Inammissibile. Il tentativo di Forza Italia per allentare le porte girevoli
nella Pubblica amministrazione, riducendo da 3 a un anno il periodo di divieto,
è stato cassato: l’emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma Gloria
Saccani Jotti è inammissibile. Un primo tentativo era già stato fatto con la
Manovra ma la norma era stata stralciata dal maxi-emendamento per l’Aula del
Senato.
Nel dettaglio, la modifica proponeva di ridurre da tre a un anno il periodo di
divieto per coloro che abbiano svolto poteri autoritativi o negoziali per conto
delle pubbliche amministrazioni a svolgere attività lavorativa o professionale
con aziende private con le quali avevano avuto a che fare nel corso del loro
mandato.
Il fallito tentativo forzista era stato anticipato dal Fatto Quotidiano
nell’edizione odierna dando conto sia della riduzione del cuscinetto che delle
motivazioni sottostanti: le nomine in arrivo, soprattutto nel settore Difesa. La
norma, tra l’altro, prevedeva anche un accorciamento dei tempi in caso di
passaggio dal privato al pubblico.
Il principio, spiegano fonti parlamentari, sarebbe quello di evitare di rendere
troppo “punitivo” il fatto di lavorare nella Pubblica amministrazione creando
svantaggio rispetto al privato. Dall’altra parte però, la norma era stata
pensata nel 2001 proprio per evitare conflitti di interessi o di favorire
privati con cui si hanno già accordi non scritti per andare a lavorare una volta
finito il mandato. Non solo: viene considerata come uno dei cardini
dell’impalcatura normativa anticorruzione nella Pubblica amministrazione.
L'articolo Milleproroghe, inammissibile l’emendamento di Forza Italia che
riduceva i tempi delle porte girevoli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Forza Italia ha redatto un “vademecum per i cittadini” per convincerli alle
ragioni del Sì al prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei
magistrati e di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. “Serve ai
cittadini affinché abbiano un’informazione corretta” afferma Giorgio Mulè,
vicepresidente della Camera dei Deputati. “Io ho paragonato alcuni esponenti
dell’Associazione Nazionale Magistrati a Pinocchio, questo è l’abbecedario, un
testo semplice immediato che capisce chiunque, sono neanche venti pagine scritto
a corpo grande a prova di un miope come me”.
L'articolo La battaglia di Forza Italia per il Sì passa anche per il “vademecum
per i cittadini”. E Mulè chiama la Anm “Pinocchio” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“E’ una battaglia di Craxi e dei socialisti, è una battaglia di Giuliano
Vassalli, ed è una battaglia di libertà ma anche di civiltà che ha a che fare
con lo stato che vogliamo per i nostri figli”. Stefania Craxi, senatrice di
Forza Italia, è intervenuta in una conferenza stampa alla Camera dei deputati
organizzata dal partito di Forza Italia sul tema del referendum sulla
separazione delle carriere dei magistrati e la riforma del Consiglio Superiore
della Magistratura. “Questa battaglia è poi stata portata avanti da Berlusconi e
da Forza Italia ed ha a che fare con la visione dello Stato che vogliamo”.
L'articolo Referendum, Stefania Craxi e le ragioni del sì: “Separazione delle
carriere battaglia storica di mio padre e Berlusconi. Non vogliamo uno Stato che
faccia paura” proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Milano, il leader di Azione Carlo Calenda è accolto dagli applausi del popolo
di Forza Italia che si è riunito al teatro Manzoni per celebrare il 32esimo
anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Una stima ricambiata
dal leader di Azione che, insieme a tutti i presenti, alza il cartello marchiato
Forza Italia con su scritto: “Due carriere per una giustizia forte, al
referendum vota sì”. Ad accoglierlo è il deputato forzista Stefano Benigni: “È
la seconda volta in pochi mesi che Calenda viene a un nostro convegno, forse ci
ha preso gusto”. Calenda siede in prima fila, a poche sedie di distanza da
Fedele Confalonieri, Paolo Berlusconi, Marta Fascina oltre al segretario di
Forza Italia Antonio Tajani. E applaude quando sul maxi schermo viene trasmesso
un video ricordo di Silvio Berlusconi soprattutto quando parla della “missione
prioritaria di difendere i cittadini italiani dall’oppressione giudiziaria”.
