La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati i quattro
poliziotti che sono intervenuti domenica nel quartiere Rogoredo, dove un 30enne
cinese, che aveva sparato contro di loro, è stato a sua volta colpito e ferito
in modo grave. Si tratta, viene specificato, di un “atto dovuto” e a loro
tutela. I quattro – tutti appartenenti alle Uopi, le unità specializzate di
primo intervento della Polizia di Stato – sono indagati per l’ipotesi di
concorso in lesioni colpose, ma con la scriminante dell’uso “legittimo delle
armi”.
La norma, prevista dall’articolo 53 del codice penale, se dimostrata, estingue
il reato al termine delle indagini preliminari. Prevede infatti che non è
punibile il pubblico ufficiale che, “al fine di adempiere un dovere” fa “uso” o
“ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica” quando è
“costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una
resistenza” o comunque di “impedire” reati come quello “di strage, di naufragio,
sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario,
rapina a mano armata e sequestro di persona”. Si tratta dei quattro agenti
intervenuti nel quartiere Rogoredo, inclusi i 3 che non hanno aperto il fuoco.
Liu Wenham, cinese di 30 anni e irregolare in Italia, è ancora ricoverato in
rianimazione al Niguarda di Milano in prognosi riservata, in condizioni
gravissime, e presenta ferite da arma da fuoco in testa e sulle braccia. Nel
fascicolo, coordinato dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Simona
Ferraiuolo e con accertamenti della Squadra mobile, Wenham è invece indagato per
tentato omicidio, rapina e lesioni, tutti reati aggravati, minacce gravi e porto
abusivo di arma da fuoco.
La sparatoria è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 1 febbraio in via
Cassinis, poco prima di piazza Mistral. Secondo quanto ricostruito, poco prima
il cittadino cinese ha aggredito con una bastonata in testa una guardia giurata
di circa 50 anni che stava andando a piedi al lavoro – in via Caviglia, zona sud
della città non lontano da Piazzale Corvetto – e gli ha sottratto l’arma, una
Walther P99. L’uomo si è poi diretto verso Rogoredo dove, attorno alle 15.15, ha
incrociato il Land Cruiser blindato dell’Uopi contro il quale ha sparato almeno
3 colpi, rimasti nella carrozzeria blindata del fuoristrada. A quel punto gli
agenti hanno risposto al fuoco. Ferito alla testa e a un braccio, il trentenne è
stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda. Gli agenti,
tutti illesi, erano intervenuti a seguito della nota diramata dalla centrale
operativa per la ricerca dell’uomo armato.
L'articolo Sparatoria a Rogoredo: indagati quattro poliziotti per lesioni
colpose ma “con uso legittimo delle armi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ancora una sparatoria in zona Rogoredo a Milano. Lo scontro è avvenuto in piazza
Mistral tra un rapinatore e la polizia, nel pomeriggio di domenica 1 febbraio.
Il rapinatore è stato colpito ed è gravissimo: secondo le prime ricostruzioni
l’uomo avrebbe aggredito con una botta in testa una guardia giurata e gli
avrebbe sottratto l’arma. Allertate dalla guardia giurata, le forze dell’ordine
si sono recate sul posto, dove il rapinatore, alla vista della volante, avrebbe
aperto il fuoco contro l’auto blindata. I poliziotti, illesi, avrebbero risposto
al fuoco ferendolo. Il ferito si trova in codice rosso all’ospedale Niguarda.
L'articolo Milano, nuova sparatoria tra un rapinatore e la polizia a Rogoredo.
Il malvivente è gravemente ferito proviene da Il Fatto Quotidiano.
La mancata condivisione di una porzione di patatine fritte si è trasformata in
tragedia a Fort Worth, località del Texas. Lo scorso 21 gennaio, una pattuglia
della polizia locale è stata inviata per un sopralluogo presso un complesso
residenziale della West Division, al 9500 di Jeremiah Drive, a seguito di
segnalazioni per dei colpi d’arma da fuoco. Al loro arrivo, i poliziotti hanno
trovato un uomo riverso in una pozza di sangue e con una ferita alla testa,
causata da un proiettile. Nonostante i tentativi di rianimazione, la vittima è
deceduta poche ore dopo in ospedale. Le autorità competenti hanno affermato che
il colpo è stato sparato a seguito di una violenta lite tra amici.
La vittima si sarebbe rifiutata di condividere le patatine fritte con il
sospettato. Quest’ultimo avrebbe estratto l’arma e premuto il grilletto, ferendo
mortalmente l’amico. La polizia ha identificato il presunto colpevole, che
risiede nello stesso complesso dove è stato ritrovato il corpo della vittima.
L’assassino è in fuga dallo scorso giovedì 22 gennaio. A seguito dell’autopsia,
l’ufficio del medico legale della contea di Tarrant renderà noto il nome della
vittima, la causa e le modalità del decesso.
