Tutti licenziati, o quasi. È questo il destino che Inalca, azienda del gruppo
Cremonini, ha in serbo per i 165 dipendenti impiegati nell’ex sito produttivo di
lavorazione carni di Reggio Emilia, distrutto dall’incendio del febbraio 2025. A
lanciare l’allarme sono i sindacati di categoria alimentare Fai Cisl, Flai Cgil
e Uila Uil. Le sigle hanno incontrato i dipendenti – in cassa integrazione fino
al 10 febbraio – per aggiornarli sulle intenzioni dell’azienda a quasi un anno
dalla notte in cui un rogo distrusse l’impianto, dove già a ottobre era scattato
l’allarme per la mancata bonifica del sito. I sindacati hanno richiesto la
convocazione immediata del tavolo di crisi in Regione Emilia-Romagna, che si
terrà venerdì.
Le sigle parlano di “stupore e rabbia” perché la discussione che si è sviluppata
in questi mesi “non ha mai riguardato il rischio di licenziamenti di massa, ma
le condizioni economiche da garantire ai lavoratori che avrebbero accettato di
ricollocarsi principalmente in altri tre stabilimenti, quelli di Inalca, Fiorani
e Castelfrigo sui territori di Piacenza, Modena e Mantova. “Le motivazioni?
Secondo l’azienda sarebbero riconducibili a una riduzione dei volumi
complessivamente lavorati per Coop Alleanza 3.0 che avrebbe ridotto di oltre il
40% le sue richieste verso Inalca puntando su altri fornitori e da altre cause
di natura congiunturale che determinerebbero un rilevante calo sul mercato delle
carni bovine”, hanno spiegato Ennio Rovatti (segretario generale Uila Uil Modena
e Reggio Emilia), Valerio Bondi (segretario generale Flai Cgil Emilia-Romagna)
Salvatore Coda (segretario generale Flai Cgil Reggio Emilia) e Daniele
Donnarumma, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale.
Per questo l’azienda si ritiene impossibilitata ad assorbire i dipendenti
reggiani in altri stabilimenti. Per venerdì in Regione Emilia-Romagna è stato
convocato il tavolo di crisi: “Esploreremo tutte le condizioni utili offerte
dalle vigenti normative per un’estensione della cassa integrazione straordinaria
oltre il termine di febbraio, per sei mesi fino almeno ad agosto in modo da
avere più tempo per trattare con l’azienda – concludono i sindacati – E
ribadiremo la necessità di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori
tesi a ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati e di
implementare tutti gli strumenti utili a una gestione non traumatica e non
unilaterale degli stessi”. Al momento non sono stati proclamati né uno stato di
agitazione né scioperi negli stabilimenti del gruppo Cremonini: “Dopo l’incontro
di venerdì valuteremo il da farsi. Se l’azienda continuerà su questa linea, non
escludiamo alcuna azione”.
L'articolo Inalca (Cremonini): 165 dipendenti rischiano il licenziamento dopo
l’incendio nello stabilimento di carni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Reggio Emilia
A Reggio Emilia è già “Kanye West mania”. Il 18 luglio 2026 il rapper
statunitense si esibirà all’Rcf Arena. Secondo quanto riportato da Il Resto del
Carlino, la città si trasformerà. Il fiume di persone atteso ha fatto schizzare
alle stelle le tariffe di hotel e bed&breakfast. Il quotidiano ha simulato i
costi delle location in prossimità dell’arena dove si svolgerà il concerto. Una
camera arriverà a costare fino a 800 euro a notte su Booking e 1190 euro su
Airbnb. Gli appartamenti più lontani dall’impianto dove si esibirà Kanye West
costeranno non meno di 500 euro. Prezzi folli, vere e proprie speculazioni per
uno degli eventi musicali più importanti del 2026.
Dietro i numeri resi noti da Il Resto del Carlino emergono alcuni retroscena.
Oltre ai tour operators e agli host professionali, anche le famiglie e i privati
si stanno organizzando per affittare i propri appartamenti nel weekend tra il 17
e il 20 luglio. In diversi casi si tratta di case che solitamente non sono
destinate ad affitti brevi. I proprietari sfrutteranno così la “Kanye mania” per
racimolare soldi. E la speculazione non riguarda solo l’alloggio.
RISTORAZIONE E TRASPORTI AUMENTANO I PREZZI
Il concerto di Kanye West è un’occasione anche per i ristoranti, i locali e i
servizi che offre la città di Reggio Emilia. Le strutture si stanno preparando
per accogliere ai tavoli la fiumana di persone che popolerà il comune
dell’Emilia Romagna nel weekend di metà estate. Le previsioni parlano di oltre
100 mila spettatori da tutta Europa.
