Mistero a Casamassima. I cittadini hanno “avvertito un boato seguito da un forte
bagliore” nella serata di sabato 10 gennaio. I video dell’accaduto, con il lampo
di luce che si vede all’orizzonte, nelle campagne, e il rumore, sono stati
rapidamente diffusi sui social. Ma di cosa si trattava?
Due le ipotesi possibili: o nelle campagne del barese, attorno alle 18.40 è
caduta proprio una parte di meteorite, oppure a schiantarsi al suolo sono stati
alcuni detriti di un meteorite di passaggio.
Sui social, intanto, non si parla d’altro. Sul gruppo “Amo Casamassima“, sono
certi: “Il video mostra chiaramente il passaggio di una meteora ovvero un
frammento di roccia proveniente dallo spazio che, entrando nell’atmosfera
terrestre, genera un intenso lampo di luce. Quando una meteora riesce a superare
l’attrito dell’atmosfera e raggiunge il suolo, prende il nome di meteorite. In
questo caso, il corpo celeste avrebbe attraversato il nostro territorio per poi
cadere nelle campagne di Casamassima”.
Intanto però, come scrive Repubblica Bari, mancano tutte le conferme del caso:
il sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti, non ha ricevuto informazioni
ufficiali.
L'articolo Il forte boato e il bagliore in campagna, mistero a Casamassima: “È
caduto un meteorite” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Puglia
Una reazione spropositata da parte del tecnico della Virtus Francavilla, Roberto
Taurino, che è costata 12 giornate di squalifica. Tradotto: circa tre mesi. Un
lungo stop per un gesto di rabbia che ha subito fatto il giro del web, con il
video (la partita è stata trasmessa in diretta) in cui si vede l’allenatore che
entra in campo a protestare con il direttore di gara con grande veemenza, viene
espulso e schiaffeggia il cartellino rosso dell’arbitro, facendolo volare via.
Il tutto è accaduto domenica, al termine del big match tra Barletta e Virtus
Francavilla (terminato 0-0) valido per la 18esima giornata – la prima di ritorno
– del girone H di Serie D.
Alla base della protesta feroce di Taurino ci sarebbe il lungo recupero
assegnato dal direttore di gara e il recupero sul recupero, con il match che
alla fine si è protratto fino al 99esimo. A distanza di 24 ore dall’accaduto,
Taurino ha pubblicato un messaggio di scuse sui social: “Desidero esprimere le
mie più sincere scuse per quanto accaduto al termine della gara di ieri”, si
legge nella lettera. “Il gesto compiuto nei confronti del direttore di gara è
stato frutto della tensione del momento, e non rispecchia in alcun modo i valori
di rispetto, equilibrio e correttezza che considero fondamentali nello sport e
nel mio lavoro quotidiano e che ho sempre perseguito nel corso della mia
carriera sia da calciatore che da allenatore.“
E poi ancora: “Nel mio gesto, assolutamente censurabile, non c’era alcun intento
violento o intimidatorio. Ho già manifestato personalmente il mio rammarico alla
società e rinnovo pubblicamente il mio pieno rispetto per gli ufficiali di gara
e per le istituzioni sportive.“
In conclusione il tecnico aveva dichiarato di accettare ogni decisione e ogni
responsabilità per quanto avvenuto: “Accetto ogni responsabilità per quanto
avvenuto e mi impegno affinché episodi simili non si ripetano. Il calcio deve
essere un esempio di educazione e lealtà e sono il primo a voler rappresentare,
come ho sempre fatto, questi principi con coerenza e serietà”. Scuse che
evidentemente sono servite a poco, visto che il giudice sportivo ha deciso di
punirlo con ben 12 giornate di squalifica. Tornerà a metà marzo.
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L'articolo Arrivata la stangata per l’allenatore della Virtus Francavilla:
maxi-squalifica per aver schiaffeggiato il cartellino rosso dell’arbitro
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Michele Emiliano potrebbe diventare a breve assessore alle Crisi industriali
nella giunta di Antonio Decaro in Puglia. Lo scrive il Corriere del Mezzogiorno,
secondo cui al governatore uscente (e prima sindaco di Bari per due mandati)
potrebbe essere assegnata una delega ad hoc, separata da quella all’Ambiente a
cui attualmente è legata. Un assessorato che avrebbe un ruolo centrale, dovendo
gestire l’eterna vertenza dell’ex Ilva di Taranto – sulla via di essere
acquisita da un fondo Usa – nonché altre situazioni delicate come quella del
gruppo Natuzzi, colosso pugliese che ha di recente annunciato 479 esuberi.
