Due anziani coniugi hanno perso la vita questa mattina a Ghilarza,
nell’Oristanese, per l’esplosione di una bombola di gas all’interno della loro
abitazione. Tutto è avvenuto in via XVI Marzo, in una zona residenziale vicino a
una scuola materna e al campo sportivo del paese.
Le vittime sono un uomo di 80 anni e la moglie di 73. Secondo le prime
informazioni, la deflagrazione potrebbe essere stata provocata da una fuga di
gas collegata a una stufa presente nell’abitazione, ma la dinamica esatta è
ancora al vaglio degli investigatori.
L’allarme è stato lanciato dal figlio della coppia che ha richiesto l’intervento
dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il
personale del 118. All’arrivo delle squadre di emergenza l’uomo era già morto,
mentre per la moglie è stato fatto intervenire l’elisoccorso, ma ogni tentativo
di rianimazione si è rivelato inutile. L’area è stata messa in sicurezza dai
vigili del fuoco, mentre i carabinieri hanno avviato gli accertamenti per
chiarire con precisione le cause dell’esplosione e ricostruire quanto accaduto.
L'articolo Esplode bombola di gas, morti marito e moglie a Ghilarza
nell’Oristanese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Vigili del fuoco
Cappello, bastone e niente documenti. Questo era il quadro che si presentava
alle autorità. Sono trascorsi due anni da quella tragica notte e quell’anziano
signore non è stato ancora identificato. Per questo la Legione Carabinieri Lazio
– Compagnia di Pomezia, su delega della Procura della Repubblica di Roma, ha
diffuso le immagini dell’uomo trovato senza vita e completamente carbonizzato il
23 febbraio 2024 in via Alvaro Del Portillo, nelle vicinanze del Campus
Bio-Medico di Roma.
Il corpo è stato trovato privo di vita a Trigoria, in un’area adiacente
all’ateneo. Secondo quanto riportato in un articolo di cronaca pubblicato allora
da Roma Today, l’allarme era scattato nella serata del 23 febbraio, quando era
stato segnalato un incendio. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco e le
forze dell’ordine. Una volta domate le fiamme, era stato trovato il cadavere,
ormai arso dalle fiamme. Non erano stati trovati i documenti utili
all’identificazione e nemmeno le indagini svolte nelle ore e nei giorni
successivi avevano consentito di risalire all’identità della vittima.
L’uomo sarebbe “presumibilmente di circa 80 anni”, alto “160–165 cm”, “munito di
bastone” e con “un borsello a tracolla”. Da qui l’appello alla cittadinanza e
agli organi di informazione a diffondere le immagini affinché chiunque riconosca
l’uomo possa fornire informazioni utili alla sua identificazione. Chiunque abbia
notizie è pregato di contattare i Carabinieri di Pomezia al numero 0691628859.
L'articolo Anziano trovato carbonizzato a Roma: i Carabinieri diffondono le
immagini per l’identificazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Due giovani ancora non identificati, un 25enne e una donna di età compresa tra i
20 e i 30 anni, sono morti dopo essere stati travolti da una valanga sul
versante sud ovest del Monte Cornaccia, nel territorio di Valdidentro, in
provincia di Sondrio. A darne notizia è stata l’Agenzia regionale emergenza
urgenza.
La tragedia si è verificata attorno alle 10.30 nella zona dei laghi di Cancano
in Valtellina, al confine con la Svizzera. I due stavano praticando
sci-alpinismo quando sono stati travolti e uccisi dalla massa di neve e ghiaccio
staccatasi dal pendio. A dare l’allarme è stato un terzo scialpinista che ha
assistito al momento dell’incidente. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe
spiegato ai soccorritori di aver visto la valanga distaccarsi dal versante sud
ovest della montagna.
L’enorme mole di ghiaccio avrebbe travolto i due ragazzi, mentre lui sarebbe
riuscito a rimanere all’esterno del fronte della valanga. Visitato sul posto, è
in buone condizioni di salute e non è stato necessario il trasporto in ospedale.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti il Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco
di Sondrio e due elicotteri di soccorso decollati da Sondrio e Bergamo. La
dinamica esatta dell’accaduto è al vaglio delle autorità, ma dalle prime
informazioni sembra trovare riscontro la versione fornita dall’unico testimone.
