Un macello abusivo nel pieno centro di Salerno. Durante un controllo dei locali
commerciali disposto dalla Procura, i Nas – accompagnati dall’Ispettorato del
lavoro, Asl e pulizia municipale – hanno individuato e portato alla chiusura
diverse attività accusate di gravi mancanze sul piano igienico, lavorativo e su
quello della sicurezza e contrattuale. Emesse nei controlli ammende per un
totale di 20.671,41 euro e sanzioni amministrative per un importo pari a
21.900,00 euro.
Nella prima attività, gestita da un cittadino extracomunitario, si svolgevano
abusivamente attività di macellazione clandestina. Il luogo versava inoltre in
condizioni igieniche precarie, visto lo sporco diffuso e i muri e soffitti privi
del rivestimento adatto. L’ispezione si è poi concentrata sul sequestro di
alcuni alimenti. Tra questi, sei quintali di prodotti e carcasse di animali
prive di bollatura sanitaria – un marchio impresso sulle carni fresche dopo
controlli veterinari che attesta la piena idoneità al consumo umano – e una
tonnellata di carne, pesce, riso e legumi in cattivo stato di conservazione.
Nelle vicinanze del macello era presente anche un minimarket, intitolato alla
stessa persona, che è stato sottoposto alla chiusura “ad horas” anche qui per
gravi violazioni sull’igiene e strutturali. Tra i prodotti della drogheria,
sequestrati 40 kg tra vegetali, pesce, carne e formaggi congelati senza
indicazioni sulla loro tracciabilità. Gravi carenze inoltre su salute e
sicurezza.
Nella stessa perquisizione, chiuso anche un locale kebab per la presenza di
infestanti, sanitari fuori servizio, sporco nell’esercizio e su gli utensili da
cucina. Il provvedimento si è reso inevitabile anche per la scarsa sicurezza sul
posto di lavoro e per le assunzioni in nero. Sospeso infine un secondo
minimarket, dove nel sequestro sono stati requisiti 190 kg di carne e vegetali
in cattivo stato e 65 kg di dolci, legumi e riso senza tracciabilità. Nel
locale, anche qui, gravi carenze sulla sicurezza.
L'articolo Scoperto un macello abusivo in pieno centro a Salerno: “Condizioni
igieniche precarie e carcasse di animali” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Rischia di nuovo una condanna Piero De Luca, deputato e segretario del Pd
campano, figlio dell’ex governatore Vincenzo. Per il procuratore generale di
Salerno, la sua assoluzione in primo grado per la bancarotta della società di
consulenza immobiliare Ifil, che gli pagò 23mila euro di biglietti aerei per il
Lussemburgo, va riformata in una sentenza di condanna a due anni di reclusione.
La decisione è in calendario, salvo imprevisti, il 23 febbraio, dopo che avranno
concluso le difese ed in particolare quella di De Luca junior, rappresentata dal
professore Andrea Castaldo.
Il processo si trascina da molti anni, non sarà ricordato per la sua velocità:
inchiesta nata nel 2014 con le perquisizioni della Guardia di Finanza, nel 2015
il fallimento dell’Ifil, nel 2017 il rinvio a giudizio a Salerno, nel febbraio
2024 l’assoluzione in primo grado nonostante la richiesta di condanna a due anni
e due mesi. Le motivazioni stabilirono che Piero De Luca non era socio occulto
di Ifil, e la sua non consapevolezza che i pagamenti anticipati da Mario Del
Mese, il dominus della società di consulenza, dettati per ragioni di praticità e
amicizia, provenissero dal patrimonio della società fallita. Conclusioni che la
Procura generale di Salerno ha impugnato.
La Ifil si occupò anche della vendita degli appartamenti di piazza della
Libertà, una delle faraoniche realizzazioni urbanistiche realizzate a Salerno
durante le amministrazioni di Vincenzo De Luca. Le indagini hanno attraversato
anche il fallimento del pastificio Amato, sponsor dell’Italia campione del mondo
2006: la Ifil ebbe una consulenza intorno al progetto di ristrutturazione
dell’ex pastificio.
Queste le richieste della Procura generale per gli altri imputati: due anni e
cinque mesi per i due amministratori della Ifil, Luigi Avino ed Emilio Ferraro
(difesi dagli avvocati Luigi Gargiulo e Michele Tedesco); un anno e quattro mesi
per Valentina Lamberti (difesa dall’avvocato Enzo Caliendo), la conferma dei due
mesi di pena per l’unico condannato in primo grado, Giuseppe jr Amato (difeso
dal penalista Mariano Salvio), accusato di aver emesso false fatturazioni. Mario
Del Mese è uscito dal processo patteggiando a tre anni e otto mesi.
