sbarrate, Jessica Moretti che scappa, il fuoco che divampa in pochi minuti, i pm di piazzale ora acquisiranno anche quelle dei genitori dei giovani, alcuni dei quali intervenuti in soccorso la sera della strage. Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I pm capitolini tra il 23 e il 27 marzo torneranno in Svizzera, questa volta a Sion, dove avranno a disposizione gli atti finora raccolti che potranno selezionare. L'articolo È tornata in Italia la 15enne biellese rimasta ustionata a Crans-Montana. La procura acquisisce un nuovo video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Argentina, gli incendi distruggono 36mila ettari di foreste in Patagonia dall’inizio dell’anno. Ma Milei dimezza i fondi per i vigili del fuoco
Gli incendi nella Patagonia argentina non si fermano. Dal 5 gennaio sono stati distrutti oltre 36mila ettari di foreste autoctone, pascoli e praterie secondo i dati dell’Agencia Federal de Emergencias (AFE). Le zone interessate si trovano in particolare nella Comarca andina al confine con il Cile, vasta area caratterizzata da boschi e paesaggi montani. La provincia di Chubut è la più colpita e le fiamme hanno raggiunto anche il Parque Nacional Los Alerces. Secondo Greenpeace, sono andati distrutti oltre 40mila ettari. “Gli incendi sono riconducibili a tre cause strutturali che si completano a vicenda. La prima è la crisi climatica globale. L’Argentina sta vivendo ondate di calore anomale con temperature di 30-32 gradi. La siccità, aggravata dal cambiamento climatico, rende il territorio più arido e incline agli incendi”, spiega a ilfattoquotidiano.it Enrique Viale, avvocato dell’organizzazione “Abogados Ambientalistas”. “L’altro fattore è la proliferazione delle piantagioni massive di pini. È una specie esotica, proveniente dal Nord America, e possiede caratteristiche pirofite: dopo ogni incendio, si moltiplica. Anche questo contribuisce a rendere gli incendi così devastanti: è come bruciare una polveriera”, prosegue Viale. “Il terzo fattore è l’attuale governo libertario che ha deciso di definanziare tutte le politiche ambientali”. Nei due anni del governo del presidente di destra Javier Milei, noto per le sue posizioni negazioniste sul cambiamento climatico, il bilancio nazionale destinato al “Servicio nacional de manejo del fuego” (Snmf, l’organismo statale che si occupa di prevenire e contrastare gli incendi forestali) ha subito tagli drastici. Secondo un rapporto elaborato dalla “Fundación ambiente y recursos naturales”, la legge di bilancio 2026 ha assegnato al Snmf circa 20.131 milioni di pesos, cifra che segna una riduzione reale del 69% rispetto al bilancio effettivamente eseguito nel 2023. Facendo una comparazione con il 2025, i fondi si sono ridotti del 54% evidenziando, secondo l’organizzazione ambientalista, come la gestione degli incendi abbia una bassa priorità nell’assegnazione delle risorse pubbliche. “La riduzione del bilancio ha conseguenze molteplici: meno attività di prevenzione, minori acquisti delle attrezzature e degli equipaggiamenti necessari sia per prevenire sia per intervenire quando si stanno verificando gli incendi”, spiega Alejo Fardjoume, delegato sindacale dell’ “Asociación trabajadores del estado” (Ate), referente per i lavoratori dei parchi nazionali. “Il definanziamento non è una mancanza di politica: è una politica in sé”. Un ulteriore fattore critico è l’esecuzione parziale del bilancio assegnato. Nel 2024 era stato usato solo il 22% dei fondi disponibili, nonostante in quell’anno nel Paese a causa degli incendi fossero andati distrutti più di 300mila ettari. Nel 2025, anche a seguito di proteste e reclami, si era registrato un maggiore utilizzo delle risorse assegnate. Nonostante ciò, il Snmf aveva lasciato inutilizzato il 25% dei fondi ricevuti. “Nei parchi nazionali, nelle formazioni che intervengono durante gli incendi, lavorano attualmente 391 persone quando dovrebbero essere almeno 700 – afferma Fardjoume – . Hanno contratti precari che, in alcuni casi, sono rinnovati annualmente da oltre un