Foto d’archivio
L'articolo Valanga in Valdidentro: morti due giovani scialpinisti. Inutili i
soccorsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Bloccato per nove ore nel caveau di una banca: è successo nella notte tra il 19
e il 20 febbraio, quando un giovane di 24 anni è rimasto incastrato dentro il
caveau della filiale Unicredit di Viale Certosa, all’angolo con viale Monte
Ceneri, a Milano.
I carabinieri hanno chiamato i vigili del fuoco intorno alle 21. I pompieri sono
giunti sul posto poco dopo, accompagnati da un’auto pompa e un altro carro,
oltre che con il personale Usar specializzato in ricerca e salvataggio. Intorno
alla mezzanotte e mezza è stato richiesto anche l’intervento del personale del
118, giunto sul luogo con due ambulanze.
L’intervento dei vigili del fuoco si è protratto per quasi nove ore, fino alle 5
di questa mattina. I vigili del fuoco, per riuscire ad entrare nel caveau, hanno
dovuto forzare una cassaforte che conteneva le chiavi. All’interno del caveau è
stato ritrovato il giovane 24enne, in buono stato di salute anche grazie al
sistema di areazione attivo nel luogo, per cui il 118 non ha predisposto il
trasporto in ospedale.
Non è chiaro, al momento, cosa ci facesse il giovane nel caveau, se si tratti di
un dipendente della banca o meno. E, soprattutto, come sia rimasto incastrato. I
carabinieri, giunti anche loro sul posto, stanno ora cercando di ricostruire
l’intera vicenda.
L'articolo 24enne resta intrappolato per ore nel caveau di una banca di Milano:
liberato nella notte, è giallo su come ci sia entrato proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Attimi di apprensione in una scuola primaria francese di Milano, in via Laveno
12, dove dodici bambini hanno accusato malori durante il pranzo scolastico. I
piccoli sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari intervenuti sul posto per
prestare assistenza. Al momento nessuno dei bambini coinvolti è stato ricoverato
in ospedale.
L’episodio si è verificato mentre gli alunni si trovavano nella mensa
dell’istituto. Oltre ai minorenni, è rimasta coinvolta anche una cuoca presente
nella struttura. Secondo quanto emerso, i sintomi si sono manifestati
improvvisamente, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti anche tre mezzi dei vigili del fuoco,
compreso il nucleo specializzato Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e
radiologico), chiamato a effettuare i controlli di rito per verificare la
presenza di eventuali sostanze pericolose. Stando alle prime ricostruzioni, i
bambini si sarebbero sentiti male a causa di una sostanza presente nell’aria.
Sono in corso gli accertamenti per chiarire con precisione l’origine
dell’episodio e la natura della sostanza.
Foto d’archivio.
L'articolo Malore durante il pranzo in una scuola primaria: 12 bambini soccorsi,
coinvolta anche una cuoca proviene da Il Fatto Quotidiano.
Danni per 60-70 milioni di euro. Questa la prima ipotesi sull’ammontare dei
danni riportati dal teatro Sannazaro di Napoli, l’edificio tempio della commedia
napoletana divorato oggi dalle fiamme. La cifra circola tra gli addetti ai
lavori alla luce dei primi rilievi tecnici fatti sul luogo dell’incendio. Tra i
danni collaterali anche i contributi ministeriali che il Sannazaro – in quanto
centro di produzione – rischia di perdere se saltasse la stagione teatrale. Per
questo motivo il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha già rivolto un
appello ai teatri soci dell’Agis perché si rendano disponibili ad ospitare gli
spettacoli che sono in cartellone. Salvare la stagione del Sannazaro,
rispettando la programmazione del teatro, è il requisito richiesto per non
perdere i fondi ministeriali. Un’eventualità che aggiungerebbe danno a danno.
Alla solidarietà chiesta ai teatri si aggiunge anche l’idea di un protocollo
d’intesa per reperire i fondi necessari.
“Non ci abbandonate” è l’appello arrivato da Lara Sansone e Salvatore Vanorio, i
proprietari del teatro Sannazaro di Napoli, rivolto alle istituzioni durante il
sopralluogo nell’area del teatro. Presenti il sottosegretario alla Cultura
Gianmarco Mazzi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore regionale
alla Cultura Onofrio Cutaia e il prefetto di Napoli, Michele di Bari.
