A Magicland giocando s’impara, anche i metodi di combattimento militari. Suscita
indignazione la controversa collaborazione tra l’Esercito italiano e il parco
divertimenti a Valmontone, pochi chilometri da Roma. Una locandina, in
particolare, diffusa sui socia. C’è la foto di uomini in mimetica mentre
irrompono in un edificio, armati di fucili, con la scritta arcobaleno e
melliflua: “School Days – A MagicLand giocando s’impara!”. A sollevare il caso è
stato il quotidiano La Repubblica. Dopo i commenti al vetriolo e le polemiche,
la locandina è stata eliminata da tutti i profili del parco divertimenti.
Nel programma dell’iniziativa “School Days” dedicata alle scolaresche, prevista
il 13 e il 14 maggio, sono elencate attività per studentesse e studenti di
istituti primari e secondari di primo grado che coinvolgono le forze
dell’ordine. La settima attività di queste giornate è il “Metodo di
combattimento militare” ed è curata dalla Scuola di Fanteria dell’esercito.
Nello specifico, si tratta di una “dimostrazione dinamica e interattiva ispirata
al metodo di combattimento militare adottato in contesti urbani”. Operazioni
militari e anticrimine già salite alla ribalta della cronaca: “Oggi bambini
impariamo come irrompere in una casa, come l’Idf e l’Ice”, ha scritto un
commentatore sui social, dove infuria la polemica anche con genitori indignati.
Per 45 minuti, l’area picnic di Magicland diventerà il “campo addestramento
esercito”, si legge nel catalogo. A piè di pagina è scritto: “consigliato per
tutti i livelli scolastici”.
Come saranno coinvolte le scolaresche? “Gli studenti assisteranno a una
simulazione realistica di ingresso in un centro abitato con individuazione,
immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile“. Un linguaggio piuttosto
distante, per usare un eufemismo, dal contesto ludico descritto dagli
organizzatori. Sarà incoraggiata la partecipazione degli spettatori e la
promozione dei corpi armati: “L’attività include una parte pratica con
coinvolgimento del pubblico e approfondimenti sul ruolo dell’Esercito in
operazioni di sicurezza e tutela collettiva”. In che forma saranno coinvolti i
giovanissimi spettatori, non è noto.
La notizia impensierisce genitori e società civile, visto che il progetto è
destinato a bambine e bambini a partire da sei anni. L’amministratore delegato
di Magicland, Guido Zucchi, a Repubblica ha dichiarato che “il post è stato
pubblicato a quattro mani con un referente che ci è stato indicato direttamente
dall’Esercito” per una questione di licenze.
L'articolo Magicland, bambini a lezione di “Metodi di combattimento militare”:
esplode l’indignazione social e sparisce la locandina proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Esercito
Due alti generali della Repubblica Popolare Cinese sono indagati per “gravi
violazione disciplinari e violazioni della legge”, una formula che solitamente
si riferisce alle accuse di malaffare e corruzione. I bersagli
dell’Anticorruzione sono Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione militare
centrale e il membro dell’esercito con il grado più alto in circolazione, e Liu
Zhenli, membro della suddetta commissione e capo dello Stato maggiore congiunto.
A riferirlo è stata una breve nota del Ministero della difesa cinese. Dopo
questa mossa, il presidente Xi Jinping è subentrato al vertice nella commissione
e ha assunto il controllo dell’Esercito popolare di liberazione in veste di
commander-in-chief.
La Commissione militare centrale, organo che definisce la strategia delle forze
armate e la direzione delle operazioni militari, negli ultimi tempi è stata
svuotata. Rispetto alla composizione a sette membri dell’ultimo congresso di
partito nel 2022, è rimasto in carica soltanto Xi Jinping. Gli ultimi
sopravvissuti alle epurazioni erano proprio Liu Zhenli e Zhang Youxia, che tra
l’altro lo scorso ottobre aveva ricevuto la nomina di commissario politico che
presiede l’organismo di controllo anticorruzione militare.
