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Caso nave Garibaldi: in commissione esteri e difesa ascoltato l’ammiraglio Ottaviani
La commissione parlamentare Esteri e Difesa del Senato oggi (24 marzo) alle 13 e 30 sentirà il Capo della Direzione Nazionale Armamenti (DNA) del Ministero della Difesa, Giacinto Ottaviani, per poi votare a ragion veduta per il sì o il no alla cessione gratuita della nave Garibaldi agli indonesiani, un bene pubblico del valore di 54 milioni. Questa è una buona occasione per chiarire alcuni aspetti della cessione della nave ammiraglia della nostra flotta fino al 2011 al Governo della Repubblica di Indonesia, gratis. In particolare Ottaviani dovrebbe spiegare come e quando si è arrivati a decidere di accettare la gratuità della cessione, proposta dagli indonesiani con una lettera del 10 luglio e accettata (a nostro parere anche se il Ministero della difesa lo nega) con una lettera del medesimo Ottaviani datata 1 agosto 2025. Inoltre Ottaviani dovrebbe chiarire cosa sia stato accolto delle proposte indonesiane. Quale sarà il ruolo dell’impresa italiana Drass, di cui parlano esplicitamente sia la lettera del 25 settembre del 2025 sia quella precedente del 10 luglio, pubblicate dal Fatto. Dovrebbe spiegare quale sarà anche il ruolo della società indonesiana alleata di Drass, la Republik Palindo, nel rifacimento della nave. E poi magari sarebbe il caso che Ottaviani spiegasse perché ha accettato di discutere con gli indonesiani contestualmente della cessione della nave Garibaldi (pubblica) e della commessa per i sommergibili (privati) di Drass. Inoltre dovrebbe spiegare se sa qualcosa del ruolo che le due società predette svolgerebbero invece nella commessa in fase di definizione della Repubblica di Indonesia per i suddetti sommergibili DGK che dovrebbero essere prodotti da Drass. Infine dovrebbe spiegare se ci sarà e quale sarà il ruolo di Fincantieri e Leonardo in relazione ai lavori connessi alla nave Garibaldi. In altri termini se e quanto sarà il guadagno delle società pubbliche e di quelle private in relazione a un business di ammodernamento seguente e connesso alla donazione della Garibaldi. Domanda legittima visto che Fincantieri è il cantiere che ha creato 40 anni fa l’ITS Garibaldi e visto che la società pubblica proponeva a giugno scorso al Governo indonesiano un refitting sulla nave che invece potrebbe essere ammodernata da altri. Ottaviani dovrebbe spiegare quale sarà il ruolo di Leonardo, citata esplicitamente nella corrispondenza tra il ministero di Indonesia e quello dell’Italia nell’estate scorsa come soggetto che avrebbe partecipato al miglioramento dei sistemi di arma. L’audizione non ci sarebbe stata senza la pubblicazione degli articoli del Fatto Quotidiano a partire dal 7 marzo che hanno svelato ai parlamentari notizie mai comunicate dal Governo e contenute in un carteggio inedito intercorso tra luglio e settembre 2025 tra Roma e Giakarta. Oggi sveliamo un ulteriore dettaglio inedito di questo carteggio e riteniamo che l’ammiraglio Ottaviani debba dare una spiegazione anche su questo: perché il Ministero indonesiano il 10 luglio ha proposto all’Italia un’agenda che includeva tra i tre punti proposti al primo punto la cessione gratis della nave Garibaldi da parte dell’Italia? E soprattutto perché l’Italia il 1° agosto, proprio con una missiva a firma Ottaviani, (nella nostra lettura almeno) ha accettato l’agenda in tre punti proposta, compreso il primo punto, cioè la cessione ‘senza costi’. Ma procediamo con ordine, riavvolgendo il nastro di questa storia dall’inizio anche a beneficio dei parlamentari oltre che dei lettori. IL CARTEGGIO GIAKARTA-ITALIA TRA LUGLIO E AGOSTO 2025 Il Fatto ha rivelato prima il 7 marzo in estratto e poi il 12 marzo integralmente l’esistenza di una lettera del 25 settembre 2025 del Capo della Logistica della Difesa di Giakarta, il generale Yusuf Jauhari, indirizzata al capo della nostra DNA del Ministero della Difesa, Giacinto Ottaviani. Poi il 14 marzo, di fronte alle affermazioni del Ministero che sosteneva di non avere tenuto in nessuna considerazione quella lettera non protocollata attraverso canali ufficiali, Il Fatto ne ha svelata una precedente, datata 10 luglio 2025. Stesso mittente indonesiano e stesso destinatario italiano. Stavolta però la risposta c’era, e l’abbiamo pubblicata. Oggetto della missiva di luglio: “Indonesia-Italia G2G (Government to Government, cioè da Governo a Governo, Ndr) Difesa. Proposta di cooperazione”: “È stato un piacere incontrarvi – scriveva il generale Jauhari – durante i nostri recenti colloqui G2G presso il ministero della Difesa e assistere alla firma dell’accordo tra Drass e Republik Palindo International”. Quest’ultima è una grande società indonesiana di cantieristica navale che ha firmato un primo accordo con Drass già nel febbraio 2025, seguito evidentemente da questo qui citato di giugno a Giakarta, alla presenza di esponenti dei due ministeri. Drass invece è la società che fattura 17 milioni e fa parte di un gruppo che ne fattura il triplo, presente in Italia, Emirati e Romania, e che fa capo a Sergio Cappelletti, imprenditore che si trovava a Dubai alla vigilia dell’attacco Usa-Israele in Iran. IL MISTERO SUL PRESUNTO INCONTRO A DUBAI Piccola parentesi: in quei giorni c’era anche il ministro Guido Crosetto. Il Fatto aveva chiesto a Crosetto e a Cappelletti se si fossero incontrati a Dubai: entrambi inizialmente non hanno risposto alle nostre domande. Ciò non equivaleva a una conferma ma certo non ha aiutato a diradare i dubbi sulla questione. Poi nei giorni successivi, con comunicati o messaggi di whatsapp ai giornalisti, Cappelletti e Crosetto hanno fornito la loro versione sul punto smentendo ‘una riunione’ (Cappelletti) o l’incontro (Crosetto). Anche la trasmissione PiazzaPulita si è occupata del caso in un servizio tv del 19 marzo. Al giornalista Danilo Lupo che gli chiedeva di un “incontro con Cappelletti a Dubai”, Crosetto rispondeva via whatsapp: “Avete una notizia sbagliata. E mai parlerei di lavoro se mi prendo vacanza qualche giorno”. Nel