Il concerto di Kanye non è visto di buon occhio da molti. In passato l’artista è
stato accusato di razzismo e antisemitismo per alcuni commenti sui social
network. Come riportano i quotidiani locali, l’Anpi ha espresso “forte
preoccupazione e contrarietà” per la decisione di far esibire in città l’ex
marito di Kim Kardashian. L’Associazione ha definito i valori di West
“incompatibili con la Costituzione italiana”.
L'articolo Kanye West in concerto a Reggio Emilia il 18 luglio, esplodono i
prezzi: una camera d’hotel costerà oltre 1000 euro proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L’Anpi di Reggio Emilia torna a schierarsi apertamente contro un’esibizione di
Kanye West nella città medaglia d’oro per la Resistenza. Lo fa dopo l’annuncio
della data dell’estate 2026 alla Rcf Arena di Campovolo, riaprendo una polemica
che negli ultimi anni si è già ripresentata più volte. L’associazione partigiani
aveva già manifestato la propria contrarietà nell’ottobre 2023, quando si parlò
per la prima volta di un possibile concerto del rapper americano a Campovolo, e
di nuovo nel febbraio 2024, in occasione della sua presenza all’Unipol Arena di
Bologna, dove West partecipò a una serata senza cantare né prendere la parola.
Oggi la protesta si rinnova, questa volta in modo formale, con una presa di
posizione netta.
In una nota, la sezione reggiana dell’Anpi esprime “la propria contrarietà e la
propria preoccupazione nei confronti della decisione assunta dai gestori privati
dell’area Rcf Arena, relativamente al concerto dell’artista Kanye West”. Una
contrarietà motivata, spiega l’associazione, “alla luce delle dichiarazioni e
dei messaggi più volte diffusi dallo stesso, caratterizzati da contenuti
antisemiti e filo-nazisti che risultano incompatibili con i valori fondanti
della nostra Costituzione”.
Nel documento l’Anpi richiama anche le parole del proprio presidente Ermete
Fiaccadori, scomparso un mese fa, che in passato aveva sottolineato
“l’importanza di non dare, con troppa disinvoltura, il via libera a concerti da
parte di artisti portatori di messaggi negativi e fuorvianti”. Un richiamo che
oggi viene ribadito con forza. “Siamo ben consapevoli che l’Anpi non potrà mai
fermare questo artista. Tuttavia, possiamo contrastarne le idee”, si legge
ancora. E questo, secondo l’associazione, può avvenire “ragionando con i nostri
giovani e spiegando loro che la conoscenza della storia del nostro ‘900, non
sempre adeguatamente spiegata a scuola, rappresenta un elemento fondamentale per
capire e per pensare con la propria testa e distinguere il bene dal male”.
Nel merito delle posizioni del rapper, l’Anpi parla esplicitamente di “messaggi
violenti e discriminatori”. Kanye West, sottolinea la nota, “si è reso
protagonista di affermazioni e prese di posizione che hanno suscitato allarme a
livello internazionale per il loro carattere discriminatorio e violento,
contribuendo alla diffusione di messaggi di odio che nulla hanno a che vedere
con la libertà di espressione artistica e che rischiano invece di propagandare
razzismo e negazione dei principi democratici”.
Un passaggio è dedicato anche all’identità storica della città. “Reggio ha una
storia chiara e riconoscibile e le idee di West non coincidono coi riferimenti
valoriali di questa città e di quanti hanno lottato per la sua liberazione prima
e per il suo sviluppo economico e sociale poi”, scrive l’associazione. E
aggiunge un monito sul ruolo pubblico degli artisti: “Chi veicola tali messaggi
ignora la responsabilità morale e civile che, con la loro diffusione, si assume
nei confronti della cittadinanza, in particolare verso le giovani generazioni”.
Infine, l’Anpi ribadisce un principio che ritiene centrale nel dibattito: “La
libertà di espressione, tutelata dalla Costituzione, non può trasformarsi in un
alibi per la diffusione dell’odio e della discriminazione razziale”. Al momento
non risultano repliche ufficiali né da parte degli organizzatori dell’evento né
dall’artista.
L'articolo Kanye West a Campovolo, l’Anpi di Reggio Emilia protesta: “Non è
libertà artistica diffondere odio e discriminazione” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Arrestato a Reggio Emilia un 25enne con l’accusa di violenza sessuale a danni di
minore. Il fatto risale al 19 dicembre quando, in via Settembrini, l’uomo
avrebbe aggredito sessualmente un ragazzo 14enne vicino a una fermata
dell’autobus. Disposto il carcere per il giovane, un richiedente asilo egiziano
con piccoli precedenti.