L'articolo Calenda ospite al convegno di Forza Italia in memoria di Berlusconi:
“Al referendum voteremo sì” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso è indagato per corruzione
per un atto contrario ai doveri d’ufficio dalla Procura di Caltanissetta. I
magistrati guidati da Salvatore De Luca ne hanno chiesto l’arresto ai
domiciliari nell’ambito dell’indagine che coinvolge altre cinque persone, sulla
gestione di fondi regionali. Secondo l’accusa infatti, il deputato forzista
avrebbe ricevuto 12mila euro, suddivisi in tre diverse tranche, per favorire
l’associazione Gentemergente destinataria di 98mila euro di fondi regionali per
la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta. Un
finanziamento figlio delle ‘mance’ dell’Assemblea regionale siciliana, ovvero
fondi pubblici inseriti nel bilancio regionale e destinati a enti, associazioni
o comuni su segnalazione dei singoli deputati, spesso senza bandi.
L’erogazione all’associazione Gentemergente rientra nella manovra di variazione
di bilancio varata da Sala d’Ercole nell’agosto 2024 e concessa sulla base
dell’articolo 44 del ddl “Interventi finanziari urgenti” nel settore turismo,
dal valore totale di 8 milioni e 555mila euro. La squadra mobile di
Caltanissetta e lo Sco di Roma hanno notificato l’invito a comparire, emesso dal
gip per rendere l’interrogatorio preventivo, anche a Lorenzo Gaetano Tricoli e i
rappresentanti legali e componenti dell’associazione sportiva dilettantistica
Genteemergente, Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Per tutti e quattro
sono stati chiesti i domiciliari. Il sesto indagato è Eugenio Bonaffini accusato
di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per il quale
non è stata chiesta alcuna misura cautelare.
CHI È MANCUSO?
Volto storico di Forza Italia in provincia di Caltanissetta, Mancuso è al
secondo mandato al parlamento siciliano. Nel 2017 ha raccolto con gli azzurri
6.989 preferenze, e nel 2022 invece ha toccato quota 8.289. Attualmente presiede
la Commissione parlamentare speciale per l’esame dei disegni di legge di
modifica dello Statuto, Mancuso è il quinto componente della commissione
antimafia regionale dell’attuale legislazione finito sotto inchiesta, dopo i
casi di autosospensione di Riccardo Gennuso (FI), Carmelo Pace (DC), Giuseppe
Castiglione (Mpa) e Salvo Geraci (Lega), oltre ad essere l’ennesimo deputato
della maggioranza che sorregge il governo regionale di Renato Schifani travolto
da vicende giudiziarie.
LE REAZIONI DELLE OPPOSIZIONI
“Anno nuovo, ennesimo indagato per corruzione nel centrodestra siciliano. Dopo
gli scandali che hanno visto coinvolti esponenti della Dc e di Fdi, oggi tocca
anche ad un deputato regionale di FI, Michele Mancuso, indagato per corruzione e
peculato e per il quale l’accusa ha chiesto gli arresti domiciliari. C’è una
questione etica e morale non più rinviabile che riguarda il metodo con cui
questo governo e questa maggioranza credono di potere ancora guidare la Sicilia,
basato su una distorta concezione di ricerca del consenso, un metodo criminogeno
a cui dobbiamo opporci”, ha commentato il segretario regionale del Pd Sicilia e
deputato nazionale, Anthony Barbagallo. “La richiesta di arresto per il deputato
Mancuso per corruzione rappresenti l’ennesimo sonoro schiaffo alla maggioranza e
alla credibilità del governo Schifani, già ai minimi termini anche per
l’assoluta inefficacia della sua azione”, ha detto il coordinatore regionale e
deputato Ars M5s, Nuccio Di Paola.
