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Starmer in Cina si veste da statista internazionale, ma in casa tre quarti degli elettori non lo sopportano. E soffia il vento dell’ultradestra
Una cartolina da terre lontane per rinfrescare l’immagine piatta di un leader che in casa sta pericolosamente perdendo linfa politica. Keir Starmer, dalla Cina con furore e con la doppia missione di rinsaldare relazioni vitali all’economia domestica, e di inviare a chi deve coglierlo (in USA quanto a Bruxelles) un messaggio politico: sono un giocatore con tante carte nella manica sul tavolo internazionale, in un momento di insicurezza geopolitica, instabilità economica e assi di potere vacillanti. Trump accusa il colpo e contrattacca: per il Regno Unito fare affari con la Cina è pericoloso, così come per il Canada (su cui pendono tariffe punitive). Così, il premier britannico cerca con il presidente Xi Jinping una “relazione più sofisticata basata su fiducia e rispetto reciproco”, per “collaborare su aree di comune interesse (come economia, immigrazione clandestina, scambio di informazioni e lotta all’ immigrazione illegale) ma anche “ per intessere un dialogo più significativo sui temi in cui i due leader non sono d’accordo”. Nel suo storico viaggio a Pechino, alla fine Starmer ha trovato per espressa dichiarazione del presidente cinese una “relazione di lunga durata, consistente, comprensiva e strategica, a beneficio dei due paesi e del mondo intero. Non un’opportunità ma una necessità”. In soldoni però, per ora la visita si concretizza in un accordo per l’ingresso anche dei britannici in Cina senza bisogno di un visto sotto i 30 giorni, la revoca delle sanzioni su sei parlamentari di Westminster, investimenti miliardari del colosso farmaceutico AstraZeneca in Cina e taglio dei dazi sul whisky scozzese. Steso un velo sulla questione spionaggio e attacchi cyber sempre più frequenti nel Regno Unito. Starmer fa sapere che i due leader hanno toccato il tema dei diritti umani e del nodo complesso della prigionia di Jimmy Lai, il cittadino britannico arrestato ad Hong Kong nel 2020 nel corso di una protesta pro-democrazia, senza però arrivare ad uno sblocco della situazione. “Rilasciare mio padre, malato e incarcerato ingiustamente dovrebbe essere il prodromo dell’inizio di una nuova relazione tra i due paesi” ha sottolineato Sebastian Lai. Sotto il Big Ben intanto gli occhi sono puntati sulle conseguenze di un benvenuto cinese al primo premier britannico in otto anni, barattato in cambio del via libera all’apertura della nuova mega ambasciata della discordia a Londra. Il campus diplomatico cinese sarà infatti strategicamente posizionato nel centro della capitale – con telecamere di sorveglianza tra la gli uffici della City e sulle folle turistiche di London Bridge – nella mastodontica sede dell’ex Zecca di Stato che sorge nientemeno che sopra una rete di cavi informatici sensibili da cui tra gli altri passano i dati di banche ed istituti finanziari. Starmer non ha ascoltato chi, dalle varie fronde politiche e dalle stanze dell’MI5, i servizi segreti britannici, ha urlato al rischio spionaggio. “Il mio viaggio in Cina è per ridurre il carovita dei cittadini britannici e nell’interesse nazionale” ha insistito il premier che in casa però è ormai inviso ai tre quarti degli elettori. Tra compromessi, marce indietro nei programmi, e accuse di ingenuità verso la Cina, la traiettoria tracciata da Starmer verso le elezioni del 2029 è una salita estenuante. Oltre il 50% dei membri del partito starebbe cercando nuove energie nel Re del Nord, il sindaco di Manchester Andy Burnham, che però è stato tatticamente bloccato al palo per le elezioni suppletive di maggio dal leader laburista. Il clima politico si è fatto burrascoso: i venti dell’ultradestra di Nigel Farage che soffiano su Downing Street, stanno spazzando via i conservatori. Il suo partito di populisti, Reform UK, sta facendo incetta di tory defezionisti, di quelli con le unghie affilate come la ex ministra dell’Interno Suella Braverman, detta “crudelia” per il suo muso duro contro gli immigrati. Non tutti i conservatori assistono all’emorragia di defezioni con le mani in mano. Questa settimana le fronde più moderate del partito più vicine agli imprenditori hanno creato il movimento ‘Prosper UK’ per chi nel centrodestra si sente “senza casa”. Una deriva politica per il Regno Unito mentre l’alleato speciale Trump è sempre più ondivago e il reset delle relazioni post-Brexit con la UE frena ancora sui conti da pagare per il piano di difesa comune SAFE. L'articolo Starmer in Cina si veste da statista internazionale, ma in casa tre quarti degli elettori non lo sopportano. E soffia il vento dell’ultradestra proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Un criminale alla Breaking Bad: la storia dell’80enne Spiby, produttore di Valium fasullo