Decaro, che ha stravinto le Regionali a novembre succedendo a Emiliano dopo
dieci anni, si insedierà da presidente mercoledì 7 gennaio. La composizione
della giunta però sarà ufficializzata solo la settimana prossima, dopo la
proclamazione degli eletti in Consiglio regionale (per statuto, solo due
assessori possono essere esterni, cioè non consiglieri).
L’eventuale entrata di Emiliano nella squadra di governo è il tema che tiene
banco dal giorno dopo l’elezione di Decaro: il neo-governatore, infatti, aveva
messo il veto sulla candidatura del suo precedessore (e di Nichi Vendola, altro
ex presidente pugliese) in Consiglio regionale, costringendolo a rinunciare alla
corsa dopo un lungo stallo. In molti quindi erano scettici su un “ripescaggio”
come assessore, ruolo ben più importante di quello di consigliere. Se non fosse
nominato in giunta, però, l’ex presidente della Regione dovrebbe tornare dopo
oltre vent’anni al lavoro che non ha mai formalmente lasciato, quello di
magistrato: Emiliano è infatti tuttora un pubblico ministero, in aspettativa
elettorale dal lontanissimo 2003, quando si candidò la prima volta a sindaco di
Bari con i Democratici di sinistra. Ed essendo stato eletto l’ultima volta nel
2020, per lui non vale la riforma Cartabia del 2022 che impedisce le “porte
girevoli” tra politica e funzioni di giudice o pm.
L'articolo “Emiliano assessore alle Crisi industriali in Puglia”: l’ex
governatore verso un posto nella giunta Decaro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat), il 74enne Bernardo
Lodispoto, sindaco del comune di Margherita di Savoia, è indagato per concorso
in corruzione assieme al suo ex vicepresidente, Lorenzo Marchio Rossi,
settant’anni, ex segretario provinciale del Pd, e al consigliere comunale di
Andria Emanuele Sgarra, 64 anni, anche lui eesponente dem fino a poco tempo fa.
Il presunto corruttore è un imprenditore della zona.
A riportare la notizia è La Gazzetta del Mezzogiorno, secondo cui a dicembre
sono state eseguite perquisizioni da militari della Guardia di finanza, su
disposizione della Procura di Trani, nell’ambito di un’indagine su un appalto
relativo alle strade.
L'articolo Corruzione, indagato il presidente della provincia di
Barletta-Andria-Trani: “Mazzette su un appalto per le strade” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
È morto Angelo Maggio. Lo chef 59enne pugliese è rimasto coinvolto in un
incidente stradale sulla litoranea nord di Otranto, in provincia Lecce. Maggio
stava rientrando dal lavoro quando, per cause da accertare, come riporta
l’agenzia Ansa, ha perso il controllo della sua Fiat Idea che è finita contro un
muretto a secco. Ogni tentativo del personale sanitario del 118 di salvargli la
vita si è rivelato inutile.
Immediato il cordoglio di amici e colleghi. “Ci stringiamo forte alla famiglia
di Angelo Maggio, in questo momento di profondo dolore. – ha scritto Stefano
Nisi – Perdiamo un collaboratore serio, un professionista instancabile, ma
soprattutto una gran brava persona. Addio amico mio”.
Fabiola Papadia ha dichiarato: “Averti ritrovato nella stagione estiva appena
conclusa, dopo tanti anni di conoscenza, mi ha fatto un piacere immenso! Il
ricordo sarà sempre quello di una persona un po’ imbronciata, quella di
lavoratore instancabile e dal cuore d’oro! Ciao Angelo caro, sarai sempre nei
ricordi di chi ha avuto il privilegio di conoscerti”.
