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Il caso della benedizione religiosa del camion del pregiudicato: nuova tegola per l’imprenditore Salvatore Langellotto
La mattina del 30 dicembre 2023 cinque camion riconducibili alle imprese del pregiudicato di camorra Salvatore Langellotto – imprenditore al centro di uno dei focus della commissione d’accesso al Comune di Sorrento – transitarono sul corso Italia e fecero manovre difficili per entrare nella piazza del sagrato della Chiesa di Sant’Agnello. LA BENEDIZIONE DEL PARROCO Di lì a poco sarebbero stati benedetti del parroco don Francesco Iaccarino. Il prelato era ignaro o incurante dei precedenti penali del ‘benedetto’ (condannato per i legami con una costola del clan Cesarano), e della notizia che pochi mesi prima, a soli duecento metri di distanza, l’imprenditore edile aveva mandato all’ospedale l’ambientalista Wwf Claudio d’Esposito, che aveva denunciato e impedito le sue vecchie speculazioni edilizie. Un combinato di fatti e circostanze che avrebbero suggerito maggiore prudenza, per il messaggio pubblico che ne sarebbe derivato. L’INTERVENTO DEL VIGILE Il primo automezzo entrò in retromarcia. Il secondo con il muso in avanti, a fatica, dopo essersi incastrato sul marciapiede. Poi gli altri. Un maresciallo dei vigili urbani intervenne trafelato e chiese lumi a un’autista: quell’area è solo pedonale, con eccezioni soltanto per matrimoni o funerali. La risposta fu la miccia che accese una giornatina concitata: “Maresciallo non è il caso di fare questioni adesso… siamo stati autorizzati dal comandante”. “NESSUN PERMESSO” Non era vero, come ha appurato l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso. Il pm Antonio Barba ha chiuso le indagini ed è rimasto un solo indagato, per il quale è stata disposta la citazione diretta in giudizio (prima udienza il 15 settembre): Salvatore Langellotto. In un primo momento ce n’erano pure altri, vanno verso l’archiviazione. Si contesta l’invasione di terreni altrui per trarne profitto: fu forzato un maglione della catena di separazione tra la piazza e la strada. Sullo sfondo, come spiega una fonte di polizia a ilfattoquotidiano.it, l’intenzione di Langellotto di “imprimere un segnale di potere sul territorio della costiera sorrentina”. Proprio l’assenza a monte di un permesso per la cerimonia diede il via a una articolata indagine del commissariato di Sorrento, all’epoca diretto da Nicola Donadio. Gli ispettori di polizia oggi agli ordini di Alfredo Petriccione hanno acquisito documentazione amministrativa su regolamenti e prassi di utilizzo della piazza del sagrato, hanno recuperato le immagini di videosorveglianza che hanno ricostruito tragitto e sosta dei camion che riportavano sul parabrezza la scritta “LANGELLOTTO”, ed hanno sentito diversi testi: l’ex comandante dei vigili urbani Michele Guastaferro, il luogotenente Giosuè Di Maio, il sindaco Antonino Coppola, il parroco. LE MINACCE AL CRONISTA È la vicenda che ha detonato le minacce e gli atti persecutori di Langellotto ai danni di chi firma questo articolo, che scrisse in esclusiva della benedizione religiosa: poi se ne occuparono anche gli inviati delle Iene e la commissione regionale anticamorra presieduta da Carmela Rescigno. Sulle minacce e sull’aggressione a d’Esposito c’è un processo a parte, la sentenza è imminente, Langellotto la attende in carcere dove sta scontando sette anni per reati di bancarotta. Le informative e i verbali sui camion davanti alla Chiesa hanno fatto emergere dettagli che, senza rappresentare ulteriori reati, denotano superficialità e incrostazioni (pur essendo un’area comunale, la chiave di accesso alla piazza era in possesso solo alla parrocchia), ammaccano l’immagine di qualcuno, e fanno intuire che qualcuno non ha detto tutta la verità. LA RICOSTRUZIONE A cominciare dalle dichiarazioni contraddittorie tra loro del luogotenente e del comandante. Il primo afferma di avere chiamato quella mattina il suo superiore e di essersi sentito rispondere che la benedizione era autorizzata: “La circostanza mi faceva molto arrabbiare perché non ero stato avvisato”. L’ex comandante – Guastaferro fu in seguito spostato ad altro incarico – smentisce sul punto e precisa che “non avevo titolo per autorizzare”. Poi ricorda che il giorno prima ricevette una telefonata di Langellotto che gli preannunciava la cerimonia coi camion, di averlo liquidato dicendogli di rivolgersi al parroco, di essersi poi informato col vicario e di aver saputo che la benedizione sarebbe avvenuta in un deposito