L'articolo Napoli, incendio al teatro Sannazaro: danni per 60-70 milioni di
euro. I proprietari alle istituzioni: “Non ci abbandonate” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sono 22 gli appartamenti che saranno evacuati in seguito all’incendio che ha
colpito e distrutto il teatro Sannazaro di Napoli. Lo conferma il comandante
provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano, che definisce la situazione
“sotto controllo”.
“Al momento – spiega – è impossibile stabilire il numero delle persone che sono
state evacuate in quanto alcuni appartamenti non erano abitati al momento
dell’incendio. All’interno del teatro le fiamme sono sotto controllo mentre
restano dei focolai all’interno di due appartamenti”. L’area del teatro è
transennata.
L'articolo Incendio al Teatro Sannazaro di Napoli, il video dei vigili del fuoco
tra le fiamme proviene da Il Fatto Quotidiano.
Le temperature che si abbassano, il freddo, la ricerca di un rifugio e – spesso
– di compagnia. Per questo erano in uno stabile abbandonato nel Milanese quattro
senza fissa dimora che sono stati salvati dai vigili del fuoco. Un edificio al
confine tra Cormano e Milano, sulla via dei Giovi 6, che forse quelle persone
erano riuscite a chiamare casa. Peccato che alla sfortuna non c’è mai fine e che
nel secondo piano della palazzina, quello dove gli uomini avevano trovato
riparo, fosse scoppiato un incendio.
I pompieri sono riusciti a trarre in salvo tutte le persone all’interno
dell’edificio, bloccate dalle fiamme e impossibilitate a una fuga autonoma. Per
fortuna, nessuno di loro ha riportato gravi conseguenze. I pompieri, intervenuti
con cinque mezzi di soccorso, sono al momento impegnati nelle operazioni di
bonifica. Le persone, ora al sicuro, sono invece state affidate alle cure del
personale medico, per controlli ulteriori. Sul posto presente anche la Polizia
di stato, e si indaga per capire da chi o da cosa possa esser partito il fuoco.
Non è ancora chiara l’identità dei coinvolti.
Nel comune, la povertà è da tempo in aumento e molte persone sono costrette a
vivere ai margini. Proprio in questi giorni si sta tenendo il censimento di
Istat e fio.Psd delle persone senza dimora. L’iniziativa è denominata ‘Tutti
contano’ e si è tenuta, a 11 anni dall’ultima volta, in 14 città italiane tra
cui proprio Milano. Lo scopo dell’indagine è orientare e indirizzare le
politiche economiche e pubbliche e, come riportato anche sul sito del Comune
meneghino, “comprendere i profili e i bisogni delle persone senza dimora e le
dinamiche che conducono alla povertà estrema in città”.
L'articolo Erano bloccate da un incendio in un edificio abbandonato nel
Milanese. Salvate quattro persone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il tribunale di Genova ha condannato il ministero dell’Interno a un risarcimento
di circa un milione di euro per i familiari di un vigile del fuoco della Spezia,
morto a causa dell’esposizione professionale alle polveri e fibre di amianto. La
sentenza, emessa dalla giudice Valentina Cingano, rappresenta un importante
precedente in un lungo contenzioso che coinvolge i vigili del fuoco italiani,
già vittime di numerosi casi di malattie professionali legate all’amianto.
L’amianto, utilizzato in passato per la realizzazione di attrezzature e
materiali di protezione, si è rivelato un nemico mortale per molti lavoratori,
tra cui i vigili del fuoco, che sono stati esposti a queste sostanze altamente
cancerogene durante le loro operazioni quotidiane. L’ultimo rapporto
dell’Osservatorio nazionale amianto parlava di 7mila vittime in un anno.
LE EVIDENZE DELLA CAUSA: ESPOSIZIONE CONTINUA E MASSICCIA
Il caso riguardante il vigile del fuoco della Spezia è stato portato avanti dal
sindacato Conapo, che ha assistito la famiglia del lavoratore deceduto. Il
legale del sindacato, avvocato Paolo Frisani, ha sottolineato che l’esposizione
alle fibre di amianto non è stata limitata a singoli eventi, ma è stata una
condizione continua e massiccia durante le attività di intervento, ma anche
nelle operazioni di addestramento quotidiane. Inoltre, è emerso che, fino agli
anni Novanta, i vigili del fuoco erano costretti ad utilizzare dispositivi di
protezione, come coperte, guanti e maschere, che contenevano amianto, senza
ricevere alcuna informazione riguardo i rischi per la salute. “Abbiamo
dimostrato davanti al tribunale – ha spiegato l’avvocato Frisani – che
l’esposizione alle fibre di amianto non era occasionale, ma costante. Le
attrezzature contenenti amianto venivano utilizzate regolarmente, mettendo a
rischio la salute dei vigili del fuoco”, ha aggiunto il legale.
