Si era spesa in prima persona in questa campagna elettorale per il referendum.
La riforma della giustizia è “un’occasione che non possiamo farci sfuggire”,
aveva detto domenica uscendo dal seggio. Nelle settimane precedenti Marina
Berlusconi eri intervenuta più volte – con dichiarazioni, interviste e lettere
ai quotidiani – per sostenere la riforma del ministro Carlo Nordio (“necessaria
per spezzare un giogo che soffoca tutti“, diceva). A urne chiuse, però, si è
trincerata nel silenzio: nessun commento ufficiale.
Non sono mancate però le telefonate. La primogenita di Silvio Berlusconi si è
sfogata con i dirigenti di partito: ha espresso la sua delusione e amarezza per
il fallimento di quella riforma che era un cavallo di battaglia del padre.
Secondo quanto trapela avrebbe attribuito la sconfitta a fattori esterni, come
il sostegno incondizionato del governo al presidente degli Stati Uniti Donald
Trump, ma anche alla cerchia di persone più vicine a Giorgia Meloni, a partire
dal sottosegretario Delmastro. Ci sarebbe stato anche un contatto con la stessa
premier, per condividere il dispiacere per il trionfo del No.
Oltre al danno della bocciatura della riforma bandiera degli azzurri, arriva
anche la beffa: secondo l’analisi di Opinio per la Rai, quasi un elettore du
cinque di Forza Italia ha votato No, il dato peggiore di dissidenza rispetto
alla linea ufficiale tra i partiti di maggioranza. A questo si aggiunge il fatto
che la presidente di Fininvest e figlia del fondatore del partito, è da mesi è
scontenta della gestione di Fi e nei prossimi giorni potrebbe voler imporre
qualche cambio. Fonti parlamentari, però, tengono però a sottolineare che non ci
sarà un avviso di fratto per Antonio Tajani: “Ha fatto quello che poteva”,
avrebbe fatto presente la famiglia Berlusconi. L’auspicio, riferiscono gli
ambienti parlamentari del centrodestra, è che la battaglia per una giustizia
giusta non si fermi qui e vada avanti. Tajani nella sua nota di analisi del voto
ha puntualizzato: ”La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non
rinunceremo mai ad occuparcene”.
La famiglia Berlusconi però potrebbe insistere per richiedere un rinnovamento
dei vertici di Forza Italia, anche lasciando il vicepremier al suo posto.
L’amarezza è tanta per la bocciatura di una riforma tanto importante per Silvio
Berlusconi. E non sono riusciti a convincere neppure gli elettori della
roccaforte azzurra dei tempi d’oro del berlusconismo: anche ad Arcore prevale il
No, anche se solo per 47 voti di vantaggio.
L'articolo Referendum, la delusione di Marina Berlusconi: l’amarezza e gli
sfoghi per il tramonto della separazione delle carriere proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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“Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto oggi, per poter
dare un contributo positivo al futuro di questo Paese”. Marina Berlusconi,
presidente Fininvest e figlia dell’ex Cavaliere, intercettata da Repubblica, ha
deciso di parlare poco dopo essere uscita dal seggio. “È un’occasione quella di
oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che
prevalga il Sì per un’Italia civile democratica e moderna”, ha aggiunto. “Un
pensiero a mio papà? Certo, lo farò “domani quando si sapranno gli esiti”.
E non è la sola voce a far discutere in queste ore. Il presidente del Senato
Ignazio La Russa, che oggi ha partecipato al funerale di Umberto Bossi insieme a
Giorgia Meloni, su Facebook ha pubblicato una foto di se stesso alle urne e un
messaggio palesemente a favore del Sì: “Sì’, ho votato”, ha scritto Facebook.
Stesso discorso per il leader del Carroccio Matteo Salvini: “State votando in
tanti? Mi sembra proprio di SÌ. Ottima affluenza dai primi dati. Partecipare è
fondamentale… mi raccomando!”, ha scritto sui social.
L'articolo Marina Berlusconi parla al seggio: “Un’occasione. Un pensiero a mio
padre? Quando si saprà l’esito” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marina Berlusconi, figlia di Silvio, ha invitato tutte e tutti ad abbassare i
toni dello scontro sul referendum. Ha usato parole da leader politico, quasi da
istituzione della Repubblica, una sorta di vice Mattarella. Lo ha fatto sul
quotidiano la Repubblica, in odore di vendita all’ennesimo editore gradito al
governo Meloni.