L'articolo L’amico si rifiuta di condividere le patatine e lui gli spara: è
ricercato dalla polizia per omicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un giovane di 20 anni è morto, poco prima delle 18, a San Donato Milanese,
comune alle porte del capoluogo lombardo, nel corso di una sparatoria, come
apprende l’Ansa.
Il conflitto a fuoco è avvenuto in via Giuseppe Impastato, nella zona in cui
sorge la fermata della metropolitana gialla. Sul posto i mezzi del 118 e gli
agenti della Questura di Milano.
Articolo in aggiornamento
L'articolo Sparatoria a San Donato Milanese: morto un 20enne proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Uomini armati hanno ucciso almeno nove persone e ne hanno ferite altre dieci in
una sparatoria avvenuta nella notte in un sobborgo vicino a Johannesburg, in
Sudafrica. L’attacco si è verificato a Bekkersdal, circa 40 chilometri a
sud-ovest della capitale economica del Paese, poco dopo l’una di notte, ora
locale.
Secondo quanto riferito dalla polizia sudafricana, una decina di assalitori non
ancora identificati è arrivata sul posto a bordo di due veicoli, un kombi bianco
e una berlina argentata. Gli uomini hanno aperto il fuoco contro i clienti della
taverna KwaNoxolo e hanno poi continuato a sparare anche in strada, colpendo
alcune persone a caso mentre fuggivano.
Le forze dell’ordine hanno avviato una caccia all’uomo per individuare i
responsabili dell’attacco. Al momento non sono stati chiariti i motivi della
sparatoria.
Si tratta della seconda sparatoria di massa registrata in Sudafrica nel mese di
dicembre. Il 6 dicembre scorso, uomini armati avevano assalito un edificio a
Pretoria che ospitava un bar informale privo di licenza, uccidendo 11 persone,
tra cui un bambino di tre anni.
L'articolo Sparatoria in una taverna vicino a Johannesburg: almeno 9 morti.
“Killer hanno colpito a caso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ucciso nella sua abitazione a colpi di arma da fuoco. È successo a Nuno F.
Loureiro, professore e scienziato 47enne del Massachusetts Institute of
Technology, ritrovato lunedì sera ferito nella sua casa del sobborgo di
Brookline, a Boston. Trasportato d’urgenza all’ospedale cittadino, è stato
dichiarato morto martedì sera. L’ufficio del procuratore distrettuale di Norfolk
ha spiegato che è stata aperta un’indagine per omicidio.
Loureiro era membro del corpo docente di Scienze e Ingegneria Nucleare e di
Fisica, e direttore del Plasma Science and Fusion Center del Mit, uno dei
laboratori più grandi della struttura. Loureiro – portoghese d’origine – era
entrato nel 2016 e come riporta la Cnn, era cresciuto a Viseu, nel Portogallo
centrale. Aveva compiuto i suoi studi a Lisbona e aveva conseguito un dottorato
a Londra. Dopo aver lavorato come ricercatore in un istituto per la fusione
nucleare della capitale lusitana, era arrivato a Boston.
L’FBI avrebbe al momento escluso collegamenti con la sparatoria dei giorni
scorsi alla Brown University di Rhode Island, a 80 km di distanza da Boston, che
ha portato alla morte di due persone. Al Boston Globe una studentessa, vicina di
casa di Loureiro, ha dichiarato di aver sentito tre forti rumori lunedì sera. La
ragazza, Liv Schachner, ha detto: “Non avevo mai sentito niente di così forte,
quindi ho pensato che fossero spari”. Nella giornata di martedì, intanto,
diversi studenti hanno raggiunto la casa del professore per un ultimo salute. È
arrivato anche il cordoglio dell’ambasciatore statunitense in Portogallo John J.
Arrigo, che ha detto: “Rendiamo omaggio alla sua vita, alla sua leadership nella
scienza e al suo duraturo contributo”.
Foto presa da: Mit Nuclear Science and Engineering
L'articolo Professore del Mit ucciso nella sua casa di Boston a colpi d’arma da
fuoco. Chi era Nuno Loureiro proviene da Il Fatto Quotidiano.
È stato rilasciato l’uomo sospettato di essere l’autore della sparatoria
compiuta sabato alla Brown University, a Providence nel Rhode Island (Stati
Uniti), costata la vita a due studenti e il ferimento di altri 9. Lo ha
annunciato il sindaco di Providence, Brett Smiley, mentre prosegue la caccia
all’uomo. “Penso che sia giusto dire che non ci sono basi per considerarlo una
persona di interesse”, ha dichiarato ai giornalisti il procuratore generale del
Rhode Island, Peter Neronha. La persona rilasciata è un ex militare con problemi
psichici. “Abbiamo un assassinio in giro, non riveleremo i nostri piani”, ha
concluso Neronha. La polizia ha diffuso un video di 10 secondi in cui si vede il
sospettato, ripreso di spalle, mentre cammina a passo svelto lungo una strada
deserta dopo aver aperto il fuoco all’interno di un’aula al primo piano
dell’ateneo dove si stavano svolgendo gli esami.