Sotto un cielo diverso quella di John Eric Spiby sarebbe la storia edificante di un poveraccio che ha un colpo di fortuna alla Frank Capra, coglie il messaggio divino, si mette a lavorare duro e crea un impero. Invece ora John, 80 anni, è in un carcere non specificato dell’area metropolitana di Manchester, dove dovrebbe scontare una condanna a 16 anni e sei mesi di prigione per il suo ruolo nella creazione di un impero del crimine. Spiby nasce nel 1945 a Wigan, città orgogliosamente proletaria ma devastata dal declino industriale post-Thatcher. Non lontana da Sherwood, la foresta in cui la leggenda popolare ha creato il mito di Robin Hood, nobile che, in rivolta contro il potere dittatoriale dello sceriffo di Nottingham, ruba ai ricchi per dare ai poveri. Spiby una vita proprio nobile e onesta non la fa mai. Le fonti giudiziarie e mediatiche (tra cui Greater Manchester Police, The Guardian e Manchester Evening News) parlano di un “significant criminal record”, ma fino al 2009 si accontenta di piccoli crimini. L’anno dopo però, quando ha già 65 anni, vince 2,4 milioni di sterline (circa 2,8-3 milioni di euro) alla National Lottery. Invece di godersi la pensione, decide di rilanciare: fra il 2020 e il 2022 usa parte della sua fortuna per finanziare e dirigere un’operazione criminale su larga scala, coinvolta nella produzione e distribuzione di farmaci contraffatti. Sono, principalmente, compresse che imitavano il diazepam (conosciuto come Valium), ma che in realtà contenevano etizolam, una sostanza benzodiazepinica pericolosa e allora non regolamentata. In pratica sfrutta il dilagare di ansia e malattia mentale nel Regno Unito contemporaneo, e non si può dire che abbia iniziato per bisogno. Il giudice Clarke lo ha sottolineato durante la sentenza: “Despite your lottery win, you continued to live a life of crime beyond what would normally have been your retirement years” – Nonostante la vincita alla lotteria, hai continuato a vivere una vita di crimine ben oltre gli anni normali di pensione. La sua attività criminale non include omicidi o violenze dirette sulle persone: si concentra sui farmaci contraffatti, e poi si estende al commercio di armi. Secondo l’accusa e la sentenza del tribunale di Bolton, Spiby ha convertito la sua abitazione rurale in una zona residenziale vicino Wigan in un vero e proprio laboratorio industriale alla Breaking Bad. Le stalle e gli opifici della proprietà sono stati trasformati per produrre pillole su scala industriale, con una successiva espansione in un secondo laboratorio in un’unità industriale a Salford. La polizia stima un valore all’ingrosso tra i 7,2 e i 12,9 milioni di sterline, con un potenziale valore di smercio che oscilla tra i 57,6 e i 288 milioni di sterline (fino a circa 340 milioni di euro). Il gruppo trafficava anche armi da fuoco, tra cui AK47 e Uzi, munizioni e le mostrava su piattaforme crittografate come EncroChat, molto utilizzata da gruppi del crimine organizzato. Spiby è stato condannato non solo per cospirazione nella produzione e fornitura di droghe di Classe C, ma anche per possesso di armi da fuoco, possesso di munizioni e ostruzione alla giustizia. Oltre a lui, descritto dall’accusa come il “leader” dell’operazione, sono stati arrestati altri membri della banda: John Colin Spiby Junior, il figlio di 37 anni, Lee Ryan Drury, 45 anni e Callum Dorrian, 35 anni, tutti condannati a pene fra i 9 e 12 anni. I procuratori hanno sottolineato come Spiby, nonostante la vincita milionaria, abbia scelto di continuare “una vita di crimine”. In alcuni messaggi intercettati, l’uomo si paragonava a magnati come Elon Musk e Jeff Bezos, scrivendo frasi del tipo “Elon and Jeff best watch their backs”, è meglio che “Elon e Jeff si guardino le spalle”. L'articolo Un criminale alla Breaking Bad: la storia dell’80enne Spiby, produttore di Valium fasullo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trump contro Uk sulle isole Chagos: “Grande stupidità cederle”. Londra: “Le basi Usa sull’isola Diego Garcia sono al sicuro”
Non c’è solo la disputa sul controllo americano della Groenlandia. Mentre la Casa Bianca va in pressing sul controllo dell’isola artica, Donald Trump si inserisce in un’altra polemica territoriale che questa volta, però, riguarda l’arcipelago delle isole Chagos, arcipelago nell’Oceano Indiano che viene ceduto alle isole Mauritius. Una delle sue isole, la Diego Garcia, è sede di una base militare britannica cruciale. Il capo della Casa Bianca bolla la scelta come “un atto di grande stupidità”, ma da Downing Street arriva la risposta: “Noi non comprometteremo mai la nostra sicurezza nazionale – ha detto un portavoce del governo britannico, che assicura -. Abbiamo agito perché la base di Diego Garcia era sotto minaccia dopo che decisioni giudiziarie minavano la nostra posizione e ci avrebbero impedito di gestirla come volevamo in futuro”, prosegue il portavoce, sottolineando che l’accordo firmato lo scorso maggio con Mauritius “assicura le operazioni della base congiunta