James Ransone, attore noto soprattutto per il suo ruolo nella serie di successo
The Wire, è morto suicida, secondo quanto riportato dal Los Angeles Medical
Examiner. Come scrive il sito web del medico legale che ha eseguito la perizia
sul corpo dell’attore, la causa della morte è il suicidio per impiccagione. Il
Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha confermato che non si tratta di alcuna
azione criminale compiuta da terzi. Ransone ha iniziato ad apparire in piccoli
ruoli nei primi anni 2000 ottenendo parti nelle serie tv Ed e Third Watch, prima
di ottenere la parte che lo ha fatto conoscere in The Wire. Ransone aveva 46
anni ed era nato a Baltimora.
Nel 2002 aveva interpretato anche una piccola parte in un celebre film d’essai,
Ken Park di Larry Clark. Opera in cui il tema del suicidio, in questo caso tra
adolescenti californiani, ricorre in modo insistente. Tate, il personaggio
interpretato da Ransone, si abbandona spesso al gioco pericolosissimo
dell’asfissia durante la masturbazione e durante il film uccide i nonni provando
anche piacere erotico. Nel 2003, arriva il salto di popolarità internazionale
con il personaggio di Ziggy Sobotka, un gangster portuale, che appare in tutti i
12 episodi della seconda stagione della serie The Wire. La sua interpretazione è
stata acclamata dalla critica, e alcuni utenti online lo hanno addirittura
definito uno dei loro personaggi preferiti della serie. Ransone ha recitato
anche in CSI: Scena del crimine, Tangerine, nel capitolo due di It e nei film
The Black Phone e The Black Phone 2, quest’ultimo uscito all’inizio di
quest’anno.
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ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto
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angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare
anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus
Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).
L'articolo E’ morto a 46 anni James Ransone, l’attore della serie tv The Wire:
“Si è tolto la vita, il tema del suicidio era al centro di uno dei suoi film”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Suicidi
Aveva annunciato di voler fare una “follia” a un suo conoscente fuori regione,
che ha dato l’allarme ai Carabinieri. Entrati nella sua abitazione nella
frazione di Po’ Bandino a Città della Pieve (Perugia), i militari hanno trovato
Antonio Iacobellis, sottufficiale dell’Aeronautica in pensione, morto sparandosi
in bocca dopo aver ucciso la sua convivente, Stefania Terrosi, con un colpo
della stessa pistola al petto. I corpi sono stati trovati nel soggiorno
dell’appartamento, aperto dal figlio della donna, 59enne impiegata in un’impresa
di pulizie. Il movente del femminicidio-suicidio è oggetto di indagini: le
persone più vicine alla vittima hanno fatto capire che temevano per la sua
incolumità a causa dei continui scontri col compagno. La pistola usata per il
delitto non era l’arma d’ordinanza di Iacobellis: sono in corso verifiche per
accertare se fosse regolarmente detenuta.
Nell’abitazione e nell’area circostante è stato condotto un accurato sopralluogo
dei carabinieri della Scientifica, che hanno eseguito i rilievi. Tra i vicini
c’è poca voglia di parlare: “Quello che succedeva in casa lo sapevano solo
loro“, dice un residente all’Ansa. Dopo la scoperta dei corpi sul posto è
arrivato il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini, particolarmente colpito
dall’accaduto. La governatrice dell’Umbria Stefania Proietti esprime “profondo
dolore e cordoglio per la tragedia, un evento che genera sgomento e riapre una
ferita profonda in tutto il territorio”: “Siamo vicini alla famiglia colpita da
questo dolore improvviso e difficile da comprendere. In questi momenti il nostro
primo dovere è il rispetto, la presenza partecipe delle istituzioni accanto a
chi sta vivendo un lutto così terribile e profondo”, scrive in una nota.
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convivente e si spara. Aveva annunciato una “follia” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Si è impiccato nel bagno del suo ufficio dentro il carcere di Cremona. Si è
suicidato così un educatore giuridico-pedagogico, lunedì pomeriggio. Si tratta
del quarto caso di operatori penitenziari che si sono tolti la vita da inizio
anno: due erano appartenenti alla Polizia penitenziaria e due impiegati delle
funzioni centrali. A loro si aggiungono ben 71 detenuti in case circondariali e
uno in una Rems: “Numeri spaventosi, che restituiscono lo spaccato di carceri in
profondissima e perdurante emergenza e che, anche a dispetto del motto della
Polizia penitenziaria ‘Despondere spem munus nostrum’, alla stregua dell’inferno
dantesco, tolgono ogni speranza a chi vi è ristretto e a chi vi lavora”,
denuncia il segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De
Fazio.
“Oltre 63.500 detenuti stipati in circa 46.500 posti, voragini negli organici
del personale, carenze strutturali, infrastrutturali, logistiche e strumentali,
mancanze sanitarie e disorganizzazione imperante fanno delle prigioni non luoghi
di recupero e rieducazione, come vorrebbe la Carta costituzionale, ma centri di
mera espiazione con l’annientamento della dignità umana non di rado anche per
chi vi presta la propria opera al servizio dello Stato che, per mano del
ministero della Giustizia, si mostra sempre più patrigno e ‘caporale”, aggiunge
il segretario.
Di “gravi condizioni di lavoro” che “da anni affliggono il personale
penitenziario, sia del comparto funzioni centrali sia del corpo di polizia
penitenziaria” parla Luca Dall’Asta, segretario generale Funzione pubblica della
Cgil di Cremona sottolineando i problemi di “sovraffollamento strutturale,
popolazione detenuta sempre più complessa, carichi lavorativi estenuanti e
croniche carenze di organico”. De Fazio rivendica: “Servono immediati e concreti
provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici
della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le
strutture, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive”. Si
tratterebbe, aggiunge, di “umanizzare la pena detentiva” e “le condizioni di
lavoro degli operatori”.
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del suo ufficio. È il quarto caso nel 2025 nei penitenziari proviene da Il Fatto
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