L'articolo Salerno, chiesta la condanna a due anni di Piero De Luca nel processo
d’appello sul crac della società immobiliare Ifil proviene da Il Fatto
Quotidiano.
A Salerno la tavola è apparecchiata per il ritorno di Vincenzo De Luca ed il
sindaco Vincenzo Napoli ha già buttato gli spaghetti. Le sue dimissioni sono
arrivate poco fa. Con un paio di giorni di anticipo sulla data segnata in rosso
dai cronisti della politica locale, lunedì 19 gennaio. Poco cambia. In mattinata
Napoli ha informato gli assessori che la giunta è al capolinea. “Sono mutate le
condizioni politiche”, la laconica spiegazione. Va tradotta così: De Luca ha
smesso di essere il presidente della Campania e vuole tornare a fare il sindaco
il prima possibile. In assenza di dimissioni, le elezioni erano previste il
2027. Si farà in tempo a votare nella prossima primavera. Tra maggio e giugno.
C’è poco da elucubrare. Napoli, ex capo della segreteria di De Luca a Salerno –
di cui prese il posto quando lo sceriffo fu dichiarato decaduto per aver
cumulato l’incarico di primo cittadino con quello di vice ministro del governo
Letta – era ed è stato un sindaco per interposta persona. Ha svolto due mandati
messo lì da De Luca, e monitorato con attenzione da Palazzo Santa Lucia, dove
Salerno era tracciata sulla cartina della Campania come una colonia dell’impero.
La lettera di dimissioni era pronta da giorni ed è stata comunicata per le vie
brevi agli assessori e ai collaboratori. Alle 12 Napoli ha presieduto il
Consiglio provinciale (oltre alla carica di sindaco è anche presidente della
Provincia) e ha conferito le deleghe ai consiglieri neo eletti. Soltanto dopo ha
ratificato le sue dimissioni che, per legge, diventeranno effettive tra 20
giorni e spalancheranno le porte dell’arrivo di un commissario prefettizio. La
Provincia, invece, sarà retta dal vice presidente Giovanni Guzzo che era già
stato reggente nei mesi scorsi per via dei problemi giudiziari che avevano
colpito l’allora presidente Franco Alfieri.
Ed ora manca solo l’annuncio di De Luca. Che già a settembre ha preso in affitto
un ufficio nel cuore di Salerno per farne il quartier generale della campagna
elettorale. Sta incontrando gente, visita cantieri, striglia i vigili urbani.
Sarà il suo quinto mandato. Il primo fu nel 1993, il primo anno dell’elezione
diretta dei sindaci. Certi politici fanno dei giri immensi e poi ritornano.
L'articolo Salerno, il sindaco Napoli si dimette e apparecchia la tavola per il
ritorno di Vincenzo De Luca proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un bimbo di 13 mesi è stato aggredito dal pitbull di famiglia a Scafati, in
provincia di Salerno. Il piccolo si è salvato grazie all’intervento dei soccorsi
che hanno poi affidato l’animale al servizio sanitario della Asl locale. Ferito
da un morso alla guancia destra, il bambino è stato trasferito d’urgenza a
Napoli, presso l’ospedale Santobono, dove si trova attualmente fuori pericolo e
dove è stato sottoposto a un intervento di chirurgia maxillo-facciale.
All’Ansa ha parlato il primo cittadino di Scafati, Pasquale Aliberti, affermando
come “episodi come questo sollevano una riflessione: sarebbe probabilmente
necessario un intervento normativo che stabilisca criteri più chiari
sull’adozione e sulla gestione dei cani, soprattutto di alcune razze, anche
all’interno delle mura domestiche. Esprimiamo – ha aggiunto il sindaco – la
nostra vicinanza alla famiglia coinvolta, che personalmente non conosciamo.
Ribadiamo infine l’importanza di rispettare e far rispettare quanto già previsto
dal nostro regolamento comunale sulla corretta conduzione dei cani nei luoghi
pubblici, per tutelare sia le persone sia gli stessi animali”.
Indagano i carabinieri di Scafati: si cerca di capire soprattutto se fossero
state prese tutte le precauzioni necessarie per la sicurezza del bambino.
Foto d’archivio
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Il Fatto Quotidiano.
Il sindaco di Castiglione del Genovesi, nel Salernitano, è stato aggredito
violentemente. Carmine Siano è stato colpito con un bastone o forse con una
spranga da uno sconosciuto mentre si trovava in strada non lontano da casa
propria.
