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Milleproroghe, inammissibile l’emendamento di Forza Italia che riduceva i tempi delle porte girevoli
Inammissibile. Il tentativo di Forza Italia per allentare le porte girevoli nella Pubblica amministrazione, riducendo da 3 a un anno il periodo di divieto, è stato cassato: l’emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma Gloria Saccani Jotti è inammissibile. Un primo tentativo era già stato fatto con la Manovra ma la norma era stata stralciata dal maxi-emendamento per l’Aula del Senato. Nel dettaglio, la modifica proponeva di ridurre da tre a un anno il periodo di divieto per coloro che abbiano svolto poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni a svolgere attività lavorativa o professionale con aziende private con le quali avevano avuto a che fare nel corso del loro mandato. Il fallito tentativo forzista era stato anticipato dal Fatto Quotidiano nell’edizione odierna dando conto sia della riduzione del cuscinetto che delle motivazioni sottostanti: le nomine in arrivo, soprattutto nel settore Difesa. La norma, tra l’altro, prevedeva anche un accorciamento dei tempi in caso di passaggio dal privato al pubblico. Il principio, spiegano fonti parlamentari, sarebbe quello di evitare di rendere troppo “punitivo” il fatto di lavorare nella Pubblica amministrazione creando svantaggio rispetto al privato. Dall’altra parte però, la norma era stata pensata nel 2001 proprio per evitare conflitti di interessi o di favorire privati con cui si hanno già accordi non scritti per andare a lavorare una volta finito il mandato. Non solo: viene considerata come uno dei cardini dell’impalcatura normativa anticorruzione nella Pubblica amministrazione. L'articolo Milleproroghe, inammissibile l’emendamento di Forza Italia che riduceva i tempi delle porte girevoli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La battaglia di Forza Italia per il Sì passa anche per il “vademecum per i cittadini”. E Mulè chiama la Anm “Pinocchio”
Forza Italia ha redatto un “vademecum per i cittadini” per convincerli alle ragioni del Sì al prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati e di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. “Serve ai cittadini affinché abbiano un’informazione corretta” afferma Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati. “Io ho paragonato alcuni esponenti dell’Associazione Nazionale Magistrati a Pinocchio, questo è l’abbecedario, un testo semplice immediato che capisce chiunque, sono neanche venti pagine scritto a corpo grande a prova di un miope come me”. L'articolo La battaglia di Forza Italia per il Sì passa anche per il “vademecum per i cittadini”. E Mulè chiama la Anm “Pinocchio” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Referendum, Stefania Craxi e le ragioni del sì: “Separazione delle carriere battaglia storica di mio padre e Berlusconi. Non vogliamo uno Stato che faccia paura”
“E’ una battaglia di Craxi e dei socialisti, è una battaglia di Giuliano Vassalli, ed è una battaglia di libertà ma anche di civiltà che ha a che fare con lo stato che vogliamo per i nostri figli”. Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, è intervenuta in una conferenza stampa alla Camera dei deputati organizzata dal partito di Forza Italia sul tema del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati e la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. “Questa battaglia è poi stata portata avanti da Berlusconi e da Forza Italia ed ha a che fare con la visione dello Stato che vogliamo”. L'articolo Referendum, Stefania Craxi e le ragioni del sì: “Separazione delle carriere battaglia storica di mio padre e Berlusconi. Non vogliamo uno Stato che faccia paura” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Calenda ospite al convegno di Forza Italia in memoria di Berlusconi: “Al referendum voteremo sì”