privato. L’OFFERTA DI LANGELLOTTO Don Francesco, che oggi non è più il parroco di Sant’Agnello, invece la spiega così. Ricevette una telefonata sul numero fisso di un collaboratore di Langellotto (di cui non ricorda il nome) che gli annunciava per il giorno dopo la processione dei camion, gli chiese se avevano i permessi “e questi mi rassicurava dicendo che loro stessi avrebbero provveduto in merito”. Infine la benedizione senza omelia. E senza ricevere l’offerta? Non si capisce. “Langellotto mi porgeva una busta contenente un’offerta in denaro che però ho rifiutato dicendogli che se proprio insisteva avrebbe potuto inserirla in una delle cassette offertorie della chiesa”, queste le parole di don Francesco. Rimarremo col dubbio. L'articolo Il caso della benedizione religiosa del camion del pregiudicato: nuova tegola per l’imprenditore Salvatore Langellotto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sorrento
Sistema Sorrento, il verbale dello staffista del Comune: “Strapagato un evento con Nuzzi per ricompensare l’organizzatore che lavorava ai social del sindaco”
Per quale ragione un evento culturale al Comune di Sorrento è costato 105mila euro, mentre il Comune di Ponza ci spese solo 5mila euro e i Comuni di Capri e Portofino lo ospitarono gratis, con un semplice patrocinio? Ed è una coincidenza che l’organizzatore dell’evento sia lo stesso imprenditore della comunicazione a cui fu commissionato un sondaggio “buono” alla candidatura a sindaco di Massimo Coppola? Alle risposte su questo nuovo tassello del puzzle del “Sistema Sorrento” stanno lavorando la Procura di Torre Annunziata e la Guardia di Finanza di Massalubrense. Hanno in mano un verbale investigativo di Francesco Di Maio, lo staffista dell’ex sindaco Massimo Coppola. Sono le sue confessioni. Rilasciate il 23.7.25 mentre è ancora a Poggioreale. Sono le dichiarazioni con cui otterrà gli arresti domiciliari come premio per la collaborazione. Davanti al pm Matteo De Micheli, magistrato di punta della procura guidata da Nunzio Fragliasso, Di Maio parla di Sorrento d’autore (per un lapsus mette a verbale “Sorrento incontra”, che è un’altra cosa, estranea). Ed insinua che dietro i costi per lui stratosferici della kermesse ci sia stata merce di scambio utile al sindaco arrestato per tangenti e tuttora ai domiciliari a Valmontone, in attesa di feedback alla sua richiesta di patteggiamento. “Sorrento d’autore” è parte di un format itinerante inventato dallo spin doctor di campagne elettorali Tiberio Brunetti e da Valentina Fontana. Lo conduce il marito di Fontana, Gianluigi Nuzzi, il popolare giornalista di cronaca delle tv berlusconiane che – non c’è bisogno di dirlo – con questa storia non c’entra assolutamente niente. Weekend di incontri e dibattiti con i big del circuito politico, imprenditoriale e giornalistico, organizzati tra alcune località turistiche di pregio. Il nome varia a seconda della location del momento: Ponza d’autore, Portofino d’autore, Capri d’autore. Tra i loro ospiti del 2024: Matteo Renzi, Matteo Salvini, Paolo Del Debbio, Giuseppe Cruciani, Daniela Santanché, Vittorio Sgarbi, Nicola Gratteri, Simona Ventura, Corrado Formigli, e tantissimi altri. C’è tappa anche a Sorrento, da anni. E’ parte di un unico progetto, con identiche grafiche promozionali. Nel 2024 Ponza ha allestito le sue date a luglio, Capri e Portofino a settembre. A Sorrento arriva al tramonto della stagione turistica, ad ottobre. Tra gli ospiti in cartellone il ministro Antonio Tajani, il direttore del Mattino Roberto Napolitano, la criminologa Roberta Bruzzone, il giornalista Paolo Mieli, il deputato Piero De Luca, l’imprenditore Gianni Lettieri, il direttore del Tg2 Antonio Preziosi, il giornalista d’inchiesta Francesco Piccinini. La premessa è necessaria per pesare le parole di Di Maio. “Sorrento incontra (in realtà Sorrento d’autore, ndr) fu organizzata da Vis Factor di Brunetti in collaborazione con Nuzzi, affidamento diretto del Comune per 105mila euro. Negli altri Comuni della penisola questo tipo di eventi viene fatto gratis o per poche migliaia di euro, come ha documentato il consigliere Ivan Gargiulo, che fece delle interrogazioni”. L’ex stretto collaboratore di Coppola prosegue: “La criticità principale non era solo l’enorme e ingiustificata spesa ma il fatto che la manifestazione fu affidata a Brunetti che con Spin Factor (un’altro suo marchio, ndr) ha gestito la campagna elettorale del sindaco e che ne gestisce tutti i profili social e la comunicazione in generale. Questa collaborazione perdura dal 1 