LA SPARATORIA E LA CACCIA ALL’UOMO
Ieri le forze dell’ordine avevano fermato l’ex militare di circa trent’anni,
mentre alloggiava in un hotel del Rhode Island con due armi da fuoco. Le
ricerche del killer, con centinaia di agenti a setacciare l’area, erano scattate
subito dopo la sparatoria avvenuta sabato pomeriggio nel campus universitario.
L’assassino aveva aperto il fuoco nell’edificio di ingegneria durante gli esami
finali, dopo essere entrato nella palazzina dei dipartimenti di Fisica e
ingegneria. Joseph Oduro, studente 21enne al quarto anno e assistente didattico,
stava facendo una lezione di economia. Al New York Times ha raccontato che la
lezione era quasi terminata e gli studenti stavano per andarsene.
“All’improvviso, abbiamo sentito degli spari e delle urla nel corridoio”, ha
riferito. Circa tre secondi dopo – ha aggiunto – un uomo con una maschera sul
viso e un fucile è entrato in classe e ha iniziato a sparare. L’uomo ha urlato
qualcosa che, a detta di Oduro, era incomprensibile. Il video di sorveglianza
diffuso dalla polizia mostra il sospetto, vestito di nero, che si allontana con
calma dalla scena. Il suo volto non è visibile e non è chiaro se sia uno
studente oppure no. Forse indossava una maschera mimetica e potrebbe avere
intorno ai 30 anni, avrebbero dichiarato alcuni testimoni.
Due studenti sono stati uccisi e altre 9 persone sono rimaste ferite. Sei
pazienti, secondo quanto riferisce la Cnn, sono in condizioni critiche ma
stabili, mentre uno è in condizioni critiche. Due pazienti sono in condizioni
stabili.
L'articolo Sparatoria alla Brown university, rilasciato l’uomo sospettato di
essere il killer proviene da Il Fatto Quotidiano.
Arrivano in auto per “vendicarsi” di una rissa e sparano contro la discoteca e i
buttafuori. Venerdì notte a Milano, un 20enne e un 22enne sono stati arrestati
dai Carabinieri, dopo aver esploso dei colpi d’arma da fuoco davanti alla
discoteca Tocqueville e ai buttafuori presenti all’ingresso del locale di corso
Como, una delle zone più frequentate della movida milanese.
Le auto della radiomobile sono intervenute alle 3.45 in via Tocqueville dove due
persone a bordo di un’auto senza targa hanno sparato alcuni colpi senza colpire
nessuno. Dei due, il 22enne avrebbe dei precedenti per furto e stupefacenti,
mentre il 20enne sarebbe incensurato. Ed è lui che, secondo le accuse, avrebbe
sparato. I due uomini sono stati fermati e perquisiti: avevano con sè una
pistola con caricatore e 50 grammi di hashish, sono così stati arrestati per
possesso di arma clandestina e spaccio.
Il più giovane è stato portato all’ospedale Fatebenefratelli per una frattura al
setto nasale dovuta a una collutazione precedente all’arrivo dei Carabinieri.
Poco prima infatti i due avrebbero litigato con i buttafuori del locale e
sarebbero poi andati a prendere la macchina per tornare sul posto e
“vendicarsi”.
Ne è nato un parapiglia nel corso del quale, data la presenza di molta gente
all’esterno del locale e in strada, l’auto è rimasta bloccata tra la folla. E un
uomo di 33 anni è stato investito tanto da riportare lievi traumi a una gamba.
L'articolo Arrivano in auto e sparano contro i buttafuori del Tocqueville a
Milano: arrestati due giovani proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sparatoria vicino alla Casa Bianca, tra la 17esima e la I strada di Washington.
Secondo quanto riporta la Cnn diverse persone sarebbero rimaste colpite. Tra le
persone coinvolte ci sono due membri della Guardia Nazionale, lo ha detto la
segreteria degli Interni Kristi Noem. Un sospetto è stato fermato.
La sparatoria è avvenuta nel centro della capitale, vicino alla residenza del
presidente degli Stati Uniti. La Polizia di Washington ha dichiarato su X di
essere sul luogo della sparatoria nella zona e ha consigliato alla popolazione
di evitare l’area. Secondo la Bbc sarebbero tre le persone ricoverate in
ospedale. L’Abc parla di due militari in uniforme, apparentemente membri della
Guardia Nazionale statunitense, sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco.
Sono feriti, uno di loro si trova in condizioni critiche.
Il presidente Donald Trump si trova nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida,
per le festività di Thanksgiving, ed è stato informato. “La Casa Bianca è a
conoscenza e sta monitorando questa tragica situazione”, ha dichiarato la
portavoce Karoline Leavitt.
L'articolo Spari vicino alla Casa Bianca: feriti due uomini della Guardia
nazionale. Fermato un sospettato proviene da Il Fatto Quotidiano.