Le sue parole hanno suscitato reazioni di vario segno, non sono mancati gli
apprezzamenti anche e soprattutto in quella parte del centro sinistra che
l’avrebbe persino votata come leader della opposizione. Peccato che Marina
Berlusconi abbia sempre condiviso le aggressioni di famiglia contro i giudici.
Peccato che anche il padre abbia sempre condiviso i progetti di Gelli su
presidenzialismo, riforma della Costituzione, informazione e giustizia. Come
dimenticare i comizi di Vittorio Sgarbi, trasmessi dalle reti di famiglia,
contro i magistrati più coraggiosi, quelli che indagavano su corruzione,
conflitti di interesse, trattat2ive Stato-mafia. E cosa dire di quel magistrato
che si occupava di Berlusconi, pedinato e messo alla berlina per il colore dei
suoi calzini e descritto come un malato di mente.
Nelle piazze per il No, in queste settimane, non abbiamo trovato toni alti e
volgari, ma solo un grande amore per quella Costituzione che la destra vorrebbe
fare a pezzi. Le volgarità le abbiamo viste soprattutto sulle reti del Polo
Rai-Set: da Mantovano che iscrive i fedeli al fronte del Sì, a Nordio che li
chiama paramafiosi, per non parlare delle ore e ore di trasmissione dedicate a
Garlasco, alla famiglia nel bosco, programmi senza contraddittorio, propaganda
violenta a favore del Sì.
Dal momento che Marina Berlusconi dovrebbe conoscere dirigenti e direttori delle
rete Mediaset, scriverà anche a loro? Invocherà una informazione completa,
rispettosa di ogni posizione, senza “toni alti e volgari?” Per correttezza,
dobbiamo segnalare che la prima risposta alla lettera è arrivata dalla
potentissima capo di gabinetto del ministro Nordio, la potentissima Giusy
Bartolozzi, che – con grande chiarezza – ci ha fatto sapere che i giudici
sarebbero diventati un plotone di esecuzione e per eliminarli bisogna votare Sì,
con tanti saluti alla retorica dei “toni bassi”.
Altro da aggiungere? Meglio votare No.
L'articolo Evitare “toni alti e volgari”? La prima risposta all’appello di
Marina Berlusconi l’ha data Bartolozzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
“L’argine all’influenza della politica all’interno del Csm è il sorteggio”, ha
scritto Marina Berlusconi nella lettera affidata a Repubblica. Ma certo non ha
attribuito l’idea a suo padre. Sarebbe stato difficile visto che giusto nel
2010, quando Silvio Berlusconi era premier e Guardasigilli Angelino Alfano,
l’Italia era tra i paesi europei che a Bruxelles sottoscriveva una storica
Raccomandazione intitolata così: “Judges: independece, efficiency and
responsibilities”. Al punto 27, parlando dei Consigli di giustizia, come il
nostro Csm, era possibile leggere questa frase: “Almeno la metà dei membri di
tali consigli devono essere i giudici scelti da parte dei loro colleghi di tutti
i livelli del sistema giudiziario e nel rispetto del pluralismo all’interno del
sistema giudiziario”.
Era il 17 novembre del 2010. Agli atti non resta traccia di un dissenso italiano
sulle raccomandazioni della Ue. Quattro anni prima, quando il Cavaliere si
lancia, poi sconfitto, nella riforma costituzionale, tra le modifiche
all’articolo 104 sul Csm si può leggere solo il nuovo sistema d’elezione dei
laici “per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato federale della
Repubblica”. Parità di rappresentanza tra laici e togati dunque, ma niente
sorteggio. L’unico sorteggio che piaceva a Berlusconi era quello delle squadre
che incontrava il suo Milan nelle coppe europee quando che vinceva di continuo.
E arriviamo al 2025, mentre Meloni e Nordio puntano tutto sul sorteggio secco
dei togati, nel Rule of Law Report l’Europa conferma la linea del 2010 sui
Councils for the judiciary, sulla loro indipendenza, nonché sulla composizione,
ripetendo le stesse parole scritte 15 anni prima. In Italia vengono battezzate
come la “Magna carta dei giudici” e a tradurre la risoluzione è Raffaele Sabato,
oggi giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il punto
27, che la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere sta per
stravolgere col sorteggio, è sempre identico. Un principio su cui né Berlusconi,
né tantomeno Alfano, ebbero da ridire. Ma che sta per essere cancellato. Come il
Guardasigilli Carlo Nordio ha ignorato le regole europee sull’abuso d’ufficio,
ora sta per farlo sul sorteggio dei togati che tra i partner Ue esiste solo in
Grecia.