Usa-Uk a Diego Garcia per generazioni” e che era stato salutato dagli alleati, Usa compresi. Nel mezzo del durissimo scontro translantico per la Groenlandia, Trump apre un altro fronte, ed usa il ‘bazooka Chagos’ per attaccare il suo ‘alleato speciale’ Keir Starmer, perché “sta dando via, senza nessuna ragione, l’isola di Diego Garcia, sede di una base militare vitale per gli Usa”. Il tycoon non manca di collegarsi alla vicenda che sta rischiando di spaccare la Nato, affermando che “la cessione da parte del Regno Unito di un territorio estremamente importante è un atto di grande stupidità, l’ennesima di una lunga serie di ragioni per le quali la Groenlandia deve essere acquisita”. L’attacco di Trump riecheggia quelli lanciati contro il premier laburista quando lo scorso maggio ha firmato l’accordo, annunciato ad ottobre 2024, per cedere la sovranità dell’arcipelago nell’Oceano Indiano a Mauritius, mantenendo per almeno 99 anni, pagando per i primi tre anni 165 milioni di sterline all’anno, poi fino al 13mo 120 milioni e quindi un valore indicizzato all’inflazione. In realtà, l’accordo è il risultato di negoziati avviati dal governo conservatore dopo che nel 2019 la Corte di Giustizia Internazionale aveva stabilito che Londra doveva cedere le isole. Questo non ha impedito ai conservatori di attaccare l’accordo firmato dal leader laburista come “un atto di autolesionismo nazionale”. Ma la questione della sovranità di Chagos è diventato un vero cavallo di battaglia di Nigel Farage che oggi esulta per la posizione del suo amico e alleato di ferro Trump: “Grazie al cielo Trump ha posto il veto alla resa delle isole Chagos – ha scritto su X il leader nazionalista di Reform – gli americani si sono resi conto che gli sono state dette bugie, gli è stato detto che il Regno Unito non aveva altra scelta che cederle, ma questo è semplicemente non vero, ed ora sono arrabbiati con noi”. Per realizzarlo, i britannici costrinsero circa 2mila abitanti di queste isole a lasciare le proprie case, “in quello che è stato descritto come un crimine contro l’umanità ed uno degli episodi più vergognosi del colonialismo del dopoguerra”, scriveva nei mesi scorsi il Guardian. Gli abitanti di Chagos si spostarono, senza nessuna compensazione, a Mauritius o Seychelles, e alcuni si trasferirono nel Regno Unito. La base militare congiunta Usa-Gb è stata così realizzata negli anni settanta ed è diventata un hub cruciale per le guerre americane nella regione negli ultimi decenni. A partire dalla prima guerra del Golfo quando, di fronte alla riluttanza dell’Arabia Saudita a far partire dalle basi sul suo territorio i caccia diretti in Iraq, gli strateghi americani hanno formulato i piani per far decollare i B-52 da Diego Garcia. Dalla base ora possono decollare i cacciabombardieri della nuova generazione, i famosi B-2 Spirit stealth bomber che sono gli unici configurati per sganciare la Gbu-57 A/b, la bomba bunker-buster. La dichiarazione congiunta con cui governo britannico e Mauritius annunciavano l’accordo nell’ottobre 2023, sottolineava che l’intesa “affronta i torti del passato e dimostra l’impegno di entrambe le parti per il benessere degli abitanti di Chagos”. E al momento della firma, il premier di Mauritius, Navin Ramgoolan, ha parlato di conclusione del “processo di decolonizzazione”. Era stato infatti quando Mauritius ottenne l’indipendenza nel 1968, che Londra, per mantenere una posizione strategica nell’aerea dell’Oceano Indiano, fece pressioni sull’ex colonia per poter acquistare, per una cifra irrisoria, l’arcipelago di Chagos, in tutto sette atolli e 60 isolotti. Il progetto di Londra era invitare gli Stati Uniti a costruire un base militare su Diego Garcia, la più grande delle isole dell’arcipelago. L'articolo Trump contro Uk sulle isole Chagos: “Grande stupidità cederle”. Londra: “Le basi Usa sull’isola Diego Garcia sono al sicuro” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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In carcere per i blitz pro-Gaza, gli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame da 70 giorni: “Grossi rischi per la salute”
Alcuni di loro non mangiano da più di 70 giorni. Rischiano danni neurologici, problemi cardiaci e perdita di udito. Sono i 3 attivisti di Palestine Action, detenuti in carcere in Gran Bretagna e in sciopero della fame per protesta. Sono tutti in custodia cautelare, in attesa di processo, per aver partecipato a iniziative di solidarietà a Gaza e contro Israele. Si tratta dello sciopero della fame in carcere più lungo e organizzato dopo quello dell’Ira del 1981. Sono accusati di aver preso parte a due azioni di disobbedienza. La prima, nel novembre 2024, in un’azienda bellica legata a Israele, la Elbit Systems a Filton, vicino Bristol. E la seconda, nel giugno 2025, dove hanno fatto irruzione nella sede della RAF (Royal Air Force) Brize Norton e imbrattato di vernice rossa due aerei militari, provocando milioni