A Milano, il leader di Azione Carlo Calenda è accolto dagli applausi del popolo di Forza Italia che si è riunito al teatro Manzoni per celebrare il 32esimo anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Una stima ricambiata dal leader di Azione che, insieme a tutti i presenti, alza il cartello marchiato Forza Italia con su scritto: “Due carriere per una giustizia forte, al referendum vota sì”. Ad accoglierlo è il deputato forzista Stefano Benigni: “È la seconda volta in pochi mesi che Calenda viene a un nostro convegno, forse ci ha preso gusto”. Calenda siede in prima fila, a poche sedie di distanza da Fedele Confalonieri, Paolo Berlusconi, Marta Fascina oltre al segretario di Forza Italia Antonio Tajani. E applaude quando sul maxi schermo viene trasmesso un video ricordo di Silvio Berlusconi soprattutto quando parla della “missione prioritaria di difendere i cittadini italiani dall’oppressione giudiziaria”. L'articolo Calenda ospite al convegno di Forza Italia in memoria di Berlusconi: “Al referendum voteremo sì” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fondi regionali a un’associazione in cambio di soldi”: deputato di Forza Italia in Sicilia indagato per corruzione
Il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso è indagato per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio dalla Procura di Caltanissetta. I magistrati guidati da Salvatore De Luca ne hanno chiesto l’arresto ai domiciliari nell’ambito dell’indagine che coinvolge altre cinque persone, sulla gestione di fondi regionali. Secondo l’accusa infatti, il deputato forzista avrebbe ricevuto 12mila euro, suddivisi in tre diverse tranche, per favorire l’associazione Gentemergente destinataria di 98mila euro di fondi regionali per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta. Un finanziamento figlio delle ‘mance’ dell’Assemblea regionale siciliana, ovvero fondi pubblici inseriti nel bilancio regionale e destinati a enti, associazioni o comuni su segnalazione dei singoli deputati, spesso senza bandi. L’erogazione all’associazione Gentemergente rientra nella manovra di variazione di bilancio varata da Sala d’Ercole nell’agosto 2024 e concessa sulla base dell’articolo 44 del ddl “Interventi finanziari urgenti” nel settore turismo, dal valore totale di 8 milioni e 555mila euro. La squadra mobile di Caltanissetta e lo Sco di Roma hanno notificato l’invito a comparire, emesso dal gip per rendere l’interrogatorio preventivo, anche a Lorenzo Gaetano Tricoli e i rappresentanti legali e componenti dell’associazione sportiva dilettantistica Genteemergente, Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Per tutti e quattro sono stati chiesti i domiciliari. Il sesto indagato è Eugenio Bonaffini accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per il quale non è stata chiesta alcuna misura cautelare. CHI È MANCUSO? Volto storico di Forza Italia in provincia di Caltanissetta, Mancuso è al secondo mandato al parlamento siciliano. Nel 2017 ha raccolto con gli azzurri 6.989 preferenze, e nel 2022 invece ha toccato quota 8.289. Attualmente presiede la Commissione parlamentare speciale per l’esame dei disegni di legge di modifica dello Statuto, Mancuso è il quinto componente della commissione antimafia regionale dell’attuale legislazione finito sotto inchiesta, dopo i casi di autosospensione di Riccardo Gennuso (FI), Carmelo Pace (DC), Giuseppe Castiglione (Mpa) e Salvo Geraci (Lega), oltre ad essere l’ennesimo deputato della maggioranza che sorregge il governo regionale di Renato Schifani travolto da vicende giudiziarie. LE REAZIONI DELLE OPPOSIZIONI “Anno nuovo, ennesimo indagato per corruzione nel centrodestra siciliano. Dopo gli scandali che hanno visto coinvolti esponenti della Dc e di Fdi, oggi tocca anche ad un deputato regionale di FI, Michele Mancuso, indagato per corruzione e peculato e per il quale l’accusa ha chiesto gli arresti domiciliari. C’è una questione etica e morale non più rinviabile che riguarda il metodo con cui questo governo e questa maggioranza credono di potere ancora guidare la Sicilia, basato su una distorta concezione di ricerca del consenso, un metodo criminogeno a cui dobbiamo opporci”, ha commentato il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato nazionale, Anthony Barbagallo. “La richiesta di arresto per il deputato Mancuso per corruzione rappresenti l’ennesimo sonoro schiaffo alla maggioranza e alla credibilità del governo Schifani, già ai minimi termini anche per l’assoluta inefficacia della sua azione”, ha detto il coordinatore regionale e deputato Ars M5s, Nuccio Di Paola. L'articolo “Fondi regionali a un’associazione in cambio di soldi”: deputato di Forza Italia in Sicilia indagato per corruzione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lara Comi, chat inutilizzabili: niente corruzione e condanna ridotta. “Lacrime di gioia, ho servito il mio Paese”
La Corte d’Appello di Milano, nel processo sul caso chiamato Mensa dei Poveri, ha deciso di ridurre in modo significativo la condanna inflitta in primo grado all’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi. La pena è passata da 4 anni e 2 mesi a 1 anno con sospensione della pena e una multa di 500 euro. La decisione è arrivata dopo l’assoluzione di Comi dall’accusa di corruzione e da uno degli episodi di truffa contestati. Dopo la lettura del dispositivo, Comi è scoppiata in lacrime: “Le mie, dopo 7 anni, sono lacrime di gioia, perché è stato stabilito oggi che ‘il fatto non sussistè. Ho sempre dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione (per l’unico capo d’imputazione rimasto, ndr) a dimostrare l’innocenza per quest’ultimo pezzettino. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa ed è stato dimostrato che non c’è mai stata corruzione”. Decisiva per l’assoluzione dall’accusa di corruzione è la sopraggiunta inutilizzabilità delle chat WhatsApp utilizzate in primo grado. Si trattava di messaggi scambiati nel dicembre 2018 tra Comi e l’avvocata Maria Teresa Bergamaschi, sua collaboratrice, estratti dal telefono di quest’ultima con il suo consenso mentre veniva ascoltata come testimone. Messaggi considerati documenti e quindi utili a ricostruire, secondo l’accusa, un presunto accordo corruttivo per l’assegnazione di consulenze da parte di Afol Metropolitana (Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro), allora diretta da Giuseppe Zingale, in un contesto di rapporti politici che coinvolgevano anche Nino Caianiello, l’allora ras di Forza Italia a Varese e in Lombardia. Nel 2023, però, questo tipo di messaggi sono stati classificati come “corrispondenza privata” dalla Corte Costituzionale (caso Open-Renzi). Significa che per i parlamentari serve l’autorizzazione dell’assemblea di appartenenza. E siccome nel caso di Comi l’autorizzazione dell’Europarlamento non era stata richiesta, la Corte d’Appello ha dichiarato le chat inutilizzabili e decaduta l’accusa di corruzione. La Corte ha escluso la responsabilità di Lara Comi per la presunta truffa ai danni del Parlamento europeo relativa all’incarico affidato al giornalista Daniele Aliverti. I giudici hanno inoltre riconosciuto all’ex parlamentare una circostanza attenuante, cioè un elemento che riduce la pena legato al risarcimento economico effettuato da Comi al Parlamento europeo (500 mila euro), considerato equivalente alle aggravanti. La sentenza ha comportato anche l’annullamento delle confische disposte in primo grado, cioè il sequestro di somme o beni, che riguardavano Comi, Aliverti e Carmine Gorrasi, ex segretario provinciale di Forza Italia. È stata invece confermata la responsabilità per un altro contratto stipulato con un diverso collaboratore nel periodo tra il 2016 e il 2017. Gli avvocati di Comi, Antonio Bana e Gianluca Varraso, hanno commentato che la sentenza ha di fatto cancellato quasi tutte le condanne di primo grado, ridimensionando ulteriormente un’indagine che sarebbe già stata in parte ridotta dal Tribunale. I legali hanno anche sottolineato che la Corte d’Appello ha respinto tutti i ricorsi presentati dalla Procura contro le assoluzioni pronunciate due anni e mezzo fa. Il verdetto ha riguardato in tutto 14 imputati. Confermata l’assoluzione dell’ex vice coordinatore lombardo di Forza Italia, Pietro Tatarella ed è stato assolto l’ex parlamentare Diego Sozzani. Sono