L'articolo “Fondi regionali a un’associazione in cambio di soldi”: deputato di
Forza Italia in Sicilia indagato per corruzione proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Corte d’Appello di Milano, nel processo sul caso chiamato Mensa dei Poveri,
ha deciso di ridurre in modo significativo la condanna inflitta in primo grado
all’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi. La pena è passata da 4 anni e
2 mesi a 1 anno con sospensione della pena e una multa di 500 euro. La decisione
è arrivata dopo l’assoluzione di Comi dall’accusa di corruzione e da uno degli
episodi di truffa contestati. Dopo la lettura del dispositivo, Comi è scoppiata
in lacrime: “Le mie, dopo 7 anni, sono lacrime di gioia, perché è stato
stabilito oggi che ‘il fatto non sussistè. Ho sempre dimostrato fin dal primo
giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione (per l’unico capo
d’imputazione rimasto, ndr) a dimostrare l’innocenza per quest’ultimo
pezzettino. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono
orgogliosa ed è stato dimostrato che non c’è mai stata corruzione”.
Decisiva per l’assoluzione dall’accusa di corruzione è la sopraggiunta
inutilizzabilità delle chat WhatsApp utilizzate in primo grado. Si trattava di
messaggi scambiati nel dicembre 2018 tra Comi e l’avvocata Maria Teresa
Bergamaschi, sua collaboratrice, estratti dal telefono di quest’ultima con il
suo consenso mentre veniva ascoltata come testimone. Messaggi considerati
documenti e quindi utili a ricostruire, secondo l’accusa, un presunto accordo
corruttivo per l’assegnazione di consulenze da parte di Afol Metropolitana
(Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro), allora diretta da Giuseppe
Zingale, in un contesto di rapporti politici che coinvolgevano anche Nino
Caianiello, l’allora ras di Forza Italia a Varese e in Lombardia. Nel 2023,
però, questo tipo di messaggi sono stati classificati come “corrispondenza
privata” dalla Corte Costituzionale (caso Open-Renzi). Significa che per i
parlamentari serve l’autorizzazione dell’assemblea di appartenenza. E siccome
nel caso di Comi l’autorizzazione dell’Europarlamento non era stata richiesta,
la Corte d’Appello ha dichiarato le chat inutilizzabili e decaduta l’accusa di
corruzione.
La Corte ha escluso la responsabilità di Lara Comi per la presunta truffa ai
danni del Parlamento europeo relativa all’incarico affidato al giornalista
Daniele Aliverti. I giudici hanno inoltre riconosciuto all’ex parlamentare una
circostanza attenuante, cioè un elemento che riduce la pena legato al
risarcimento economico effettuato da Comi al Parlamento europeo (500 mila euro),
considerato equivalente alle aggravanti. La sentenza ha comportato anche
l’annullamento delle confische disposte in primo grado, cioè il sequestro di
somme o beni, che riguardavano Comi, Aliverti e Carmine Gorrasi, ex segretario
provinciale di Forza Italia. È stata invece confermata la responsabilità per un
altro contratto stipulato con un diverso collaboratore nel periodo tra il 2016 e
il 2017. Gli avvocati di Comi, Antonio Bana e Gianluca Varraso, hanno commentato
che la sentenza ha di fatto cancellato quasi tutte le condanne di primo grado,
ridimensionando ulteriormente un’indagine che sarebbe già stata in parte ridotta
dal Tribunale. I legali hanno anche sottolineato che la Corte d’Appello ha
respinto tutti i ricorsi presentati dalla Procura contro le assoluzioni
pronunciate due anni e mezzo fa.