di sterline di danni. Dopo questi blitz, il Parlamento inglese, nel giugno del 2025, ha inserito il movimento, nato nel 2020 con lo scopo di “impegnarsi per porre fine al regime genocida di Israele”, nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, al pari di al-Qaeda e Daesh (Isis). Rifiutando il cibo gli attivisti chiedono l’uscita su cauzione, la decriminalizzazione del movimento, la chiusura delle fabbriche di armi che esportano in Israele, la libertà di espressione e di opinione e il diritto a un giusto processo. Secondo il crown prosecution service infatti, che svolge il ruolo di pubblico ministero, un detenuto può svolgere un massimo di 182 giorni in custodia cautelare, 6 mesi. Alcuni dei membri del movimento però sono stati arrestati a novembre 2024 e il loro processo non è fissato prima di giugno 2026, in totale 20 mesi dal giorno dell’arresto. Accanto ai tre attivisti, ad aver preso parte allo sciopero e avendolo in seguito interrotto per gravi problemi di salute, ci sono altre 5 persone: Qesser Zuhrah, Amu Gib, Jon Cink, Teuta “T” Hoxha e Muhammad Umer Khalid. Ma chi sono i 3 membri di Palestine Action ancora in sciopero della fame? Heba Muraisi, 31 anni, è stata la prima ad aver cominciato lo sciopero della fame e ha superato i 70 giorni. Ha gravi danni fisici e neurologici. Secondo i suoi sostenitori fa fatica a respirare e soffre di spasmi muscolari incontrollabili. Al momento è detenuta nell’HMP New Hall di Wakefield, una prigione nel West Yorkshire a circa 290 chilometri a nord di Londra. Fino ad ottobre dello scorso anno si trovava nell’istituto penitenziario di Bronzenfield, dove chiede di tornare, avendo la famiglia e gli affetti a Londra. È stata arrestata a novembre del 2024 accusata di aver preso parte, nell’agosto dello stesso anno, all’irruzione nella Elbit Systems di Bristol, con sede in Israele. Muraisi, è sottoposta a un regime di carcere duro riservato ai terroristi, anche se i fatti di cui è accusata sono precedenti all’ingresso di Palestine Action nell’elenco delle organizzazione terroristiche. Le visite e le comunicazioni consentite sono quindi ridotte al minimo. Non può lavorare in carcere per “motivi di sicurezza”, le è vietato accedere a libri e giornali, alla biblioteca e alla palestra. Secondo il profilo social di Palestine Action Italia le ultime dichiarazioni che Muraisi avrebbe rilasciato sono queste: “Voglio essere molto chiara sul fatto che l’intento non è mai stato la morte, perché io a differenza del nemico amo la vita” Secondo il gruppo di protesta Prisoners For Palestine, il processo a Muraisi è fissato per giugno 2026. Kamran Ahmed, 28 anni, ha superato i 60 giorni di sciopero della fame a causa del quale ha perso l’udito e ha il battito cardiaco irregolare. È stato arrestato, come Muraisi, a novembre del 2024 con la stessa accusa e cioè di aver fatto irruzione nella Elbit Systems di Bristol. Al momento è detenuto nel carcere HMP Pentoville nel nord di Londra. Secondo l’organo di stampa Middle East Eye, Ahmed è un meccanico. Da quando è stato incarcerato, è stato ricoverato 3 volte, l’ultima il 20 dicembre scorso. Durante una conferenza stampa tenuta a Londra, la sorella Alam ha dichiarato che il fratello (Kamran Ahmed) prima di entrate in prigione era alto 180 centimetri e pesava 74 chili. Oggi ne pesa 60. Secondo l’attivista di Palestine Action Audrey Corno, Ahmed di recente è stato ricoverato per la quarta volta. Come Muraisi, anche Ahmed è sottoposto al carcere duro, con visite ridotte al minimo e l’impossibilità di ricevere libri e giornali. Lewie Chiaramello ha 22 anni. È affetto dal diabete di tipo 1 e per questo motivo digiuna a giorni alterni. È detenuto nella HMP Bristol da luglio del 2025 ed è accusato di aver preso parte all’azione nella RAF Brize Norton dove sono stati imbrattati due aerei militari con della vernice rossa. Sempre secondo Corno, Chiaramello ha dovuto gestire da solo l’assunzione di insulina, senza alcuna supervisione medica. Come gli altri attivisti è sottoposto al regime di carcere duro. Il suo processo è fissato per il 18 gennaio del 2027. Secondo Amnesty International Italia, nella sola seconda metà del 2025, nel Regno Unito sono state arrestate oltre 2300 persone per aver espresso solidarietà agli attivisti del gruppo. Tra questi anche Greta Thunberg che lo scorso 23 dicembre è stata trattenuta e poi rilasciata su cauzione, per aver esposto un cartello con scritto “Supporto i detenuti di Palestine Action, mi oppongo al genocidio”. Dal 14 al 17 gennaio in diverse città d’Europa ci saranno presidi per esprimere solidarietà agli attivisti in sciopero della fame. Roma come Londra scenderà in piazza mercoledì 14 gennaio. Nella capitale l’appuntamento organizzato dal Movimento degli studenti palestinesi, sarà a piazza di Porta Pia a pochi passi dall’ambasciata inglese. “Quello che ci preoccupa, oltre alla salute delle persone in sciopero, che rischiano davvero di morire