Era solo una formalità, questione di aritmetica. Adesso è arrivata: il Vicenza
domina il girone A di Serie C e torna in Serie B dopo quattro anni di attesa. La
formazione di Fabio Gallo ha sconfitto 2-1 l’Inter U23 grazie ai gol di Capello
e Stuckler, festeggiando davanti ai propri tifosi una promozione che si
attendeva da tempo. Dopo 26 anni infatti il club vicentino torna a festeggiare
una vittoria di un campionato. L’ultima promozione conquistata sul campo risale
al 2019/20, in piena emergenza Covid, tra stadi chiusi e piazze deserte. Prima
di allora, bisogna tornare al 1999/2000, l’anno dello storico ritorno in Serie
A. In mezzo ci sono due riammissioni in B dopo due retrocessioni sul campo, un
ripescaggio, un fallimento.
78 punti in 32 giornate, 24 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Una promozione da
record arrivata addirittura con sei giornate d’anticipo, mai stata in
discussione. 56 gol fatti – per distacco il miglior attacco del campionato – 20
subiti, seconda miglior difesa. Un dominio assoluto della squadra di Fabio
Gallo, trascinata dai gol di Stuckler e Rauti ma non solo. Il Vicenza è stato
addirittura promosso tre giorni prima rispetto al Catanzaro dei record di
Vivarini nel 2023 (che ha festeggiato il 19 marzo).
Quello contro l’Inter U23 in un “Romeo Menti” sold out è stato solo l’ultimo
sigillo di un campionato in cui il Vicenza è stato primo dall’inizio alla fine,
dando da subito l’impressione di essere a un livello superiore rispetto a tutte
le altre avversarie. Ed è anche e soprattutto la vittoria dell’allenatore Fabio
Gallo, che conquista la seconda promozione diretta consecutiva, dopo quella di
un anno fa (e non da favorito come quest’anno) con la Virtus Entella nel girone
B. In estate la scelta di lasciare l’Entella per misurarsi in un’altra piazza,
in una sfida diversa, con un organico – questa volta sì – costruito per vincere.
Dall’inizio infatti il Vicenza era una delle favorite insieme a Brescia e
Cittadella, ma di fatto non c’è mai stata storia. La prima sconfitta è
addirittura arrivata solo alla 27esima giornata. Una promozione strameritata,
che rompe la maledizione degli ultimi due anni, in cui i biancorossi avevano
conquistato un terzo posto, un secondo posto (nella passata stagione) e una
vittoria di una Coppa Italia Serie C, che però non porta al salto di categoria.
L'articolo Il Vicenza torna in Serie B dopo 4 anni: campionato da record per i
biancorossi, è festa in un “Romeo Menti” sold-out proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Sanzionato con un provvedimento disciplinare l’autista dell’azienda di trasporto
pubblico Svt di Vicenza che, nei giorni scorsi, ha fatto scendere un 15enne con
disabilità dopo che si era autodenunciato di non avere l’abbonamento.
Lunedì 9 febbraio, il ragazzo si era avvicinato al conducente della linea 12
dicendogli di non avere l’abbonamento con sé – circostanza che successivamente
si sarebbe rivelata falsa. In risposta, il dipendente della ditta lo ha fatto
scendere dal mezzo. Così, il nonno era andato a recuperare suo nipote 15enne con
disabilità di fronte alla scuola superiore di Altavilla Vicentina. Il presidente
della società, Marco Sandonà, nei giorni scorsi si è scusato con la famiglia
“per questo increscioso episodio” e ha precisato che simili condotte non
rispecchiano le regole di viaggio riportate nella Carta dei Servizi aziendale.
“Il concetto di fondo è chiaro: abbiamo una responsabilità nei confronti dei
nostri utenti , a maggior ragione quando si tratta di minorenni, che in nessun
caso devono essere lasciati a terra”.