Maria Rosaria Guglielmi, presidente di Medel, l’Associazione dei magistrati
europei per la democrazia e le libertà, è netta: “Con l’introduzione del
sorteggio ci poniamo in contrasto con gli standard europei che nei Consigli di
giustizia richiedono magistrati eletti dai loro pari per garantire la più ampia
rappresentatività rispetto alle funzioni e alla composizione della
magistratura”. “La raccomandazione del 2010 – si accalora Guglielmi – ha anche
precisato che essi devono essere scelti da giudici di uffici di tutti i livelli,
nel rispetto del pluralismo all’interno del sistema giudiziario”. Magistrata
espertissima delle regole europee, oggi tra i pm di Eppo, lo European public
prosecutor’s office, Guglielmi considera la raccomandazione Ue, mai violata
finora, un libro comune per tutti. Con il sorteggio invece l’Italia “mette in
crisi l’indipendenza dei sistemi giudiziari nonché lo stesso Stato di diritto
che non è solo un affare di rilevanza interna, bensì un valore condiviso sul
quale si fonda l’Europa”.
Guglielmi ricorda che anche nel rapporto del 23 ottobre 2025 sulla giustizia
italiana Margaret Sattherwaite, la Special Rapporteur dell’Onu sull’indipendenza
dei giudici, parla di Csm dove “la maggioranza dei membri siano giudici eletti
dai loro pari”. Il giurista dell’Università Statale di Milano Gianluigi Gatta
definisce “un vulnus all’Europa” il sorteggio dei togati del Csm perché “sarebbe
anche del tutto eccentrico e contrario alle raccomandazioni internazionali”. “In
un clima di continui attacchi alla magistratura – dice ancora Gatta – verrebbe
visto come un vistoso indebolimento della garanzia d’indipendenza dal potere
politico di giudici e pm”.
L'articolo Referendum, sul sorteggio dei giudici al Csm Marina Berlusconi supera
perfino il padre Silvio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marina Berlusconi voterà sì al referendum sulla separazione delle carriere. Poca
sorpresa, si dirà: la presidente di Fininvest e Mondadori precisa però che non
lo fa “per il cognome” né “per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”.
Per la primogenita del Caveliere con questo voto si può – testuale – “spezzare
un giogo che soffoca tutti”. “Mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione
giudiziaria – dice in un’intervista al Corriere della Sera -. Ma non ragiono per
rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è
una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La
giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine. Ogni magistrato è
libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare
carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”. Per
Marina Berlusconi “a questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui
contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né
un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per
spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per
garantire la vera terzietà dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non
lasciamocela scappare”.
Da elettrice di Forza Italia, oltre che “titolare” del partito, Marina
Berlusconi ha un pensiero anche per il segretario Antonio Tajani. E non sembra
che Berlusconi parli di un contratto a tempo indeterminato. “Penso che a Tajani
noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento
per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un
momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui
bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo
e a volerlo fare sia proprio lui“. Domanda di rito: è il momento di raccogliere
il testimone del padre anche in politica? “Ancora questa storia… – risponde – il
mio lavoro è un altro. Anzi, mi lasci dire che sono orgogliosa di quello che
stiamo facendo. Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e
pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di
Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri
eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto
realtà”.
L’intervista a Marina Berlusconi produce il consueto coro di plaudenti, dal
presidente della Calabria Roberto Occhiuto (“chiarezza e incisività”) al
deputato Alessandro Cattaneo (“un riferimento per tutti”) alla vicepresidente
del Senato Licia Ronzulli: “Come sempre, Marina ha grande visione politica e
culturale, traccia un perimetro chiaro sui grandi temi: giustizia, liberalismo,
atlantismo”. A commentare è anche lo stesso Tajani e la sua sembra una replica,
a cui aveva dovuto fare ricorso quando a esprimere i concetti di Marina
Berlusconi era stato il fratello Piersilvio: “Il rinnovamento di Forza Italia è
da un pezzo che lo stiamo facendo, da quando sono diventato segretario – dice -.