agosto 2018, e fin dal primo momento il sindaco per retribuire tale collaborazione affidava alla società eventi e servizi”. Per rafforzare il concetto, Di Maio confida al pm: “Sono certo che Brunetti ha curato la campagna elettorale del sindaco perché all’epoca (Di Maio era il patron del settimanale locale Agorà, ndr) mi contattò per fare in modo che pubblicassi un sondaggio favorevole al sindaco e mi confermò che era lui a seguire la campagna”. L’ex staffista dettaglia come e con chi Brunetti avrebbe continuato a seguire la comunicazione social di Coppola anche dopo le elezioni del 2020, ed afferma che “non è possibile aver pagato 105mila euro per un evento che consisteva in un palchetto e nel posizionamento di sedie che già c’erano, Gargiulo evidenziò che furono pagate 4000 euro per ‘fornitura di sedie’ ma erano quelle del Comune già in loco”. E conclude con un’accusa: “Secondo me il sindaco non ha mai pagato i servizi della ditta di Brunetti e credo che ogni anno gli veniva affidato questo evento come retribuzione”. Ilfattoquotidiano.it ha contattato Brunetti per farlo replicare: “Sono affermazioni gravi e chi le ha fatte ne risponderà. Per questi eventi, che organizziamo da anni e che hanno un valore, in altre località raccogliamo degli sponsor che ci danno somme persino molto più alte, e l’edizione di Sorrento non è stata per noi nemmeno particolarmente vantaggiosa dal punto di vista economico. A Sorrento gli sponsor non erano interessati, altrove ne eravamo pieni. Sì, Massimo lo conosco da tempo, ma il resto è una speculazione che non trova alcun riscontro, e sono assolutamente sereno”. L’interrogazione di Gargiulo, che comparava i costi di Sorrento con quelli di Ponza, Capri e Portofino, ricevette da Coppola una risposta vaga in aula: “Ipotizzo che a Capri e a Portofino saranno stati pagati con atti separati, da società partecipate o sponsor privati, mica avranno lavorato gratis”. Era trascorsa solo una settimana dall’evento e le indagini sul “Sistema”, sotto traccia, erano in corso da mesi. 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Giustizia
Corruzione
Sorrento
Tangenti
“Sistema Sorrento”, nel dossier della commissione d’accesso l’assunzione al Comune del figlio di un pregiudicato di camorra
La commissione d’accesso inviata da Prefettura e Viminale per verificare se la camorra è penetrata nel Comune di Sorrento ha chiesto di acquisire gli atti municipali fino a maggio 2025. In pratica fino ai giorni dell’arresto e delle dimissioni dell’ex sindaco Massimo Coppola (nella foto), abbattuto da pesanti accuse di corruzione intorno a numerosi appalti e affidamenti. E tra gli appunti di lavoro all’attenzione della commissione coordinata dal vice prefetto Vincenzo Chieffi, ce n’è uno segnato in rosso: l’assunzione al Comune di uno dei figli del pregiudicato di camorra Salvatore Langellotto, quattro anni e mezzo di condanna per concorso nel clan Esposito (espiati), ora in carcere a scontare altri sette anni per bancarotte e reati fiscali. Le assunzioni, per la precisione due, a tempo indeterminato e parziale, nel Comune e nell’azienda speciale consortile per i servizi alla persona, sono avvenute nel 2024. All’esito di un paio dei concorsi sui quali la Finanza di Massa Lubrense ha dedicato un capitolo dell’informativa di 1100 pagine sul “Sistema Sorrento”. Un filone ancora aperto delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso. Non è un caso che della commissione d’accesso faccia parte il capitano della Finanza Francesco Tartaglione, il firmatario di quella informativa, redatta dai finanzieri Sebastiano Inserra e Francesco Del Pesce. Il terzo componente è il luogotenente dei carabinieri Giuseppe Donno, comandante del nucleo comando della Compagnia di Sorrento. Ufficiali delle forze dell’ordine con esperienza e una profonda conoscenza del territorio della costiera sorrentina. Tornerà utile. La questione della parentela del professionista, un laureato assunto durante l’amministrazione Coppola, estraneo alle vicende penali del padre, era emersa durante le discussioni e le interlocuzioni precedenti in Prefettura. Sul punto la commissione intende effettuare degli approfondimenti. Ecco il dettaglio inedito che ilfattoquotidiano.it può rivelare ai suoi lettori. E’ anche da questa assunzione – ma non solo – che inizierà la verifica della “sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune”, come ricorda il comunicato stampa emanato dagli uffici del prefetto di Napoli Michele Di Bari. E tra questi presunti tentativi o collegamenti, la commissione