“Non capisco perché sia stato fatto scendere”, aveva dichiarato la madre al
Giornale di Vicenza: “Non avrebbero dovuto semplicemente fargli una multa che
poi noi avremmo potuto contestare dimostrando che mio figlio è in possesso di un
regolare abbonamento?”.
Nella pagina “sanzioni” del sito ufficiale, si legge che “per gli abbonati, in
caso di mancata esibizione dell’abbonamento su richiesta degli agenti
accertatori, la sanzione comminata potrà essere annullata qualora entro i
successivi 15 giorni l’utente possa dimostrare il possesso di un titolo
nominativo risultante in corso di validità al momento dell’accertamento,
esibendo adeguata documentazione presso l’Ufficio Sanzioni o la biglietteria in
autostazione a Vicenza oppure contattando l’Ufficio Sanzioni tramite e-mail”.
L'articolo Sanzionato l’autista che ha fatto scendere dal bus un 15enne con
disabilità perché diceva di non avere l’abbonamento proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sei alla ricerca di un lavoro e hai un olfatto fino? A Vicenza c’è un impiego
che può fare al caso tuo. Come riporta Il Messaggero, il comune di Brendola, nel
vicentino, cerca “valutatori di odori”. Il sindaco, Bruno Beltrame, ha spiegato:
“Lo scorso anno abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di odori sgradevoli
provenienti dalla zona industriale di Brendola e anche dal sito industriale più
defilato di via Mazzini, e abbiamo quindi chiesto di poter attivare il
progetto”.
L’annuncio è stato diffuso dal Comune stesso e per ottenere l’impiego non
serviranno titoli, ma l’assenza di problemi all’apparato respiratorio. Il
sindaco Beltrame ha dichiarato che saranno assunte persone maggiorenni, dotate
di cellulare con connessione a internet funzionante, con residenza nel comune di
Brendola o nell’Ovest vicentino e disponibili a spostarsi in autonomia. A questi
requisiti se ne aggiungono due: non avere coinvolgimento con la problematica
odorigena dell’oggetto studiato e l’assenza di asma o allergie.
I candidati selezionati dovranno svolgere dei sopralluoghi nel territorio
comunale, seguendo alcuni percorsi prestabiliti per monitorare possibili odori
sgradevoli. Una volta sul posto, gli addetti al lavoro dovranno annusare l’aria
a intervalli regolari e riportare le sensazioni olfattive. Il lavoro si svolgerà
nei primi mesi del 2026 e avrà una durata massima di un anno. Nell’annuncio si
legge anche che i selezionati firmeranno un contratto di lavoro autonomo
occasionale, con un importo fisso per ogni sopralluogo e che i lavoratori
riceveranno una maggiorazione in caso di sopralluoghi serali o festivi.
L’amministrazione comunale ha definito il progetto come “essenziale” per la
comunità di Brendola.
L'articolo Cercasi “valutatori di puzze”. I requisiti richiesti? L’assenza di
problemi respiratori e un buon olfatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si è subito avvicinato all’autista dicendogli di avere dimenticato
l’abbonamento. Ma in risposta è stato immediatamente fatto scendere dal bus. C’è
un nuovo caso in Veneto con protagonista, questa volta, uno studente 15enne
disabile. Il giovane, salito alla fermata del Piovene, a San felice, nel
Vicentino, temeva di essersi scordato l’abbonamento – che poco dopo ha invece
scoperto di avere con sé – per questo ha provato a spiegare la situazione
all’autista. La madre del ragazzo ha poi denunciato l’episodio a Il Giornale di
Vicenza per denunciare l’accaduto.
La società di autotrasporto, Svt, ha già avviato una verifica sottolineando che
“se l’episodio dovesse essere confermato, il comportamento descritto sarà
sanzionato in quanto palesemente in contrasto con la politica di Svt, nonchè con
le regole di viaggio descritte anche nella carta dei Servizi Aziendali”. Proprio
sul documento viene sottolineato che “per gli abbonanti, in caso di mancata
esibizione dell’abbonamento su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione
comminata potrà essere annullata qualora entro i successivi 15 giorni l’utente
possa dimostrare di essere in possesso di un titolo nominativo risultante in
corso di validità al momento dell’accertamento”.