medesimo servizio Piazza Pulita ha trasmesso l’intervista di una persona vicina alla Drass, anonima. Per replicare, con un video postato sul web dopo la trasmissione, Cappelletti ha ricostruito prima quanto affermato dalla voce in tv e poi ha replicato. “A un certo punto entra in campo una voce misteriosa e cosa ci dice? Che per cambiare i destini del mondo Sergio Cappelletti e il ministro Crosetto si sarebbero incontrati al gate del terminal dell’aeroporto di Dubai, il posto più affollato del mondo. Io smentisco categoricamente di avere avuto una riunione con il ministro Crosetto. Se ho bisogno di incontrare Crosetto – concludeva Cappelletti – io gli chiedo una riunione a via XX settembre e lui mi riceve”. LA LETTERA INDONESIANA DEL 10 LUGLIO. IL PUNTO 1 (LA NAVE GARIBALDI) E IL PUNTO 2, I SOMMERGIBILI DRASS Ma torniamo alla lettera indonesiana del 10 luglio. Qui si citano al punto 1 la cessione (a nostro parere chiedendo che sia gratuita, anche se il ministero con le sue smentite recenti lo nega) della nave italiana Garibaldi. E al punto 2 citano la commessa per i sommergibili DGK alla Drass. Secondo le recenti dichiarazioni di Sergio Cappelletti l’interessamento indonesiano per i DGK non sarebbe connesso alla Garibaldi dal punto di vista cronologico perché partirebbe già nel 2024 e inizialmente puntava a ben 12 sommergibili poi ridotti a sei e infine a due. Sempre a detta di Cappelletti, quindi, la trattativa sulla Garibaldi lo avrebbe al limite danneggiato non aiutato. Comunque dal carteggio emerge che la società indonesiana Republik Palindo firma gli accordi a giugno a Giakarta con Drass alla presenza dei rappresentanti dei due ministeri, come ha spiegato il nostro Ministero nelle scorse settimane al Fatto: “L’incontro dell’Ammiraglio Ottaviani con le autorità indonesiane, come pure l’accordo citato, sono occorsi al ministero della Difesa indonesiano, nell’ambito delle attività istituzionali (…) svolte in qualità di Direttore Nazionale degli Armamenti, nel contesto dell’Expo Indo-Defence svoltosi a Giacarta dall’11 al 14 giugno 2025”. Cosa contengano questi accordi, chi farà cosa sulla nave Garibaldi e sui sommergibili tra italiani di Drass e indonesiani di Republik Palindo è una domanda che i parlamentari dovrebbero porre a Ottaviani. Nella stessa lettera del 10 luglio 2025, quindi, il generale Jauhari scrive: “(…) sono lieto di ribadire il forte interesse dell’Indonesia ad ampliare la cooperazione in materia di difesa con l’Italia. A tal proposito, proponiamo il seguente ordine del giorno per la discussione”. E qui arriviamo allo snodo centrale. Il generale cita tre punti: “1. Firma congiunta di una Lettera d’Intenti (LOI) o di un memorandum of understanding (MOU) per il trasferimento gov-to-gov della ITS Garibaldi all’Indonesia. 2. Firma del Contratto per l’acquisizione di sei sottomarini di classe DGK da Drass, comprensivo di trasferimento tecnologico completo e localizzazione, tramite Republik Palindo International”. C’è poi il terzo punto: “3. Request that the Italian Ministry of Defense expedite the issuance of the export license for the Beretta weapons being purchased by Indonesian ministry of Defense via Barzan, Qatar”. (“Si richiede al Ministero della Difesa italiano di accelerare il rilascio della licenza di esportazione per le armi Beretta acquistate dal Ministero della Difesa indonesiano tramite Barzan, Qatar”). Sul punto Beretta spiega che: “La commessa a cui si fa riferimento riguarda la fornitura al Qatar di armi per l’esercito, precisamente fucili d’assalto. La commessa è stata stipulata da Binding, la joint venture di Beretta con Barzan Holding, la società controllata dal ministero della Difesa del Qatar. Ci sono dunque due licenze regolarmente autorizzate dal Governo italiano: una per la fornitura Italia-Qatar e una seconda per la fornitura Qatar-Indonesia. Infatti le armi di Beretta sono poi state gestite dal Qatar che a sua volta ha stipulato una commessa con l’Indonesia. Per ottenere questo passaggio però il Qatar ha dovuto spedire un’informativa al Governo italiano, che a sua volta ha emesso una seconda licenza. Solo a quel punto le armi vendute da Beretta sono arrivate in Indonesia ”. I tre punti della lettera indonesiana del 10 luglio 2025 a noi sembrano esser stati accolti dall’Italia con la lettera del 1º agosto 2025 firmata da Ottaviani: “Grazie per le vostre lettere datate 10 e 22 luglio 2025 e per il vostro impegno costante nel rafforzare la cooperazione tra Indonesia e Italia, come espresso durante i recenti colloqui G2G (…) Apprezzo il contenuto completo (comprehensive) dell’agenda da voi proposta e, allo stesso tempo, riaffermo il nostro incrollabile (unwavering) impegno nel perseguire con successo ciascuno dei punti elencati. In particolare, con riferimento alla ITS Garibaldi, sono lieto di garantire il nostro massimo supporto e la piena cooperazione per quanto riguarda l’esecuzione della visita di ispezione tecnica richiesta della nave. Inoltre, credo che, avviando tempestivamente questa partnership, potremmo massimizzare i benefici per entrambe le parti, e pertanto siamo pronti a iniziare a lavorare insieme il prima possibile. La DNA si impegna a facilitare questi processi, garantendo così una collaborazione fluida ed efficace. Non vediamo l’ora di condividere ulteriori aggiornamenti e lavorare a stretto contatto…”. LA VERSIONE DEL MINISTERO Il Fatto ha pubblicato questa lettera in un articolo del 14 marzo scorso. Rispondendo alle nostre domande, dall’Ufficio Comunicazione del ministero della Difesa ribattevano due cose: l’ammiraglio Ottaviani non aveva affatto accettato i tre punti prospettati dagli Indonesiani, inoltre non era vero che Roma e Giakarta trattassero già in estate del 2025 su una cessione gratuita della Garibaldi nelle loro lettere. La gratuità del trasferimento della Garibaldi (cristallizzata poi a febbraio 2026 nella richiesta di parere positivo al Parlamento) insomma sarebbe apparsa dopo, non a luglio-agosto 2025. Scriveva infatti il Ministero: “1. (…) Nella lettera del 1° agosto 2025, l’Ammiraglio Ottaviani non approva né recepisce i contenuti dell’agenda proposta dalla controparte indonesiana, né era richiesto che ciò avvenisse. Nel testo della lettera si legge infatti la formula: ‘I appreciate the content of the comprehensive agenda you proposed’. Tale espressione costituisce una formula di cortesia tipica della corrispondenza istituzionale internazionale, utilizzata per prendere atto dei contenuti di una comunicazione ricevuta, senza che ciò comporti accettazione (…) eventuali interlocuzioni preliminari o formule di cortesia non producono effetti amministrativi né costituiscono accettazione delle proposte formulate (…). La lettera del 1° agosto 2025 non contiene alcun riferimento al carattere gratuito o oneroso dell’eventuale trasferimento della nave, ipotesi prospettata unilateralmente dalla controparte indonesiana (…) 2.