accenderà un faro sugli interessi economici di Langellotto negli atti di competenza del Comune di Sorrento, quindi su quelli relativi al fondo di Vico III Rota. Un’area verde violentata da un clamoroso abuso edilizio ed acquisita recentemente al patrimonio comunale dopo l’inadempienza a un’ordinanza di rispristino. Una storia che parte da lontano. Si tratta di un ex frutteto sul quale l’impresa edile della famiglia Langellotto, una quindicina d’anni fa, voleva realizzare un progetto di 252 box interrati. Salvatore Langellotto era il direttore dei lavori. Fecero in tempo a radere al suolo una sessantina di alberi tra ulivi, agrumi e noci, prima che le denunce del presidente Wwf costiero Claudio d’Esposito e del coordinatore di Italia dei Valori Giovanni Antonetti stoppassero per sempre l’opera. Le licenze furono dichiarate illegittime. I commissari ad acta della Provincia di Napoli che le rilasciarono, condannati con sentenza definita. Il Comune di Sorrento, che lasciò esercitare i poteri sostitutivi della Provincia restando inerte alle istanze della Edilgreen srl, era guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo. Socio di Giuseppe Langellotto, padre di Salvatore, in un’altra impresa, la Nizza srl. Ora Salvatore Langellotto è sotto processo anche per l’aggressione a d’Esposito, avvenuta il 26 marzo 2023. Una vendetta per le denunce sull’ex giardino sorrentino, secondo il capo di imputazione. “Langellotto era il predatore che con le sue intimidazioni marcava un territorio diventato terra di saccheggio”: parole del pm Antonio Barba durante la requisitoria del processo. Ha chiesto 5 anni di condanna. La sentenza è attesa il 24 marzo. L'articolo “Sistema Sorrento”, nel dossier della commissione d’accesso l’assunzione al Comune del figlio di un pregiudicato di camorra proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Corruzione
Sorrento
“Sistema Sorrento”, la prefettura invia la commissione d’accesso: indagherà sui tentativi di infiltrazione dei clan
Il “Sistema Sorrento” è ora oggetto di indagini anticamorra del Viminale. Poco fa si è insediata la commissione d’accesso al Comune per verificare la sussistenza di infiltrazioni della criminalità nell’amministrazione comunale. L’ha nominata il prefetto di Napoli Michele di Bari su delega del ministro dell’Interno “per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune”, recita la nota di rito diffusa dall’ufficio stampa. L’accesso avrà durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Il provvedimento è stato notificato nelle mani della commissaria prefettizzia Rosalba Scialla. Il comune infatti è commissariato da maggio scorso, dopo l’arresto e le dimissioni del sindaco Massimo Coppola, travolto da un’indagine su un colossale meccanismo di corruzione su decine di appalti e affidamenti, per la quale ha confessato e chiesto il patteggiamento. Il “Sistema Sorrento”, per l’appunto. Della commissione d’accesso fa parte l’ufficiale della Gdf Francesco Tartaglione, comandante della Finanza di Massa Lubrense, il corpo di polizia giudiziaria che ha indagato sul “Sistema Sorrento”. Sul caso Sorrento si era svolta una riunione riservata in Prefettura il 23 febbraio, presenti il prefetto e il procuratore di Torre Annunziata. Si era conclusa con la decisione del prefetto di proporre al ministro dell’Interno l’invio della commissione d’accesso.di proporre al ministero dell’Interno l’invio della commissione d’accesso. Il Viminale ha accolto la proposta in pochi giorni. Tra marzo e maggio 2025, nelle settimane che hanno preceduto l’arresto di Coppola, i parlamentari Sergio Costa e Francesco Borrelli presentarono delle interrogazioni con le quali chiedevano al Viminale risposte sulle pressioni di un pluripregiudicato residente a Sorrento, appartenente a una famiglia invischiata in inchieste sul clan D’Alessandro, per condizionare le decisioni della politica e degli uffici, e così impedirne l’abbattimento dei suoi abusi edilizi e la costituzione di parte civile in un processo dove il vice comandante dei vigili urbani era parte lesa delle sue diffamazioni pubbliche. La stessa persona che poche settimane fa era tornata a incatenarsi per protesta sotto la sede del Municipio. L’interrogazione di Costa, in particolare, si concludeva con la domanda “se la mancata costituzione di parte civile del Comune di Sorrento e le nomine in giunta del sindaco Coppola non siano condizionate dalle pressioni e dai condizionamenti esercitati dall’imputato per diffamazioni persecutorie ai danni dell’ex vice comandante Bucciero e di numerosi amministratori, politici e attivisti locali, al fine di tutelare chi sul territorio della costiera sorrentina si adopera per il rispetto della legge”. Secondo Costa queste vicende potevano essere il retroscena dell’estromissione dalla giunta della vice sindaco Filomena Cappiello, avvicendata a febbraio 2025. L'articolo “Sistema Sorrento”, la prefettura invia la commissione d’accesso: indagherà sui tentativi di infiltrazione dei clan proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Corruzione