IL RICONOSCIMENTO DEL DANNO E L’ESTENSIONE DEL RISARCIMENTO
Un elemento particolarmente significativo di questa sentenza è il riconoscimento
del risarcimento anche a favore dei nipoti del vigile del fuoco deceduto. Questo
aspetto della decisione sottolinea la gravità e l’estensione del danno causato
dall’esposizione all’amianto, che ha avuto ripercussioni non solo sui diretti
interessati, ma anche sulle generazioni future. Non è la prima volta che un
tribunale italiano riconosce i diritti dei familiari di vigili del fuoco morti a
causa dell’amianto. Già in precedenti occasioni, le aule di tribunale avevano
riconosciuto il risarcimento per i danni subiti dai lavoratori del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, ma questa sentenza si distingue per la sua
portata e per la cifra risarcitoria che si avvicina al milione di euro.
LE RICHIESTE DEL SINDACATO CONAPO: LA MAPPATURA NAZIONALE DELL’AMIANTO
La sentenza di Genova riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro dei
vigili del fuoco italiani, che, nonostante gli avanzamenti nella legislazione,
continuano ad essere esposti a rischi sanitari legati all’amianto. A tal
proposito, Marco Piergallini, segretario generale del sindacato Conapo, ha
ribadito l’urgenza di un intervento concreto da parte delle istituzioni.
“Chiediamo da anni la mappatura completa e aggiornata dei siti contenenti
amianto su tutto il territorio nazionale. Questa sentenza dimostra ancora una
volta che la mancata mappatura espone quotidianamente i vigili del fuoco, e non
solo loro, a rischi gravissimi per la salute”, ha dichiarato Piergallini.
La richiesta del Conapo riguarda non solo i luoghi di lavoro, ma anche gli
edifici pubblici e le infrastrutture che potrebbero contenere amianto, un
materiale ancora presente in molte strutture italiane, seppur vietato da anni.
L'articolo Storica sentenza sull’amianto, un milione di risarcimento alla
famiglia di un vigile del fuoco: nipoti compresi proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un vigile del fuoco non può manifestare indossando la divisa, né “tantomeno
parlare in pubblico per difendere le ragioni per le quali stanno manifestando”:
con questa tesi – riferisce il sindacato Usb di Pusa – il Ministero degli
Interni ha avviato una contestazione disciplinare per i pompieri che avevano
manifestato per Gaza nello scorso autunno. In risposta, l’Usb ha organizzato
un’assemblea contro “la militarizzazione del corpo nazionale”: l’appuntamento è
fissato per mercoledì 28 nella sala Aci di via Marsala, a Roma.
La vicenda riguarda dieci lavoratori che sono stati raggiunti da contestazioni
disciplinari per aver partecipato alle manifestazioni e ai cortei dello scorso
autunno, quando gran parte dell’attenzione pubblica era rivolta al genocidio
nella Striscia di Gaza: i lavoratori avevano sfilato per le strade indossando le
divise e portando striscioni a sostegno del popolo palestinese. Tra le persone
sanzionate c’è anche il delegato sindacale Claudio Mariotti che si era
inginocchiato assieme ai suoi colleghi di Pisa.
Secondo la sede locale, l’obiettivo del Ministero è quello di “intimidire
un’intera categoria, anche in vista del riordino del settore, la riforma del
corpo dei vigili del fuoco con la quale questo governo vuole equiparare i
pompieri a operatori di pubblica sicurezza”. E definisce l’atto un “attacco alla
libertà di espressione, al diritto di sciopero e al diritto di organizzazione
sindacale, diritti fondamentali che sono previsti dalla nostra Costituzione”.
Che si inserisce in un disegno politico più ampio: “È un ulteriore segnale
dell’indirizzo militarista del governo e della volontà di reprimere il
dissenso“.
L'articolo Contestazione disciplinare per i vigili del fuoco che manifestarono
per la Palestina. Viminale: “Non si protesta in divisa” proviene da Il Fatto
Quotidiano.