In questo caso, però, non c’è stata alcuna sanzione, come avrebbe dovuto
esserci, ma solo l’invito al ragazzo di scendere dal bus. “Gli è stato detto di
scendere – ha infatti raccontato la madre – e lui è rimasto lì da solo, alla
fermata del bus, sotto la pioggia. Poi ci ha chiamato con il cellulare e il
nonno è andato a prenderlo”. La donna si è chiesta perché non “è stata fatta una
multa al figlio, come è previsto, e poi avremmo potuto dimostrare che ne era in
possesso”.
L’accaduto giunge dopo pochi giorni da un altro evento simile, accaduto nel
Bellunese, in cui un bambino di 11 anni era stato fatto scendere dal pullman
perché aveva il biglietto, ma non quello “olimpico”: arrivato a casa dopo 6
chilometri di cammino a 3 gradi sotto zero.
Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha commentato la
vicenda: “Le notizie che arrivano dal Vicentino, se confermate, lasciano
amarezza. Un ragazzo di 15 anni con disabilità, rimasto alla fermata sotto la
pioggia dopo essere stato fatto scendere dal bus, non è solo un fatto di regole:
è una questione di umanità, di responsabilità, di buon senso. Dove è finita
l’umanità, se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo?”.
L'articolo Vicenza, dimentica l’abbonamento del pullman: studente 15enne
disabile lasciato a terra sotto la pioggia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel vicentino, tra i Comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla,
potrebbe essere realizzato un impianto per il trattamento di rifiuti sanitari
pericolosi a rischio infettivo. A meno di due km dal Bosco delle Risorgive di
Dueville e dall’Oasi naturalistica di Villaverla. Ma anche dalle risorgive del
fiume Bacchiglione, insomma dal sistema acquifero più grande dell’Europa
occidentale, dal quale viene prelevata l’acqua destinata agli acquedotti di
Padova e Vicenza. Per contrastare l’operazione a gennaio 2025 si è costituito il
“Comitato Tuteliamo la Salute” con lo scopo di “tutelare il diritto alla salute
di tutti i cittadini dei territori coinvolti” e “salvaguardare le matrici
ambientali”. Comitato che all’inizio dell’anno ha avuto notizia che la petizione
per segnalare potenziali violazioni alle norme europee, nel caso il progetto
venisse approvato, inviata lo scorso agosto alla Commissione Europea, è stata
giudicata ammissibile. Insomma Bruxelles analizzerà il progetto.
Il progetto presentato dal gruppo EcoEridania attraverso la controllata Silva
srl, prevede la “realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il
trattamento di rifiuti pericolosi e non e per la produzione di materie prime e
End of Waste per le fonderie”. Nella richiesta di luglio 2024 alla Regione
Veneto per il rilascio del Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale si legge
che “l’impianto sarà finalizzato a due attività principali, il trattamento con
finalità di recupero di rifiuti sanitari, per una potenzialità complessiva di
32.000 tonnellate annue, con annesso Stoccaggio ed il trattamento, con finalità
di recupero delle sabbie di fonderia, per una potenzialità complessiva di 70.000
tonnellate annue, con annesso stoccaggio”. In aggiunta, la richiesta di
autorizzazione riguarda anche l’accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi e non,
con tempi di stoccaggio fino a 12 mesi. Rifiuti, sia liquidi che solidi,
depositati nell’impianto prima di essere trasportati verso altri centri
specializzati per il loro smaltimento.
Così si procederà ad una modifica dello stabilimento esistente, esteso su 60mila
mq, dei quali 40mila occupati dagli impianti di rigenerazione e produzione
sabbie prerivestite, già di proprietà della Safond Martini, autorizzato a
dicembre 2012 al solo trattamento delle sabbie di fonderia e alle emissioni.