ventennio senza garantire stabilità ai lavoratori. Nelle zone centrali del Paese, lo stipendio iniziale è circa 650mila pesos (circa 376 euro). In Patagonia, dove si percepisce un’indennità per le condizioni sfavorevoli di lavoro, si parte da 850mila pesos (circa 492 euro). Questa cifra non aumenta molto, nemmeno dopo molti anni di carriera ed esperienza. La realtà che stiamo vivendo impone allo Stato maggiore preparazione e più ascolto delle comunità locali”. Di fronte all’assenza delle istituzioni, i cittadini si sono organizzati in squadre di volontari per supportare il lavoro dei vigili del fuoco. “Un incendio si inizia a combattere prima delle fiamme. Ora senza finanziamenti e personale, sta diventando sempre più difficile”. L'articolo Argentina, gli incendi distruggono 36mila ettari di foreste in Patagonia dall’inizio dell’anno. Ma Milei dimezza i fondi per i vigili del fuoco proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il fumo degli incendi boschivi aumenta il rischio di ictus”. Lo studio e il confronto con lo smog
Abbiamo sempre guardato agli incendi boschivi come a una minaccia per le foreste, le case e la biodiversità. Ma mentre il cambiamento climatico rende queste “tempeste di fuoco” più frequenti e intense, un nuovo inquietante studio mostra che le persone esposte al fumo degli incendi boschivi hanno un rischio maggiore di ictus. I risultati, pubblicati sull’European Heart Journal, stimano che solo negli Stati Uniti il fumo degli incendi boschivi possa essere responsabile di circa 17mila ictus ogni anno. “È uno studio molto interessante che ci fa pensare anche ai rischi che corriamo nel nostro paese, dove spesso in estate si verificano numerosi incendi che rendono l’aria irrespirabile, ricca di sostanze che possono essere dannose per la nostra salute”, commenta Eugenio Stabile, direttore dell’UOC Cardiologia, dell’Azienda Ospedaliera San Carlo e docente del Dipartimento Scienze della Salute dell’Università della Basilicata. La ricerca, guidata da Yang Liu della Emory University, ha analizzato i dati di circa 25 milioni di persone negli Stati Uniti di età superiore ai 65 anni, coperte dal programma federale di assicurazione sanitaria Medicare. Circa 2,9 milioni di queste persone hanno avuto un ictus tra il 2007 e il 2018. I ricercatori hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per stimare l’esposizione di ogni persona al fumo degli incendi boschivi con una misura chiamata PM2.5, cioè la concentrazione di particolato fine con un diametro pari o inferiore a 2,5 micrometri. Gli studiosi hanno anche esaminato l’esposizione ad altri inquinanti atmosferici e hanno tenuto conto di noti fattori di rischio di ictus, come il fumo e lo status socioeconomico. Questo ha permesso al team di confrontare i livelli di esposizione a lungo termine delle persone al fumo degli incendi boschivi con il rischio di ictus, arrivando a una conclusione sconcertante: per ogni microgrammo per metro cubo di aumento delle polveri sottili (PM2.5) derivanti dal fumo degli incendi, il rischio di ictus aumenta dell’1,3%. Per fare un confronto, la stessa quantità di polveri sottili prodotta dal traffico o dalle industrie aumenta il rischio “solo” dello 0,7%. In altre parole, il fumo degli incendi sembra essere quasi due volte più tossico per il nostro sistema cerebrovascolare rispetto allo smog cittadino. “Questo suggerisce che il fumo degli incendi boschivi – spiega Liu – potrebbe essere ancora più dannoso per il cervello e i vasi sanguigni rispetto all’inquinamento proveniente da altre fonti”. Le particelle che compongono il fumo degli incendi sono un cocktail chimico complesso. Quando un incendio divora non solo alberi, ma anche automobili, case e prodotti industriali, il fumo si carica di metalli pesanti, sostanze chimiche sintetiche e composti altamente ossidanti. Queste micro-particelle sono abbastanza piccole da superare la barriera dei polmoni e finire direttamente nel flusso sanguigno. Una volta lì, scatenano una tempesta perfetta. In primo luogo, il corpo reagisce al