Il verdetto ha riguardato in tutto 14 imputati. Confermata l’assoluzione dell’ex
vice coordinatore lombardo di Forza Italia, Pietro Tatarella ed è stato assolto
l’ex parlamentare Diego Sozzani. Sono state confermate anche le assoluzioni di
Paolo Orrigoni, patron del gruppo Tigros, e di Mauro De Cillis, ex responsabile
di Amsa. In secondo grado è stata assolta anche l’avvocata Bergamaschi, che in
primo grado era stata condannata a 6 mesi. Ridotte le condanne di alcuni
imputati: l’imprenditore Daniele D’Alfonso ha visto la pena scendere da 6 anni e
mezzo a 5 anni e 2 mesi, mentre per Zingale, ex direttore generale di Afol, la
condanna è passata da 2 anni a 1 anno e 6 mesi. È stato infine assolto anche
Gorrasi che in primo grado era stato condannato a 2 anni. In una nota congiunta,
il vicesegretario nazionale di FI Stefano Benigni e il segretario regionale
Alessandro Sorte hanno espresso soddisfazione per le assoluzioni di Tatarella e
Sozzani. “Rimane l’amarezza per una vicenda che ha causato in questi anni una
sofferenza profonda sul piano umano e personale alle persone coinvolte e alle
loro famiglie: oggi hanno avuto finalmente giustizia”. Ancora: “Siamo fiduciosi
che anche Lara Comi, in Cassazione, potrà dimostrare la sua innocenza,
considerando il sostanzioso ridimensionamento dell’impianto accusatorio che
esclude la corruzione”.
L'articolo Lara Comi, chat inutilizzabili: niente corruzione e condanna ridotta.
“Lacrime di gioia, ho servito il mio Paese” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il centrodestra si prende l’Ispra. Per la prima volta nella storia dell’Istituto
superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale sarà una figura politica a
guidare l’ente. E, nemmeno a dirlo, sarà un’esponente dell’attuale maggioranza
di governo. Il Mase ha indicato come prossima presidente Alessandra Gallone, ex
senatrice di Forza Italia e attuale consigliera proprio di Gilberto Pichetto
Fratin. E così il più importante e indipendente organo scientifico italiano che
si occupa di inquinamento, rischio idrogeologico, cambiamenti climatici, che
tutela la biodiversità, le aree protette e che finora è stato retto da tecnici,
passerà sotto il controllo della politica.
Per il governo Meloni è una grande occasione: controllare il principale
riferimento scientifico per le politiche ambientali significa indirizzarlo
quando sorgono potenziali conflitti proprio con l’esecutivo, con le Regioni e
con gli enti locali. Ispra infatti fornisce pareri tecnico-scientifici, talvolta
vincolanti, quando per esempio di mezzo ci sono piani antismog, quando va
valutato l’impatto di grandi opere e infrastrutture o quando si parla di acque e
depurazione. D’altra parte non è un segreto che il centrodestra volesse
mettergli sopra le mani. Nel corso della legislatura c’ha provato più volte,
tanto che a un certo punto, lo scorso anno, docenti ed esperti hanno inviato una
lettera a Meloni per denunciare come Ispra stesse subendo “attacchi sempre più
pressanti e ingiustificati”. E siccome in quel caso si parlava di prelievo
venatorio, l’accusa era rivolta alle associazioni dei cacciatori, agli armieri e
alla politica che di quei mondi cura gli interessi.
All’inizio di quest’anno è stata la volta della Lega, che ha proposto di
sottrarre a Ispra la tutela dalla fauna selvatica, affidandola a un nuovo
organismo (politico) in capo al ministero guidato da Francesco Lollobrigida.
L’ostruzionismo del M5s (e in misura minore dei Verdi) ha bloccato il blitz del
Carroccio. Ma l’attacco più grave è anche quello più recente: negli emendamenti
alla riforma della legge sulla caccia, l’Ispra dovrebbe avere sempre meno peso
tanto nella gestione dell’attività venatoria quanto in tutti gli altri settori,
poiché verrebbe posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei
ministri. E addio indipendenza.
Tornando alla nomina di Gallone, sul piano delle regole è tutto legittimo, dal
momento che è proprio il ministero dell’Ambiente ad avere la facoltà di avanzare
la candidatura. Ciò che è irrituale è che per la prima volta l’incarico non
viene affidato a un tecnico, ma a una figura strettamente politica (il disco
verde arriverà il 6 gennaio, quando si esprimerà la commissione Ambiente). Prima
della senatrice di Fi, Ispra è stata guidata per sette anni da Bernardo De
Bernardinis, noto più che altro per la condanna definitiva a due anni per il
terremoto dell’Aquila. Bernardinis, in ogni caso, era professore universitario
(ordinario di Idraulica), con decine di pubblicazioni all’attivo, prima
dirigente e poi vicecapo del Dipartimento della Protezione civile. Nel 2017 gli
succedette Stefano Laporta, avvocato e viceprefetto, con una lunga esperienza
nell’Istituto: sub-commissario nel 2008, direttore generale dal 2010 e dal 2023
vicepresidente dell’Agenzia europea per l’Ambiente.