L'articolo È morto Angelo Maggio, lo chef pugliese ha perso il controllo della
sua auto ed è finito contro un muretto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Disavventura durante Molfetta–Noicattaro, gara di domenica 21 valida per la
17esima giornata del girone A del campionato di Promozione pugliese.
Nell’evitare un pallone vagante a centrocampo, l’arbitro Umberto Carolini della
sezione di Bari si è procurato una distorsione al ginocchio destro. Peccato che
fosse il minuto 91 e che la squadra ospite stesse attaccando per cercare il
vantaggio.
Il gol è arrivato al termine dell’azione, durante la quale l’arbitro – dolorante
per terra – era impossibilitato a vedere il gioco. Di conseguenza non ha potuto
convalidare la marcatura di Luca Guerra. Rete annullata, e partita terminata.
Nonostante le vivaci proteste della squadra ospite, che aveva smosso lo 0 a 0 a
cui la gara sembrava destinata, Carolini ha abbandonato zoppicando il terreno di
gioco con l’aiuto del personale medico. Pareggio assegnato, dunque, nonostante i
due minuti di recupero mancanti dai 4 totali assegnati in un primo momento.
Risultato che comunque pesa al Molfetta, che resta terzultimo in classifica e
totalmente immerso nella zona play-out.
L'articolo La squadra segna ma l’arbitro è a terra dolorante: gol annullato e
gara terminata in anticipo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mazzette smaterializzate ovvero l’ipotizzata corruzione in cambio di vantaggi o
assunzioni. La Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso ha chiesto il
rinvio a giudizio per il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e
per altre 43 persone coinvolte nell’inchiesta denominata ‘Memory’, che ipotizza
appunto un sistema di corruzione e traffico illecito di rifiuti con collegamenti
alla criminalità organizzata pugliese, ma senza scambio di denaro. Il
procedimento sarà aperto con l’udienza preliminare fissata per il 22 gennaio.
L’inchiesta della Dda coinvolge, oltre a Roberti, la moglie del governatore,
Elvira Gasbarro, e due società operanti nel settore dei rifiuti.
Secondo la Procura, Roberti, all’epoca dei fatti sindaco di Termoli e poi
presidente della Provincia di Campobasso tra il 2019 e il 2023, avrebbe favorito
l’azienda Energia Pulita Srl nell’ottenimento di autorizzazioni e affidamenti
pubblici in cambio di vantaggi personali, tra cui l’assunzione della moglie e
l’affidamento di lavori a imprese considerate compiacenti. Nelle carte
dell’inchiesta, gli inquirenti parlano di “mazzette smaterializzate”.
Roberti, esponente di Forza Italia, guida la Regione Molise da due anni e mezzo.
Nei mesi scorsi aveva chiesto di essere ascoltato dai magistrati, presentandosi
a maggio per depositare una memoria difensiva di 200 pagine. Come spiegato dal
suo legale, Mariano Prencipe, nella memoria sono stati ricostruiti tutti gli
episodi contestati, fornendo chiarimenti e documentazione a sostegno della
posizione del presidente: “Dalle intercettazioni emerge chiaramente che Roberti
non si è interessato alle sorti di Energia Pulita come contestato. Anzi, fu
proprio la Provincia di Campobasso a sollevare osservazioni e imporre
restrizioni a questa società”.
La posizione di Roberti, pur rientrando nel filone della presunta corruzione,
resta distinta da quella degli altri soggetti coinvolti nei reati di stampo
mafioso, che comprendono associazione mafiosa, traffico di stupefacenti,
estorsione, riciclaggio e smaltimento illecito di rifiuti. Gli indagati
includono esponenti della criminalità foggiana, imprenditori, tecnici,
professionisti e funzionari pubblici. L’inchiesta si concentra sul periodo in
cui Roberti ricopriva incarichi politici locali, ovvero il suo ruolo di sindaco
di Termoli e presidente della provincia di Campobasso. Le contestazioni infatti
riguardano il periodo tra il 2020 e il 2023, gli anni in cui Roberti ha
ricoperto questi incarichi, ed era membro del consiglio generale della Cosib,
consorzio di cui fa parte anche una società coinvolta nelle indagini, Energia
Pulita srl. Quindi l’accusa non si estende agli altri filoni di indagine
riguardanti estorsioni, droga e traffico di rifiuti.