(…) Nel successivo “Joint Statement concerning the transfer of the Italian aircraft carrier Giuseppe Garibaldi”, firmato il 5 dicembre 2025, non è presente alcun riferimento al carattere gratuito o oneroso del trasferimento della nave. Al contrario, a tutela dell’interesse industriale nazionale, il documento prevede che le eventuali attività di modernizzazione della nave possano essere realizzate con il coinvolgimento di industrie italiane (…). 3. In merito al coinvolgimento del ministro della Difesa. Il punto 1 dell’agenda (…) riguarda la firma congiunta di un accordo (Joint signing) e non la ‘cessione gratuita della nave Garibaldi’, mentre il punto 2 riguarda la firma di un contratto da parte del Governo indonesiano (Signature of contract) e non una ‘commessa da 480 milioni per Drass’. Le attività richiamate rientrano nell’ambito delle competenze (…) della Direzione Nazionale degli Armamenti. (…) trattandosi di attività amministrative e tecniche incardinate nelle strutture competenti non essendo stata presa alcuna decisione ma essendo ancora in una fase istruttoria il ministro della Difesa non è stato informato né era necessario che lo fosse(…)”. LA SMENTITA NELLA LETTERA DEGLI INDONESIANI Dunque per il Ministero la gratuità della cessione della Garibaldi era solo nella prospettazione indonesiana. Eppure c’è un passaggio- finora inedito – in cui proprio nella lettera del 10 luglio 2010 gli indonesiani parlano di “no costs” da sostenere. In particolare ecco la traduzione della lettera del 10 luglio che forse, prima di deliberare, le Commissioni dovrebbero farsi consegnare dal vice-ammiraglio Ottaviani. In particolare dovrebbero farsi spiegare il passaggio ove si legge: “A supporto del punto 1 (ossia ‘Firma congiunta di una Lettera d’Intenti – LoI – o di un memorandum of understanding – MoU – per il trasferimento gov-to-gov della ITS Garibaldi all’Indonesia’, ndr), inviamo rispettosamente le seguenti proposte da includere nella LoI/MoU relativa all’ITS Garibaldi: ‘ -L’Indonesia richiede formalmente il trasferimento dell’ITS Garibaldi nelle sue attuali condizioni operative e a titolo gratuito (‘no costs’)”. Secondo il ministero “nella lettera del 1° agosto 2025 l’Ammiraglio Giacinto Ottaviani non approva né recepisce i contenuti dell’agenda proposta dalla controparte indonesiana, né era richiesto che ciò avvenisse. Nel testo della lettera si legge infatti la formula: ‘I appreciate the content of the comprehensive agenda you proposed’. Tale espressione costituisce una formula di cortesia tipica della corrispondenza istituzionale internazionale (…)”. I parlamentari che se lo troveranno davanti oggi dovrebbero chiedere a Ottaviani perché il primo agosto approva una cosa che sembra contraria a quanto oggi dice il ministero. Giakarta infatti scrive: ‘Indonesia formally requests the trasfer of ITS Garibaldi in its current operational condition and at no costs’. E Ottaviani rispondeva: “I reaffirm our unwaveringf committment in succesfully tackling each of the point listed” . I parlamentari, se non vogliono basarsi solo sulle lettere da noi pubblicate, dovrebbero farsi dare dall’ammiraglio tutte le lettere del generale indonesiano e le nostre risposte. Poi potranno valutare da soli. Sulla questione della gratuità – onerosità della cessione della nave Garibaldi poi c’è da chiarire anche un altro aspetto. Sarebbe interessante chiedere a Ottaviani a cosa dovessero servire i 450 milioni stanziati dal Governo indonesiano di cui parlava la stampa internazionale di settore in alcuni vecchi articoli ripresi da media italiani questa estate. A cosa dovevano servire? A pagare i miglioramenti della nave? E chi avrebbe lavorato e guadagnato dopo la cessione? Imprese italiane o straniere? Quali? Ottaviani inoltre potrebbe illuminare i membri della Commissione spiegando il passaggio successivo della lettera a lui rivolta il 10 luglio dal generale indonesiano Yusuf Jauhari. Le proposte riportate nella lettera continuano così: “Subordinatamente alla disponibilità di budget in conformità con le leggi indonesiane, l’ammodernamento del sistema di combattimento della nave sarà eseguito da Leonardo, sulla base di condizioni commerciali eque. – La manutenzione della piattaforma sarà effettuata dall’industria indonesiana, con il supporto degli OEM italiani quando necessario. – Nessun costo relativo allo smantellamento della nave sarà a carico dell’Italia”. Dove OEM sta per Original Equipment Manufacturer, cioè i produttori italiani dei pezzi originari della nave Garibaldi, tipo Fincantieri o Calzoni che ha fatto l’impianto di appontaggio e le piastre-luci del ponte. A giugno, ci ha spiegato il Ministero della Difesa, la Drass e la Republik Palindo hanno siglato un accordo a Giakarta davanti ai rappresentanti dei due ministeri. Questi accordi tra Republik Palindo e Drass riguardano i lavori per la nave Garibaldi? Riguardano i sommergibili DGK da costruire? O altro? Infine cosa dovrà fare Leonardo, il colosso controllato dal Ministero dell’Economia, per l’Indonesia sulla nave Garibaldi? Nei giorni scorsi abbiamo chiesto a Leonardo cosa farà per quel che riguarda la Garibaldi. “Leonardo, – spiegano dall’azienda – vista la sua esperienza nel settore della difesa navale, avrebbe tutte le credenziali per fornire