Sorrento
Sistema Sorrento, l’ex sindaco Coppola vuole patteggiare. Il nodo dei due processi, in attesa del parere del pm
Il 20 febbraio era prevista la prima udienza del processo con rito immediato al primo filone del ‘Sistema Sorrento’. Non ci sarà. È sconvocata. Massimo Coppola ha chiesto il patteggiamento. Tramite i suoi avvocati Bruno Larosa e Gianni Pane, l’ex sindaco di Sorrento ha proposto una “applicazione concordata della pena” di poco inferiore ai 5 anni (il massimo stabilito dal codice per questo rito alternativo), con la quale chiudere la prima tranche dell’inchiesta, quella relativa alle mazzette della cooperativa Prisma sugli appalti della refezione delle scuole e dell’asilo nido. Contestualmente, i legali vorrebbero far circoscrivere il risarcimento danni non oltre le cifre (decine di migliaia di euro) sequestrate dopo l’esecuzione della misura cautelare in flagranza, quando il 20 maggio Coppola fu ritrovato coi 4500 euro in contanti dell’imprenditore Michele De Angelis ancora addosso. La tesi difensiva è che Coppola abbia legittimamente guadagnato con il suo lavoro di avvocato parte delle somme ritrovate a casa e sui conti correnti. In questi casi il processo si sospende e un altro giudice, diverso da quello della eventuale fissazione del rito immediato, dispone una data per la camera di consiglio con accusa e difesa, per decidere sulla congruità della proposta. La procura di Torre Annunziata – pm Giuliano Schioppi, procuratore Nunzio Fragliasso – non ha ancora espresso il suo parere. In attesa del quale il giudice non può sentenziare il patteggiamento, o rigettarlo. C’è un problema che rende complicata la discussione tra avvocati e pm. Coppola dovrebbe affrontare a Torre Annunziata due processi, – il secondo, con 14 capi di imputazione di corruzione e peculato, dovrebbe iniziare il 17 aprile 2026 – ed un eventuale patteggiamento del primo gli può evitare pene molto più severe soltanto se ci sono ragionevoli possibilità di unirlo ‘in continuazione’ ai reati contestati nel secondo. In parole povere, per chiudere la partita con una riunione di tutte le accuse e un patteggiamento tombale che le risolva tutte. Con una pena complessiva finale che consenta all’ex sindaco di riguadagnare in pochi mesi la libertà, attraverso l’affidamento ai servizi sociali. Affidamento che si può ottenere quando la pena residua da scontare è inferiore ai quattro anni. Coppola, tra carcere e domiciliari, ha già scontato nove mesi di detenzione. E può attingere agli ulteriori sconti di buona condotta. Invece il coimputato Francesco Di Maio, lo staffista presente, secondo gli inquirenti, alla cena con mazzetta (per lui 1500 euro), attraverso i suoi avvocati Alessandro Orsi e Stefano Montone ha chiesto il rito abbreviato. Anche per lui, quindi, il 20 febbraio non ci sarà udienza. L'articolo Sistema Sorrento, l’ex sindaco Coppola vuole patteggiare. Il nodo dei due processi, in attesa del parere del pm proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Corruzione
Sorrento
“Sistema Sorrento”, le spese pazze di Coppola con i soldi de ‘La Fenice’: cravatte e orologi di lusso, vacanze e ristoranti tra Roma e Capri
Cravatte Marinella, abbigliamento Borsalino, beach club e pranzi a Capri, cene e soggiorni a Roma e al Palace Hotel di Torino, un orologio extralusso, vacanze a Paestum. Con le carte di pagamento dell’associazione ‘La Fenice’, formalmente intestate al presidente Danilo Amitrano ma di fatto nelle tasche di Massimo Coppola, l’ex sindaco di Sorrento si è divertito e ha curato il suo look. Al capo numero 14 del decreto di rinvio a giudizio immediato per tre imputati del ‘Sistema Sorrento’ – Coppola, Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’ e Vincenzo Rescigno – c’è infatti un concentrato di lusso e bella vita. E’ l’elenco delle spese pazze rese possibili con la cresta tra i quasi 150mila euro erogati dal Comune di Sorrento a La Fenice, e le 55mila euro di spese documentate dall’associazione per le loro iniziative artistiche e culturali. Il reato in