L'articolo “Mazzette smaterializzate”, chiesto il processo per il presidente del
Molise Roberti e altri 43 imputati proviene da Il Fatto Quotidiano.
È notte fonda. Mentre il compagno di cella dorme, un detenuto costruisce un
cappio rudimentale con un lenzuolo e lo usa per togliersi la vita. Succede a
Lecce, una manciata di giorni fa, protagonista un uomo originario del barese che
scontava la sua pena nel carcere di Borgo San Nicola. Sabato mattina, alle 10,
le volontarie e i volontari del penitenziario hanno organizzato un sit-in
davanti ai cancelli dell’istituto. Le condizioni della casa circondariale sono
state spesso considerate difficili, ma nell’ultimo periodo la situazione è
diventata “drammatica”, come racconta a Ilfattoquotidiano.it Davide Piccirillo,
avvocato e attivista che da tempo collabora con Antigone Puglia.
Il 2024 è stato già l’annus horribilis delle carceri italiane, con 91 suicidi.
Sono scesi a poco più di 70 nel 2025. Nel carcere di Lecce sono stati due solo
nell’ultimo mese, qualche settimana fa era toccato a un ragazzo senegalese.
Antigone dice che questo mese sarebbe in realtà “il terzo, se contiamo anche
quello di una persona che è poi morta in ospedale”. Il penitenziario di Lecce –
che è il più grande della Puglia, la regione col tasso di affollamento (160,5%)
più alto d’Italia con 4.500 detenuti a fronte di circa 2.900 posti – “dovrebbe e
potrebbe ospitare massimo 800 detenuti, 798 per la precisione, ma ce ne sono
anche sopra i 1.400. E a inizio dell’anno, nel 2025, erano 1.200″. E col
sovraffollamento si generano problemi “qualitativi e quantitativi” come “carenza
di spazio, la carenza di trattamenti, la carenza di agenti, la carenza di
personale generale, la carenza di personale medico e psichiatrico”, dice
Piccirillo. Nelle carceri italiane stanno tornando di moda per via del
sovraffollamento anche i letti a castello a tre. Si dorme “alle volte a 20
centimetri, anche a 15 centimetri dal soffitto”.
Il problema “è sistemico, è chiaro, ma è un problema anche di sentire comune”
cioè – sostiene – di come la gente vuole e chiede venga represso un crimine. E
con il decreto Sicurezza e le nuove pene, esiste il rischio che il
sovraffollamento peggiori. Nonostante le nuove carceri da costruire previste dal
governo, che probabilmente non basteranno perché “ora siamo a circa 64.000
detenuti, ci sono quasi 20.000 detenuti in più di quelli che ci dovrebbero
essere, quindi nel 2027 ci saranno 10.000 posti in più, se va bene, e ce ne
sarebbero comunque 10.000 in sopra organico”, spiega Piccirillo.
Antigone, e associazioni simili, non sono state le uniche a denunciare la
situazione. Infatti, secondo la Sappe – il sindacato degli agenti penitenziari –
il carcere salentino starebbe vivendo “il momento più drammatico e critico della
sua storia” proprio a causa del sovraffollamento. Il suicidio dell’uomo sarebbe
avvenuto, dalla ricostruzione sindacale, con un solo poliziotto a controllo
della sezione, un reparto precauzionale che ne richiederebbe almeno due. Questo
dipenderebbe dalle poche unità del carcere leccese in cui “per 1.400 ristretti
risultano amministrate circa 570 unità, da cui depennare le decine e decine di
poliziotti a disposizione dell’ospedale militare”, e ciò comporterebbe ritmi di
lavoro “impressionanti, per 12 ore ed oltre al giorno”. Il sindacato ha inviato
una lettera al prefetto di Lecce, alla sindaca Adriana Poli Bortone e ai
parlamentari e senatori eletti nel territorio salentino, ma dice di non aver
ricevuto nessuna risposta.