Gallone, invece, ha il pedigree del politico: esponente del Msi, aderisce ad An
e nella sua Bergamo diventa prima consigliera e poi assessora all’Istruzione.
Entra in Senato col Pdl nel 2008 e nel 2012 diventa capogruppo del neonato
partito di FdI. Appena un anno dopo saluta Meloni per abbracciare Silvio
Berlusconi e Forza Italia. Nel 2018 rientra a Palazzo Madama, questa volta da
azzurra, in Aula è sempre presente e battagliera e in entrambe le esperienze,
tra le varie Commissioni di cui entra a fare parte, c’è anche quella Territorio
e ambiente. A Bergamo è molto apprezzata, tanto che all’ultima tornata il suo
partito la vuole candidare a sindaca. Ma Fi in città non conta come un tempo, e
Gallone salta. Chi la conosce dice che ama gli animali, tanto da essere stata
vista diverse volte all’Oasi Wwf di Valpredina; sui social al posto della sua
foto-profilo ha quella di Berlusconi, tra gli account seguiti ci sono lo stesso
Wwf e Greenpeace.
Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
Instagram
L'articolo L’ex senatrice di Forza Italia a capo dell’organo scientifico che
tutela l’ambiente: così il governo si prende Ispra (mentre lo depotenzia)
proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’oggetto è chiaro: “Costituzione comitato cittadino per il Sì e campagna
referendaria”. Firmato Giorgio Mulè (responsabile della campagna per il Sì) e
Francesco Battistoni (responsabile organizzazione di Forza Italia). A tre giorni
dalla nascita del comitato unico di maggioranza per il “Sì” alla riforma sulla
separazione delle carriere, Forza Italia anticipa gli alleati e inizia a
organizzare i propri comitati di partito: lunedì 15 Mulè e Battistoni hanno
inviato una circolare (qui), che Il Fatto ha letto, a parlamentari, segretari
regionali e provinciali di Forza Italia per chiedere di iniziare a costituire i
comitati cittadini e avviare la campagna referendaria.
Negli allegati alla lettera vengono date le indicazioni per costituire i
comitati: “Per avviare le attività riunire almeno 5-10 persone motivate. Non c’è
un numero minimo formale, ma è consigliabile avere un piccolo gruppo per
costituire un direttivo. Altre persone potranno aderire successivamente”. I
“costituenti” dovranno firmare un modulo e i comitati dovranno indicare un
presidente e i soci fondatori.
Nella lettera si chiede anche di nominare un referente per ogni regione e per
ogni provincia ma soprattutto di accelerare sulle iniziative sul territorio:
entro il 23 dicembre viene chiesto di comunicare “le date delle manifestazioni
provinciali (almeno una per provincia o grandi città) di avvio della Campagna
referendaria di Forza Italia per il SI’ che si terranno dal 12 gennaio al 30
gennaio in modo da poter concordare e coordinare per tempo eventuali presenze di
ospiti e autorità”.
L’accelerazione di Forza Italia non è casuale: il partito vuole mettere il
cappello sulla riforma berlusconiana della separazione delle carriere con i
propri comitati di partito. Un derby che si è aperto con Fratelli d’Italia che
invece punta a un comitato nazionale che nascerà giovedì dal notaio e che avrà
come portavoce l’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti, come presidente
l’ex giudice costituzionale Niccoló Zanon e come “costituenti” le consigliere
del Csm Isabella Bertolini, Claudia Eccher, gli avvocati Andrea Di Porto e
Cesare Placanica e il giudice della Cassazione Giacomo Rocchi. Tra i partiti ci
sono tensioni anche sui finanziamenti del comitato unico della maggioranza.