Quindi andiamo avanti con l’elezione diretta della classe dirigente, a
cominciare dal segretario, il vero rinnovamento è quello. Ci sono i congressi
regionali, adesso facciamo una campagna per il referendum, poi ci sarà il
congresso nazionale che eleggerà il nuovo segretario che porterà il partito alle
elezioni del 2027. Il rinnovamento è già in atto, quindi bene rinnovare e
cambiare, assolutamente sì. Rimanendo sempre fedeli ai nostri valori. La novità
è proprio questa, l’elezione di tutta la classe dirigente dal basso con gli
iscritti. Quindi bene tutti gli stimoli al rinnovamento, sono più che positivi”.
L'articolo Al referendum Marina Berlusconi voterà sì “per spezzare il giogo che
soffoca tutti”. E dà un’altra botta a Tajani: “Serve rinnovamento” proviene da
Il Fatto Quotidiano.
“Signorini ha i segreti del potere. Se escono i segreti del potere, crolla
l’azienda. Sono segreti pruriginosi di gusti sessuali, di perversioni, di scelte
di vita”. Sono solo alcune delle affermazioni che Fabrizio Corona ha espresso
nel corso dell’ultima puntata della sua trasmissione su YouTube, “Falsissimo”,
andata in onda lunedì 26 gennaio. Nella pubblicazione dell’episodio, il 51enne
si sarebbe dovuto attenere alle disposizioni del giudice Roberto Pertile, che lo
stesso giorno ha disposto all’ex “Re dei Paparazzi” il divieto di pubblicare,
diffondere o condividere “qualunque ulteriore video o contenuto di carattere
diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente” la
reputazione, l’immagine e la riservatezza di Alfonso Signorini.
Come aveva annunciato in un post pubblicato su Instagram, però, l’ex paparazzo
avrebbe deciso di procedere comunque con la pubblicazione, dichiarando di voler
spostare l’attenzione “dal sistema Signorini al sistema Mediaset”, probabilmente
per adeguarsi alle disposizioni del Tribunale di Milano. Nel corso
dell’episodio, Corona menziona alcuni dei volti più noti dell’azienda televisiva
di Cologno Monzese, come Maria de Filippi, Gerry Scotti e Silvia Toffanin. Ma si
concentra in particolar modo su Alfonso Signorini, sui presunti segreti di cui
il conduttore sarebbe a conoscenza e che secondo Corona coinvolgerebbero
direttamente Marina e Pier Silvio Berlusconi: “Gli aveva promesso che pagando il
prezzo del successo sarebbe andato in televisione”, sostiene il 51enne.
LE RIVELAZIONI SU MEDIASET
Nonostante il divieto disposto dai giudici, l’ex paparazzo torna a parlare di
Signorini e del suo legame con Mediaset. Un rapporto che, secondo il 51enne, si
reggerebbe su dei presunti segreti del quale il conduttore sarebbe a conoscenza:
“Da quando comincia a diventare direttore di ‘Chi’ stringe rapporti con le donne
di potere: diventa opinionista di ‘Verissimo’ nel 2006-2007 e conosce i loro
segreti. È l’unico che va a casa di Marina (Berlusconi, ndr). Quali sono i
segreti di Pier Silvio e di Marina? Io ne so alcuni che sono gravissimi che non
vi posso dire. Sono segreti pruriginosi di gusti sessuali, di perversioni, di
scelte di vita”, racconta ancora Corona. Stando a quanto lascerebbe intendere
l’ex paparazzo, si tratterebbe dunque di una questione legata all’orientamento
sessuale: “Se questo orientamento sessuale lo tiene nascosto e ci sono una serie
di cose attorno e tu sai queste cose qui sia del capo di Mediaset (Pier Silvio
Berlusconi, ndr), sia del capo di Mondadori (Marina Berlusconi, ndr), nel
momento in cui una cosa del genere come quella che vi ho raccontato (il presunto
sistema Signorini, ndr), sapendo che c’è il codice etico e che lui può
rovinarti, devi stare zitto e non puoi schierarti da parte”, afferma il 51enne,
facendo riferimento, probabilmente, all’autosospensione di Signorini e al
successivo comunicato pubblicato da Mediaset.