questione è peculato. Il pm di Torre Annunziata Giuliano Schioppi e il procuratore Nunzio Fragliasso contestano uno sperpero di circa 35mila euro. Compiuto con bonifici e strisciando carte Unicredit, “per pagare soggiorni in strutture ricettive e turistiche per sé e per altri (tra i quali Raffaele Guida), e per l’acquisto di beni ed oggetti personali” tra il 2022 e il 2024, si legge nel rinvio a giudizio firmato dal giudice Maria Concetta Criscuolo. Coppola è ancora agli arresti domiciliari a Valmontone, Guida ha ottenuto i domiciliari nella sua abitazione del casertano, Rescigno recentemente è tornato in libertà. Il Comune di Sorrento è indicato parte offesa del processo che dovrebbe iniziare il 17 aprile. La notifica del decreto di 14 pagine, che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, è avvenuta nelle scorse settimane nelle mani del commissario prefettizio Rosalba Scialla, in qualità di legale rappresentante dell’Ente. La struttura anticorruzione comunale guidata dalla segretaria Candida Morgera, con il supporto legale dell’avvocato Donatangelo Cancelmo, sta compiendo l’istruttoria per l’eventuale costituzione di parte civile. Il processo riguarderà soprattutto numerose accuse di corruzione e turbativa d’asta intorno a una dozzina di appalti. C’è poi il peculato. Le accurate indagini della Guardia di Finanza di Massa Lubrense agli ordini del comandante Francesco Tartaglione hanno elencato a uno a uno gli acquisti di Coppola coi fondi de ‘La Fenice’. Iniziano col bonifico di 8944 euro ad un’agenzia di viaggi del 30.12.22 e si concludono con un altro bonifico di circa 6700 euro per un orologio Panerai Luminor Pam del 16.9.24. In mezzo, di tutto e di più: 320 euro di cravatte a Napoli il 16.2.23, altre 570 euro di cravatte il 27.7.23, 187 euro al beach Club Le Ondine di Capri il 14.10.23, 104 euro al ristorante Geranio di Capri il giorno dopo, 1080 euro al negozio Church’s a Roma il 29.11.23. Il 4.1.24 viene comprata merce da Borsalino a Roma per 430 euro. E poi spese e pasti a Pompei e a Maddaloni e altro ancora. Quando Coppola strisciava la carta per importi considerevoli, sul cellulare del presidente di Fenice, Amitrano (indagato in procedimento a parte), arrivava l’sms di alert. Ma lui non muoveva un dito. E poi verrà assunto a tempo indeterminato al Comune di Sorrento. L'articolo “Sistema Sorrento”, le spese pazze di Coppola con i soldi de ‘La Fenice’: cravatte e orologi di lusso, vacanze e ristoranti tra Roma e Capri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sistema Sorrento”, il Consiglio di Stato annulla le elezioni del 2020. Le vinse il sindaco arrestato per tangenti
Al danno di un Comune commissariato dopo l’arresto di un sindaco corrotto, si aggiunge la beffa che l’elezione di quel sindaco andava annullata. Le cronache del “Sistema Sorrento” non smettono di stupire. L’ultimo colpo di scena arriva dal Consiglio di Stato. Ha accolto un ricorso della famiglia Morelli, ribaltando una precedente sentenza del Tar e stabilendo che le elezioni del settembre 2020, quelle concluse con la vittoria del sindaco Massimo Coppola, arrestato a maggio e poi di nuovo a luglio 2025 per numerose accuse di induzione indebita e corruzione, non sono state regolari. La storia non si fa coi se e coi ma, però se la giustizia amministrativa fosse stata più celere, Sorrento forse si sarebbe risparmiata 35 appalti e affidamenti ritenuti illegittimi, 18 milioni e mezzo di euro impegnati attraverso procedure viziate, 16 arresti, e la vergogna di uno scioglimento dell’amministrazione comunale per le dimissioni di un sindaco finito in carcere in flagranza di reato, con ancora i soldi dell’ultima mazzetta addosso. Il Cds ha infatti sentenziato che la candidatura a primo cittadino di uno dei competitor di Coppola, Marco Fiorentino, aveva inquinato irrimediabilmente i risultati delle elezioni. Fiorentino era incandidabile a causa di una condanna definitiva per l’omicidio colposo di Claudia Morelli e Teresa Reale, due signore travolte da una gru all’opera per il montaggio delle luminarie del Santo Patrono il 1.5.2007. Le conseguenze della sua candidatura, che superò il vaglio dell’ufficio elettorale perché la condanna non risultava ancora sul casellario, sono riassunte in questo passaggio del provvedimento firmato dal presidente del collegio Alessandro Maggio e dal giudice estensore Francesca Picardi: “Marco Fiorentino ha riportato, al primo turno, un significativo numero di voti (1865, ndr), superiore allo scarto dei voti registrato tra i due candidati più votati (Coppola, che al primo turno raccolse 4272 voti, e Mario Gargiulo, che ne prese 3896, dunque divisi al primo turno da soli 376 voti, ndr) ed idoneo, se traslato su uno di tali concorrenti, ad evitare il ballottaggio e potenzialmente anche a rovesciare il risultato elettorale”. Quindi il Tar si è sbagliato quando ha scritto che “il risultato avrebbe portato comunque all’elezione del sindaco risultato vincente”… perché questa valutazione “si fonda solo ed esclusivamente sui dati del ballottaggio” che videro Coppola vincere con uno scarto di 1903 voti. Di conseguenza il ricorso dei familiari delle vittime del 1 maggio, e di alcuni cittadini che si sono associati, va accolto. Anche se serve solo per ottenere la compensazione delle spese legali, che i ricorrenti in primo grado non avevano ottenuto. Coppola è a giudizio, prima udienza del primo processo il 20 febbraio, il comune è commissariato, la partita è finita. Si è protratta a lungo anche perché, come ha ricordato questo sito, Coppola e Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’ organizzarono una colletta tra gli imprenditori del Sistema Sorrento per pagare gli avvocati di Marco Fiorentino e trascinare le cause civili e amministrative il più a lungo possibile, guadagnando tempo. ‘Operazione Mini-Bot’, la chiamarono al telefono. C’era la consapevolezza che sulla testa del sindaco pendeva una spada di Damocle. È caduta oggi, ma è caduta su una sedia vuota. L'articolo “Sistema Sorrento”, il Consiglio di Stato annulla le elezioni del 2020. Le vinse il sindaco arrestato per tangenti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il Sistema Sorrento”, Vincenzo Iurillo presenta il suo libro. Come è nato ed esploso il laboratorio di corruzione sulla costa campana
Questa, si legge nell’introduzione, è una storia che merita di essere letta “da Aosta a Lampedusa”. Perché “non è soltanto la storia di un municipio della costa campana, ma il paradigma di un Paese intero: un labo­ratorio di corruzione amministrativa costruito nel tempo”. E’ quella narrata da “Il Sistema Sorrento” (Iod), il libro firmato dal giornalista de Il Fatto quotidiano Vincenzo Iurillo che sarà presentato martedì 10 febbraio alle 17.30 presso il ristorante Refood di Sorrento in via padre Reginaldo Giuliani, con la presenza dell’autore, del vice direttore de ‘Il Fatto’ Marco Lillo e del sociologo Isaia Sales, moderati dall’attivista Serena Pane. Il volume mette in ordine, spiega e analizza le notizie di una delle principali inchieste di corruzione degli ultimi anni in Campania e in Italia. Culminata a maggio nell’arresto in flagranza di reato del sindaco Massimo Coppola – sorpreso a cena mentre intascava 6000 euro – e successivamente del suo fido collaboratore Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’, il veggente che gli leggeva le carte per suggerirgli le scelte da fare, e poi si recava dagli imprenditori a ritirare le mazzette pattuite sugli appalti. La Procura di Torre Annunziata e la Guardia di Finanza di Massa Lubrense contesteranno a politici, funzionari tecnici e imprenditori raggiunti da 16 misure cautelare l’inquinamento di 35 tra affidamenti e gare pubbliche per un totale di più di 18 milioni di euro, di cui circa 4 milioni e mezzo di fondi Pnrr. Una rete di tangenti e di favori tessuta per circa 4 anni, un continuo fruscio di banconote che Iurillo scova negli atti dell’indagine e descrive in alcune pagine “minuto per minuto” come se fosse una telecronaca del crimine. A breve dovrebbe iniziare la prima tranche del processo e in nel volume Iurillo – che sull’inchiesta ha realizzato ampi servizi su ilfattoquotidiano.it – ricostruisce le dinamiche corruttive con rigore giornalistico e taglio narrativo civile. Senza nascondere l’indignazione per un ‘Sistema’ che si è nutrito anche del silenzio interessato di parte dell’informazione locale: lo staffista del sindaco, Francesco Di Maio, arrestato anche lui in flagranza di reato, era stato assunto per assicurare buona stampa a Coppola sul suo settimanale, Agorà. Che da allora ha cessato le pubblicazioni. Il libro è arricchito dall’intervista finale al sociologo antimafia Isaia Sales che offre una chiave di lettura sul fenomeno della corruzione nel contesto italiano contemporaneo, definita “il reato dei ricchi, della classe dirigente”. Un reato che a Sorrento “non era più un’eccezione, ma la regola”. L'articolo “Il Sistema Sorrento”, Vincenzo Iurillo presenta il suo libro. Come è nato ed esploso il laboratorio di corruzione sulla costa campana proviene da Il Fatto Quotidiano.