fumo come a un’infiammazione massiccia. Poi subentra lo stress ossidativo: le cellule vengono danneggiate dai radicali liberi contenuti nel fumo. Infine, le pareti dei vasi sanguigni si irrigidiscono, favorendo la formazione di coaguli che possono viaggiare fino al cervello, causando l’ictus. Le persone che vivono vicino agli incendi boschivi, inoltre, possono provare lo stress di dover evacuare la propria casa, il che può anche compromettere le normali cure mediche. “Il fumo di per sé – spiega Stabile – contiene degli ossidanti che sono capaci di alterare la struttura delle particelle che trasportano il colesterolo, come l’LDL, e le rendono capaci di stimolare lo sviluppo dell’aterosclerosi. Oltretutto questi stimolanti inibiscono la normale fisiologia delle cellule endoteliali e delle piastrine, due strutture, una contenuta all’interno dei nostri vasi e una contenuta nel sangue circolante, che sono capaci di inibire la formazione dei trombi. L’insieme delle condizioni protrombotiche e delle condizioni pro-aterosclerotiche derivate dall’esposizione consistente al fumo può determinare un significativo incremento delle malattie cardiovascolari”. Il dato forse più allarmante dello studio riguarda la durata dell’impatto. Non parliamo solo di chi si trova vicino alle fiamme. Le correnti d’aria trasportano queste particelle per migliaia di chilometri, coprendo intere nazioni in una coltre invisibile. Gli studi indicano che l’esposizione accumulata in 2 o 3 anni è quella che presenta i rischi maggiori, suggerendo che gli effetti sulla salute continuano a manifestarsi molto tempo dopo che l’ultimo tizzone è stato spento. “Per le persone che vivono in aree a rischio di incendi, è importante capire che il fumo degli incendi boschivi – evidenzia Liu – non rappresenta solo un pericolo immediato per la respirazione, ma può anche aumentare il rischio di ictus a lungo termine”. Comportamenti preventivi, come l’attivazione dei sistemi di filtraggio dell’aria interna e la limitazione dell’attività fisica all’aperto nelle giornate con fumo intenso, possono aiutare a prevenire un ictus. “I nostri risultati suggeriscono inoltre che non esiste una soglia di sicurezza apparente per l’esposizione al fumo”, afferma Liu. “Questo significa che anche il fumo ricorrente ‘moderato’ potrebbe essere rilevante, non solo gli eventi estremi. Politiche che prevengano o gestiscano gli incendi, migliorino i rifugi per l’aria pulita a livello comunitario e garantiscano l’accesso all’assistenza medica e ai farmaci durante e dopo gli eventi di fumo potrebbero ridurre l’incidenza di ictus in una popolazione che invecchia”, conclude. Lo studio L'articolo “Il fumo degli incendi boschivi aumenta il rischio di ictus”. Lo studio e il confronto con lo smog proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Camion a fuoco in galleria sull’autostrada A1, 16 km di coda a Firenze
L’autostrada del Sole è bloccata, poco dopo le 15, in direzione Nord nel nodo di Firenze a causa di un incidente che ha coinvolto un camion, andato a fuoco nella galleria “Le Croci”, subito dopo Calenzano e prima del bivio della variante di Valico. Al momento ci sono 8 km di coda nel tratto bloccato tra la galleria e Calenzano e altri 8 per l’uscita obbligatoria a Calenzano. L’incendio è stato spento dai vigili del fuoco e sono poi iniziate le bonifiche e le verifiche della Società Autostrade su eventuali danni agli impianti e al rivestimento della galleria. Il tratto dell’A1 è stato riaperto poco dopo le 19. Sul posto hanno operato squadre e mezzi di Aspi “per portare a termine gli interventi di messa in sicurezza della porzione di calotta danneggiata dalle fiamme, attività imprescindibile per consentire la riapertura al traffico”. “Poco dopo le ore 20 – sostiene in una nota Autostrade per l’Italia -, sulla A1 Milano-Napoli, sono terminate le code”. Tra gli interventi del personale e dei mezzi di Aspi per rimettere in sicurezza la galleria c’è stato quello alla parte di calotta danneggiata dalle fiamme del camion bruciato, attività necessaria per la riapertura al traffico dell’autostrada. Notevole l’impatto sulla viabilità ordinaria e sul traffico locale di Firenze e della sua area metropolitana per i veicoli usciti dall’A1 alla ricerca di percorsi alternativi. L'articolo Camion a fuoco in galleria sull’autostrada A1, 16 km di coda a Firenze proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Erano bloccate da un incendio in un edificio abbandonato nel Milanese. Salvate quattro persone