da un momento all’altro – dichiara Maya Issa, presidente del Movimento – è la repressione che in tutta Europa c’è verso i movimenti a favore della Palestina. È un gioco psicologico, c’è la volontà di spaventare le persone che esprimono solidarietà. Per questo noi saremo in piazza anche contro i Ddl Delrio- Gasparri che – conclude Issa – vogliono mettere sullo stesso piano l’antisemitismo e l’antisionismo che noi, invece, sappiamo essere due cose molto diverse.” L'articolo In carcere per i blitz pro-Gaza, gli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame da 70 giorni: “Grossi rischi per la salute” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Agatha Christie, la sua vita avventurosa, le sue storie. Ma non parlate solo di ‘gialli’
Mi ha sempre sbalordito di Agatha Christie l’abilità alchemica di assorbire, come una spugna, e trasformare in scrittura, tutti i variegati e avventurosi avvenimenti della sua esistenza, conclusasi il 12 gennaio del 1976, 50 anni fa, nella sua amata proprietà di Winterbrook House, all’età di 85 anni. La capacità di trasformare in scrittura eventi della propria esistenza è ovviamente prerogativa di ogni scrittore e scrittrice. Ma lei è riuscita, forte di un’immaginazione potentissima, a miscelare il suo ricco bagaglio di esperienze con storie ingegnose e divertenti. Solo alcuni libri sono apertamente autobiografici, come il dettagliatissimo Viaggiare è il mio peccato, che racconta dei siti archeologici siriani al seguito del secondo marito. Utile a capire la bellezza e la varietà di quelle terre prima della Seconda guerra mondiale. I belgi che ha curato come volontaria nella Prima guerra mondiale le hanno ispirato la figura compassata e geniale di Hercule Poirot con i suoi celebri baffi; i veleni con cui si commettono omicidi nei suoi romanzi, la cicuta, la stricnina, e sopratutto il veleno che fa perdere i capelli, il tallio, usato in Un cavallo per la strega del 1961, sono gli elementi che ha imparato a maneggiare quando, durante la Seconda guerra mondiale, era addetta alla Farmacia dell’University College Hospital di Londra. I viaggi, prima solitari, poi accanto al secondo marito Max Mallow, più giovane di lei di 13 anni, archeologo appassionato, le hanno ispirato romanzi come Poirot sul Nilo, Assassinio sull’Orient Express. Proprio nel viaggio su questo treno compiuto nel 1928 verso Istanbul incontrò Max, il grande amore della sua vita. Miss Marple, che per me avrà per sempre il volto espressivo di Angela Lansbury pare invece fosse ispirata a una vecchia zia di Agatha Christie grande appassionata di giardinaggio. Certa di morire sotto i bombardamenti tedeschi nel 1940, la scrittrice scrisse Addio mrs Marple, il romanzo che doveva metter fine alla serie dei romanzi con protagonista l’invidiabile vecchietta, affidò il manoscritto a una Banca londinese con il patto che fosse pubblicato postumo, cosa che avvenne solo 36 anni dopo. Mi piace pensare che mentre la sua stessa vita era in pericolo, Christie abbia pensato a dare una fine dignitosa anche ai suoi più fedeli personaggi. Troppo è stato scritto e inventato intorno ai famosi, misteriosi dieci giorni, tra il 3 e il 14 dicembre del 1926, in cui Agatha Christie scomparve, lasciando tracce di sé nell’auto abbandonata insieme alla propria patente e ad abiti dismessi. Dunque non mi avventuro in ipotesi azzardate. Riflettendo sulla ricchezza e caledoscopica varietà della sua vita, quei dieci giorni mi appaiono un dettaglio inessenziale, frutto della necessità di una donna ferita di ritrovare se stessa e curare in solitudine le proprie ferite e l’umiliazione del tradimento del primo marito. Nulla aggiunge alla sua grandezza quella breve, misteriosa scomparsa fatta diventare “un caso” dai media di allora. L’unica ombra che aleggia in me quando penso a questa talentuosa scrittrice è il titolo che porta il Meridiano Mondadori a lei dedicato: Fiabe gialle. Mi sembra svilente e inopportuno relegare l’opera di Agatha Christie sotto questo colore e questo appellativo infantile. Anche se la fase della “citrinitas”, il giallo alchemico, segna la fase della forza, dell’illuminazione, della luminosità della materia, che porta consapevolezza. Per Gustave Jung la fase del citrinitas è identificata con l’arrivo del Vecchio Saggio… ma mi sto perdendo in elucubrazioni e dunque buon anniversario Signora Christie! L'articolo Agatha Christie, la sua vita avventurosa, le sue storie. Ma non parlate solo di ‘gialli’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La notizia è stata un trauma e uno choc”: polizia sbaglia ad identificare le vittime di un incidente stradale e comunica alla famiglia sbagliata che il loro figlio 17enne è morto