un contributo al programma di modernizzazione di nave Garibaldi. In questo senso sono note le capacità di Leonardo negli apparati e sistemi di difesa di unità navali di questo tipo”. Sul fatto se ci siano commesse già affidate oppure trattative, memorandum, intese, in corso e a che stadio siano, invece spiegano: “Leonardo, in qualità di global security player, intrattiene relazioni commerciali con molti paesi esteri, inclusa l’Indonesia dove ha un ufficio di rappresentanza a Jakarta. Ad oggi Leonardo ha accordi in corso volti a favorire la collaborazione nei domini aeronautico, navale e spaziale”. Anche questa è una domanda interessante da porre a Ottaviani. Oggi i commissari potranno chiedere all’ammiraglio Ottaviani tutte le delucidazioni sul caso. E farsi consegnare tutte le lettere del generale indonesiano e le sue risposte. Le stesse che il Governo, prima delle rivelazioni del Fatto, non aveva fornito. L'articolo Caso nave Garibaldi: in commissione esteri e difesa ascoltato l’ammiraglio Ottaviani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Caso Delmastro, Crosetto: “Il sottosegretario sa dell’interesse dei magistrati verso il governo”
I rapporti di Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, condannato in via definitiva in quanto prestanome del clan Senese, svelati dal Fatto Quotidiano? Vanno letti alla luce dell'”interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo”. In ogni caso è più facile che ne abbia con “produttori di vino o di salami”. Sono i due cardini del pensiero di Guido Crosetto sul caso che sta mettendo in difficoltà il governo e ha portato l’opposizione a chiedere le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia. “Per quel che conosco Andrea Delmastro possono dirmi di tutto ma che sia una persona che possa avere volontariamente e consapevolmente rapporti con dei camorristi è una cosa talmente lontana dalla realtà – ha detto a Omnibus su La7 il ministro della Difesa, compagno di partito del sottosegretario ex socio al 25% della figlia 19enne del prestanome nella srl “Le 5 forchette” che gestisce il ristorante “Bisteccherie d’Italia”-. Gli unici rapporti con i delinquenti che può aver avuto Delmastro nella sua vita sono nella sua attività di avvocato”. Rapporti che però sono continuati anche durante la sua attività di parlamentare e di sottosegretario, stando alla fotografia che lo ritrae insieme a Caroccia nell’ottobre 2023, quando l’avvocato sedeva già alla Camera tra le file di Fratelli d’Italia. Il punto, secondo Crosetto, è un altro: “Essendo sottosegretario alla Giustizia e conoscendo l’interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno. Penso saprà difendersi tranquillamente da solo”. Cosa c’entra “l’interesse dei magistrati” con lo scoop giornalistico del Fatto Quotidiano? A voler usare della malizia, il ministro della Difesa sembrerebbe voler dire che la magistratura fosse informata del rapporto tra Delmastro e Caroccia e abbia fatto arrivare la cosa alla stampa. Per di più, verrebbe da aggiungere, a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. Malizia a parte, quindi, Delmastro avrebbe avuto rapporti con il prestanome dei Senese a sua insaputa. Nonostante fosse un alto esponente del ministero della Giustizia e già solo per il ruolo che ricopre abbia maggiori poteri di controllo rispetto a qualunque altro cittadino. “Non ne ho idea, chiedetelo a lui”, ha concluso Crosetto. “Ma non è la persona da avere rapporti con i delinquenti. Se mi dice che Andrea Delmastro ha rapporti con produttori di vino o di salami ci credo. Con i delinquenti, no!”. L'articolo Caso Delmastro, Crosetto: “Il sottosegretario sa dell’interesse dei magistrati verso il governo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Crosetto chiarisca sulla nave Garibaldi e l’interesse privato della Drass”: M5s presenta un’interrogazione parlamentare dopo le rivelazioni del Fatto
Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano su una possibile cessione della nave Garibaldi all’Indonesia, il Movimento 5 stelle ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare. “Crosetto chiarisca l’interesse pubblico della Garibaldi e quello privato della Drass Spa. Come si conciliano queste due operazioni?”, chiede il parlamentare Mario Turco, vicepresidente M5s e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, in un video pubblicato sui social. “Vi ricordate la presenza di Crosetto a Dubai? Non era solo in vacanza. Apprendiamo da fonti giornalistiche che in quei giorni c’era il socio e presidente della Drass spa e sappiamo da fonti giornalistiche dell’esistenza di una lettera d’intenti tra il governo italiano e quello indonesiano per una doppia operazione – spiega il parlamentare – Da una parte il governo italiano cede gratuitamente la nave Garibaldi, dal valore di 54 milione, e dall’altra parte si parla di una compensazione con una commessa affidata alla Drass spa, vicina al ministro Crosetto e che scopriamo ha finanziato la campagna elettorale di Fratelli d’Italia”. Turco fa riferimento a diversi articoli usciti sul Fatto Quotidiano a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli che approfondiscono il caso della nave Garibaldi e di alcune lettere, non mostrate dall’esecutivo al Parlamento, inviate dal capo dell’Agenzia Logistica del ministero della Difesa indonesiano, l’Air Marshall Yusuf Jahuari e dirette al capo della Direzione nazionale armamento del nostro ministero della Difesa italiano, Giacinto Ottaviani. L'articolo “Crosetto chiarisca sulla nave Garibaldi e l’interesse privato della Drass”: M5s presenta un’interrogazione parlamentare dopo le rivelazioni del Fatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La nostra vera specialità è metterci a 90, non contiamo niente”: Crozza-Crosetto spiega il peso dell’Italia negli equilibri internazionali