Durante la puntata, Corona racconta quello che presenta come uno dei presunti
segreti, legati in particolar modo alla figura di Pier Silvio Berlusconi. Si
tratterebbe di una storia che gli sarebbe stata raccontata da “un cliente
dell’avvocato Chiesa (il legale spesso al fianco di Corona, ndr)”. Stando al
racconto che il 51enne ha attribuito a questa presunta testimonianza anonima,
“c’era Pier Silvio in mutande in un angolo del letto con un altro ragazzo in
mutande in un angolo del letto vicino al suo. Aveva la foto, prova di quel che è
successo”, gli avrebbe detto il presunto testimone. E Corona, poi, aggiunge:
“Pier Silvio gli aveva promesso che pagando il prezzo del successo sarebbe
andato in televisione. In televisione non ci è andato più, ha fatto come
Signorini che quando ottiene qualcosa scappa. Ma voi ve lo immaginate Pier
Silvio in un angolo del letto?”. Sulla base di quanto affermato dall’ex
paparazzo siciliano, “Questo ragazzo, con il contatto di Nicola Santini, va da
questa persona amica intima di Berlusconi dicendo che aveva questa foto del
figlio e facendogli un ricatto”, è la ricostruzione del 51enne.
“SIGNORINI HA IN MANO I SEGRETI DEL POTERE. MEDIASET NON PUÒ PRENDERE UNA
POSIZIONE CONTRO DI LUI”
Nel corso dell’episodio, Corona non si limita a parlare soltanto della famiglia
Berlusconi. Ma torna a trattare anche Alfonso Signorini: “Ha i segreti del
potere. Se escono i segreti del potere, crolla l’azienda. Non racconta che lui
aveva centinaia ritirato centinaia di servizi per il potere usando come gancio
il giornale”, è l’accusa del personaggio televisivo siciliano. Secondo il
51enne, il conduttore del Grande Fratello, che si è sospeso volontariamente
dall’azienda di Cologno Monzese, non sarebbe stato licenziato “perché
(Signorini, ndr) ha in mano tutti i loro segreti, della figlia e del figlio, ma
quelli grandi non quelli piccolini”, è la sua ipotesi. Ciò sarebbe ulteriormente
confermato dal comunicato rilasciato da Mediaset, aggiunge Corona, “che lo
supporta, che è costretta ad annunciare le dimissioni in attesa di capire i
risvolti. Era il 29 dicembre, il 30 dicembre Alfonso Signorini viene indagato.
Lo hanno scoperto il giorno prima e si sono dovuti preparare”, sostiene ancora
l’ex paparazzo.
In merito a questo passaggio ipotizzato da Corona, il 51enne catanese racconta
di aver parlato telefonicamente “con un uomo che ha lavorato per anni in
Mediaset, che è stato cacciato ma conosce il sistema Mediaset e il sistema
Signorini”. Nella telefonata, che l’ex “Re dei Paparazzi” attribuisce a questo
presunto ex dipendente di Mediaset, l’uomo afferma: “So che c’è tantissima
agitazione, però è vero che l’azienda non può prendere una posizione contro
Signorini sennò la Consob si schiera contro e quindi loro devono prendere una
posizione. Altrimenti confermano che hanno violato il codice etico? Certo”,
rivela.
Corona torna a parlare anche di Antonio Medugno, l’ex gieffino che ha denunciato
Signorini per violenza sessuale ed estorsione. Secondo l’ex paparazzo, il
manager con cui lavorava Medugno all’epoca dei presunti fatti raccontati da
Corona, Alessandro Piscopo, sarebbe adesso indagato: “Può essere indagato per la
denuncia di Medugno oppure addirittura per un ipotetico concorso in tentata
estorsione con Alfonso Signorini”, afferma il 51enne. L’ex gieffino, secondo
Corona, non sarebbe l’unica persona con cui il conduttore avrebbe scambiato dei
messaggi telefonici: “L’altro giorno sono andato in palestra a Milano, c’è un
ragazzo bellissimo, fisicatissimo, che si allena, fa il personal trainer e il
dottore. Molto, molto carino. Lo guardo e gli dico: ‘Mi sa che io e te dobbiamo
parlare’. Mi fa ‘Lo so già, non c’è bisogno che lo dici’. Prende il telefono e
mi fa vedere le chat con Alfonso Signorini e le foto porno che gli ha mandato.
Sapete cosa mi ha detto dopo: ‘Sai quanti anni avevo quando mi ha scritto?
Diciotto. L’ho bloccato immediatamente’”, conclude.