state confermate anche le assoluzioni di Paolo Orrigoni, patron del gruppo Tigros, e di Mauro De Cillis, ex responsabile di Amsa. In secondo grado è stata assolta anche l’avvocata Bergamaschi, che in primo grado era stata condannata a 6 mesi. Ridotte le condanne di alcuni imputati: l’imprenditore Daniele D’Alfonso ha visto la pena scendere da 6 anni e mezzo a 5 anni e 2 mesi, mentre per Zingale, ex direttore generale di Afol, la condanna è passata da 2 anni a 1 anno e 6 mesi. È stato infine assolto anche Gorrasi che in primo grado era stato condannato a 2 anni. In una nota congiunta, il vicesegretario nazionale di FI Stefano Benigni e il segretario regionale Alessandro Sorte hanno espresso soddisfazione per le assoluzioni di Tatarella e Sozzani. “Rimane l’amarezza per una vicenda che ha causato in questi anni una sofferenza profonda sul piano umano e personale alle persone coinvolte e alle loro famiglie: oggi hanno avuto finalmente giustizia”. Ancora: “Siamo fiduciosi che anche Lara Comi, in Cassazione, potrà dimostrare la sua innocenza, considerando il sostanzioso ridimensionamento dell’impianto accusatorio che esclude la corruzione”. L'articolo Lara Comi, chat inutilizzabili: niente corruzione e condanna ridotta. “Lacrime di gioia, ho servito il mio Paese” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’ex senatrice di Forza Italia a capo dell’organo scientifico che tutela l’ambiente: così il governo si prende Ispra (mentre lo depotenzia)
Il centrodestra si prende l’Ispra. Per la prima volta nella storia dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale sarà una figura politica a guidare l’ente. E, nemmeno a dirlo, sarà un’esponente dell’attuale maggioranza di governo. Il Mase ha indicato come prossima presidente Alessandra Gallone, ex senatrice di Forza Italia e attuale consigliera proprio di Gilberto Pichetto Fratin. E così il più importante e indipendente organo scientifico italiano che si occupa di inquinamento, rischio idrogeologico, cambiamenti climatici, che tutela la biodiversità, le aree protette e che finora è stato retto da tecnici, passerà sotto il controllo della politica. Per il governo Meloni è una grande occasione: controllare il principale riferimento scientifico per le politiche ambientali significa indirizzarlo quando sorgono potenziali conflitti proprio con l’esecutivo, con le Regioni e con gli enti locali. Ispra infatti fornisce pareri tecnico-scientifici, talvolta vincolanti, quando per esempio di mezzo ci sono piani antismog, quando va valutato l’impatto di grandi opere e infrastrutture o quando si parla di acque e depurazione. D’altra parte non è un segreto che il centrodestra volesse mettergli sopra le mani. Nel corso della legislatura c’ha provato più volte, tanto che a un certo punto, lo scorso anno, docenti ed esperti hanno inviato una lettera a Meloni per denunciare come Ispra stesse subendo “attacchi sempre più pressanti e ingiustificati”. E siccome in quel caso si parlava di prelievo venatorio, l’accusa era rivolta alle associazioni dei cacciatori, agli armieri e alla politica che di quei mondi cura gli interessi. All’inizio di quest’anno è stata la volta della Lega, che ha proposto di sottrarre a Ispra la tutela dalla fauna selvatica, affidandola a un nuovo organismo (politico) in capo al ministero guidato da Francesco Lollobrigida. L’ostruzionismo del M5s (e in misura minore dei Verdi) ha bloccato il blitz del Carroccio. Ma l’attacco più grave è anche quello più recente: negli emendamenti alla riforma della legge sulla caccia, l’Ispra dovrebbe avere sempre meno peso tanto nella gestione dell’attività venatoria quanto in tutti gli altri settori, poiché verrebbe posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri. E addio indipendenza. Tornando alla nomina di Gallone, sul piano delle regole è tutto legittimo, dal momento che è proprio il ministero dell’Ambiente ad avere la facoltà di avanzare la candidatura. Ciò che è irrituale è che per la prima volta l’incarico non viene affidato a un tecnico, ma a una figura strettamente politica (il disco