Per tre settimane una famiglia ha creduto che il proprio figlio fosse morto in un incidente stradale. Poi la scoperta: il ragazzo era vivo, ricoverato in ospedale, mentre la vittima era un altro giovane. È quanto accaduto nel South Yorkshire, nel nord dell’Inghilterra, dove la polizia ha ammesso di aver scambiato le identità di due adolescenti coinvolti in un grave incidente automobilistico avvenuto il 13 dicembre nei pressi di Rotherham. La vicenda è stata ricostruita dalla BBC, che riporta le dichiarazioni ufficiali delle autorità e delle famiglie coinvolte. Secondo quanto confermato dalla South Yorkshire Police, inizialmente gli agenti avevano comunicato alla famiglia di Trevor “TJ” Wynn, 17 anni, che il ragazzo era morto nello schianto. In realtà, Trevor era sopravvissuto ed era stato trasportato in ospedale con gravi ferite, mentre a perdere la vita era stato Joshua Johnson, 18 anni, insieme a una ragazza di 17 anni che era alla guida del veicolo. L’incidente si è verificato nelle prime ore del mattino del 13 dicembre su Todwick Road, tra Dinnington e Todwick, quando una Toyota Corolla argentata è uscita di strada. All’epoca, la polizia aveva riferito che una ragazza di 17 anni e un ragazzo della stessa età erano morti sul colpo, mentre un 18enne era stato ricoverato in ospedale in condizioni gravi. In seguito a quell’errata ricostruzione, la famiglia di Trevor Wynn era stata informata del decesso del figlio. Solo domenica, a distanza di quasi tre settimane dall’incidente, “sono emerse informazioni che hanno sollevato dubbi sull’identità delle persone decedute”, ha spiegato la polizia in una nota. Questo ha portato ad avviare ulteriori procedure formali di identificazione, comprese analisi forensi, che hanno permesso di individuare l’errore: il giovane ricoverato era Trevor Wynn, mentre la vittima maschile era in realtà Joshua Johnson. La terza vittima dell’incidente, la ragazza di 17 anni alla guida dell’auto, non è stata formalmente nominata dalla polizia, ma è stata identificata come Summer Louise Scott durante l’apertura dell’inchiesta presso il Doncaster Coroner’s Court. L’agente Colin McFarlane ha ammesso pubblicamente la gravità dell’accaduto, annunciando che la South Yorkshire Police si è autosegnalata all’Independent Office for Police Conduct (IOPC): “Siamo consapevoli dello choc enorme che questa notizia rappresenta e del trauma aggiuntivo che può aver causato”, ha dichiarato. McFarlane ha aggiunto di aver offerto un incontro a entrambe le famiglie, sottolineando che molte domande restano al momento senza risposta, ma che la polizia è “assolutamente impegnata a capire come sia potuto accadere, affinché non succeda mai più”. La forza di polizia ha assicurato la piena collaborazione con eventuali indagini dell’organo di vigilanza. L'articolo “La notizia è stata un trauma e uno choc”: polizia sbaglia ad identificare le vittime di un incidente stradale e comunica alla famiglia sbagliata che il loro figlio 17enne è morto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Asset russi, Londra: “2,5miliardi di interessi dei beni di Abramovich saranno trasferiti a Kiev”
Due miliardi e mezzo di sterline d’interessi ricavati dai fondi congelati nel Regno Unito all’oligarca russo Roman Abramovich verranno utilizzati per la difesa dell’Ucraina. Lo ha annunciato Keir Starmer nell’ultimo Question Time ai Comuni prima della pausa natalizia, in attesa delle decisione dell’Unione europea sull’utilizzo degli asset russi prevista per domani, 18 dicembre. Il primo ministro britannico ha ricordato l’intesa raggiunta con gli alleati europei per il congelamento generalizzato dei beni russi e ha avvertito il miliardario ex proprietario del Chelsea Football Club che il suo governo è pronto ad avviare un’azione legale per la confisca del suo intero patrimonio britannico se egli non manterrà la promessa di devolverlo a Kiev. “Oggi – ha detto Starmer, rispondendo alla domanda di una deputata che gli chiedeva di ribadire il sostegno del Regno Unito agli ucraini, sullo sfondo della guerra innescata dalla Russia di Vladimir Putin – posso annunciare che intendiamo emettere una licenza per il trasferimento di 2,5 miliardi di sterline di proventi derivati dalla vendita del Chelsea Football Club, congelati fin dal 2022″. “Il mio messaggio ad Abramovich – ha proseguito – è questo: le lancette dell’orologio corrono, onora la promessa che hai fatto (sulla destinazione dei suoi beni britannici a favore della ricostruzione dell’Ucraina, ndr) e paga ora. Se non lo farai, siamo pronti a rivolgerci a un tribunale per far sì che ogni penny finisca nelle tasche di coloro che sono stati devastati dalla guerra illegale di Putin”. Ad Abramovich era stata concessa una licenza dal governo del Regno Unito per vendere il Chelsea, a condizione che il ricavato fosse speso a sostegno delle vittime della guerra in Ucraina. I proventi della vendita sono stati depositati su un conto bancario britannico controllato dalla Fordstam, la società di Abramovich. Da allora, il denaro è stato congelato a causa dell’impasse nei negoziati con l’oligarca russo sulla possibilità di spenderlo esclusivamente in Ucraina o di farlo anche all’estero. Il governo ha promesso di istituire una fondazione per erogare i fondi, guidata da Mike Penrose, ex direttore di Unicef Uk. L'articolo Asset russi, Londra: “2,5miliardi di interessi dei beni di Abramovich saranno trasferiti a Kiev” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Accordo Uk-Ue: la Gran Bretagna rientra nel progetto Erasmus+