“LA PRIMA COSA CHE HA FATTO È LICENZIARE BARBARA D’URSO. HANNO MESSO IL VETO PER
NON FARLA LAVORARE IN RAI”
Al termine dell’episodio di Falsissimo, infine, Corona aggiunge un breve
segmento dedicato ad un altro personaggio noto del mondo televisivo italiano:
Barbara D’Urso. Secondo l’ex paparazzo, la conduttrice sarebbe stata licenziata
da Mediaset per decisione di Pier Silvio Berlusconi: “Una volta morto il
presidente, Pier Silvio Berlusconi ha provato a dominare la scena. La prima cosa
che ha fatto è licenziare Barbara d’Urso, la donna che da 30 anni comandava
l’informazione Mediaset. Cosa hanno usato come scusa? Il famoso video del
funerale in cui lei prega, perché durante una festa di una sua carissima amica
hanno fatto una parodia di quella scena che è finito virale sui social, che ha
scatenato l’ira dei due figli, che si sono sentiti toccati dall’arroganza del
potere”. Sempre secondo quanto racconta Corona, dunque, D’Urso non solo sarebbe
stata allontanata da Mediaset, ma le sarebbe anche stato impedito di lavorare in
Rai. In questo caso, ipotizza l’ex paparazzo, il veto sarebbe stato messo da
Marina Berlusconi: “La famiglia Berlusconi aveva messo il veto sul far lavorare
Barbara (D’Urso, ndr) in Rai. Come può farlo? Perché la Rai è lottizzata,
dipende da questioni politiche e quindi Marina Berlusconi chiama e dice:
‘Ragazzi, Barbara D’Urso da voi non può lavorare’”, conclude Corona.
Al momento, però, le accuse lanciate da Corona non hanno alcun riscontro e
nessuno dei personaggi che ha menzionato nel corso della puntata ha ancora
commentato pubblicamente. Per le sue dichiarazioni recenti, l’ex paparazzo è
indagato per una presunta “diffusione di materiale sessualmente esplicito” dopo
la denuncia sporta da Signorini . Ed è per questo motivo che la puntata di
Falsissimo, inizialmente prevista per il 26 gennaio e poi sostituita con
un’altra, è stata temporaneamente bloccata dal giudice Roberto Pertile, che ha
disposto il divieto per Corona di “pubblicare, di diffondere o di condividere,
con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque
ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi,
direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente (Alfonso Signorini,
ndr) alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza”.
L'articolo “Signorini ha in mano i segreti del potere, Mediaset non può prendere
posizione contro di lui. Un altro ragazzo mi ha mostrato le sue foto porno, gli
ha scritto che aveva 18 anni”: le nuove rivelazioni di Fabrizio Corona a
Falsissimo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sono stati approvati i bilanci delle società che controllano Fininvest. È così
in arrivo un pacchetto di dividendi da 65 milioni da ripartire tra i cinque
fratelli Berlusconi: Marina, Pier Silvio, Luigi, Barbara ed Eleonora. Ma non
solo: come rivela il Corriere della Sera, tenendo conto anche delle finanziarie
personali la distribuzione di utili supererà probabilmente i 100 milioni.
Le quattro holding di famiglia (Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava)
hanno il 61% di Fininvest, a sua volta maggior azionista di MediaForEurope (ex
Mediaset), Mondadori Editore e del Teatro Manzoni di Milano, oltre che secondo
azionista di Banca Mediolanum. Sono partecipate da tutti e cinque i figli di
Berlusconi. Marina e Piersilvio, i più anziani, hanno il 29%. Luigi, Barbara ed
Eleonora il 14%.
I bilanci sono stati chiusi il 30 settembre 2025, e al ragionier Giuseppe
Spinelli, uomo di fiducia e cassiere della famiglia, sono arrivate quattro
lettere dal rappresentante comune – una per ogni holding – in cui venivano
indicate le cifre. Non sono stati utilizzati solo gli utili ricavati dal gruppo,
ma anche le riserve. Holding 1 ha registrato 16 milioni di utile e ne ha
prelevati 3,2 dalle riserve (di circa 142 milioni) ottenendo così un dividendo
di quasi 20 milioni. Holding 2 ci è andata vicina, e con 16 milioni ha
raddoppiato il risultato dell’anno precedente, il 2024. In coda la “piccola”
Holding 3 con soli 8 milioni distribuiti. Palma d’oro alla Holding 8 con 21,4
milioni (19 dagli utili).
Ad alimentare il bottino è stata Fininvest, che a giugno aveva spedito 100
milioni alle quattro holding, fulcro dell’eredità di Silvio Berlusconi.
L'articolo Maxi dividendi per i Berlusconi: dalle holding 65 milioni ai cinque
fratelli. In testa Marina e Piersilvio proviene da Il Fatto Quotidiano.