verde arriverà il 6 gennaio, quando si esprimerà la commissione Ambiente). Prima della senatrice di Fi, Ispra è stata guidata per sette anni da Bernardo De Bernardinis, noto più che altro per la condanna definitiva a due anni per il terremoto dell’Aquila. Bernardinis, in ogni caso, era professore universitario (ordinario di Idraulica), con decine di pubblicazioni all’attivo, prima dirigente e poi vicecapo del Dipartimento della Protezione civile. Nel 2017 gli succedette Stefano Laporta, avvocato e viceprefetto, con una lunga esperienza nell’Istituto: sub-commissario nel 2008, direttore generale dal 2010 e dal 2023 vicepresidente dell’Agenzia europea per l’Ambiente. Gallone, invece, ha il pedigree del politico: esponente del Msi, aderisce ad An e nella sua Bergamo diventa prima consigliera e poi assessora all’Istruzione. Entra in Senato col Pdl nel 2008 e nel 2012 diventa capogruppo del neonato partito di FdI. Appena un anno dopo saluta Meloni per abbracciare Silvio Berlusconi e Forza Italia. Nel 2018 rientra a Palazzo Madama, questa volta da azzurra, in Aula è sempre presente e battagliera e in entrambe le esperienze, tra le varie Commissioni di cui entra a fare parte, c’è anche quella Territorio e ambiente. A Bergamo è molto apprezzata, tanto che all’ultima tornata il suo partito la vuole candidare a sindaca. Ma Fi in città non conta come un tempo, e Gallone salta. Chi la conosce dice che ama gli animali, tanto da essere stata vista diverse volte all’Oasi Wwf di Valpredina; sui social al posto della sua foto-profilo ha quella di Berlusconi, tra gli account seguiti ci sono lo stesso Wwf e Greenpeace. Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it Instagram L'articolo L’ex senatrice di Forza Italia a capo dell’organo scientifico che tutela l’ambiente: così il governo si prende Ispra (mentre lo depotenzia) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Separazione carriere, il derby a destra sul referendum: Forza Italia anticipa FdI e lancia i suoi comitati per il Sì
L’oggetto è chiaro: “Costituzione comitato cittadino per il Sì e campagna referendaria”. Firmato Giorgio Mulè (responsabile della campagna per il Sì) e Francesco Battistoni (responsabile organizzazione di Forza Italia). A tre giorni dalla nascita del comitato unico di maggioranza per il “Sì” alla riforma sulla separazione delle carriere, Forza Italia anticipa gli alleati e inizia a organizzare i propri comitati di partito: lunedì 15 Mulè e Battistoni hanno inviato una circolare (qui), che Il Fatto ha letto, a parlamentari, segretari regionali e provinciali di Forza Italia per chiedere di iniziare a costituire i comitati cittadini e avviare la campagna referendaria. Negli allegati alla lettera vengono date le indicazioni per costituire i comitati: “Per avviare le attività riunire almeno 5-10 persone motivate. Non c’è un numero minimo formale, ma è consigliabile avere un piccolo gruppo per costituire un direttivo. Altre persone potranno aderire successivamente”. I “costituenti” dovranno firmare un modulo e i comitati dovranno indicare un presidente e i soci fondatori. Nella lettera si chiede anche di nominare un referente per ogni regione e per ogni provincia ma soprattutto di accelerare sulle iniziative sul territorio: entro il 23 dicembre viene chiesto di comunicare “le date delle manifestazioni provinciali (almeno una per provincia o grandi città) di avvio della Campagna referendaria di Forza Italia per il SI’ che si terranno dal 12 gennaio al 30 gennaio in modo da poter concordare e coordinare per tempo eventuali presenze di ospiti e autorità”. L’accelerazione di Forza Italia non è casuale: il partito vuole mettere il cappello sulla riforma berlusconiana della separazione delle carriere con i propri comitati di partito. Un derby che si è aperto con Fratelli d’Italia che invece punta a un comitato nazionale che nascerà giovedì dal notaio e che avrà come portavoce l’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti, come presidente l’ex giudice costituzionale Niccoló Zanon e come “costituenti” le consigliere del Csm