L’aggressione è avvenuta attorno alle 20.45 del 26 dicembre. Ancora da capire
l’identità dell’aggressore, che ha agito con il volto coperto, così come i
motivi del gesto, al momento sconosciuti.
Siano, amministratore del piccolo comune di poco più di 1000 abitanti ha
riportato diverse ferite ed è stato trasportato in ospedale a Salerno: l’uomo è
stato sottoposto a un intervento chirurgico e si trova ora ricoverato nel
reparto di ortopedia. Il primo cittadino ha riportato una frattura scomposta
dell’arto inferiore sinistro, una frattura composta dell’arto superiore
sinistro, la frattura delle dita della mano destra, una ferita sulla tempia
sinistra e ferite multiple estese su tutto il corpo e in particolare sul viso.
“Solidarietà e vicinanza al sindaco di Castiglione del Genovesi aggredito vicino
casa. Atto di violenza inaccettabile: conferma la necessità di tenere alta
l’attenzione su chi ogni giorno governa il territorio affrontando situazioni
delicate. I sindaci non saranno lasciati soli”, ha commentato su X il sindaco di
Napoli e presidente nazionale dell’Anci, Gaetano Manfredi.
Intanto i carabinieri della compagnia di Salerno sono al lavoro per ricostruire
la dinamica e soprattutto il movente di quanto accaduto.
L'articolo Sindaco aggredito in strada nel Salernitano: colpito violentemente
con un bastone. È ricoverato con diverse fratture proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tragedia nel pomeriggio domenica 21 dicembre a Cava de’ Tirreni, in provincia di
Salerno, dove un uomo di 40 anni ha ucciso a coltellate la compagna per poi
togliersi la vita. L’episodio si è verificato in un’abitazione situata in via
Ragone. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore ha colpito ripetutamente la
donna, una nota imprenditrice locale di 40 anni, prima di salire sul tetto
dell’edificio e lanciarsi nel vuoto.
L’uomo è deceduto sul colpo a causa dell’impatto in un cortile adiacente, mentre
la donna è spirata poco dopo il ricovero presso il vicino ospedale di Cava de’
Tirreni per le gravissime lesioni riportate nell’aggressione. Al femminicidio ha
assistito la madre della vittima, una donna di 75 anni che è rimasta ferita nel
tentativo di interporsi per difendere la figlia.
L’anziana testimone è stata soccorsa e non risulta essere in pericolo di vita.
Sebbene alcune testimonianze indichino i due come conviventi, altre fonti
riferiscono che la coppia non vivesse insieme. Sul caso indagano i carabinieri
del Reparto territoriale di Nocera Inferiore per ricostruire l’esatta dinamica
dei fatti. Il sindaco Vincenzo Servalli, che è giunto sul posto, si legge nel
messaggio postato sui social, “sgomento per l’accaduto, sospende tutte le
attività e iniziative natalizie in programmazione”.
L'articolo Femminicidio a Cava de’ Tirreni, poi il suicidio. La vittima
accoltellata davanti alla madre anziana, rimasta ferita proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un litigio in casa è finito nel peggiore dei modi possibili. Nella scorsa notte,
un uomo di 35 anni è stato ucciso al culmine di una violenta lite in un
appartamento di via Gabriele d’Annunzio, a Salerno. Stando alla prima
ricostruzione fornita dalle indagini, la vittima si trovava nell’abitazione
quando è scattato un litigio con il proprietario di casa, Luca Fedele.
Tra i due è nata una violenza colluttazione durante la quale il 35enne è stato
colpito con un pugno, è caduto ed è morto. Ancora non è chiaro se il decesso sia
avvenuto a causa del colpo oppure della caduta. I carabinieri hanno arrestato il
proprietario di casa con l’accusa di omicidio preterintenzionale, e stanno
lavorando per trovare il movente della lite che ha portato alla morte dell’uomo.
L'articolo Uomo di 35 anni ucciso in una lite a Salerno: i carabinieri arrestano
il proprietario di casa proviene da Il Fatto Quotidiano.
A San Mauro Cilento (Salerno) la mensa scolastica per i bambini della scuola
dell’infanzia e della primaria sarà gratuita per tutto l’anno. Lo ha deciso il
sindaco Carlo Pisacane, che ha scelto di destinare la propria indennità da
amministratore al finanziamento del servizio, consentendo di azzerare i costi
per le famiglie. Sull’account Facebook dell’amministrazione è stato postato
l’articolo della tv Rete 7 – Canale 99.