Corruzione
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‘Sistema Sorrento’, secondo rinvio a giudizio per l’ex sindaco Coppola. Chiusa l’indagine su decine di appalti truccati
Ed ora il processo al ‘Sistema Sorrento’ inizia davvero. Il Gip di Torre Annunziata Maria Concetta Criscuolo ha disposto il secondo rinvio a giudizio immediato per l’ex sindaco Massimo Coppola, ai domiciliari a Valmontone. Con lui vanno a giudizio il fido ‘Lello il Sensitivo’, ovvero Raffaele Guida, ai domiciliari in Lombardia, che orientava scelte e decisioni di Coppola leggendo le carte, e l’architetto Vincenzo Rescigno, anche lui sottoposto a misura cautelare. La prima udienza è stata fissata il 17 aprile davanti al collegio A del Tribunale oplontino. Gli avvocati Gianni Pane, Bruno Larosa, Valerio Stravino, Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato hanno ricevuto le notifiche in queste ore. Coppola, Guida e Rescigno sono tre indagati per i quali erano state consolidate al Riesame le accuse a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e peculato. Accolta la richiesta del pm Giuliano Schioppi, vistata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Un atto che mette il punto sul filone principale dell’inchiesta della Guardia di Finanza: più di ventimila pagine di documenti e verbali che attraversano l’intera macchina comunale e un sistema marcio di decine di appalti, affidamenti e nomine decisi e spartiti dal 2021 in poi secondo logiche tangentizie. A novembre Coppola e lo staffista-giornalista Francesco Di Maio erano stati rinviati a giudizio col rito immediato – prima udienza 20 febbraio 2026 – nell’ambito del solo filone relativo a Prisma, la cooperativa monopolista a Sorrento degli appalti refezione scolastica. Ottenuti, secondo le conferme accusatorie ed autoaccusatorie di Di Maio e dell’imprenditore dominus della coop, Michele De Angelis, a suon di mazzette concordate con Coppola durante pranzi e cene organizzate tra case e ristoranti. Di Maio, difeso dall’avvocato Alessandro Orsi, ha deciso di farsi processare col rito abbreviato, che prevede porte chiuse, dibattimento sui soli documenti e sconto di pena di un terzo in caso di condanna. Coppola – che si dimise il 26 maggio, sei giorni dopo l’arresto in flagranza, trascinando l’amministrazione comunale verso lo scioglimento – non ha ancora optato per un eventuale rito alternativo: il nuovo rinvio a giudizio immediato potrebbe indurre i suoi difensori a formulare un’unica decisione per entrambi i processi. O persino chiederne l’accorpamento. L'articolo ‘Sistema Sorrento’, secondo rinvio a giudizio per l’ex sindaco Coppola. Chiusa l’indagine su decine di appalti truccati proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Costiera sorrentina, 40 famiglie a rischio sgombero respirano fino al 20 marzo
C’è qualche altra settimana di respiro per le 40 famiglie a rischio sgombero a Sant’Agnello, in provincia di Napoli. Il pm di Torre Annunziata Andreana Ambrosino ha firmato il decreto che proroga al 20 marzo l’esecuzione del provvedimento confermato in Cassazione a settembre e dunque pronto per essere eseguito. Le notifiche sono avvenute in queste ore. È un’ulteriore proroga, dopo quella scaduta il 20 gennaio. Si tratta di una misura cautelare collegata al sequestro preventivo del complesso edilizio realizzato dalla Shs attraverso una procedura di housing sociale. È il frutto delle accuse di lottizzazione abusiva e falso per le quali c’è un processo in corso. Proprio l’altro ieri si è svolta una udienza importante. È stato risentito il consulente della Procura ed ha accettato di sottoporsi ad interrogatorio il principale imputato, l’ingegnere Antonio Elefante, il dominus dell’operazione di edificazione del parco residenziale in un ex agrumeto, nella sua duplice veste di progettista e di imprenditore dell’azienda che materialmente ha edificato. Proprio l’imminente definizione del processo è alla base della decisione di differire l’esecuzione dello sgombero. È stato infatti fissato un calendario di udienze che dovrebbe traghettare al 17 marzo la sentenza. Se sarà di condanna, la macchina dello sgombero non si fermerà più. In caso di assoluzione, invece, l’ordinanza sarà automaticamente annullata dal Tribunale. Il giudicato cautelare, ormai consolidato, offre poche speranze alle tesi dell’assoluzione. Non è un caso che gran parte della battaglia processuale si è concentrata sul calcolo dei tempi della prescrizione, ovvero della data di contestazione del reato, spostata dal 2020 al 2022 con una integrazione del capo di imputazione. Prescrizione che sul versante penale scatterebbe sicuramente in appello. Ma che, da sola, non è sufficiente per scongiurare lo sgombero e le successive procedure di confisca dell’immobile. Che getterebbero nell’angoscia i 53 acquirenti degli appartamenti, non tutti occupati. L'articolo Costiera sorrentina, 40 famiglie a rischio sgombero respirano fino al 20 marzo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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