Era pomeriggio quando la vittima è stata notata dal 25enne su un autobus. Una
volta sceso alla sua fermata, il ragazzo – zaino in spalla e cartella in mano –
era stato raggiunto dall’uomo. Come racconta Il resto del Carlino la vittima ha
cercato di dissuaderlo, ma l’uomo lo ha prima braccato e si poi è denudato
iniziando a palparlo nelle parti intime. Essenziale la presenza di una gelateria
nell’immediate vicinanze, che è servita al 14enne da riparo. A intervenire anche
alcuni passanti, che hanno messo in fuga il malvivente.
La ritirata però nulla ha potuto contro le telecamere dell’autobus e degli
esercizi della zona, oltre che contro un video registrato dallo stesso 14enne
con una lucidità invidiabile. Le immagini sono state analizzate dalla Squadra
Mobile cittadina. E così per l’uomo – anche a seguito di alcune testimonianze –
è stata disposta la custodia cautelare.
L'articolo Aggredisce sessualmente un 14enne alla fermata del bus, lui lo
registra e lo fa arrestare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Biglietti gratis agli hater dei social. Purché si presentino con lo screenshot
del loro commento. Un modo nuovo per affrontare l’odio online, ma anche per
invitare gli autori dei commenti a metterci finalmente la faccia. “Purtroppo
tanti si sono salvati”. “Chi non prende il barcone non muore”. Quando il Teatro
Asioli di Correggio (Reggio Emilia) ha messo su Facebook l’annuncio del suo
nuovo spettacolo non si sarebbe immaginato di essere sommerso da messaggi come
questi. Oltre trecento in tutto, in gran parte dai toni non proprio amichevoli.
Oggetto, ovviamente, i migranti.
Cos’era successo? Semplicemente veniva annunciato che il 16 e il 17 dicembre la
sala avrebbe ospitato la rappresentazione della pièce teatrale “Scusate se non
siamo morti in mare”. Il titolo già rivela l’argomento trattato: le tragedie dei
migranti. Si tratta di uno spettacolo tratto da un libro del drammaturgo
reggiano Emanuele Aldrovandi che veste anche i panni del regista. La prospettiva
scelta dall’autore è, però, particolare: i migranti in questo caso non sono
africani o asiatici. Siamo noi europei costretti ad abbandonare un continente
ormai sull’orlo del disastro. Siamo noi, racconta Aldrovandi, a dover affrontare
il viaggio verso terre lontane e ad affrontare pregiudizi di ogni tipo.
Ma a scatenare la bagarre social è bastato il titolo. I commenti, più che altro
invettive, non si contano: “Scusa, ma ci avete rotto, tornate da dove siete
venuti”, scrive una donna. “Scusa, ma perché siete partiti? Chi è che vi
racconta favole?”, chiede un’altra utente. I toni sono diversi. C’è la polemica
politica (“Occorre avere la tessera Pd?”), c’è chi ripete una frase nota
(“Tornate da dove siete venuti”). Altri tagliano corto (“Scusatemi se me ne
sbatto”). Qualcuno, appunto, arriva a scrivere “Purtroppo tanti si sono
salvati”. Certo, c’è chi tenta di replicare, ma si tratta della minoranza: “Ma
la gente ha capito che si tratta di uno spettacolo teatrale? Quanta ignoranza,
quanta cattiveria”. Carla scrive: “Sono inorridita da questi messaggi razzisti”.
Una valanga di commenti che ormai non colpirebbe nemmeno più di tanto, se non ci
trovassimo nel cuore di quella che era l’Emilia rossa, una terra di sinistra, ma
soprattutto di accoglienza. A Correggio, alle elezioni del 2023 per il sindaco,
Fabio Testi – centrosinistra – ha vinto con il 59,5 per cento dei voti e il Pd è
arrivato al 43,5 (senza contare che il M5S correva da solo), più di tutto il
centrodestra fermo al 26 per cento. Ma chissà per chi votano poi gli autori dei
post.
Il regista, gli attori e i responsabili del teatro forse all’inizio si sono
trovati un po’ interdetti di fronte a questa ondata di attenzione. Ma, dopo
essersi consultati, hanno accettato la sfida con ironia: “Grazie per
l’entusiasmo”, esordisce Aldrovandi nel suo commento su Facebook, “Se, dopo aver
commentato il titolo, volete anche vedere lo spettacolo, siamo felici di avervi
come ospiti. Siamo già d’accordo con la direzione del teatro che, se venite in
biglietteria muniti di screenshot” del vostro commento “avrete diritto a un
biglietto omaggio. Vi aspettiamo”.