Le temperature che si abbassano, il freddo, la ricerca di un rifugio e – spesso – di compagnia. Per questo erano in uno stabile abbandonato nel Milanese quattro senza fissa dimora che sono stati salvati dai vigili del fuoco. Un edificio al confine tra Cormano e Milano, sulla via dei Giovi 6, che forse quelle persone erano riuscite a chiamare casa. Peccato che alla sfortuna non c’è mai fine e che nel secondo piano della palazzina, quello dove gli uomini avevano trovato riparo, fosse scoppiato un incendio. I pompieri sono riusciti a trarre in salvo tutte le persone all’interno dell’edificio, bloccate dalle fiamme e impossibilitate a una fuga autonoma. Per fortuna, nessuno di loro ha riportato gravi conseguenze. I pompieri, intervenuti con cinque mezzi di soccorso, sono al momento impegnati nelle operazioni di bonifica. Le persone, ora al sicuro, sono invece state affidate alle cure del personale medico, per controlli ulteriori. Sul posto presente anche la Polizia di stato, e si indaga per capire da chi o da cosa possa esser partito il fuoco. Non è ancora chiara l’identità dei coinvolti. Nel comune, la povertà è da tempo in aumento e molte persone sono costrette a vivere ai margini. Proprio in questi giorni si sta tenendo il censimento di Istat e fio.Psd delle persone senza dimora. L’iniziativa è denominata ‘Tutti contano’ e si è tenuta, a 11 anni dall’ultima volta, in 14 città italiane tra cui proprio Milano. Lo scopo dell’indagine è orientare e indirizzare le politiche economiche e pubbliche e, come riportato anche sul sito del Comune meneghino, “comprendere i profili e i bisogni delle persone senza dimora e le dinamiche che conducono alla povertà estrema in città”. L'articolo Erano bloccate da un incendio in un edificio abbandonato nel Milanese. Salvate quattro persone proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Incendi, il Cile dichiara stato di calamità naturale: 50mila evacuati e almeno 19 morti. Gli Usa: “Aiuti in arrivo”
Il presidente cileno Gabriel Boric non ha avuto neanche il tempo di dichiarare lo stato di calamità naturale, ordinando l’evacuazione di 20mila persone che gli incendi nelle due regioni del sud del Paese hanno fatto salire questo numero ad almeno 50mila, mentre i morti sono almeno 19. Lo stato d’emergenza è stato predisposto nelle province di Nuble e Biobìo, situate a circa 500 km di distanza dalla capitale Santiago del Cile. Le fiamme – come si apprende da fonti locali – avrebbero interessato soprattutto i comuni di Penco e Lirquen. Qui vivono circa 60mila persone, e si teme che il conteggio delle vittime sia destinato a salire. Il fuoco ha bruciato migliaia di ettari di foresta e distrutto centinaia di case. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ma il loro lavoro si è rivelato complesso a seguito delle forti raffiche di vento e del caldo torrido che dovrebbe resistere fino ad almeno lunedì 19. Gran parte del Cile, in cui al momento è estate, è in allerta per le temperature estreme che nelle regioni interessate sono arrivate fino a 38 gradi. Non è la prima volta che il Paese fa i conti con gli incendi. La siccità – soprattutto nella parte meridionale – è un grave problema dello Stato della America Latina e dura ormai da diversi anni. Nel 2024 le fiamme nella costa centrale del Cile avevano causato la morte di almeno 130 persone. Quell’incendio rimane il secondo peggior disastro della storia cilena dopo il terremoto del 2010. La situazione dei soccorsi dovrebbe migliorare a seguito della dichiarazione d’emergenza di domenica, che dovrebbe portare un maggior coordinamento con l’esercito. Gli incendi, secondo l’agenzia forestale nazionale, sono più di 20 e hanno distrutto, ad ora, almeno 8.500 ettari di terreno. Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato, tramite il loro ambasciatore nella capitale sudamericana, l’invio di aiuti volti a migliorare e stabilizzare la situazione. L’ambasciatore Brandon Judd ha rimarcato l’urgenza della situazione comunicando che gli Usa stanno supportando il paese tramite “azioni concrete” utili a proteggere “le comunità, le vite e le risorse naturali”. L'articolo Incendi, il Cile dichiara stato di calamità naturale: 50mila evacuati e almeno 19 morti. Gli Usa: “Aiuti in arrivo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Incendio all’ospedale Sacco di Milano: evacuati medici e pazienti
Il fuoco, il fumo e la fuga di professionisti e pazienti. Si sono vissuti momenti di panico all’interno dell’ospedale Sacco di Milano, intorno alle 10 di giovedì 15 gennaio. L’incendio si è sviluppato nel padiglione 16, interessando i locali in cui erano in corso visite ed esami: fortunatamente, nessuno tra i medici e i pazienti è rimasto ferito o intossicato. È stata avvolta dalle fiamme anche una parte dell’Archivio diagnostica, contenente la documentazione iconografica e testuale prodotta durante le indagini cliniche. Trenta vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per spegnere il rogo ed evacuare i presenti, supportati dal personale sanitario dell’ospedale milanese. Iniziate le operazioni di bonifica in seguito all’accaduto, mentre le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento. ‹ › 1 / 3 ‹ › 2 / 3 ‹ › 3 / 3 L'articolo Incendio all’ospedale Sacco di Milano: evacuati medici e pazienti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chi era Cyane Panine, la cameriera con il casco di Crans Montana che aveva le candeline scintillanti sullo champagne
Cyane Panine è la cameriera che in alcune foto, poco prima dell’innesco del rogo nel bar Costellation di Crans Montana, appare con due bottiglie di champagne con le candeline. La ragazza, 24 anni, è una delle 40 persone che hanno perso la vita nella notte di Capodanno. Cyane era originaria del Gard, nel Sud della Francia, dove i genitori sono tornati come commercianti dopo aver viaggiato in barca a vela per il mondo. Cresciuta a Sainte Anastasie e poi a Bouillargues, la giovane viveva a Sète, una cittadina vicino Montepellier. In Svizzera Cyane era andata per lavorare come barista stagionale. Assunta al bar Le Constellation era diventata una di famiglia per i titolari: oltre al rapporto molto stretto con Jacques Moretti, la ragazza aveva una relazione con il suo figlioccio Jean-Marc. Nella notte della tragedia la 24enne era di servizio all’accoglienza al piano terra, ma Jessica Moretti le aveva chiesto di andare in seminterrato e dare una mano ai colleghi per il servizio ai tavoli. Si arriva così alla fotografia: Cyane Panine sulle spalle di un collega mascherato, e con indosso il casco di Dom Perignon. Ed è proprio in quella circostanza che, secondo le ricostruzioni, la fiamma fuoriuscente dal collo delle bottiglie ha innescato l’incendio dei pannelli fonoassorbenti non ignifughi attaccati al soffitto. Secondo il racconto dei Moretti, avrebbero cercato di rianimare Cyane per oltre un’ora e si dicono devastati per la morte della ragazza, che aveva trascorso il Natale con loro. Secondo l’avvocata Sophie Haenni che tutela la famiglia della ragazza, non ha alcuna responsabilità rispetto al corso degli eventi: non aveva mai ricevuto formazione nel campo della sicurezza e spettava al locale rispettare le norme. Dopo l’incendio, il suo corpo completamente ustionato era sul piazzale del locale e ci sono voluti tre giorni per identificarlo. I funerali si sono svolti il 10 gennaio nella città natale dei genitori. L'articolo Chi era Cyane Panine, la cameriera con il casco di Crans Montana che aveva le candeline scintillanti sullo champagne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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