Zhang ha combattuto nella guerra contro il Vietnam nel 1979 ed è uno dei pochi
veterani ancora in servizio, considerato fino a poco fa uno dei più stretti
alleati di Xi. Un legame che parte dalle loro famiglie, originarie della stessa
regione: i loro padri, infatti, avevano combattuto fianco a fianco nella guerra
civile cinese.
Gli scossoni in Commissione non sono l’unica mossa del segretario comunista per
riformare l’esercito. Nel 2023 sono stati epurati i vertici della Rocket Force,
l’unità che gestisce le testate nucleari. Nel complesso sono otto gli alti
generali che dall’ottobre scorso sono stati espulsi dal Partito con l’accusa di
corruzione- tra cui il generale He Weidong il secondo in gerarchia nella
Commissione. Negli ultimi anni anche due ex ministri della Difesa sono stati
cacciati per corruzione.
L'articolo Xi Jinping è il capo dell’esercito cinese: cacciati gli ultimi due
membri della Commissione militare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pechino muove le sue pedine militari per lanciare un “serio avvertimento”,
mentre Taiwan protesta e annuncia nel mattino l’avvistamento di quattro navi
della guardia costiera cinese vicino alle sue acque territoriali. La Cina
condurrà “importanti” esercitazioni militari intorno a Taiwan, nelle acque e
nello spazio aereo vicino all’isola autonoma rivendicata da Pechino, a partire
da oggi in 5 aree. Lo ha annunciato con un comunicato il colonnello Shi Yi,
portavoce delle forze armate cinesi: “A partire dal 29 dicembre, il Comando del
teatro orientale dell’Esercito popolare di liberazione sta inviando forze
dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica per condurre esercitazioni
militari congiunte dal nome in codice ‘Justice Mission 2025′”.
Secondo un comunicato del Comando delle zone orientali dell’Esercito di Pechino,
si tratta di un “addestramento con fuoco vivo su obiettivi marittimi a nord e a
sud-ovest di Taiwan”. Saranno utilizzati un “cacciatorpediniere, fregate,
caccia, bombardieri e droni”, con “colpi con munizioni vere su bersagli
marittimi a nord e a sud-ovest di Taiwan”. Di fatto, la mobilitazione
dell’esercito, della marina, dell’aviazione e dei missili. Lo scopo ufficiale è
testare la prontezza al combattimento e inviare un “serio avvertimento” contro
qualsiasi tentativo di indipendenza di Taiwan.
Taiwan ha condannato duramente le esercitazioni: “In risposta al mancato
rispetto delle norme internazionali da parte delle autorità cinesi e al ricorso
all’intimidazione militare per minacciare i Paesi vicini, Taiwan esprime la sua
forte condanna”, ha dichiarato in un comunicato la portavoce dell’Ufficio
presidenziale Karen Kuo. In risposta alle manovre militari di Pechino intorno
all’isola, l’esercito di Taiwan ha annunciato oggi un dispiegamento di forze
armate.
Il ministero della Difesa di Taiwan ha affermato che due aerei militari cinesi e
11 navi hanno operato attorno all’isola nelle ultime 24 ore e che l’esercito
dell’isola è in stato di massima allerta e pronto a svolgere “esercitazioni di
risposta rapida”. Questa particolare esercitazione è stata progettata per
spostare rapidamente le truppe nel caso in cui la Cina trasformasse
improvvisamente una delle sue frequenti esercitazioni intorno all’isola in un
attacco. “Tutti i membri delle nostre forze armate rimarranno estremamente
vigili e in piena guardia, adottando misure concrete per difendere i valori
della democrazia e della libertà”, si legge in una nota.
La Cina ha intensificato significativamente le esercitazioni di accerchiamento
di Taiwan dal 2022, in seguito alla visita a Taipei dell’allora presidente della
Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi, che ha rappresentato
una significativa dimostrazione di sostegno a Taiwan e ha fatto infuriare la
leadership di Pechino.