Isabella Bertolini, Claudia Eccher, gli avvocati Andrea Di Porto e Cesare Placanica e il giudice della Cassazione Giacomo Rocchi. Tra i partiti ci sono tensioni anche sui finanziamenti del comitato unico della maggioranza. Fratelli d’Italia chiede una quota agli alleati ma sia Forza Italia che la Lega non sono d’accordo: i pochi fondi a disposizione gli azzurri vogliono utilizzarli per il comitato di partito. L'articolo Separazione carriere, il derby a destra sul referendum: Forza Italia anticipa FdI e lancia i suoi comitati per il Sì proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Forza Italia, Tajani replica a Pier Silvio Berlusconi: “Il rinnovamento è in corso, siamo un partito con le porte aperte”
Le parole di Pier Silvio Berlusconi sono “sollecitazioni positive“. Mentre si trova a Mumbai per il Forum imprenditoriale Italia-India, Antonio Tajani cerca di spegnere le agitazioni interne a Forza Italia dopo i concetti pronunciati dal secondogenito di Silvio Berlusconi in occasione degli auguri di Natale negli studi di Mediaset. “Tutti i consigli sono preziosi, utili e li ascolto, sono in perfetta sintonia sulla necessità del rinnovamento e di guardare al futuro”, afferma il ministro degli Esteri e leader degli azzurri. Secondo Adnkronos, agenzia di stampa notoriamente vicina al mondo del centrodestra, il partito è in fibrillazione: per molti, infatti, le parole dell’ad di Mfe, che avrebbe informato della sua uscita la sorella Marina Berlusconi, risuonano come l’ennesimo monito-avviso al segretario nazionale. Pier Silvio Berlusconi infatti ha sì confermato tutta la sua stima per Antonio Tajani: “Ho gratitudine vera per Tajani e per tutta la squadra di Fi, hanno tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre, cosa tutt’altro che facile“. Ma ha ribadito la necessità di rinnovamento dentro Forza Italia: “Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato…”. Un “pressing” che va avanti da tempo: la famiglia Berlusconi chiede un cambio di rotta con qualche innesto esterno e un ricambio generazionale. E all’interno di Forza Italia ci sarebbero interpretazioni differenti, tra chi lo vede come un attacco all’attuale leader e chi invece lo vede solo come uno stimolo a proseguire con il rinnovamento. Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Fi, dice sempre all’Adnkronos: “Basta strumentalizzare le parole di Pier Silvio, che fa riflessioni serie e condivisibili”. Anche Tajani, rispondendo appunto da Mumbai, vuole mostrarsi sereno e fiducioso, ma rivendica anche il suo operato: “Io sono assolutamente a favore del rinnovamento costante di Forza Italia. Quello che stiamo facendo è far emergere anche i giovani, penso al Segretario Nazionale dei Giovani, penso ai nuovi eletti alle ultime regionali, abbiamo eletto ragazzi di 24, 25 anni. Penso ai nostri vice segretari che stanno lavorando, i congressi che abbiamo fatto e che faremo, quindi questo è un modo di allargare”. Poi il segretario nazionale di Forza Italia aggiunge: “Troveremo, senza mai offendere nessuno, una nuova classe dirigente che rappresenti il futuro, sempre di più”. E ancora: “Faremo sempre più emergere volti nuovi, un partito aperto, allargato e con una classe dirigente eletta. I congressi provinciali, comunali, ed i prossimi che faremo regionali, sono serviti ad allargare il numero delle persone che partecipano. Quindi siamo un partito con le porte aperte”, vuole ribadire Tajani. Sullo sfondo, c’è l’appuntamento a palazzo Grazioli del prossimo 17 dicembre: Roberto Occhiuto sarà l’ospite principale del convegno dal titolo ‘In libertà‘. L’iniziativa potrebbe lanciare definitivamente il governatore della Calabria, che viene indicato sempre da Adnkronos come una delle possibili “facce nuove” evocate da Pier Silvio Berlusconi, insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. L'articolo Forza Italia, Tajani replica a Pier Silvio Berlusconi: “Il rinnovamento è in corso, siamo un partito con le porte aperte” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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