E dopo la rappresentazione, è l’idea del regista, sarebbe interessante
incontrare gli spettatori-contestatori. Confrontarsi. Guardarsi negli occhi. Un
modo nuovo per trasformare le polemiche virtuali in un incontro reale e per
commentare mettendoci il nome e la faccia.
L'articolo Hater scatenati contro uno spettacolo sui migranti, il Teatro Asioli
gli mette a disposizione i biglietti gratis proviene da Il Fatto Quotidiano.
Era uscito da casa per andare a prendere il latte quando, nel tragitto, è caduto
all’interno di una cisterna piena di liquami e lì è morto annegato. La vittima è
Antonio Chiozzi: l’85enne, come ogni mattina alla stessa ora era andato nella
stalla dell’azienda agricola di famiglia in provincia di Reggio Emilia,
precisamente a Bagnolo in Piano. Ieri, 16 dicembre, durante il breve tragitto è
però precipitato nella cisterna.
L’anziano agricoltore, forse scivolato dopo essere passato su una grata
traballante, è caduto nella cisterna profonda tre metri e piena per un metro e
mezzo. Chiozzi sarebbe riuscito anche a chiamare l’aiuto dei parenti nelle
vicinanze, urlando e lamentando di non farcela più. “Aiuto, aiuto, non ce la
faccio più” avrebbe gridato, come riporta Il Resto del Carlino. I familiari sono
accorsi velocemente e tramite il braccio di un mezzo agricolo hanno riportato
l’uomo in superficie. Ma era troppo tardi. L’uomo era già privo di sensi. Sotto
la pioggia incessante i parenti hanno provato a praticare il massaggio cardiaco,
in attesa dei soccorsi della Croce Rossa locale e dei vigili del fuoco di
Reggio. Al loro arrivo, gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare
la morte di Chiozzi.
Sul posto sono arrivati i tecnici del Servizio di Medicina del lavoro della Usl
reggiana e i carabinieri di Bagnolo. Non ci sarebbero stati testimoni al momento
della caduta dell’uomo, i familiari sono accorsi solo dopo aver udito le sue
urla. La salma del pensionato è stata già da ieri sera messa a disposizione
della famiglia e non sono stati disposti ulteriori esami medico legali.
L'articolo Va a prendere il latte nell’azienda agricola di famiglia ma cade in
una cisterna di liquami: morto 85enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il corso in filosofia per militari si farà. Ma a circa 40 chilometri da Bologna,
nel corso di laurea di Scienze Strategiche del dipartimento di Giurisprudenza
dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Anno accademico d’inizio previsto:
2026-27. Dopo le accese polemiche seguite al rifiuto dell’ateneo bolognese da
parte anche delle massime cariche dello Stato, l’accordo è stato trovato con
l’UniMore che farà partire un nuovo percorso ad indirizzo filosofico. E non sarà
l’unico, in quanto per gli allievi ufficiali dell’Arma Trasporti e Materiali
partirà un corso a indirizzo gestionale. Per farlo, si è dovuti ricorrere alla
modifica dell’ordinamento didattico per l’anno accademico 2026-2027.
L’Università ha spiegato in una nota che l’Accademia militare di Modena ha
ospitato il consiglio del corso di laurea in Scienze Strategiche alla presenza
della rettrice UniMore Rita Cucchiara e del generale e comandante dell’Accademia
Stefano Messina. La collaborazione tra le due istituzioni – si legge – ha
consentito di adattare “l’organizzazione e la programmazione del Corso di Laurea
in Scienze Strategiche, afferente alla classe delle lauree nelle scienze della
difesa e della sicurezza (L/DS), alle esigenze formative dell’Esercito
Italiano”.
A margine della riunione, la direttrice Cucchiara ha giustificato la scelta
dicendo che “questioni come l’etica delle tecnologie, il dual use, il rapporto
tra conoscenza naturale e digitale chiedono strumenti culturali all’altezza e
possono diventare un motore di iniziative didattiche e interdisciplinari rivolte
anche agli studenti civili”.
In foto: il dipartimento di Giurisprudenza dal sito dell’UniMore
L'articolo Via libera al corso di filosofia per militari: dopo il no di Bologna,
si farà a Modena proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sei giovani sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio, e finiti in
camera iperbarica, dopo aver tentato di riscaldare un’abitazione con la
carbonella accesa del barbecue. Il drammatico incidente, dovuto ad una certa
dose di incoscienza, è avvenuto in un’abitazione privata di Fabbrico, nella
bassa reggiana. Secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, i sei ragazzi
tra i 23 e i 26 anni avevano trasferito il braciere esterno dentro una casa per
riscaldare l’ambiente, senza minimamente riflettere sul pericolo delle
esalazioni. In pochi minuti la situazione sarebbe degenerata in peggio.