L'articolo Taiwan, il “serio avvertimento” della Cina: “Esercitazioni militari
con armi da fuoco”. Taipei protesta e muove i soldati proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Attacco sul fronte orientale, il lato Est della Nato. Nessuna guerra ibrida: un
conflitto vero con carri armati, colpi di mortaio, tiratori scelti. E’
l’esercitazione – di cui racconta l’agenzia Ansa – alla quale stanno
partecipando gli eserciti di sette Paesi della Nato, Italia compresa, anzi
Italia “socio di maggioranza” con le truppe più numerose (740 soldati). Il
teatro è la base dell’Alleanza Atlantica a Novo Selo, in Bulgaria. “Siamo pronti
a ogni evenienza”, dice il colonnello Mattia Scirocco, comandante del
‘multinational battlegroup’ della base bulgara, un gruppo tattico formato dai
militari di Macedonia, Romania, Bulgaria, Grecia, Albania e Turchia oltre al
nostro Paese. “L’addestramento è la più solida garanzia per affrontare
l’imprevedibilità del combattimento” è il ragionamento. E’ qui che il ministro
della Difesa Guido Crosetto porterà i suoi auguri di Natale al contingente
italiano.
‹ ›
1 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
2 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
3 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
4 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
5 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
6 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
7 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
8 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
9 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
10 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
11 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
12 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
13 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
14 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
15 / 20
53670965
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
16 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
17 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
18 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
19 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
‹ ›
20 / 20
ATTIVITÀ ADDESTRATIVE DEL CONTINGENTE ITALIANO NELLA BASE NATO DI NOVO SELO IN
BULGARIA
Il contingente militare italiano durante le attività addestrative nella base
NATO Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria, Lunedì 22 Dicembre 2025 (Foto
Roberto Monaldo / LaPresse) Italian military contingent during the training
activities at the NATO base Novo Selo Training Area, Novo Selo, Bulgaria,
Monday, December 22, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)
Come racconta l’Ansa quotidianamente i soldati, con duecento mezzi in tutto, si
muovono nel poligono tra le colline e negli sterrati aperti, corrono nei boschi,
sparano e si riparano tra i ruderi, avanzando con i cingolati. Sui computer gli
operatori seguono l’andamento della battaglia, controllano le linee di fuoco,
testano le tattiche di spostamento, i soccorsi dei possibili feriti fino agli
eventuali prigionieri di guerra e le attività nei centri urbani simulati. Alle
manovre partecipano il carro armato Ariete, la blindo armata Centauro 2, il
veicolo dal combattimento Dardo, blindati, obici semoventi e il resto della
fanteria che difenderebbe quella linea rossa da scongiurare: i proiettili
esplodono davvero e finiscono nel vuoto, immaginando un nemico di fronte,
racconta ancora l’agenzia Ansa.
“Facciamo attività convenzionale”, spiega il comandante Scirocco. Ci si addestra
così dal 2022, da quando la situazione in Ucraina ha condizionato l’impegno
dell’Italia e del resto del mondo contro la minaccia di un’espansione del
conflitto: in questo momento sono oltre 2.323 i militari del nostro Paese
impiegati per attività di deterrenza e addestramento nel cosiddetto fianco Est.
Quello in Bulgaria è solo uno degli otto battlegroup europei i cui donne e
uomini si alternano a cadenza semestrale e sono impiegati nell’ambito della
missione Nato della Forward Land Forces, l’ex Enhanced Vigilance Activities, la
presenza avanzata dell’Alleanza nata inizialmente nel 2014, a seguito della
invasione russa della Crimea. Adesso le simulazioni di battaglie da trincea sono
invece all’ordine del giorno, intervallate da grandi attività internazionali che
hanno sempre lo stesso scopo. L’ultima grande esercitazione si era svolta il 7
novembre, con tutti gli assetti a disposizione e i soldati di varie nazioni che
avevano ancora una volta combattuto in team nel poligono di Novo Selo.
L'articolo Attacco sul fronte orientale: carri armati, colpi di mortaio,
cecchini. L’esercitazione Nato in Bulgaria (con 740 soldati italiani) proviene
da Il Fatto Quotidiano.
È necessario prepararsi al conflitto e per questo “le famiglie devono essere
pronte a mandare i loro figli e le loro figlie in guerra contro la Russia“. A
pronunciare queste parole è stato il capo di Stato maggiore della Difesa
britannico, Richard Knighton, intervenendo lunedì sera a un evento del Royal
United Services Institute a Westminster. Mentre l’Europa spinge sul riarmo il
vertice militare del Regno Unito vuole mobilitare la popolazione: “più persone”
devono essere pronte a imbracciare le armi per proteggere il Paese.