Non è chiaro se il sit-in di domani mattina vedrà la partecipazione anche di
agenti o rappresentanti della polizia penitenziaria. Ci sarà di sicuro la
garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale,
Maria Mancarella, e sarà un evento aperto alla cittadinanza e a ogni
associazione. Antigone Puglia ha fatto sapere che parteciperà e la sua
presidente, Maria Pia Scarciglia, ha dichiarato – come riporta Lecceprima – che
“se in una città come quella di Lecce si fossero suicidate tre persone in un
solo mese e mezzo, qualcuno sicuramente si sarebbe fatto qualche domanda sulle
possibili cause. E invece assistiamo a un silenzio assordante, anche da parte
delle istituzioni locali”.
L'articolo Lecce, secondo suicidio in carcere in meno di un mese: “Condizioni
drammatiche di sovraffollamento” proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Natale puoi… anche nasconderti in posti in cui non ti cercheranno mai: e alla
fine l’hanno trovato. A Galatone, in provincia di Lecce, un uomo di 39 anni è
stato arrestato all’interno del presepe in piazza. L’uomo, un cittadino del
Ghana, era in latitanza: su di lui pendeva un mandato di arresto per scontare
una condanna di 9 mesi e 15 giorni, emessa dalla Procura di Bologna per i reati
di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Mentre passava di lì, il sindaco Flavio Filoni aveva notato uno strano dettaglio
nel presepe allestito in piazza Santissimo Crocifisso: uno dei pastorelli
sembrava muoversi. Acclarato che si trattava di una persona in carne e ossa, è
intervenuta la polizia. L’uomo è stato convinto a uscire dal presepe, ma
sembrava in uno stato confusionale. Preoccupati per la sicurezza pubblica, i
poliziotti hanno richiesto il supporto del Commissariato di Nardó. Arrivati sul
posto, gli agenti hanno identificato il latitante e l’hanno condotto al carcere
di Lecce.
L'articolo E’ latitante e si nasconde tra i pastorelli del presepe in piazza:
arrestato a Galatone proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ennesimo caso di morte sul lavoro nel settore agricolo. Un bracciante di 30
anni è rimasto ucciso in campagna, schiacciato dal trattore che stava guidando.
Il fatto è avvenuto nelle terre del borgo San Carlo, appartenente al comune di
Ascoli Satriano, in provincia di Foggia. Sul posto sono intervenuti i
carabinieri.
Non si tratta dell’unica morte sul lavoro avvenuta di recente nelle campagne
pugliesi. Già il 20 novembre scorso, un ragazzo di 26 anni aveva perso la vita
in un frantoio di Bisceglie, nella provincia di BAT. Il decesso era avvenuto in
seguito al ribaltamento del muletto guidato dal ragazzo, appena fuori
dall’azienda.
Antonio Ligorio, segretario generale della Flai-Cgil Puglia, commenta così le
due morti: “Ancora una volta ci troviamo a piangere giovani vite spezzate mentre
svolgevano il proprio lavoro. È una strage silenziosa che continua
nell’indifferenza generale e che riguarda soprattutto l’agricoltura, uno dei
settori più fragili e più esposti ai rischi”.
Secondo i dati Inail , da gennaio a luglio 2025, le denunce di infortuni in
agricoltura sono salite a 1.326 e i casi mortali in regione sono aumentati del
60% rispetto al 2024. Numeri che, avverte Ligorio, “non ammettono esitazioni né
ritardi nelle misure di prevenzione. La sicurezza non è un costo, è un diritto
fondamentale, e quando viene negato significa che qualcuno non ha fatto il
proprio dovere”.
Il sindacato chiede al governo di intervenire con un piano straordinario sulla
sicurezza in agricoltura, con investimenti nel settore, ispezioni più frequenti,
percorsi formativi obbligatori e l’utilizzo di mezzi moderni e sicuri.
Il sindacalista conclude con un appello morale alle istituzioni e alle imprese:
“Basta parole di circostanza. Ogni volta che un giovane muore in campagna o in
un frantoio, muore un pezzo della nostra terra. La Puglia non può accettare di
essere la regione con uno dei più alti numeri di infortuni in agricoltura. La
sicurezza deve diventare la prima priorità. Non un giorno, non un mese: sempre”.
L'articolo Bracciante schiacciato dal trattore a Foggia: aveva 30 anni.
Flai-Cgil: “Strage silenziosa nell’agricoltura” proviene da Il Fatto Quotidiano.