Nella seconda puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza torna nei panni del ministro Guido Crosetto che prova a spiegare quale sia il peso dell’Italia negli equilibri internazionali: dalla definizione di “settima potenza” ai rapporti con gli Stati Uniti, dalle basi militari sul territorio italiano ai ricordi di leader del passato, il risultato è un Paese che, più che decidere, finisce spesso per adeguarsi. Live streaming ed episodi completi su discovery+ (www.discoveryplus.it) L'articolo “La nostra vera specialità è metterci a 90, non contiamo niente”: Crozza-Crosetto spiega il peso dell’Italia negli equilibri internazionali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nave Garibaldi: ecco la lettera che il Governo non ha voluto mostrare al Parlamento e le motivazioni della Rauti nel resoconto della commissione
Una lettera “irricevibile per il ministero della Difesa”, “non conforme alle norme e ai regolamenti italiani che disciplinano i rapporti istituzionali e le procedure amministrative”. Per questo il Governo non l’ha mostrata al Parlamento e – sottinteso implicito – non la mostrerà. Questa la posizione espressa dalla sottosegretaria di FdI Isabella Rauti martedì. Per questa ragione la lettera abbiamo deciso di pubblicarla noi, sul FattoQuotidiano.it: a nostro parere i cittadini devono conoscere i dettagli della lettera del 25 settembre in cui il ministero indonesiano spiega al nostro le sue proposte per i pagamenti di servizi forniti dalla società privata italiana Drass in seguito al regalo a Giakarta di una nave importante e soprattutto pubblica del valore di 54 milioni di euro. Rauti era la faccia del ministero della Difesa in Commissione Esteri e Difesa del Senato. I membri della Commissione erano infatti chiamati a votare sul decreto del ministro Guido Crosetto (di concerto col ministro degli Esteri Antonio Tajani) che cede gratis la nave Garibaldi agli indonesiani. Non è un pro forma. Senza parere vincolante niente regalo. Alla vigilia si dava per scontata l’approvazione a maggioranza. La presidente della Commissione Stefania Craxi, particolarmente legata a quella nave di nome Garibaldi, non a caso, varata da un presidente del consiglio che si chiamava Bettino Craxi ed era un fan di Garibaldi, non c’era. Forse per non veder sanguinare il cuore di fronte al Sì scontato alla cessione della gloriosa ex ammiraglia della nostra flotta fino al 2011. Le risposte di Rauti in Commissione però non hanno soddisfatto le opposizioni che hanno chiesto e ottenuto il rinvio del voto: chiedono maggiore chiarezza sul dono a Giakarta, vogliono che il ministro della Difesa Guido Crosetto vada a spiegare. Ora la questione è slittata, con il voto rinviato probabilmente a dopo il referendum sulla separazione delle carriere. Se ne parla a fine marzo. Al centro della discussione, quindi, c’è la lettera (qui pubblicata in esclusiva) rivelata nell’edizione cartacea del 7 marzo scorso e mai trasmessa alle Commissioni parlamentari delle due camere che devono dare il loro parere vincolante sulla cessione. Non è contenuta nel dossier predisposto dal ministero della Difesa. Come le altre carte nelle quali si parla di doni pubblici da un lato e di affari di privati dall’altro tra Italia e Indonesia. Carte che invece a nostro parere andrebbero rese pubbliche. La lettera, datata 25 settembre 2025, firmata dal capo dell’Agenzia Logistica del ministero della Difesa indonesiano, l’Air Marshall Yusuf Jahuari, è diretta al capo della Direzione nazionale armamento del nostro ministero della Difesa italiano, l’ammiraglio Giacinto Ottaviani. Nella lettera ci sono alcuni punti che fanno riferimento a Drass, la società di Sergio Cappelletti, in passato finanziatrice di Fratelli d’Italia, nel 2022 con 10mila euro e prima con altri 7.500 euro a cavallo tra 2019 e 2020, come ha scritto il Domani. Nella lettera indonesiana alla voce Payment Facilitation, cioè “Agevolazione dei pagamenti”, si legge: “Qualora la legislazione applicabile impedisca il pagamento diretto dal ministero della Difesa indonesiano al ministero della Difesa italiano, il ministero della Difesa indonesiano nominerà Drass Galeazzi come entità designata per l’adempimento di tale obbligo, in conformità con il processo di scambio/permuta applicabile. Drass Galeazzi sarà compensata di conseguenza”. Poi c’è un paragrafo intitolato “Offset Value”, cioè “Valore di compensazione”. Vi si legge: “Il valore di compensazione (Offset Value) generato dal trasferimento dell’ITS Garibaldi sarà accreditato dal ministero della Difesa indonesiano sul conto del partner designato, Drass Galeazzi”. La lettera degli indonesiani è ingombrante come un elefante nell’aula della Commissione. E Rauti sceglie di prenderlo di petto subito. La sottosegretaria, per giustificare la mancata informazione sulla lettera del Ministero indonesiano al Ministero italiano del 25 settembre 2025 la butta sugli aspetti formali. Il sottosegretario, si legge nel resoconto stenografico pubblicato nella serata di martedì, “tiene, in primo luogo, a rammentare come la lettera a cui Il Fatto Quotidiano continua a fare riferimento sia stata del tutto irricevibile per il Ministero della Difesa. Non si è trattato di una valutazione politica o discrezionale, bensì di un dato strettamente procedurale: il documento non risultava conforme alle norme e ai regolamenti italiani che disciplinano i rapporti istituzionali e le procedure amministrative. Nelle relazioni istituzionali – prosegue la lezioncina di procedura amministrativa internazionale – e nelle interlocuzioni internazionali, infatti, la forma e i canali di trasmissione costituiscono elementi sostanziali e non meramente formali. Documenti trasmessi unilateralmente, in modo irrituale o al di fuori dei canali ufficialmente riconosciuti non entrano nelle consuete procedure amministrative e non vengono acquisiti agli atti. Nel caso in questione, la lettera non è giunta attraverso i canali ufficiali e, per tale motivo, è stata trattata secondo la prassi consolidata nelle relazioni internazionali, vale a dire semplicemente ignorata, come se non fosse mai pervenuta”. Rauti non dice una parola su come siano state regolate le questioni trattate nei due punti della lettera relativi a Offset e pagamenti in cui Drass era citata. Evita il merito. Preferisce muoversi nel dominio meno rischioso delle