Precisa che le possibilità di un attacco russo diretto sul suolo britannico
restano remote ma rilancia: ciò “non significa che le probabilità siano pari a
zero”. E allora cosa fare? Knighton ha chiesto addirittura alle scuole di
incoraggiare i bambini a intraprendere lavori nell’industria bellica e ha
affermato che più famiglie britanniche “sapranno cosa significa il sacrificio
per la nostra nazione”. In un clima sempre più guerrafondaio, il generale 56enne
– Capo di stato maggiore della difesa dal 2 settembre scorso – ha invitato i
civili a contribuire a rafforzare la resilienza nazionale per garantire il
funzionamento del Regno Unito in caso di crisi. “Ogni giorno il Regno Unito è
oggetto di una serie di attacchi informatici da parte della Russia e sappiamo
che gli agenti russi cercano di compiere sabotaggi e hanno ucciso sulle nostre
coste. L’hard power della Russia sta crescendo rapidamente”, ha aggiunto. Grazie
all’aumento della spesa per la difesa e alle esperienze in Ucraina, la Russia ha
un esercito “imponente, sempre più sofisticato dal punto di vista tecnico e ora
anche con una grande esperienza di combattimento”, ha concluso.
Evidenziando lo sforzo di “tutta la società” necessario per rispondere alla
situazione sempre più pericolosa in Europa, il Capo di Stato Maggiore della
Difesa ha affermato: “Innanzitutto, significa avere più persone pronte a
combattere per il proprio Paese”. Ciò non significa solo forze regolari, ma
anche un aumento delle riserve e dei cadetti, ha affermato. Anche il ritmo
“dolorosamente lento” degli investimenti privati nel settore della difesa deve
accelerare. “Per sviluppare questa capacità industriale abbiamo bisogno anche di
più persone che lascino la scuola e l’università per entrare in questo settore“,
ha affermato. “Abbiamo quindi bisogno che i leader politici e della difesa
spieghino l’importanza del settore alla nazione, e abbiamo bisogno che le scuole
e i genitori incoraggino i bambini e i giovani adulti a intraprendere una
carriera nel settore”, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo deve essere quello di
evitare la guerra, ma il prezzo per mantenere la pace sta aumentando. Se non
riusciamo a spiegare i rischi, non possiamo aspettarci che i decisori politici o
la società in generale paghino questo prezzo”.
Il premier Keir Starmer lo ha nominato affidandogli un ruolo cruciale
nell’ambito del rafforzamento delle capacità militari di Londra annunciato con
la revisione della strategia di difesa che prevede fra l’altro una
modernizzazione dell’arsenale nucleare oltre alla realizzazione entro la fine
del 2030 di 12 nuovi sottomarini d’attacco in partnership con Usa e Australia.
Sir Richard era il comandante dell’aviazione militare di sua maestà dal 2023, e
in precedenza aveva occupato l’incarico di vice capo di stato maggiore della
difesa (dal 2019 al 2022). Come sottolineava nei mesi scorsi la Bbc, ha maturato
nel corso della sua carriera una esperienza nello sviluppo delle capacità
militari. L’apporto della Raf potrebbe essere ancora più importante qualora si
concretizzasse l’ipotesi, emersa sui media, di estendere il deterrente nucleare
attualmente imbarcato sui sottomarini ai bombardieri non convenzionali.
Le parole del capo dell’esercito arrivano pochi giorni dopo che Mark Rutte,
segretario generale della Nato, è tornato a ipotizzare che l’Europa possa essere
il prossimo obiettivo di Vladimir Putin e ha esortato gli stati dell’Alleanza
atlantica, come la Gran Bretagna, ad adottare una “mentalità da tempo di
guerra“, avvertendo che troppi paesi sono “silenziosamente compiacenti”. Nel
frattempo, il ministro delle forze armate Al Carns ha affermato che il Paese si
trova “sul piede di guerra” e ha avvertito che “l’ombra della guerra è alle
porte dell’Europa” e “questa guerra potrebbe essere più grande e sanguinosa di
quella che abbiamo vissuto negli ultimi tempi”.