Il provvedimento, entrato in vigore il 17 novembre, coprirà i pasti degli alunni
fino al 12 giugno. L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente
difficoltà economica per molti nuclei familiari, aggravata dai rincari e dalle
spese scolastiche, e punta a garantire un sostegno diretto ai genitori, in
particolare a quelli con più figli. L’intenzione dell’amministrazione è di
aiutare i cittadini in difficoltà.
Un’iniziativa a costo zero per le famiglie è anche il trasporto scolastico,
interamente finanziato con fondi comunali. L’amministrazione rivendica così una
doppia misura di welfare locale, pensata per alleggerire il bilancio domestico e
assicurare ai bambini servizi essenziali senza oneri aggiuntivi in tempi in cui
molto spesso è capitato di leggere di amministrazioni che non servivano il
pranzo ai piccoli le cui famiglie non avevano pagato la retta.
Secondo il Comune, la scelta di utilizzare l’indennità del sindaco per sostenere
la mensa rappresenta un gesto di solidarietà e un investimento sul futuro della
comunità. Una linea d’azione che punta a rafforzare il legame tra istituzioni e
cittadini in un territorio dove il sostegno sociale passa spesso per iniziative
mirate e di prossimità.
Foto di archivio
L'articolo Il sindaco San Mauro Cilento devolve l’indennità per finanziare la
mensa dei bambini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Domenico Airoma sarà il nuovo procuratore di Napoli Nord, mentre Raffaele
Cantone andrà a Salerno. Si sblocca dopo mesi di stallo il derby per le procure
vacanti in Campania, che vedeva opposti due pesi massimi: Cantone, ex presidente
dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e attuale procuratore di Perugia,
e Airoma, capo dei pm di Avellino, vicino al sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Alfredo Mantovano. Entrambi volevano trasferirsi ad Aversa (Caserta)
per guidare l’ufficio inquirente di Napoli Nord, il più giovane d’Italia,
istituito nel 2013 come presidio antimafia in un territorio ad alta densità
camorristica. Alla vigilia del primo voto al Consiglio superiore della
magistratura, però, Cantone ha ritirato la domanda: ufficialmente per non
lasciare sguarnito l’ufficio di Perugia, di fatto perché era ormai chiaro il
vantaggio di Airoma, che in Quinta Commissione – quella competente sulle nomine
– avrebbe potuto contare su cinque voti su sei. Questo giovedì, quindi, la
Commissione proporrà all’unanimità al plenum (l’organo al completo) il
procuratore di Avellino per il posto a Napoli Nord, facendo decadere la sua
candidatura parallela per l’ufficio inquirente di Salerno, che nei prossimi mesi
sarà a questo punto assegnato matematicamente a Cantone, rimasto senza sfidanti
in grado di impensierirlo.
L’ex numero uno dell’Anac così lascerà Perugia in largo anticipo rispetto alla
scadenza del mandato, prevista nel 2028. Sulla carta guiderà una Procura più
importante rispetto a quella di Napoli Nord (Salerno è capoluogo di Corte
d’Appello e quindi ha maggiori competenze) ma ha dovuto rinunciare al desiderio
di tornare “a casa”: cresciuto a Giugliano, nel cuore della cintura nord
partenopea, Cantone ha iniziato la carriera alla Direzione distrettuale
antimafia di Napoli, ottenendo la condanna all’ergastolo dei più importanti boss
del clan dei Casalesi, tra cui Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. “Se
il Consiglio superiore riterrà che ho i titoli per venire a Napoli Nord sarei
felice, perché si tratta della mia città, del mio territorio”, aveva detto a
gennaio, annunciando la sua candidatura.
A capo della Procura di Aversa invece andrà Airoma, pm assai stimato, dal
curriculum solido e dai rapporti importanti: è legatissimo ad Alfredo Mantovano,
magistrato e potente sottosegretario a palazzo Chigi con delega ai servizi,
nonché riconosciuto braccio destro della premier Giorgia Meloni. Insieme,
Mantovano e Airoma hanno fondato e diretto il Centro studi Rosario Livatino,
influente think tank di giuristi cattolici di cui il procuratore avellinese è
tuttora vicepresidente. Sono anche coautori di due libri: “(Ir)rispettabili. Il
consenso sociale alle mafie”, del 2013, e “Un giudice come Dio comanda. Rosario
Livatino, la toga e il martirio”, del 2021, sulla storia del “giudice ragazzino”
assassinato dalla mafia.
L'articolo Cantone verso la Procura di Salerno: l’ex capo dell’Anac rinuncia
alla corsa per Napoli Nord. Al suo posto andrà Airoma proviene da Il Fatto
Quotidiano.