forme. Così giustifica la mancata trasmissione alle Camere del documento indonesiano del 25 settembre 2025. “Proprio per questa ragione, – prosegue la sottosegretaria – non è stata trasmessa alle Camere, non è stata gestita amministrativamente come comunicazione ufficiale e non ha prodotto né poteva produrre alcun effetto amministrativo o politico. Non vi è, dunque, alcuna omissione né alcun documento ‘tenuto nascosto’, ma semplicemente l’applicazione delle normali procedure amministrative”. Scartata così la questione imbarazzante dei contenuti della lettera, declassata a una posta indesiderata messa nel cestino, Rauti poi è passata al merito: perché dobbiamo donare all’Indonesia, un paese non allineato il cui presidente è andato a dicembre scorso a scambiarsi saluti affettuosi e promesse di affari futuri con Vladimir Putin a Mosca? Ecco la spiegazione: “Circa la valutazione tecnico-amministrativa sulla cessione di Nave Garibaldi, il sottosegretario ribadisce che essa è stata esperita nell’ambito delle ordinarie analisi tecnico-amministrative condotte dagli organismi competenti”. Per diradare questa nebbia di parole piene di formalismi può aiutare la cronologia. Come noto ai lettori del Fatto, il 25 settembre il ministero della Difesa indonesiano invia al Ministero italiano la lettera pubblicata dal Fatto. Sono passati appena 10 giorni dalla visita di una delegazione indonesiana a Taranto per visionare la nave. Agli asiatici l’ex ammiraglia, la mini portaerei, l’incrociatore “tutto ponte” aggrada. Così, in attesa di firmare una lettera di intenti il primo ottobre a livello di ministri, già il 25 settembre annunciano la loro formale accettazione con le loro richieste alla controparte italiana. I dettagli della cessione sono affrontati tutti e alla fine c’è spazio per i due punti (Offset Value e Payments Facilitation) nei quali è citata la Drass Galeazzi di Sergio Capelletti. Ancora tre mesi e parte la Commissione italiana per decidere se è meglio donare la nave (messa fuori servizio a fine 2024 perché obsoleta) che tenerla. Prosegue così lo stenografico sull’intervento di Rauti in Commissione: “In particolare, il 24 dicembre 2025, è stato attivato un Tavolo Tecnico Interforze che, a valle delle approfondite valutazioni di tutti gli enti tecnici preposti, in data 5 febbraio 2026, ha terminato i lavori sotto la presidenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (generale Luciano Antonio Portolano, Ndr) ed alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina (ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Ndr) proponendo la cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi alla Repubblica d’Indonesia”. LEGGI IL RESOCONTO STENOGRAFICO INTEGRALE Ma perché sarebbe conveniente donare l’ex nave ammiraglia? “Tali valutazioni – si legge ancora nello stenografico – hanno riguardato preminentemente la convenienza economica dell’operazione rispetto alle alternative disponibili per l’Amministrazione della Difesa. In particolare, la cessione gratuita dell’unità navale – il cui valore inventariale residuo è stimato in circa 54 milioni di euro – è risultata la più conveniente in quanto scongiura ulteriori spese a carico del bilancio dello Stato. Infatti, consente di evitare costi certi per il mantenimento dell’unità, che per il 2025 sono stati quantificati in circa 5 milioni di euro annui, legati principalmente a consumi energetici, servizi di vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a garantire la vivibilità e l’integrità della piattaforma. In assenza di cessione, inoltre, la Marina Militare dovrebbe avviare la procedura di alienazione finalizzata alla demolizione dell’unità, con una durata stimata non inferiore a 24 mesi e costi complessivi valutati in circa 18,7 milioni di euro, cui potrebbero aggiungersi ulteriori oneri nel caso in cui la demolizione avvenisse a titolo oneroso a carico dell’Amministrazione, come già accaduto in casi analoghi nel passato”. Segue poi, nell’esposizione della sottosegretaria Rauti, la questione del riverbero positivo del regalo: “In merito alle ricadute industriali e al rafforzamento della cooperazione con l’Indonesia, la cessione della Nave Garibaldi produce effetti positivi, non soltanto sul piano della razionalizzazione della spesa pubblica, ma anche sotto il profilo industriale e strategico. Oltre ad evitare costi aggiuntivi per lo Stato, l’operazione è, infatti, inserita in un più ampio quadro di cooperazione industriale con l’Indonesia che può generare importanti ricadute per il sistema produttivo nazionale. In particolare, la dismissione dell’unità comporterà interventi di ammodernamento e adeguamento della stessa, che saranno a carico dalla controparte indonesiana e che coinvolgeranno aziende italiane del settore della difesa e della cantieristica navale. Tale dinamica si inserisce in un rapporto industriale già avviato con l’Indonesia, che nel passato ha già acquistato due pattugliatori polivalenti d’altura (PPA), per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari”. Alla fine arriva la citazione (oltre che degli aerei M346 di Leonardo) anche dei sommergibili di Drass, senza il nome delle società però, mentre erano menzionati con il nome delle aziende nel dossier presentato a febbraio dal Ministero al Senato e alla Camera. Quella dei DGK di DRASS è una commessa della Repubblica indonesiana da 480 milioni per la società di Cappelletti. “Questo canale di cooperazione – continua così lo stenografico – potrebbe ulteriormente consolidarsi attraverso altri programmi industriali già avviati o in corso di valutazione da parte dell’Indonesia relativi all’acquisizione di sei sommergibili classe DGK, velivoli addestratori M-346 e velivoli da pattugliamento marittimo, con ricadute economiche rilevanti per il sistema industriale nazionale”. Sono spiegazioni che non hanno convinto le opposizioni. Per il senatore Alessandro Alfieri del Pd “la principale perplessità dell’intera vicenda risiede, non tanto negli aspetti giuridici e nella possibile e positiva eventualità che emergano ulteriori collaborazioni industriali tra