“Nel particolare, l’intervento, articola una serie di nuove costruzioni
all’interno dell’area ridefinendo alcune funzioni”, si legge nella Relazione di
luglio 2024.
Nell’impianto sarebbero quindi trattati Rifiuti sanitari pericolosi a rischio
infettivo, compresi quelli provenienti da ambienti di isolamento infettivo ad
alto rischio di trasmissione biologica aerea. Ma anche altre tipologie di scarti
pericolosi, tra cui Rifiuti agrochimici, Rifiuti contenenti mercurio e altri
metalli, Rifiuti organici e inorganici. Oltre a Gas in contenitori a pressione,
Sostanze chimiche di laboratorio, vetro, plastica e legno contaminati,
medicinali citotossici e citostatici. E poi, tubi fluorescenti e altri rifiuti
contenenti mercurio, Vernici, inchiostri, adesivi e resine.
A giugno Silva ha proceduto a fornire alcune integrazioni. A dicembre c’è stata
l’autorizzazione con prescrizioni della Commissione per la Valutazione di
Impatto Ambientale. Ma la Regione si è presa ulteriore tempo per decidere.
Per il Comitato Tuteliamo la Salute il rischio sarebbe di contaminazione per le
falde in un territorio, quello di Dueville, che non dispone dell’acquedotto e di
un possibile aumento delle emissioni atmosferiche in un’area già fragile. Con un
significativo peggioramento della qualità della vita dei residenti in un
territorio già fortemente segnato. “Silva non sta dimostrando di considerare la
prevedibile, per non dire certa, presenza di PFAS”, una vasta famiglia di
composti chimici artificiali, che potenzialmente possono provocare rischi sulla
salute umana e animale, scrive il Comitato nelle Osservazioni al progetto.
Inoltre “Non riteniamo ecologicamente accettabile far arrivare sul sito le
tonnellate di rifiuti previste, solide e liquide, pericolose e non, che qui non
vengono trattate, ma stoccate in attesa di essere inviate ad altro sito di
trattamento”. C’è dell’altro secondo il Comitato. Il traffico di mezzi pesanti
connesso al nuovo impianto, lungo la strada antistante Villa Forni Cerato
appartenente al sito Unesco “Città di Vicenza e le ville del Palladio nel
Veneto”, potrebbe comprometterne lo stato di conservazione e metterne a rischio
la permanenza nella lista del Patrimonio mondiale. Come evidenzia anche la
Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona,
Rovigo e Vicenza ad agosto 2025. Senza contare la più che presumibile
svalutazione degli immobili e dei terreni e il progressivo spopolamento.
Criticità e preoccupazioni sono state evidenziate, tra luglio e agosto 2025,
dalla maggior parte degli Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo. “Si
ribadisce che l’attività proposta dalla Silva risulta non compatibile con il
quadro ambientale esistente e lo scrivente Consiglio esprime la propria
contrarietà riguardo l’attività in oggetto”, scrive il Consiglio di Bacino
dell’ambito Bacchiglione. “Visto il contesto territoriale su cui insiste il sito
in oggetto, visto l’assetto idrogeologico del sottosuolo e la vulnerabilità
della zona di ricarica degli acquiferi”, scrive Viacqua, l’Azienda per la
fornitura di acqua a Vicenza, “si manifestano serie perplessità sulla
compatibilità ambientale dell’insediamento prospettato dalla ditta”.
AcegasApsAmga Spa, acqua, ambiente, reti energia a Nordest, “esprime la non
compatibilità del Progetto”.