Ed è stato il padre di uno di questi indiani a chiamare il 118 non avendo più
notizie dal figlio da ore. Quando pompieri e carabinieri si sono recati sul
posto hanno trovato i sei intossicati. Per cinque di loro non sono bastate le
cure del pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla, ma sono serviti i
trattamenti in camera iperbarica dell’ospedale di Fidenza, anche se nessuno di
loro si trova ora in pericolo di vita.
L'articolo Cercano di riscaldare casa accendendo la carbonella del barbecue: sei
ventenni finiscono in camera iperbarica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È notizia di qualche giorno fa la conclusione di una vicenda che riguarda il
Comune di Reggio Emilia. In sintesi: il Comune diede l’assenso ad azzerare una
vasta area verde che sopravviveva in ambito urbano per fare posto a un
supermercato Coop. Fin qui niente di strano, direte voi, visto che dappertutto
nella penisola si aprono nuovi centri commerciali e non già in aree dismesse,
bensì consumando suolo fertile. Solo che qui vi sono due particolarità.
La prima è che si trattava di un vero e proprio bosco spontaneo (Bosco
Baragalla, dal nome del quartiere), che è indicato dal 2014 dal sistema
forestale della Regione Emilia-Romagna come “Bosco non governato o irregolare di
olmo campestre”: 24.000 mq con pioppi bianchi, gelsi, pruni, aceri, farnie, ma
anche robinie e ailanti, e tanti olmi, e persino un’area umida, il tutto abitato
da svariate specie animali (picchi verdi, lepri, ricci). La seconda è che per
buona parte degli alberi sarebbe stata necessaria l’autorizzazione
all’abbattimento da parte della Giunta Comunale, e così non avvenne.
Quale la reazione dell’organo per bocca dall’assessora all’Ambiente del Comune,
Carlotta Bonvicini, in data 3 novembre 2025? Che non si può elevare una sanzione
anche se sono state rilevate irregolarità, perché “gli alberi non ci sono più”.
Ora, a parte il fatto che negli anni i cittadini hanno prodotto fior di
documentazione sul bosco e la sua ricchezza, ma poi viene da domandarsi: e gli
organi di controllo comunali dove stavano quando gli alberi venivano abbattuti?
Incuriosito, ho svolto una piccola inchiesta in città, da cui è emerso che il
Comune di Reggio Emilia ama moltissimo i centri commerciali, molto meno il
verde. Volete degli altri esempi? Eccoli.
Siamo nell’anno 2016 quando la cittadinanza viene a conoscenza che verrà
sacrificato un prato di due ettari e mezzo per far posto a un Conad (la catena
delle “persone oltre alle cose”, persone che peraltro vivono grazie al verde…).
Da notare che a 300 metri di distanza, di Conad ce n’è già uno. Mobilitazione
cittadina, raccolta firme, addirittura una mobilitazione di artisti. Niente da
fare: mano alle ruspe! I lavori iniziano nel 2019 e, seppur dopo diversi
problemi, l’inaugurazione avviene nel giugno 2022. Non finisce qui: dietro il
supermercato arriverà una colata di cemento residenziale per circa 12.000 mq e
146 appartamenti. Sempre a scapito del verde, ovviamente.
Altro caso esemplare quello di cui già mi occupai tempo addietro: il Bosco
Ospizio, un’area appunto boschiva, ricca di alberi di alto fusto, di una
vegetazione arbustiva e di una comunità animale che ne facevano una preziosa
isola di biodiversità. Le firme raccolte per salvaguardarla sono circa 48.000,
ma anche qui non riescono a scalfire la ferma volontà comunale di veder erigere
un nuovo Conad.
Io credo che uno dei tratti distintivi della sinistra dovrebbe essere la tutela
dei beni comuni, in particolare in ambito urbano, il verde, che alimenta la
salute dei cittadini. Sono un ingenuo: Reggio Emilia, storica roccaforte della
sinistra, dimostra che non è così. Ma allora perché ostinarsi a chiamarla
“sinistra”?
Ps. Un mio amico giornalista afferma che mi sbaglio, che un politico di sinistra
che guarda un bosco si immagina una segheria. Forse ha ragione lui.
Photo credits Archivio Pederzoli
L'articolo Perché penso che Reggio Emilia tenga molto ai supermercati e meno al
verde urbano proviene da Il Fatto Quotidiano.