Foto dal sito della Royal Air Force
L'articolo “Le famiglie devono essere pronte a mandare i loro figli in guerra
contro la Russia”: le parole del capo di Stato maggiore britannico proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Sulla leva volontaria il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a parlare
in Commissione Difesa al Senato e prova a chiarire. “Ero a Parigi e un
giornalista francese mi fa una domanda parlando della riforma che ha fatto
Macron e io uso il termine che lui – il giornalista – aveva usato nella domanda.
Mi ritrovo tutti i giornali italiani a parlare di ‘leva volontaria’ senza che
nessuno fosse interessato o ne conoscessi la genesi. Avendo visto il movimento
che nasce sul commento di questa parola, mi sono detto: toh, non tutto il male
viene per nuocere, perché almeno abbiamo innescato un dibattito”. Per Crosetto
“vanno aumentate le forze armate, la loro qualità che non si trovano nelle forze
armate, ma sul mercato”. Serviranno – spiega Crosetto – maggiori risorse “per
implementare alcune specificità anche utilizzando dei civili”. “Riserva
selezionata e meccanismi per attirare le persone, incentivi economici” le
strategie da mettere in campo. Un altro tema, secondo Crosetto, è che c’è
“bisogno di forze armate professionali che facciano le forze armate sempre di
più anche perché stiamo pensando di aumentare le missioni all’estero”. E fa un
esempio. “A cosa servono i nostri in Niger? Servono a creare le condizioni per
cui magari da quella zona mi arrivino 500mila persone in meno in Italia da
gestire, quindi la nostra presenza in Africa sarà sempre maggiore se noi
vogliamo andare alla fonte per prevenire cose da gestire solo quando arrivano
alla fine”. E questo è un esempio che “implica l’aumento del numero delle forze
armate”. Anche per questo, per quanto riguarda il progetto Strade Sicure, “l’ho
detto più volte che andava lentamente riaffiorato alle forze di polizia”. Quindi
“la cosiddetta leva obbligatoria, con adempio l’introduzione di carabinieri
ausiliari, quindi di un’esperienza che non sia a vita, o per tre anni, ma anche
meno vincolante di un anno, finita la quale uno può provare meccanismi per cui
dopo un anno uno può rientrare nelle forze armate. Ma tutte queste cose sono
diverse e sono i temi che io vorrei porre a gennaio-febbraio alla discussione
del Parlamento”.
L'articolo Crosetto: “Leva volontaria? Abbiamo bisogno di avere una parte kombat
sempre più ampia. E stiamo pensando di aumentare le missioni all’estero”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il decreto era stato inserito martedì mattina all’ordine del giorno del pre
consiglio dei ministri: proroga per tutto il 2026 degli aiuti militare
all’Ucraina. Ma dopo ore di discussioni e liti interne alla maggioranza di
governo, la norma ora è in forte bilico: secondo quanto risulta al Fatto,
potrebbe non entrare nell’ordine del giorno e quindi non andare nel Consiglio
dei ministri di giovedì.
Il motivo sarebbero le rimostranze della Lega di Matteo Salvini che ancora
martedì ha ribadito di voler chiedere all’Unione Europea di non mettere i
bastoni tra le ruote nelle trattative di pace tra Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Nei giorni scorsi Salvini aveva anche ribadito di essere contrario a nuovi invii
di armi per evitare di “alimentare la corruzione” a Kiev. Un’escalation
comunicativa che ha messo in imbarazzo il governo.
Un mistero che in queste ore sta provocando uno scontro nell’esecutivo di
Giorgia Meloni. Martedì mattina il decreto che proroga gli aiuti all’Ucraina per
tutto il 2026 è stato messo nell’ordine del giorno del pre-Consiglio dei
ministri, cioè la riunione tecnica dei capi di gabinetto e capi legislativi dei
ministeri che precede le riunioni del governo. Diversi dirigenti leghisti però
hanno fatto sapere di non essere stati avvertiti del decreto e si sarebbe
attivato lo stesso Salvini per evitare uno scontro in Consiglio dei ministri: se
non c’è accordo meglio rinviare, sarebbe stato il senso dei suoi ragionamento.