Sul fronte delle amministrazioni, quella di Montecchio Precalcino “non ritiene
accettabili le soluzioni viabilistiche proposte e invita gli enti competenti a
richiedere una profonda revisione dello studio, con l’obiettivo di proporre
alternative realmente sostenibili per il territorio”. Mentre il Comune di
Dueville, sottolinea diverse, rilevanti, criticità. Si prospetta “un incremento
dichiarato di traffico di veicoli pesanti di +693% e quello leggero di +584%”. I
pozzi privati ad uso idropotabile, vitali per i cittadini del Comune privi di
allacciamento acquedottistico, i quali “rimangono fortemente esposti a fenomeni
di contaminazione in caso di incidentalità”. Infine i “Versamenti di liquidi
potenzialmente pericolosi”, per i quali si ritiene che la Gravità vada
considerata di categoria “Significante”, se non più realisticamente “Grave”,
determinando un rischio “Elevato”.
Mentre il consiglio comunale di Villaverla propone delle prescrizioni e delle
precauzioni, il Comune di Sarcedo, “rileva come lo “Studio di impatto
viabilistico” e la relativa “Risposta alle osservazioni”, non hanno superato i
timori che erano già stati esplicitati, al contrario li hanno confermati stante
le incongruenze emergenti ed evidenziate nella documentazione integrativa”.
Cresce l’attesa per la decisione della Regione. Ma intanto Bruxelles inizia ad
occuparsi della questione.
L'articolo Arriva a Bruxelles il caso della discarica di rifiuti tossici vicino
al fiume Bacchiglione. Da cui arriva l’acqua per Padova e Vicenza proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Non c’è stato nulla da fare per uno scialpinista travolto da una valanga sulle
dolomiti del Vajo Gabene a Vicenza, nel comune di Recoaro. L’uomo aveva 50 anni
ed è stato raggiunto dal soccorso alpino comunale con un elicottero partito da
Treviso.La morte dell’uomo è da attribuirsi alla gravità delle ferite a seguito
dell’impatto con la slavina. Non si hanno ancora notizie sull’identità precisa
della vittima e sulla dinamica dell’accaduto.
L'articolo Valanga nel Vajo Gabene vicino a Vicenza: muore travolto uno sciatore
di 50 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
È scivolato pescando nel lago Margherita, a Camisano Vicentino, in provincia di
Vicenza, e solo la mattina i sommozzatori hanno ritrovato il suo corpo, ormai
senza vita. Così è morto un giovane di 22 anni che aveva deciso di passare la
notte di San Silvestro insieme alla sua ragazza e ad alcuni amici campeggiando
sulle sponde del lago, tra una cena in mezzo alla natura e una battuta di pesca.
Non è ancora chiara la dinamica dei fatti, ma da una prima ricostruzione sembra
che il giovane sia uscito per pescare e sia accidentalmente scivolato, cadendo
in acqua senza che nessuno dei compagni se ne sia accorto. A dare l’allarme,
nella mattinata del 1 gennaio, è stata la ragazza, accortasi dell’assenza del
giovane in tenda. Il corpo è stato recuperato solo alle 8 dai sommozzatori dei
Vigili del Fuoco del nucleo regionale del Veneto, intervenuti insieme alle
squadre del comando di Vicenza. Sull’accaduto indagano i Carabinieri.
L'articolo Vicenza, cade in un lago nella notte di Capodanno: 22enne muore
durante una battuta di pesca con gli amici proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alla cronaca delle vittime dei botti per la notte di Capodanno – un morto e 54
ricoverati – va aggiunto il caso di una donna investita per assistere ai fuochi
d’artificio. È tutto avvenuto a Cassola, nel Vicentino, dove una 73enne ha perso
la vita dopo essere stata travolta da un’auto pochi minuti dopo la mezzanotte.
Secondo una prima ricostruzione, l’anziana sarebbe uscita di casa per assistere
allo spettacolo di luci quando, per cause ancora in corso di accertamento, è
stata centrata da una macchina in transito. L’impatto è stato così violento che
la donna è stata sbalzata in avanti per circa quindici metri, finendo contro un
muretto.
Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del Suem
118 di Bassano del Grappa. I sanitari hanno proceduto subito con le manovre di
emergenza, intubando la donna e avviando le pratiche di rianimazione. Le sue
condizioni sono apparse fin da subito gravissime. Trasportata d’urgenza
all’ospedale San Bassiano, la 73enne è morta nelle ore successive a causa delle
gravi lesioni riportate nell’incidente. I carabinieri stanno ora lavorando per
ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e chiarire le responsabilità.
L'articolo Esce di casa per vedere i fuochi e viene investita: muore 73enne a
Cassola (Vicenza) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sarebbe stato un boccone andato di traverso a uccidere Giuseppe Mocellin, di 53
anni, sabato sera a Bassano del Grappa. L’uomo è morto in una pizzeria del
comune vicentino, l’Arcobaleno, davanti agli occhi dei familiari riuniti per una
cena comune in onore della madre, Maria Rosa, presente anche lei.
Come riporta Il giornale di Vicenza Giuseppe – conosciuto da tutti come
“Moretto” – avrebbe accusato gravi difficoltà respiratorie dopo che un pezzo
dell’alimento che stava masticando gli si è infilato nella trachea, ostruendola
e bloccando la respirazione. Immediato l’intervento dei soccorsi. I familiari e
il personale della pizzeria si sono subito impegnati nell’aiutare l’uomo e
nell’avvisare i sanitari del San Bassiano, che hanno dovuto trasportare l’uomo
in ospedale. Qui è morto Mocellin, dopo i tentativi di rianimazione.
La vittima era residente a Pove ed era il fratello di Alessandro Mocellin – il
presidente delle Latterie Vicentine – che era presente al tavolo la sera di
sabato. Insieme a lui papà Ezio, la mamma e gli altri fratelli Giovanni,
Raffaele e Daniele. I funerali sono previsti per mercoledì 31 alle 10 nella
parrocchia di Pove. Prevista la cremazione per il corpo dell’uomo.
La foto in alto è di archivio
L'articolo In pizzeria per festeggiare la madre, muore davanti a lei soffocato
da un boccone proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Miteni era a conoscenza dell’inquinamento da Pfas e, pur sapendolo, non lo ha
mai comunicato alle istituzioni. È uno dei passaggi centrali delle 2.062 pagine
di motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Vicenza che lo scorso 26
giugno ha inflitto 141 anni di carcere a 11 dei 15 manager dell’ex fabbrica
chimica di Trissino (Vicenza) e delle multinazionali Icig e Mitsubishi, per
l’inquinamento da composti perfluoroalchilici (i cosiddetti “inquinanti eterni”)
che ha toccato le provincie di Vicenza, Padova e Verona e 350mila cittadini. Lo
riferiscono Il Giornale di Vicenza e Il Corriere del Veneto. Per i giudici,
l’azienda sapeva di inquinare e lo ha fatto allo scopo di guadagnare senza
curarsi delle conseguenze ambientali e per la salute pubblica. Il processo era
durato quattro anni. Le motivazioni, depositate ieri, sono a disposizione degli
avvocati della difesa che dovranno decidere se ricorrere in Corte d’Appello.
Il caso era scoppiato nel 2013, quando la Regione Veneto venne informata dal
ministero dell’Ambiente della presenza di Pfas in concentrazioni “preoccupanti”
nelle acque potabili di alcuni Comuni: il caso ha dato il via alla battaglia dei
movimenti ambientalisti, in particolare del movimento delle “Mamme No Pfas“. La
Corte aveva stabilito risarcimenti per oltre trecento parti civili fra privati
ed enti pubblici: al ministero dell’Ambiente sono stati riconosciuti 58 milioni
di euro, alla Regione Veneto 6,5 milioni, all’agenzia per l’ambiente Arpav
800mila euro. Ristorati Comuni, società idriche e Provincia di Vicenza. Per le
persone fisiche, invece, i risarcimenti vanno dai 15 ai 20mila euro.
L'articolo “La Miteni sapeva di inquinare, ma non ha denunciato i Pfas”: le
motivazioni della condanna dei manager proviene da Il Fatto Quotidiano.