Italia e Indonesia, a seguito della cessione, quanto, soprattutto, nel ruolo, non chiaro e comunque opaco, che la società Drass avrebbe avuto, secondo organi di stampa, nell’intermediazione dell’intera operazione. Pertanto, sarebbe opportuno che il ministro della Difesa intervenga per fornire le delucidazioni necessarie a fugare tali perplessità”. Ad associarsi alla richiesta di Alfieri, la senatrice M5s Alessandra Maiorino, la quale ha chiamato “l’attenzione dei Commissari sulle circostanze non ben definite che hanno visto la suddetta Drass venirsi attribuire un incarico di notevole entità economica”. Tra i pentastellati, Bruno Marton invece ribadisce “il rilievo critico che da tempo ormai ha segnalato in Commissione, ovvero il fatto che i vari atti del Governo sottomessi all’esame parlamentare, molto spesso, difettano di un’adeguata documentazione di merito, nonché dei vari passaggi procedurali sottesi ai progetti o ai sistemi d’arma”. Se il senatore Michele Barcaiuolo (FdI) resta “dell’avviso – è scritto nello stenografico – che il rappresentante del Governo abbia condiviso con la Commissione praticamente tutti gli elementi cognitivi in grado di fornire un quadro esaustivo dell’intera vicenda”, alla fine però altri membri della maggioranza di Governo chiedono maggiore chiarezza. Per il senatore della Lega Marco Dreosto, infatti, “sarebbe comunque utile, per i membri della Commissione, pervenire a un supplemento di esame del contesto in cui tale cessione verrebbe realizzata”. Anche per la leghista Stefania Pucciarelli “alla luce dei vari interventi intercorsi, nonché dei riscontri provenienti dai media, appare necessario svolgere un ulteriore approfondimento, con una valutazione aggiuntiva da parte del Ministero della Difesa”. Dopo questi interventi, la sottosegretaria Rauti, riporta sempre lo stenografico della seduta, “rileva come, dagli interventi svolti, siano state mosse delle considerazioni critiche ‘extra fattuali’, ovvero, sia stato fatto riferimento a documenti non strettamente attinenti all’ambito del Dicastero Difesa. Ribadisce come la mentovata lettera ‘indonesiana’ risulti, dal lato italiano, semplicemente come non esistente, perché veicolata attraverso dei canali non ufficiali e che, di conseguenza, non sono stati presi in considerazione dalle procedure ufficiali che solitamente vengono utilizzate, in casi simili. In sostanza, si è trattato di una lettera unilaterale a cui non è stato dato alcun riscontro ufficiale. Evidenzia, di nuovo, come, ove sia stata esperita una qualche attività di intermediazione della società Drass, questa attività abbia interessato evidentemente solo il côté dell’Indonesia”. Tuttavia per “fornire ai Commissari ulteriori elementi di riscontro, utili ad ogni chiarimento come richiesto nel corso della discussione” Rauti “suggerisce l’audizione di un rappresentante della Direzione Nazionale degli Armamenti”. “Dal punto di vista del Dicastero difesa, – continua lo stenografico – si tratta di dare sempre massima trasparenza nelle informazioni, nonché disponibilità al confronto, essendo obiettivo del Dicastero stesso fare in modo che ogni parlamentare sia consapevole degli elementi necessari all’espressione del parere, evitando ogni tentativo di convincimento forzato”. Rauti infine fa anche un passaggio sulla presenza (anche questa rivelata dal Fatto Quotidiano) di Guido Crosetto a Dubai nei giorni dell’esplosione della guerra in Medioriente. “Relativamente alle varie notizie di stampa che hanno riportato la presenza del Ministro Crosetto a Dubai, – si legge nello stenografico – al riguardo lo stesso Ministro ha già spiegato la propria posizione personale, sia in sede di Commissioni esteri e difesa dei due rami del Parlamento, che nelle medesime aule di Camera e Senato”. Così si chiude la seduta: voto rinviato. Il caso slitta a dopo il referendum sulla separazione delle carriere. L'articolo Nave Garibaldi: ecco la lettera che il Governo non ha voluto mostrare al Parlamento e le motivazioni della Rauti nel resoconto della commissione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nave Garibaldi gratis all’Indonesia: il governo non va in commissione, si incaglia il via libera dopo gli scoop del Fatto
La cessione gratuita della portaerei Garibaldi all’Indonesia, finita al centro di un’inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano, si incaglia nelle commissioni Esteri e Difesa. Il via libera era scontato, invece il governo ha disertato e le opposizioni hanno ottenuto un rinvio del voto vincolante. L’assenza dell’esecutivo pesa dopo le rivelazioni degli scorsi giorni, pubblicate dal nostro giornale, sulla presenza a Dubai, nei giorni in cui è rimasto bloccato il ministro della Difesa Guido Crosetto, anche dell’imprenditore Sergio Cappelletti, titolare della Drass, società che potrà guadagnare dal business sulla cessione gratuita della nave al governo di Giakarta. “È grave e incomprensibile – sottolineano i capigruppo Dem nelle due commissioni, Enzo Amendola e Stefano Graziano – che oggi il governo abbia disertato le Commissioni: il Parlamento aveva chiesto al governo di riferire prima del voto per chiarire tutti i passaggi di un’operazione che presenta diversi aspetti ancora poco chiari, sia sotto il profilo politico che amministrativo. I dubbi riguardano anche i possibili risvolti diretti e indiretti dell’operazione alla luce delle notizie stampa che chiamano in causa direttamente il ministro Crosetto”. Ricordando gli articoli del Fatto, contestati dal ministero e dall’imprenditore, i componenti M5S della Commissione Difesa accusano l’esecutivo di essersi “sottratto” ai chiarimenti, richiesti anche dalla presidente della commissione Stefania Craxi: “Il governo non c’era, non c’era il ministro, non c’era il sottosegretario, non c’era nemmeno uno dei due relatori di maggioranza. Per questo, insieme alle altre opposizioni, abbiamo chiesto la sospensione della seduta”, dicono il capogruppo Arnaldo Lomuti e il deputato Marco Pellegrini. “Pretendiamo chiarimenti – concludono – sul ruolo di intermediazione della società Drass e sul