Il senatore leghista Claudio Borghi al Fatto spiega chiaramente che non voterà
il decreto quando arriverà in Parlamento: “Ho detto l’anno scorso che quello
sarebbe stato l’ultimo decreto di invio armi che avrei votato, vista la
situazione le motivazioni che avevo espresso l’anno scorso non solo sono ancora
valide ma sono rafforzate. Da allora l’Ucraina ha perso solo vite e territori e
qualcuno ci ha guadagnato. Avevamo ragione su tutto”.
Dall’altra parte il ministro della Difesa Guido Crosetto – che la scorsa
settimana al Copasir per presentare il dodicesimo pacchetto aveva frenato sul
nuovo decreto – ha deciso di accelerare pensando addirittura di fare le
comunicazioni in aula sul provvedimento entro Natale e di convertirlo a inizio
anno in Parlamento. Con ogni probabilità però alla fine il decreto non sarà
approvato giovedì in Consiglio dei ministri.
L'articolo Le armi all’Ucraina e il no della Lega, il decreto per il 2026 ora è
in bilico: rischia di non andare in cdm proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giorgia Meloni attacca l’Università di Bologna, rea di aver respinto la
richiesta di avviare un corso di laurea in filosofia per i giovani ufficiali.
“Ritengo che la decisione assunta dal Dipartimento di Filosofia dell’Università
di Bologna di negare l’attivazione di un percorso di studi per i giovani
ufficiali dell’Esercito Italiano sia un atto incomprensibile e gravemente
sbagliato”, dice la premier. La capa del governo definisce quella dell’ateneo
emiliano “non solo” come “una scelta inaccettabile”, ma anche “un gesto lesivo
dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’Università”.
L'articolo Meloni contro l’Università di Bologna: “Inaccettabile negare un corso
all’esercito. Lede i doveri costituzionali” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Si comunica che in data due dicembre alcuni docenti della scuola secondaria di
primo grado Ellero saranno interessati quali partecipanti nella simulazione di
interazione tra contesto scolastico e coloro che operano in difesa dei civili in
teatro estero per condurre operazioni nel settore della cooperazione
civile-militare a supporto dei contingenti Nato. Lo scopo del gruppo è creare
processi di pace duraturi e sostenibili attraverso la mediazione e la
negoziazione con le autorità locali e la popolazione civile. Il Cimic Group sarà
presente con due automezzi nel cortile della scuola in momenti in cui gli
studenti sono all’interno dell’edificio scolastico”.
È la circolare inviata il 27 novembre ai docenti, al personale Ata e alle
famiglie, dalla dirigente Sara Cuomo dell’Istituto Comprensivo V (più noto come
media Ellero di Udine). Tradotto fuori dal “presidenzialese”, pare che un
genitore abbia proposto questa iniziativa alla dirigente, che l’avrebbe vista
come un’opportunità senza farla passare dal Consiglio d’Istituto e dal Collegio
docenti. Il Cimic supporta la catena di comando a cui può essere assegnato
durante un’operazione – da un Joint Headquarters (livello operativo) fino a un
Comando Brigata (livello tattico) – con la missione di incrementare l’efficienza
di un’operazione militare e di fungere da forum di consultazione e centro di
competenze sulla cooperazione civile-militare. Un’iniziativa, dunque, che ha a
che fare con l’Esercito, tanto che sarebbero previsti dei carri armati nel
cortile.