Fratelli d’Italia chiede una quota agli alleati ma sia Forza Italia che la Lega
non sono d’accordo: i pochi fondi a disposizione gli azzurri vogliono
utilizzarli per il comitato di partito.
L'articolo Separazione carriere, il derby a destra sul referendum: Forza Italia
anticipa FdI e lancia i suoi comitati per il Sì proviene da Il Fatto Quotidiano.
Silvio, un genio – la mia vignetta per Il Fatto Quotidiano in edicola oggi
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L'articolo Silvio, un genio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Le parole di Pier Silvio Berlusconi sono “sollecitazioni positive“. Mentre si
trova a Mumbai per il Forum imprenditoriale Italia-India, Antonio Tajani cerca
di spegnere le agitazioni interne a Forza Italia dopo i concetti pronunciati dal
secondogenito di Silvio Berlusconi in occasione degli auguri di Natale negli
studi di Mediaset. “Tutti i consigli sono preziosi, utili e li ascolto, sono in
perfetta sintonia sulla necessità del rinnovamento e di guardare al futuro”,
afferma il ministro degli Esteri e leader degli azzurri. Secondo Adnkronos,
agenzia di stampa notoriamente vicina al mondo del centrodestra, il partito è in
fibrillazione: per molti, infatti, le parole dell’ad di Mfe, che avrebbe
informato della sua uscita la sorella Marina Berlusconi, risuonano come
l’ennesimo monito-avviso al segretario nazionale.
Pier Silvio Berlusconi infatti ha sì confermato tutta la sua stima per Antonio
Tajani: “Ho gratitudine vera per Tajani e per tutta la squadra di Fi, hanno
tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre, cosa tutt’altro che
facile“. Ma ha ribadito la necessità di rinnovamento dentro Forza Italia:
“Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un
programma rinnovato…”. Un “pressing” che va avanti da tempo: la famiglia
Berlusconi chiede un cambio di rotta con qualche innesto esterno e un ricambio
generazionale. E all’interno di Forza Italia ci sarebbero interpretazioni
differenti, tra chi lo vede come un attacco all’attuale leader e chi invece lo
vede solo come uno stimolo a proseguire con il rinnovamento. Raffaele Nevi,
portavoce nazionale di Fi, dice sempre all’Adnkronos: “Basta strumentalizzare le
parole di Pier Silvio, che fa riflessioni serie e condivisibili”.
Anche Tajani, rispondendo appunto da Mumbai, vuole mostrarsi sereno e fiducioso,
ma rivendica anche il suo operato: “Io sono assolutamente a favore del
rinnovamento costante di Forza Italia. Quello che stiamo facendo è far emergere
anche i giovani, penso al Segretario Nazionale dei Giovani, penso ai nuovi
eletti alle ultime regionali, abbiamo eletto ragazzi di 24, 25 anni. Penso ai
nostri vice segretari che stanno lavorando, i congressi che abbiamo fatto e che
faremo, quindi questo è un modo di allargare”. Poi il segretario nazionale di
Forza Italia aggiunge: “Troveremo, senza mai offendere nessuno, una nuova classe
dirigente che rappresenti il futuro, sempre di più”. E ancora: “Faremo sempre
più emergere volti nuovi, un partito aperto, allargato e con una classe
dirigente eletta. I congressi provinciali, comunali, ed i prossimi che faremo
regionali, sono serviti ad allargare il numero delle persone che partecipano.
Quindi siamo un partito con le porte aperte”, vuole ribadire Tajani.
Sullo sfondo, c’è l’appuntamento a palazzo Grazioli del prossimo 17 dicembre:
Roberto Occhiuto sarà l’ospite principale del convegno dal titolo ‘In libertà‘.
L’iniziativa potrebbe lanciare definitivamente il governatore della Calabria,
che viene indicato sempre da Adnkronos come una delle possibili “facce nuove”
evocate da Pier Silvio Berlusconi, insieme al presidente della Regione Piemonte,
Alberto Cirio.
L'articolo Forza Italia, Tajani replica a Pier Silvio Berlusconi: “Il
rinnovamento è in corso, siamo un partito con le porte aperte” proviene da Il
Fatto Quotidiano.