rapporto tra questa cessione e il ricco appalto che la stessa ha vinto per la fornitura di sottomarini sempre all’Indonesia”. Il rinvio, sottolineano i senatori dem Alessandro Alfieri e Graziano Delrio, è stato “condiviso anche da una parte delle forze politiche di maggioranza” e parlano di punti “poco chiari” riguardo al ruolo di Drass e al fatto che sia stata indicata dall’Indonesia come “intermediaria” dell’operazione. “Ma Drass stessa sarebbe già beneficiaria indiretta dell’operazione complessiva, che secondo i dati forniti dagli uffici parlamentari avrebbe in via di definizione un contratto per la costruzione di sei sommergibili del valore di 480 milioni di euro – aggiungono Alfieri e Delrio – A questo punto, vista la delicata situazione politica, è fondamentale che il ministro Crosetto venga direttamente a chiarire i contorni dell’operazione al fine di allontanare qualsiasi ombra”. Chiarezza viene chiesta anche dal M5s: “Vogliamo sapere perché la Difesa ha scelto di regalare un patrimonio storico della Marina Militare che vale ancora oltre 50 milioni di euro e poteva quindi essere venduto invece che ceduto in dono, pretendiamo trasparenza assoluta sui rapporti tra Crosetto e il presidente della Drass Sergio Cappelletti, sul loro presunto incontro a Dubai nei giorni scorsi, sul rapporto tra l’azienda e il partito di Crosetto che la stessa azienda ha finanziato negli anni scorsi. Il governo non può fuggire di fronte a queste domande”. La cessione della nave Garibaldi a titolo gratuito si inserirebbe – come ricorda Avs – “in un quadro di cooperazione militare e industriale nella difesa tra i due Paesi, cui seguirebbero possibili commesse per aziende italiane del comparto difesa”. Tra le aziende beneficiarie, rimarca il capogruppo Peppe De Cristofaro, “ci sarebbe la società italiana Drass Galeazzi già in trattative industriali” con l’Indonesia per i sommergibili. “Abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Crosetto per chiedere se questa operazione favorisca operazioni di esportazione di sistemi d’arma o tecnologie militari da parte di aziende italiane – afferma – e se siano state valutate soluzioni alternative alla cessione all’estero, tra cui la destinazione dell’unità a finalità museali, culturali o di valorizzazione storica nel territorio nazionale”. L'articolo Nave Garibaldi gratis all’Indonesia: il governo non va in commissione, si incaglia il via libera dopo gli scoop del Fatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Non potevi andare in Liguria come fanno tutti i Cuneesi? Così in tre ore eri da La Russa a cenare sotto il busto del Duce?”: la letterina di Luciana Littizzetto a Crosetto
Crosetto a Dubai mentre gli Usa e Israele lanciavano i primi missili verso l’Iran? A ironizzare sulla situazione ci ha pensato Luciana Littizzetto che, nel consueto appuntamento con Che tempo che fa, ha deciso di indirizzare la sua letterina proprio al ministro della Difesa. “Illustrissimo Guido Crosetto, ministro a due ante. Orso Balù della difesa italiana che non hai fatto il militare a Cuneo ma sei di Cuneo, terra che ci ha anche regalato Daniela Santanché e Flavio Briatore. Quindi grazie Cuneo, a posto così”, ha esordito Littizzetto. “Dove sei questo weeekend? A pescar e gamberi in Groenlandia? Su qualche motoscafo in Venezuela a rischio mitragliamento? – ironizza ancora la comica – Ministro, so che hai diritto al riposo anche tu, ma non potevi andare in Liguria, come fanno tutti i Cuneesi? Che se serviva in tre ore eri a Roma a cena a casa di La Russa sotto il busto del Duce?”. “Ora io vorrei commentare il perché tu fossi a Dubai nel momento peggiore in assoluto, ma hai cambiato più versioni tu degli abiti della Pausini a Sanremo. Eri a un passo dal dire ‘ero a Dubai a mia insaputa?’ Ma avvisare qualcuno no? Tra l’altro a gennaio ti hanno aumentato di 24 persone lo staff dei collaboratori, su 160 persone non hai trovato uno a cui mandare un WhatsApp con scritto vado a Dubai?”, continua ancora Littizzetto che ironizza anche sul volo militare di ritorno pagato “tre volte il costo normale”. “Il problema non è tornare con un volo di Stato, ma partire con un volo di linea. Tu non sei un normale cittadino ma un ministro, non puoi permetterti di mettere a repentaglio la sicurezza degli altri passeggeri”. L'articolo “Non potevi andare in Liguria come fanno tutti i Cuneesi? Così in tre ore eri da La Russa a cenare sotto il busto del Duce?”: la letterina di Luciana Littizzetto a Crosetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Iran, Travaglio su Nove: “L’Italia non avvisata dell’attacco Usa? Crolla la narrazione di Meloni alleata privilegiata di Trump”
“È il crollo di quella narrazione secondo cui noi siamo l’alleato privilegiato di Trump e quindi siamo il ponte fra Trump e l’Europa”, così Marco Travaglio negli studi di Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove, ha commentato le dichiarazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alla sua presenza a Dubai durante l’attacco americano e israeròliano syull’Iran, parole chiare sul fatto che l’Italia non sapesse nulla di quanto stava accadendo. “Oggi si è scoperto che persino in Austria avevano allertato i loro connazionali due giorni prima dell’attacco – ha detto il direttore de il Fatto Quotidiano – Possibile mai che l’Austria sappia più cose del governo italiano? Io credo che, per essere presi sul serio come alleati, tenendo presente il peso specifico che ha l’Italia, agli alleati ogni tanto bisognerebbe dire qualche no. Se dici sempre di sì, si dimenticano proprio che esisti”. Secondo il giornalista: “Questa è l’impressione che mi ha dato il nostro governo: quando diventi un soldatino obbediente 100 volte su 100, proprio non ti calcolano. Diciamo che, invece di essere i primi, in quanto privilegiati, siamo diventati gli ultimi“, ha concluso Travaglio. L'articolo Iran, Travaglio su Nove: “L’Italia non avvisata dell’attacco Usa? Crolla la narrazione di Meloni alleata privilegiata di Trump” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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