Tornare a Londra in Erasmus? Ora si può. Sono infatti stati conclusi i negoziati tra Regno Unito e Unione Europea e da settembre 2027 si potrà tornare a studiare in UK attraverso il programma Erasmus+. A dirlo è il comunicato congiunto del commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic e del ministro per l’Ufficio del gabinetto del governo e Paymaster General Nick Thomas-Symonds. Il programma era stato abbandonato più di un anno fa, ed era stata una delle conseguenze della Brexit. Nella nota congiunta si legge che i due attori dell’accordo “sono lieti che i termini specifici di questa associazione, comprese le condizioni finanziarie concordate di comune accordo, rappresentino un giusto equilibrio tra i contributi del Regno Unito e i benefici offerti dal programma e aprano la strada alla partecipazione del Regno Unito al programma nel 2027″. L’abbandono del programma dall’oltremanica era stato giustificato infatti dai costi, ritenuti “eccessivi”, e dalle “scarse competenze degli inglesi nelle altre lingue”. Il governo del Regno Unito guidato dal laburista Keir Starmer, riporta Ilsole24ore, ha affermato che il loro contributo per l’anno accademico 2027/28 sarà di 570 milioni di sterline e che solo nel primo anno saranno coinvolte oltre 100.000 persone. L’Erasmus+ permette a numerosi ragazzi europei di studiare per il massimo di un anno in un altro paese dell’Unione ed era una delle richieste fondamentali nel ripristino dei rapporti tra il governo londinese e Bruxelles, apparsi ultimamente più distesi. A confermarlo anche Ursula Von Der Layen, che su X aggiunge inoltre che le due parti hanno “concluso i colloqui esplorativi sulla partecipazione del Regno Unito al mercato interno dell’elettricità dell’Ue”. L'articolo Accordo Uk-Ue: la Gran Bretagna rientra nel progetto Erasmus+ proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jane Austen, eroina ribelle e antiromantica. Per me un modo di essere necessario
La sua aristocratica solitudine è il paradigma del genio dorato che ogni scrittore vorrebbe abitare. Jane Austen per chi scrive è uno scandaglio da cui discendere. Un poggio a cui guardare. Una traduzione romantica del mestiere di scrivere. Anche se lei non cercava il sentimento, il suo, dicono i bibliografi e certa critica, era il romanzo della conoscenza. Per altri, l’elemento vacuo, estetico, prevaleva sul contenuto. Ma Jane doveva salvarsi, utilizzando – riferiscono studi accademici – la misura formale. Dunque a metà. Salvarsi da una sensibilità estrema. Malgrado fossero romanzi connotati da un dichiarato antiromanticismo, in lei riscontriamo molto romanticamente piuttosto i tratti di una eroina ribelle, emancipata, proprio come vorremmo immaginarci un’artista del tempo. Una vita quieta, di una pacificità agiata, annoiata sì, con un paio di rinunce e un amore straziato, interrotto da una morte precoce. Basta a rendere la malinconia epica e struggente che la circonda, complice la nostra intenzionalità. Crinoline e miniature di un mondo alto-borghese passato al monocolo: è riuscita a nutrire un sogno corale, la leggerezza della lettura avrebbe permesso al lettore una fuga salvifica, può darsi l’identica fuga che moveva la creatività fervida di una giovane donna, la scrittrice che rifiutò il matrimonio e le banali pratiche quotidiane in luogo di una vita breve, incompiuta, confacente a restituirci una figura perciò leggendaria. Eppure ricordiamo meglio lei, che altre donne femme de lettres, visto che il secolo aveva fornito un tale primato: Eliza Haywood, Fanny Burney. E Jane. Jane pare si fosse ispirata a una frase di un personaggio della Burney per Orgoglio e pregiudizio. Il personaggio era Cecilia: “Tutta questa sfortunata faccenda è stato il risultato di orgoglio e pregiudizio”. Sfortunata faccenda, con quella noia colta, detta superficialità mondana, che in realtà sprofondava in elevatissime certezze: l’amore. Sempre conficcato in una qualche iconica fragilità. Una impossibilità. Una lettera non recapitata. Un ballo mancato. La Austen non amava la mondanità di provincia. Si racconta del deliquio che la colse, quando ancora era una giovinetta, appreso che avrebbe dovuto trasferirsi a Bath, una innocua, tediosissima città termale. Non amava quel luogo, non amava la gretta civettuola socialità. Da lì ne trasse il romanzo Northanger Abbey. Una accusa celata all’universo grasso e fastoso di una mediocre cittadina di provincia. Per me che ho coltivato la scrittura nella identica solitudine, rinuncia e avversione noiosa, la Austen era un modo di essere necessario per raccontare la vita. Romanticamente