Immediata la reazione di Avs. La consigliera regionale Serena Pellegrino,
contattata da Il Fatto Quotidiano.it, ha spiegato: “I docenti si sono trovati
dall’oggi al domani una circolare sul registro senza alcuna delibera degli
organi competenti. Molti professori che non si sono sentiti in linea con la
scelta della preside ci hanno contattato e abbiamo deciso di presentare
un’interrogazione parlamentare. In Italia, ormai, un genitore può portare mezzi
militari nelle scuole, mentre c’è chi può vietare l’educazione sessuale”. Ora è
pronta un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Istruzione Giuseppe
Valditara e a quello della Difesa, Guido Crosetto: “Il fenomeno della
militarizzazione delle scuole sta assumendo dimensioni sempre più ampie.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole già nei mesi scorsi ha
segnalato un aumento di proposte didattiche e percorsi Pcto con il
coinvolgimento delle forze armate. Chiediamo se il ministero sia a conoscenza
dell’iniziativa organizzata dalla scuola ‘G. Ellero’ di Udine, se non intenda
intervenire per evitarla e se non ritenga urgente emettere un provvedimento per
delineare criteri e obiettivi di incontri con esterni nelle scuole”.
A difendere l’iniziativa è invece Marco Dreosto della Lega: “Le polemiche sono
incomprensibili e fuori luogo”. Nel frattempo la dirigente tenta di buttare
acqua sul fuoco parlando su TV12 di una proposta fatta da un genitore: “Non
capisco questo allarmismo sterile. Ricevere un genitore? Se un’istituzione mi
vuole parlare, perché no? Poi non è detto che lo presenti agli organi
collegiali”. Peccato per la circolare emanata giorni prima a sua firma.
L'articolo Carri armati nella scuola a Udine: preside travolta dalle polemiche e
interrogazione a Crosetto e Valditara proviene da Il Fatto Quotidiano.
Meno Clausewitz e più Spinoza. O anche più Clausewitz e più Spinoza. La
richiesta del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello (nella foto
con Giorgia Meloni) di avviare un corso di laurea in filosofia per i giovani
ufficiali (una quindicina) è destinata a far discutere. Non perché ci sia niente
di male nel tentare di allargare la propria visione e nutrire il pensiero
critico, e la filosofia in questo è maestra, ma perché offre il fianco al
quotidiano dibattito: è una richiesta genuina o è un altro modo di militarizzare
l’università?
Nel suo intervento agli Stati Generali della Ripartenza tenutisi in questi
giorni a Bologna, Masiello ha raccontato di aver chiesto senza successo all’Alma
Mater l’avvio di un CdL in filosofia apposito per i suoi pochi ufficiali. Il
Capo dell’Esercito, pur non volendo “giudicare scelte che competono ad altre
istituzioni”, legge il rifiuto dell’Ateneo come una specie di discriminazione.
“Rappresento che un’istituzione come l’esercito non è stata ammessa
all’Università”, dice il generale. “Non è una polemica ma una cosa che mi ha
sorpreso e deluso. Questo è sintomatico dei tempi che viviamo e di quanta strada
ancora c’è da percorrere, perché la nostra opinione pubblica, in generale, e i
giovani, in particolare, capiscano qual è la funzione delle forze armate nel
mondo che stiamo vivendo”.
Rimbalzo di responsabilità per Giovanni Molari, rettore dell’Università di
Bologna, che ha chiarito all’Ansa che è stata una “scelta autonoma di un
Dipartimento, che ha preferito soprassedere e astenersi dal deliberare sul tema.
Ricordo che le scelte didattiche, in questo caso l’attivazione di un curriculum
dedicato, sono materia su cui l’iniziativa compete ai Dipartimenti” – ha
aggiunto l’accademico – “Questo non esclude affatto ulteriori interlocuzioni e
sviluppi. Siamo costantemente aperti al dialogo con tutte le realtà che
riconoscono l’eccellenza formativa e scientifica del nostro ateneo”.
Tra i primi a intervenire sulla questione gli studenti del collettivo
universitario bolognese Cua, il Collettivo Universitario Autonomo, che insiste
sulla militarizzazione delle università fortemente denunciata in questi mesi: “È
l’ennesima riprova del fatto che i nostri atenei si stanno piegando sempre più
alle logiche della guerra e del riarmo. Con un genocidio ancora in corso, non ci
è possibile ignorare il fatto che le retoriche belliciste e gli accordi per la
produzione di armi si sviluppano anche all’interno delle nostre università”.
L'articolo L’esercito vuole studiare filosofia a Bologna. Ma l’ateneo dice no al
corso per i giovani ufficiali, ecco perché proviene da Il Fatto Quotidiano.