dicevo, di quel romanticismo, ironico e amaro insieme, o anche del suo esatto contrario. Un antiromanticismo che giocando con la soglia più a buon mercato del sentimento ne enuncia la tragicità segreta. Figure sottili, delicate, eleganti. La Austen ne è il simbolo. Ogni scrittrice, chissà, avrà pensato un po’ anche a lei, lungo la strada di solito erta degli inizi, alla sua giovinezza, tradita dal destino che non si è fermato in tempo a renderla felice, amata di quell’amore necessario a vibrare dentro un’esistenza, finanche vita: che non sia soltanto uno scorrere ordinato e feroce di silenzi o ripetute quotidianità. Così morirà abbastanza presto, in anticipo sullo sfiorire irreparabile. Una grazia in fondo. L'articolo Jane Austen, eroina ribelle e antiromantica. Per me un modo di essere necessario proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Non riuscivo a paragonarla a nulla che avessi visto prima, mi ha lasciato davvero perplessa”: il mistero del “blob” gigante ritrovato su una spiaggia in Cornovaglia, le ipotesi degli scienziati
È apparso all’improvviso, dopo che il mare si era ritirato. Non aveva odore, non si muoveva, non assomigliava a nulla di immediatamente riconoscibile: un’enorme massa bianca multiforme, compatta e gelatinosa, riversa sulla sabbia. Per ore nessuno ha saputo dire con certezza cosa fosse. Ed è proprio questo vuoto di risposte ad aver trasformato i gigantesco “blob” trovato su una spiaggia della Cornovaglia in un piccolo caso scientifico e mediatico. A scoprirlo è stata Helen Marlow, 50 anni, di Stockport, in vacanza con il marito. Stava passeggiando con il cane sulla spiaggia di Marazion, vicino a Penzance, quando si è imbattuta in quella massa insolita. Occupava oltre un metro e mezzo di arenile e aveva uno spessore superiore ai trenta centimetri. Era ricoperta in parte da alghe, ma non mostrava segni evidenti di decomposizione. “Sembrava una sostanza bianca dall’aspetto carnoso“, ha raccontato. “Non me la sono sentita di toccarla, ma ho provato a spostarla con il mio stivale e mentre lo facevo ha oscillato un po’, come se fosse una grande gelatina grassa“. Un dettaglio l’ha colpita più di altri: l’assenza di odore. “Pensavo fosse un animale, ma non emanava alcun odore. È stato questo a lasciarmi davvero perplessa”. Marlow ha escluso subito che potesse trattarsi di un semplice rifiuto o di un oggetto artificiale. “L’unica cosa di cui sono sicura è che fosse materia organica e che provenisse dal mare. Non riuscivo a paragonarla a nulla che avessi visto prima“. In cerca di risposte, ha fotografato il blob e ha condiviso le immagini sui social e su gruppi specializzati, tra cui quelli della British Marine Life Study Society. Da lì sono partite le ipotesi più disparate. Alcuni utenti hanno suggerito che potesse trattarsi dei resti di una placenta di balena, altri di uno stomaco o di un intestino appartenente a un grande animale marino. C’è stato anche chi ha ipotizzato un pallone meteorologico o un UFO trascinato a riva dalla mareggiata. Le fotografie, diventate rapidamente virali, hanno alimentato un dibattito che ha coinvolto esperti e appassionati di fauna marina. A fare chiarezza, almeno in parte, è intervenuto il dottor Rob Deaville della Zoological Society of London, che ha invitato alla cautela: “È difficile dirlo basandosi solo sulle immagini”, ha spiegato. “Riceviamo regolarmente segnalazioni di resti frammentari di animali durante l’anno. In questo caso la specie, e persino il gruppo tassonomico di appartenenza, non sono immediatamente identificabili”. Secondo Deaville, la massa potrebbe provenire da “un grande cetaceo o, in alternativa, da uno squalo elefante, anche se quest’ultima ipotesi è meno probabile considerando il periodo dell’anno”. Una valutazione simile è arrivata anche dal Marine Strandings Network, che fa parte del Cornwall Wildlife Trust. Un portavoce dell’organizzazione ha indicato che il ritrovamento è compatibile con “l’intestino o lo stomaco decomposto di una balena morta lungo la costa“, i cui resti sarebbero stati smembrati e trasportati a riva dalle correnti e dal mare agitato. Tuttavia, anche in questo caso, la conferma definitiva potrà arrivare solo da prelievi e analisi di laboratorio. Nel frattempo, per Helen Marlow l’incontro resta soprattutto un’esperienza insolita: “Mi sento fortunata ad aver visto qualcosa di così strano”, ha detto. “Sono davvero curiosa di scoprirne l’origine”. Un frammento di oceano che, per qualche ora, ha messo in discussione le certezze e ricordato quanto il mare continui a restituire enigmi difficili da decifrare, anche su una spiaggia frequentata e apparentemente familiare. L'articolo “Non riuscivo a paragonarla a nulla che avessi visto prima, mi ha lasciato davvero perplessa”: il mistero del “blob” gigante ritrovato su una spiaggia in Cornovaglia, le ipotesi degli scienziati proviene da Il Fatto Quotidiano.
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